09 luglio 2013

Il Papa a Lampedusa: attenti alle ideologie (tutte)

di Marco Mancini

Prima di entrare nel cuore dell'argomento, sento prima di tutto il dovere di mettere nero su bianco alcune perplessità: non voglio, infatti, correre il rischio di essere scambiato per uno dei tanti tradizionalisti o presunti tali convertiti sulla via di Damasco e diventati, di colpo, laudatores del nuovo corso vaticano, pronti a metter su fette di salame davanti agli occhi e a sforzarsi di fornire interpretazioni concilianti di pensieri, parole e opere di Papa Francesco.

Quindi, è vero che apprezzeremmo molto che il Papa spendesse parole altrettanto forti di quelle impiegate ieri a Lampedusa per ribadire la santità del vincolo matrimoniale e dell’unione familiare e la follia della pretesa di insozzarli attraverso provvedimenti legislativi come quelli adottati di recenti in alcuni Paesi, tra cui la Francia. E’ vero che la scelta di visitare l’isola siciliana per porre al centro dell’attenzione la questione dell’immigrazione porta con sé il rischio di fraintendimenti e strumentalizzazioni. E’ vero che la scelta di una Messa penitenziale rischia di accreditare una volta di più l’immagine di una Chiesa che ha sempre qualcosa da farsi perdonare, come se non fossero bastati i “mea culpa” giubilari del 2000. E’ vero che talune scelte liturgiche, in primo luogo l’altare-barchetta e l'ambone-timone, sembrano più adatte a un parco di divertimenti stile Magicland o a una réclame di Capitan Findus che alla celebrazione del Santo Sacrificio della Messa.

Insomma, le ragioni per storcere il naso non mancano. Però non bisogna esagerare. Ieri ho letto commenti che non mi sono piaciuti, anche da parte di persone che stimo. Ho percepito, da parte di molti che pure si professano cattolici a tutto tondo, un’evidente mancanza di rispetto nei confronti del Papa, come si trattasse di una Boldrini qualunque. Si possono avere tutte le idee che si vogliono sull’immigrazione, è lecito osservare che proprio un certo atteggiamento buonista e l’idea di un’accoglienza indiscriminata costituiscono i migliori alleati dei mercanti di morte di cui ha parlato Francesco. Si può rivendicare la legittimità delle proprie posizioni anti-immigrazioniste, proprio alla luce dell’autonomia che deve contraddistinguere i cattolici impegnati in politica e che costituisce l’unica, vera, sana e accettabile forma di laicità delle realtà temporali rispetto al potere spirituale.

Ma trattare il Papa alla stregua di un avversario politico, con un astio che eravamo abituati a vedere solo in certi cattolici “democratici” e “progressisti”, questo non è accettabile. Il Pontefice ha inteso ricordarci che la dignità della persona umana è un principio universale, che vale anche e soprattutto per le migliaia di disperati che, vittime di un meccanismo più grande di loro, sbarcano sulle nostre coste o affogano prima di arrivarci. Ha voluto lanciare un grido contro l’indifferenza di fronte alle necessità e alle sofferenze dell’uomo, di tutti gli uomini. Ci ha ricordato che la misura sulla base della quale saremo giudicati nell’ultimo giorno sarà la carità (“ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi […] In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me”) e che proprio nell’amore verso il prossimo incontriamo veramente Cristo. Ha predicato il Vangelo, come manuale di santificazione personale. Ha fatto il Papa, cosa che ci auguriamo continui a fare anche su altri e più divisivi versanti.

Chi, di fronte a questo, si preoccupa di fare polemica politica, di evocare i martiri di Otranto e gridare all’invasione islamica, di distinguere in maniera sprezzante tra i propri nonni, veri “emigranti”, e i “violentatori extracomunitari” che Papa Bergoglio avrebbe sdoganato, forse dovrebbe porsi qualche domanda sulla sostanza della propria fede. Dovrebbe chiedersi se essa è l’incontro della propria imperfezione con Cristo, vero Dio e vero uomo, o ideologia politica. Se il proprio cattolicesimo ha ancora qualcosa a che fare con il trascendente o è diventato una ricetta puramente “orizzontale” per organizzare la società. Se l’obbedienza al Papa e alla Chiesa vale sempre o solo nella misura in cui compiace e rispecchia i propri pregiudizi. Forse il caso di Magdi Allam non è così isolato come avevamo pensato: forse questo pontificato sta diventando veramente “segno di contraddizione, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori”. 
 

33 commenti :

  1. Ma mi sbaglio o i giornali non hanno minimamente riportato e dato attenzione al discorso sulla santità del matrimonio?

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    1. sbaglio o hai letto male l'articolo e non hai capito nulla?

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  2. "E’ vero che talune scelte liturgiche, in primo luogo l’altare-barchetta e l'ambone-timone, sembrano più adatte a un parco di divertimenti stile Magicland o a una réclame di Capitan Findus che alla celebrazione del Santo Sacrificio della Messa".
    Continuate a badare a quelle ridicolezze da "pizzi e merletti". D'altronde: "Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone" "Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico", sono parole di poco conto.
    Li immagino i grandi santi evangelizzatori dell'Europa pagana, San Bonifacio Apostolo delle Germanie, san Willibrord,Agostino di Canterbury Apostolo d'Inghilterra, appoggiati ai loro poveri ma forti rami, badare a certe emerite cazzate.Voi rappresentate una chiesa rinascimentale, paganizzata lussuosa e lussuriosa. L'estetica della fede. La chiesa è in cammino su questa terra, da quando si pregava alla luce di umide e buie catacombe fino alle foreste dell'est o i deserti dell'Asia, e con il vostro fare non sarebbe mai esistita, perchè non sarebbero mai esistiti uomini coraggiosi. Ma solo gente che si lamenta sterilmente che il vicario di Pietro, che era un pescatore eh!, predica da una barca, con un calice di legno. Cosa che è nella sua semplicità grandiosa. In Indiana Jones il Graal era di legno!
    Per il resto per voi esiste solo omosessualismo, immigrantismo: voi stessi fate della la vostra "fede" un fastidioso -ismo. UN CATTOLICISMO patetico.
    Auguri. Guardate ancora a Putin, Hassad,Berlusconi e qualche altro criminale che nel medioevo non avrebbero esitato a stanare dal suo bel palazzo e linciare come il porco che è.

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    1. e a Voyager di che materiale era? Torna a guardare i cartoni animati che è meglio...

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    2. Torna a scrivere cazzate.

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    3. o caca ta mà è mia e ta pà talia

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  3. Io credo però che si tratti di uscire da un equivoco concettuale di fondo.
    O si guarda alla dottrina ed al messaggio evangelico come ad un sistema ideale in grado - anche, non solo ma anche - di organizzare la coesistenza terrena e quindi la società (ossia, in ultima analisi un'ideologia) e di condurre l'agire individuale sulla base di alcuni principi cardine (e in un certo senso sempre di ideologia si tratta) oppure stiamo ragionando del nulla elevato al quadrato.

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    1. Francesco Mastromatteo9 luglio 2013 15:10

      il cattolicesimo ha una dottrina sociale, non una ideologia che è una cosa nata con la rivoluzione francese. La differenza è abissale

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    2. L'equivoco è ridurre una concezione controriformistica della chiesa - che pure ha avuto i suoi meriti - all'intera storia della chiesa. Sostituire al crocifisso il triregnum.

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    3. Mastromatteo, quando è stata sviluppata esplicitamente la dottrina sociale? Mi pare molto dopo la Rivoluzione francese.

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    4. Francesco Mastromatteo9 luglio 2013 17:45

      la dottrina sociale come la dottrina cattolica in genere, non nasce in un secolo piuttosto che in un altro: è insita nel Vangelo e nella riflessione dei Padri della Chiesa. Non è nata nell' '800, al massimo si è sviluppata in quel secolo alla luce delle mutate condizioni sociali, ma si basa sempre sul realismo di stampo tomista, che è agli antipodi dal pensiero rivoluzionario di tipo giacobino e liberale

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    5. Caro Gibbì, certamente la dottrina sociale cattolica fornisce della coordinate e dei principi per ordinare la società. Si tratta però, appunto, di coordinate e principi, che poi devono essere declinati concretamente da chi è impegnato in politica, sulla base della propria visione del bene comune. Diciamo che lo scopo è vincolato, mentre gli strumenti per conseguirlo - all'interno delle coordinate date - sono opinabili, salvo alcuni principi - i famosi principi non negoziabili - che non sono suscettibili di interpretazione o bilanciamento.
      Quello che mi preme sottolineare, comunque, è che il cristianesimo NON PUO' essere ridotto a ideologia politica. Esso è la fede in Cristo morto e risorto; che poi da questa fede si traggano indicazioni per ordinare le realtà temporali è una conseguenza, non il nocciolo della questione.
      Viceversa, l'ideologia - nell'accezione in cui uso il termine - è un sistema teorico del tutto sconnesso dalla realtà che pretende di fondare in maniera scientifica l'ordine sociale, postulando un valore assoluto a cui viene attribuito carattere quasi sacrale e sacrificando ad esso tutto, dignità della persona umana compresa. L'ideologia giacobina, fondata sul mito della virtù, quella bolscevica, fondata sul primato della "classe", o quella del nazionalsocialismo tedesco, fondata sul culto della "razza", ne costituiscono alcuni esempi.
      So bene che questa mia spiegazione si presta ad una serie di obiezioni, ma purtroppo esigenze di tempo e brevità mi impongono di semplificare.

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    6. "Quello che mi preme sottolineare, comunque, è che il cristianesimo NON PUO' essere ridotto a ideologia politica."

      Sono pienamente d'accordo.
      Infatti io - rispondendo ad un commento - parlavo della dottrina sociale, non del Magistero nel suo insieme.
      E pur essendo sostanzialmente in linea con quanto precisato rimango anche dell'idea che la dottrina sociale, con le sue indicazioni rigorose del peso da attribuirsi alle responsabilità individuali ed a quelle collettive, è a tutti gli effetti un "programma" di impostazione della società.
      Probabilmente non stiamo dicendo cose molto diverse ma ne traiamo, forse, conclusioni differenti.

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  4. Domanda per Francesco Mastromatteo: quale sarebbe la reale differenza tra una dottrina sociale e un'ideologia?
    Una spiegazione di questo arcano sarebbe quanto mai gradita.

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    1. Grazie innanzitutto a Marco Mancini. sono articoli come i suoi che mi fanno approdare con regolarità si questo sito. Purtroppo, come sempre su internet, i commenti sono raramente all'altezza. @Gibbì: l'ideologia è una idea umana, che pretende di permeare ogni aspetto dell'esistenza. Dentro alla parola ideologia si sente la radice di idolo: cioè una divinità che l'uomo fa con le proprie mani affinchè faccia quel che vuole lui. Non a caso le varie ideologie hanno sempre preteso di sostituirsi, spesso in modo violento, alla religione. La dottrina sociale della Chiesa è, come dice la parola, una dottrina, che riguarda uno specifico settore dell'agire umano: quello economico/sociale. Non pretende di dare risposte a tutto, nè risposte definitive valide per ogni possibile situazione in ogni tempo.

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    2. giovanni cattaneo9 luglio 2013 17:21

      Ideologia deriva da eidos che vuol dire idea, rappresentazione. La dottrina sociale della chiesa è un'ideologia nel senso neutro della parola, una serie di istane, princìpi e direttive di natura politica, sociale ed economica. Che questi vengano presi da una certa interpretazione dei vangeli non impedisce alla dottrina sociale di essere ideologia. Tant'è che questa dottrina sociale si è adeguata via via ai tempi. E' strategia ideologica, questa.

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    3. L'ideologia pretende di divenire, prima o poi, realtà piena, tangibile e definitiva nel secolo presente, un paradiso in terra. Perciò nel loro nome sono stati commessi i più atroci delitti. Se un'utopia può divenire realtà allora si innesca un pensiero perverso per cui si pensa che il gioco del massacro vale la candela della realizzazione dell'utopia.
      LA (non una) dottrina sociale della Chiesa (DSC), invece, nasce nel solco del pensiero cristiano secondo il quale ogni compimento perfetto e imperituro avverrà nel secolo futuro e non nel presente. Nel secolo attuale il compito dell'uomo è quello di aderire al messaggio di Cristo, secondo il quale la salvezza non può venire da ciò che l'uomo fa o non fa (senza per questo mettere in dubbio la capacità del merito), ma solo da Dio. All'uomo spetta la possibilità di collaborare con Dio alla realizzazione del Regno promesso. È questa collaborazione che promuove la DSC nell'ambito del sociale, sempre, però, con la consapevolezza e l'umiltà di guardare in faccia alla fattibilità dell'uomo presente e, quindi, si tratta in certo qual modo di limitarsi a promuovere il bene e cercare di evitare il male.
      La realizzazione piena e imperitura del Regno non è assolutamente nelle possibilità dell'uomo è dunque non gli spetta, ma spetta solo a Dio, perché solo Lui ha questo potere. E non nel tempo presente, ma nella vita futura.
      philosophus minimus

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  5. La radice del termine ideologia non è affatto idolo ma, come ci ha insegnato egregiamente Anna Harendt, è idea.
    Ideologia letteralmente significa, infatti, la logica di un'idea.
    Detta in soldoni, significa che posti alcuni principi e alcuni valori di riferimento come essenziali alla concezione dell'uomo e della vita, ne discendono tutte le conseguenze logiche dell'organizzazione sociale, del diritto e dell'autorità legittima.
    Non esiste una società che non abbia un'ideologia di riferimento, sia quando è Dio il centro di tutto (teismo) sia quando nella riflessione pubblica non se ne avvertono le tracce (ateismo).
    La dottrina sociale della Chiesa è un'ideologia come le altre; forse migliore di altre, per alcuni aspetti.
    La distinzione che l'utente ffa ha proposto non mi sembra significativa, né convincente.
    Del reso, nelle scienze sociali si contano non meno di una ventina di significati diversi del termine ideologia, quindi è in buona compagnia.
    Poi, naturalmente, ognuno si può accontentare di stare nella nebbia concettuale a piacimento, anche considerando l'obiettiva difficoltà della materia.

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  6. Cercando di capire cosa sta' succedendo, a me la situazione pare questa: c'è un raffinatissimo Papa che, ancora nel pieno della sua efficenza (e spero in tutta autonomia) si è inflitto il pensionamento (o gli arresti domiciliari, non mi è chiaro), e c'è un Papa, di altrettanto grande intelletto, che ha raccolto lo scettro di Pietro quasi fosse un guanto di sfida, e va brandendolo con una perizia e una determinazione senza precedenti.
    Ogni parola e ogni mossa apparentemente improvvisata, sembra un blitz progettato e organizzato nei dettagli più insignificanti per produrre l'impatto voluto. Prendiamo la visita "privata" (quindi riservata) a Lampedusa. L'effetto è stato assolutamente "spettacolare", un "evento" di risonanza globale e non poteva che essere così, quanto di meno "privato" si possa immaginare. La commozione per i "boat peolple" di Vietnamita memoria, per i morti in mare, che assale i cuori "di carne", anche per la forza evocativa del contesto, non puo' lasciare indifferente i network dell'informazione sempre pronti a sollecitare qualsiasi senso di colpa si renda politicamente spendibile.
    Ma la "globalizzazione dell'indifferenza" sta altrove: sta nei milioni di bambini uccisi mentre tentano la loro tragica traversata verso la vita, morti senza lacrime a senza sepoltura. Ma dove potrebbe andare un Papa a gettare una pietosa corona di fiori gialli per questo olocausto quotidiano?
    Per queste emergenze poco evocative, poco "com-patibili" col lo spirito del tempo, poco appetibili in termini di consenso generalizzato, distoniche rispetto alle priorità umanitarie più "urgenti", pare ci si debba ancora accontentare di forme assolutamente più dimesse.

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  7. @Gibbì: "Del res(t)o, nelle scienze sociali si contano non meno di una ventina di significati diversi del termine ideologia, quindi è in buona compagnia.
    Poi, naturalmente, ognuno si può accontentare di stare nella nebbia concettuale a piacimento, anche considerando l'obiettiva difficoltà della materia". Dunque al termine ideologia si possono dare, dici tu, almeno una ventina di diversi significati, ma chi non la pensa come te sta nella nebbia concettuale. Fortuna che ci sei tu a dispensare verità indiscutibili! Comunque non pretendo di dare una lezione lessicale. Ho solo notato dal profondo della mia nebbia concettuale l'assonanza tra ideologia e idolo e l'analoga ricaduta storico-sociologica: l'ideologia si fa idolo e pretende di scacciare Dio. Poi se si vuol chiamare tutto ideologia, per carità, il termine lo si può associare anche alla dottrina sociale della Chiesa: ma a quel punto si può anche chiamarla Pippo, Pluto o Paperino.
    Quanto, ed è la cosa che a me interessa di più, all'azione e all'insegnamento di Papa Francesco, sono stato colpito da quel che scrive oggi Agnoli sul Foglio: Benedetto voleva puntellare una cultura che vedeva disfarsi; Francesco ritiene che la nostra non sia più una civiltà da puntellare, ma una civiltà ormai distrutta e che quindi occorra ricominciare dall'ABC.

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  8. Ma no, io credo che continui a rimanere nella nebbia concettuale chi si ostina a non vedere che parlare di dottrina sociale e parlare di ideologia significa sostanzialmente dire quasi la stessa cosa.
    A cosa dovrebbe mai servire una dottrina sociale se non a dare criteri di condotta sul piano economico, politico e istituzionale?
    A cosa dovrebbe mai servire il principio di sussidiarietà, ad esempio, se non a stabilire un criterio di limitazione dei poteri pubblici?
    E che cos'è un assetto sussidiario della società se non una certa idea di come si debbano organizzare i rapporti sociali?
    Che poi la Chiesa di Roma non ambisca più al potere temporale (pur avendolo esercitato per diversi secoli) è anche vero.
    Ma questo non significa che la dottrina sociale non abbia scopi politici - nel senso detto - peraltro pienamente dichiarati, legittimi ed evidenti.
    Non capisco perché ostinarsi a nascondersi dietro a un dito, a che serve? a chi serve?

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    1. Non sono la stessa cosa appunto perché l'ideologia è onnicomprensiva e totalizante, cerca cioè di imporre un unico criterio di lettura della realtà; ecco perché si parla di "regimi totalitari" riguardo quei regimi che cercano di realizzare storicamente un'ideologia.
      La DSC, invece, è parziale e non totalizzante poiché cerca di dare dei criteri cristiani limitatamente alla sfera economico-sociale degli Stati. Nel cristianesimo l'interpretazione totalizzante della realtà spetta alla fede che è una virtù che è dell'uomo, ma che è anche concessa da Dio e, dunque, non può essere imposta ma solo proposta.

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    2. Insisto perché credo che da questo scambio di idee possa nascere una maggiore chiarezza.
      Il termine ideologia associato alla dottrina sociale della Chiesa è sicuramente improprio, forse anche inopportuno.
      Proviamo a metterla così: perché riconosciamo validità alle norme che, ad esempio, puniscono l'omicidio e il furto? Per una convenzione sociale o perché le avvertiamo intimamente giuste? Per puro calcolo utilitaristico (rendere conveniente la pacifica cooperazione a fini economici) o perché sono tra i Comandamenti biblici?
      E' l'autorictas - come scriveva Tommaso Hobbes - o è la Veritas che fonda la legge?
      Se questa può essere una distinzione cruciale - e lo è, di sicuro - ai fini dell'organizzazione sociale, allora militare da una parte o dall'altra del versante ha conseguenze politiche, economiche, sociali ed antropologiche su cui si gioca il futuro.
      Non vogliamo chiamarla ideologia?
      Chiamiamola come vogliamo, anche pippo pluto e paperino, come è stato suggerito.
      Ma sempre di quella roba si tratta.
      (E sia detto marginalmente: non è affatto vero che tutte le ideologie sono totalitarie. Il pensiero liberale, pur essendo certamente antitotalitario, è altrettanto sicuramente un'ideologia....

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    3. @Philosophus. Hai ragione, ma mi sembra difficile che Gibbì capisca. E' uno di quelli che quando gli pare di aver compreso un concetto, lo ripete alla noia incurante di ogni confutazione.

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    4. Di quale confutazione parli, precisamente?

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  9. A parte tutti i discorsi di forma, rispondo al fautore dell articolo che si può anche essere d accordo a metà. Personalmente mi reputo cattolica praticante e quindi fedele alla Sants Chiesa di Roma con tutti i suoi annessi e connessi.. Papa in primis. Ma sono anche una cittadina di questo infelice Paese. Nessuno di noi ha mai bruciato o picchiato extracomunitari (in larga msggioranza tutto fuorché cristiani). Diversamente invdce, siamo (x forza di cose obbligati) un popolo che da quando (molti molti molti anni or sono) sono cominciati gli sbarchi si è sempre dimostrato rispettoso degli usi e costumi loro (di solito in altri Paesi e' il contrario) dato da vivere e da mangiare attraverso parrocchie o associazioni. . e ultimo non ultimo graziati a livello di Giustizia quando ne commettevano di cotte e di crude (si perché il buon cristiano e anche buon cittadino non può scindere o dimenticare fatti di cronaca nera abberranti!!) Le cose vanno dette al di là delle lezioni di Catechesi). A me, ripeto: da cattolica!, ha dato non poco fastidio che si sis fatta la morale a NOI italiani in fatto di ospitalità e non a chi arriva x farsi ospitare. Non lo avrei accettato da un rappresentante politico.. figurarsi dal Papa. La morale di salvare vite umane, l Italia la conosce bene. E lo abbiamo sempre fstto e nonostante tanta gravità in cui versiamo ckme Paese, continueremo a farlo. Quindi era un sermone che ha saputo più d offesa che di conforto. Rispetto il Papa, mia guida spirituale. . Però stavolta ha sbagliato predica. Avrei prerito altro prr ricordare ke vittime in mare. E.. mi rifaccio alla questione della differenza tra immigrati e migranti: io sono uns di quelli che ha descritto la breve storia del nonno in qualche psg Facebook. Sono pronta a ripeterlo perché la differenza c è eccome. Facile ometterla per convenienza. Ma ho anche aggiunto che il problema non è salvare vite umane e garantire ke prime cure.. il problema è tutto ciò che a livello politico e sociale ne consegue. Quindi il Papa se da una parte ha lanciato il giusto messaggio evangelico (qualcuno ancora gli sfuggiva il fatto che aiutate persone in difficoltà non sa da fare? ? Dubito!!) dall altra ha lanciato anche un altro tipo di messaggio. . Che in Italia (vista la condizione politica di uns certa parte. . I pro sbarchi) è come una bomba in via d esplosione. Cordiali saluti. Lorena.

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    1. Cara Lorena, oltre a far mia la risposta di ffa, aggiungo che le generalizzazioni - ripeto, spesso frutto dell'ideologia - sono sempre sbagliate. Ricordiamoci che, oltre a tanti lavoratori onesti come tuo nonno, noi italiani negli Stati Uniti abbiamo esportato una cosetta chiamata "mafia". E lo abbiamo fatto anche in Germania (ricordi la strage di Duisburg?).
      Un conto è criticare dal punto di vista politico e culturale i meccanismi che favoriscono l'immigrazione di massa, altra cosa è fare demagogia sugli stranieri. Affermare che tutti gli immigrati sono criminali è come dire che sono tutti buoni e vanno accolti indiscriminatamente. Anche perché, se si afferma questo, poi bisogna essere coerenti: non assumere la badante rumena, né andare a mangiare un kebab, né assumere il cameriere cingalese o l'operaio macedone nelle proprie imprese. Quanti di quelli che sbraitano contro gli immigrati lo fanno?

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    2. Infatti Marco.. e si può anche concordare (a aprte che le mie non ideologie da pecora.. ma rifletto vedo e valuto la situzione innegabilmente difficile per non dire irrecuperabile) il punto è che esternare così tanta compiacenza in un Paese come il nostro dove il problema NON è seriamente affrontato.. anzi si da man forte pure.. lo torvo come darsi una mazzata sui piedi.. anche se è il Papa stesso a farlo. Personalmente ho lavorato con extracomunitari anche musulmani e sono io la prima a dire che NON tutti sono così.. infatti non erano persone arrivate con gli sbarchi ma con permessi di soggiorno tramite aziende che avevano contatti all'estero.. e una volta arrivati qui gli si veniva messo in chiaro dai titolari di aziende come funzionavano le cose (cioè riseptto e correttezza in primis).. ovvero ciò che veniva detto ai nostri avi quando capitavano in America. Mio nonna ricordava sempre che da qui i suoi capi si raccomandavano rispetto per le leggi, per la religione e per le donne di quel Paese.. Non credo anche ne sono sicura sicura che chi arriva da clandestino abbia una tale infarinatura. I profughi di guerra ci sono da sempre.. sono i tempi ad esser cambiati. E noi non siamo un Paese forte in tema di Giustizia. Ecco perchè dico che il Papa, per quanto io capisco il gesto di evangelizzazione, non doveva esporsi così tanto.. Giusto stamattina è arrivato un altro barcone.. Sarà un caso? Bò.. ma tant'è.

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    3. P.S concludo con l'osservazione geo politica evangelistica: quando il Vaticano toglierà il reato di clandestinità.. allora mi adeguerò molto più facilmente a certe Catechesi.. Ma fin a quel momento ribadisco che non si può scindere così facilmente l'essere una cattolica ma anche cittadina.. soprattutto se una cosa interferisce non poco con l'altra. Mi sembra pure logico. Saluti.

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  10. Cara Lorena, dato che sei cattolica, certo sai che nostro Signore non ha mai detto che i pubblicani fossero persone per bene, ma andava a mangiare a casa loro, non ha mai detto che l'adulterio fosse una cosa buona e giusta, ma ha salvato l'adultera, non ha mai incoraggiato la prostituzione, ma si intrattenuto a lungo a parlare con quella prostituta presso quel pozzo ... Ricordi? Non c'è dubbio che questi uomini che arrivano sulle nostre coste siano il simbolo di tutti i reietti della terra. Sono il simbolo di tutti coloro che nessuno vuole. Se possibile nessuno li vuole neppure vedere. Lui li va a cercare e ci obbliga a guardarli. A guardarli e con loro a guardare tutti gli altri rifiutati, come ad esempio i bambini non voluti. E' una pedagogia quella del Papa che parte necessariamente, come si fa con i bambini, dai concetti più elementari e immediatamente comprensibili per tutti (salvare i naufraghi, ad esempio) e che conduce a capire un poco per volta anche il resto. Poi ci sono certamente le strumentalizzazioni politiche. Lui ha cercato di ridurle al minimo chiedendo espressamente che a Lampedusa non ci fosse nessuna autorità civile. E' stato un modo per tenere alla larga, ad esempio, la Signora Boldrini. Tutto può essere fatto meglio, ma un cattolico, prima di criticare il Papa, dovrebbe almeno fare lo sforzo di capire e di interrogarsi.

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    1. Caro/a FF non faccio ne dietrologia ne demagogia politica.. La realtà è grave.. Salvare delle persone è doveroso. Ma da qui a passare per scemi perdonami.. anche no. Ripeto quanto scritto mille altre volte: nessun italiano (salvo 4 imbecilli dimenticati) hanno mai ammazzato un extracomunitario perchè tale o perchè musulmano etc.. Mai.. Noi siamo quelli dell'accoglienza anche senza predica.. vuoi per spirito politico forzato.. vuoi per spirito religioso autentico fatto sta che all'italiano tu non puoi fare la morale. Prima falla a LORO.. poi semmai a noi. E siamo in tanti a pensarla così.. cattolici un pò stufi comrpesi. A mio figlio vorrei lasciare una Terra di rispetto e di pacifica convivenza.. non di desolazione e paure varie nascoste dietro buonismi e false tolleranze. Perdonami ma.. so quel che scrivo. Ciao.

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    2. A parte le leggi sulla razza del '38 e l'invasione di Etiopia, Albania, Grecia, Francia, Jugoslavia e URSS - e soprassediamo sulla Libia ed Eritrea - gli italiani sono sempre stati buoni con gli stranieri; tanto da aver firmato trattati di pace in qualità di nazione sconfitta. Evidentemente gli altri non avevano compreso che era stato tutto un equivoco: comunque vedere sedicenti cattolici dare del comunista a un Papa. figlio di emigranti per giunta, è impagabile.

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  11. "Chi insegna che non la ragione, ma l'amore deve governare, apre la strada a coloro che governano con l'odio. Coloro che non si avvedono immediatamente di questa connessione, che credono in un governo diretto dell’amore emozionale, dovrebbero considerare che l’amore come tale non promuove certamente l’imparzialità. E non può neanche eliminare i conflitti." (Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici)

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