11 giugno 2013

Criticare il Papa: si può? - Seconda parte

 di Enrico Maria Romano - leggi qui la prima parte


Se è possibile dunque una critica santa e cattolica ai Pontefici (e a fortiori a Vescovi e Prelati), è possibile anche una lode esagerata o incongrua del loro operato. Certo quest’ultima, visto il criticismo post-conciliare, è divenuta abbastanza rara, ma se ne è avuto un triste esempio in un recente opuscolo, scritto per commemorare Benedetto XVI (AA. VV., Joseph Ratzinger, Teologo e pontefice, Milano 2012, pp. 90). In esso, la storica Lucetta Scaraffia esalta il Papa in modo inaccettabile per un cattolico, dandone un’immagine che tende a storpiare l’interessato.
Salto a piè pari le pagine interessanti e valide che non mancano in un saggetto di circa 40 pagine. Scrive la Scaraffia, «La pubblicazione dell’opera omnia di Benedetto XVI – attualmente in corso – costituisce un’operazione di grande importanza sul piano culturale, e non solo su quello religioso; anche perché mette in evidenza un carattere particolare del papa attuale, quello cioè di essere un intellettuale di grande profondità [verissimo!], vera e propria eccezione fra quanti in genere sono ascesi al soglio pontificio [sic!]. Probabilmente dai tempi di Leone Magno, quindi da oltre quindici secoli, non era mai stato chiamato al Soglio di Pietro un uomo che, sul piano teologico, così profondamente avesse riflettuto sulla funzione della Chiesa e della fede nel suo tempo» (pp. 14-15). 

È possibile scrivere una scemenza più grande di questa? Si pensi ai Papi del ‘900 da Leone XIII (+1903) a Giovanni Paolo II (+2005), tutti di alta cultura sia umanistica e profana, che teologica. Come è possibile fare una critica giusta ad uno o più Papi, ecco qui l’opposto: un elogio profondamente ingiusto e sbagliato. Volendo rendere Benedetto XVI alla portata dell’uomo sentimentaloide di oggi, la Scaraffia scrive che «la sua intensa vita intellettuale non è mai separata da una altrettanto intensa vita di affetti umani, in primo luogo per la sua famiglia e per la sua terra» (p. 16). Ancora, sempre nel senso di voler umanizzare il Pontefice-teologo, scrive: «Gli scritti di Ratzinger non fuggono mai in una visione metafisica della realtà; i ragionamenti teologici e filosofici non sono mai sospesi a se stessi, ma poggiano sempre se una solida base storica» (p. 26). Certi elogi, a ben vedere, contengono più veleno che le critiche aperte. Allora s. Agostino, s. Tommaso o s. Bonaventura, i grandi teologi amati da Papa Benedetto, in quanto più metafisici che storici, sarebbero fuori dalla realtà del loro tempo? Mah!

In una ricostruzione del pensiero di Ratzinger di 40 pagine, neppure 4 sono dedicate alla Madonna e quasi 7 alla “dimensione sessuale” (pp. 32-28)! Secondo la Scaraffia, il Papa pensa che “nella tradizione cristiana la sessualità viene individuata non solo come un aspetto della natura umana, ma come il nodo fondamentale della vita” (p. 36): chi se ne astiene dunque, a partire da lui stesso, sarebbe un minus habens? Elogi e critiche siano conformi alla verità, alla storia e al buon senso.
Insomma: viva il Pontificato Romano! Viva i Pontefici, santi-peccatori, Vicari di Cristo!
 

7 commenti :

  1. insomma addirittura 2 post per una critica incosistente, volta più a levarsi sassolini personali (EMR, cosa ti ha fatto la Scaraffia visto che non è il primo pezzo che scrivi solo per buttarle fango gratis?) senza spessore a cui non vale nemmeno la pena di dare una risposta circostanziata?

    Di solito questo è un blog di alto livello in quanto a qualità, anche quando ospita posizioni controverse.

    Stavolta si è sprecata un'occasione per stare zitti, o quantomeno utilizzare meglio la propria intelligenza

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  2. Un buon articolo. Scorrevole. Come tutti gli articoli che si scostano dalle questioni di interesse più pratico, tende a ricevere un minor numero di "mi piace". Ma, a giudicare dalla quantità di commenti trancianti seppur brachilogici che ha sollevato, deve aver toccato sul vivo qualcuno. La Scaraffia? Una bella mente, peccato ogni tanto si perda, succube del trend femminista o giù di lì.

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    1. sinceramente mi sembra tutto tranne che succube di qualcosa, anzi è l'apologeta che serve al mondo moderno.

      Il problema qual è? Che dice che per il cristianesimo, in particolar modo quello cattolico, la donna non è la serva sciocca e ontologicamente inferiore che dicono i nemici della Chiesa ma ha una sua dignità pari a quella dell'uomo?
      Che dice che ci può essere anche un femminismo "sano"?


      Beh, intanto in questo è in ottima compagnia, quantomeno degli ultimi tre papi, e se certo possono essere criticati anche questi ultimi ciò non toglie che negli atti magisteriali bisogna dargli l'adesione (e GPII ci scrisse un'enciclica sulle donne).

      O forse il problema è che non scrive abbastanza pagine sulla Madonna?

      Davvero dobbiamo sempre e solo parlare di noi e per noi secondo lo schemino?

      La Scaraffia nella sua attività parla al mondo, di cosa dovrebbe parlare se non di quello a cui il mondo interessa?

      Francamente al mondo della devozione mariana frega zero, ma frega tanto della posizione della Chiesa su sessualità e questione femminile.

      Vogliamo parlare al mondo, vogliamo convertire, vogliamo farci comprendere o dobbiamo sempre guardare all'ombelico nostro?

      Se è così, se dobbiamo parlare solo per noi e tra di noi, se bisogna sempre e solo fare il compitino ad uso interno, ditemelo che esco dalla Chiesa, ma con me escono tutti gli apologeti della storia (san Giustino Martire tanto per citarne uno) che parlavano al mondo del loro tempo del cristianesimo con le categorie di quel mondo (certo, ai tempi di san Giustino era il platonismo, ma mica è colpa nostra se oggi nel mondo si parla di cose, come dire, più "terra-terra"!?!)

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    2. condivido alcuni di questi rilievi (pur continuando a ritenere pregevole l'articolo nella tesi di fondo)

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    3. Ragazzi, va bene tutto, ma paragonare la Scaraffia a San Giustino Martire mi pare francamente ardito...

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  3. Sono Enrico Maria Romano in persona e per una volta rispndo ai miei detrattori. Non ho questioni personali colla Scaraffia che ho conosciuto di persona, di cui ho letto varie cose e che apprezzo per certi temi (critica allo scientismo,all'eutanasia o alle lobby come fece con un testo assai tosto contro l'Onu di vari anni fa). Sono abbonato all'Osservatore e ricevo ogni mese 'donne chiesa mondo': tante sono lo cose che sostiene la storica, moglie di Galli della Loggia, le quali non mi paiono affatto sostenibili. Il suo femminismo non è quello sano della tutela della dignità della donna, ma spesso è inficiato dai criteri della modernità (uguaglianza assoluta tra i sessi, donna casalinga come donna incompleta, tentativo di diminuire il ruolo del sacerdote con una rivalutazione delle diaconesse, etc.).
    Ammetto però che i miei pezzi, come scrive il mio detrattore, spesso non sono di alto livello; ma questo che significa? So bene di non avere il pathos di un Catani, la verve di un Piazza, o l'umorismo di un Satiricus... Ma preferisco di gran lunga uno dei tanti articoli pubblicato sul blog da un Marco Mancini per es. che gli editoriali, assai più dotti (almeno in teoria), di un Saviano o di uno Scalfari su Repubbluca. E come mai ciò? Perchè i 'camparini' difendono la verità, quella verità che i giornalisti di Rep. oscurano o dissimulano. E' un problema di verità e non di livello culturale. Se nel mio pezzo non ho volato alto tanto meglio da un lato: mi avran capito tutti così. Ma non credo che esso dicesse il falso. Diceva solo che nell'obbedienza al Papa si può peccare sia per difetto (come fanno nettamente i progressisti in genere, la scuola di Bologna, i neo-modernisti, i tanti don Gallo, etc.) o per eccesso (come chi non distingue tra la dottrina della fede definita dal Papa e le idee personali del papa...). Tutto qui! La Scaraffia, elogiando BXVI (cosa buona e giusta) ha diffamato secoli di papi dichiarati ignoranti. E questo non è grave per il mio detrattore??? Si rilegga ciò che la storica 'cattolica' scrive e lo si analizzi bene. Spero di migliorarmi certo, ma soprattutto spero di aver detto la verità, la quale come insegna il Maestro 'rende liberi'. Lo stesso mi auguro dei miei detrattori: che abbiano detto la verità.

    EMR

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  4. ONORE AL CAMERATA EMR!

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