19 luglio 2013

La necessità dell'anti-antifascismo

di Federico Catani


L'Italia è il Paese degli enti inutili. Per la verità, ho sempre sognato di lavorare in qualche ufficio statale o parastatale rubando lo stipendio senza far nulla. Però oggi c'è la crisi, ed essere assunti in posti del genere è diventato molto, ma molto difficile. Così ho sposato anch'io le posizioni "abolizioniste": dovremmo eliminare non solo le province, ma anche tante altre istituzioni, come il Cnel ad esempio, e magari chiudere alcune procure, come quella giacobina di Milano, se non altro per non vedere troppi pitoni in giro... Scherzi a parte, c'è un'associazione italiana che andrebbe sciolta subito, senza pensarci tanto: l'Anpi, ovvero Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. Certamente, il tempo gioca in mio favore e per forza di cose i cosiddetti eroi della cosiddetta Resistenza a breve lasceranno questo mondo. Ma siccome siamo in Italia e a chiudere bottega non ci pensa nessuno, nemmeno il presidente della bocciofila vicino casa mia, non vorrei veder sopravvivere ai suoi stessi fondatori simile organizzazione. Tra l'altro, non mi interessa  e non so quanto costa l'Anpi e come sia strutturata. Non è tanto questo il problema. So solo che è un'entità rossa come il fuoco dell'inferno e che ogni tanto rompe le scatole con la sua solita retorica da quattro soldi cui purtroppo in molti continuano a credere.

In questi ultimi giorni, per esempio, i reduci della cosiddetta Resistenza se la sono presa niente popò di meno che con Pippo Baudo. Ora, il Pippone nazionale non mi è mai stato particolarmente simpatico, specie per le sue sparate da ignorante circa la Chiesa e la sua dottrina. Per una volta, però, devo convenire con lui su una constatazione: l'inutilità e, anzi, la dannosità del tristemente celebre attentato di via Rasella, a Roma, nel 1944. Non stiamo qui a ripercorrere i fatti storici, che tutti conoscono. Basti soltanto dire che Baudo (che, per inciso, signori miei, come conduceva il festivàl di Sanremo lui... altro che Morandi e Fazio!), nella sua trasmissione su Rai Tre, ha praticamente detto quel che ogni persona di buon senso sosterrebbe, vale a dire che la strage delle Fosse Ardeatine si sarebbe potuta evitare. 

I responsabili di quell'atto (che tutto fu tranne un'azione di guerra, come invece da sempre dicono i reduci partigiani) hanno ucciso, senza alcun motivo e senza alcuna valenza strategica, un gruppo di poliziotti militari altoatesini, niente affatto pericolosi. Ben sapendo, peraltro, che Hitler aveva dato ordine di far fuori dieci italiani per ogni tedesco ammazzato. E infatti, come era da prevedere, i tedeschi svuotarono le carceri e fecero quel che tutti sappiamo. I responsabili dell'attentato non si costituirono, preferendo salvare la propria pelle piuttosto che quella di altri messi a morte a causa loro e, come premio, ricevettero pure una bella medaglia a guerra finita. Che grande Italia uscì fuori da quello sporco conflitto!

Ebbene questo episodio è l'ennesima dimostrazione di come l'antifascismo becero e militante sia ancora più vivo che mai in questo nostro Paese. L'Anpi, anziché riconoscere i tanti errori di chi fece la "Resistenza" e chiedere scusa per le Fosse Ardeatine, per i partigiani cattolici o monarchici ammazzati, per i preti e i "borghesi" fatti fuori anche dopo la guerra, per le uccisioni indiscriminate di tanti fascisti o presunti tali, continua a propalare a pieno ritmo la sua ideologia venefica. Qui non si tratta di apologia del fascismo, né di fare revisionismo. Si tratta soltanto di riconoscere un dato ineccepibile per chiunque si identifichi con il cattolicesimo intransigente. Se è vero che non tutti gli antifascisti erano e sono cattivi, è anche vero che tutti i cattivi erano e sono antifascisti. Anche oggi, nel 2013 è giusto, doveroso e indispensabile definirsi anti-antifascisti, così come lo era un certo Giovannino Guareschi, che la prigionia in Germania se l'era fatta. Ancora oggi, nel 2013, è giusto, parlando al bar o all'università, in parrocchia o ai giardinetti, ribadire che se il fascismo non è stato il bene assoluto, di sicuro non è stato nemmeno il male assoluto.

E non è vero - e qui faccio una simpatica polemica col sodale Facchini- che non esistano uomini della Provvidenza. Mussolini, per un certo periodo di tempo e per molte cose lo è stato, così come lo sono stati Franco e Salazar, Carlo Magno e Costantino (questi ultimi due, peraltro, tanto citati da molti bravi cattolici, non furono proprio degli stinchi di santo...). Poi si sa, gli uomini sono solo strumenti e non sono né eterni né infallibili: e infatti noi adoriamo solo Dio. Chi scrive non vuole restaurare il fascismo e conosce bene le sue colpe, i suoi limiti e anche i suoi crimini. Ma il bisogno di un uomo forte c'è eccome (e non è necessario sia un novello Luigi IX che ci guidi alla crociata, né un nuovo zio Benito che ci porti allo sbaraglio o ci faccia fare ginnastica obbligatoria tutti i sabati, anche perché io, non avendo il fisco, in tutta franchezza non ho molta voglia di fare la guerra). Magari, visti i tempi tristi che viviamo, rispuntasse un Caudillo cattolico per l'Italia. Magari si potessero riprendere alcuni elementi di quei regimi che, unici negli ultimi duecento o trecento anni, hanno garantito l'ordine naturale e la regalità sociale di Cristo (lotta alla massoneria, messa al bando del comunismo, difesa della famiglia, divieto di aborto e divorzio, confessionalità dello Stato, attenzione alle questioni sociali)! Certo, mi si dirà, per far tutto questo non c'è bisogno di arrivare ad una dittatura. Verissimo. Ma resta il fatto che con la debole democrazia di oggi e degli ultimi sessant'anni - che poco ha a che vedere con l'ideale descritto ad esempio da Pio XII - le stesse conquiste non ci sono state.

E per concludere, è vero che siamo nel 2013 e che bisogna guardare avanti. Ma non capisco proprio, da parte di certo mondo cattolico identitario, il terrore di parlare dei fascismi. In un Codreanu o in un Degrelle, così come nelle politiche di un Tiso e di un Dolfuss c'è in realtà molto più Cristianesimo di quanto abbiamo visto negli ultimi settant'anni di pace e libertà made in Usa e Democrazia Cristiana. Non a caso, se oggi io rimpiango Pio IX (come faccio), mi prendono per personaggio folkloristico. Ma se mi metto a difendere il Concordato e l'autoritarismo di Mussolini, l'alzamiento di Franco e l'Estado Novo di Salazar vengo considerato dalla Boldrini un pericoloso criminale. Sarà un caso? Sarà un caso se l'Anpi ha ancora voce in capitolo e movimenti di estrema destra vengono demonizzati? E infine, sarà un caso se la stragrande maggioranza del mondo cattolico tradizionalista non demonizza il Ventennio e magari ci fa sopra due risate?
 

22 commenti :

  1. Caro Catani, lei inizia bene ma verso la fine deraglia. Benito Mussolini, a differenza ad esempio del generale Franco, condusse una politica assai poco favorevole al cattolicesimo. Cercò di mettere fuori legge o, comunque, far chiudere, l'Azione Cattolica (che non era allora quella di oggi!) perchè pretendeva di avere il monopolio della formazione giovanile. Solo il fermo intervento del Papa la salvo'. Tutti i peggiori intellettuali laici del dopoguerra sono stati letteralmente forgiati in gioventù dalle varie associazioni culturali, riveste e iniziative fasciste. Il Duce si alleo' poi al demoniaco Adolf Hitler conducendo l'Italia e gli italiani in un baratro dal quale, sotto molti punti di vista, non ci siamo più rialzati. Persino sull'aborto Mussolini fece danni. Non so lei quanti anni abbia. Nel 1981/82 io ero un ragazzo che faceva campagna per il referendum contro la legge 194: ebbene era un po' difficile spiegare com'è che il nostro "Si alla vita" (questo era lo slogan) avrebbe ripristinato una legge che considerava l'aborto un "delitto contro la sanità della stirpe". Forse quello che lei chiama "mondo tradizionalista" (espressione che da amante della tradizione detesto) sarebbe più credibile se facesse qualche risata in meno sul Ventennio.

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  2. baaah l'uomo forte... non mi piace l'espressione, è da femminella. ci vuole fermezza in tutti nn solo in chi governa. cmq una guerra per il giusto ideale va combattuta con o senza il fisico

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  3. Ma io direi che questi articoli si commentano da soli! Ossia, sono esemplari nel loro essere coacervo di assurdità.

    Peraltro, l'autore era anche quello che "Scola non è cattolico", vero?

    Affar vostro se fate figure barbine e se vi coprite di ridicolo. D'altra parte, state facendo tutto da soli.

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  4. Una cosa è certa e mi sembra che dall'articolo emerga, in qualche modo. La democrazia si sta dimostrando fallimentare in quanto, di volta in volta, viene intesa o come metodo per la realizzazione di una falsa e artificiosa uguaglianza di tutti con tutti (ossia, livellamento forzato e negazione delle differenze naturali tra gli individui); o come "volontà popolare" (quanto di più irrazionale e demagogico ci possa essere). La politica - come la conoscenza, la scienza, la saggezza o la capacità artistica - non è di tutti ma è un fenomeno elitario. Oppure non è....

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  5. 1)"...il Pippone nazionale non mi è mai stato particolarmente simpatico...."

    Sei il re dei doppi sensi, federi'.

    2)"...... Non a caso, se oggi io rimpiango Pio IX (come faccio), mi prendono per personaggio folkloristico. Ma se mi metto a difendere il Concordato e l'autoritarismo di Mussolini, l'alzamiento di Franco e l'Estado Novo di Salazar vengo considerato dalla Boldrini un pericoloso criminale. Sarà un caso?"

    No, è solo un articolo transitorio della Costituzione.

    ciao ammmmmmmmmmmmmmmmmmmmore

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  6. Ottimo articolo, totalmente condivisibile. Grazie, caro Catani. Mi permetto solo due appunti ai suoi critici:
    1) a ffa: mai, mai, mai, il fascismo si sognò di mettere fuori legge l'Azione Cattolica, azione che, tra l'altro, sarebbe stata dubbia giuridicamente alla luce dei Patti Lateranensi e invisa anche a molti fascisti che, in stragrande maggioranza, erano cattolici. La grande parte dei volontari fascisti alla guerra di Spagna era cattolica e la loro partecipazione alla "Cruzada" era motivata dalla necessità della difesa della Civiltà Cristiana. 16.000 religiosi assassinati dai "rojos" in terra iberica non ci dicono nulla? E alla "Cruzada" contro la feroce dittatura rossa non parteciparono solo volontari italiani, ma anche francesi (il figlio di Bernanos, ad esempio), inglesi, irlandesi, americani. Questo per dimostrare da che parte erano schierati i cattolici all'epoca. Tornando all'Azione Cattolica, negli anni '30 non era un blocco monolitico: molti si opposero allo scontro di parte dei vertici con il Regime, che certo anticattolico non era. Come al solito, la storia è più complicata. Certo è che erano già iniziate le infiltrazioni di catto-comunisti e modernisti nell'Azione e, soprattutto a Roma, la creazione di sotto-federazioni, tollerate dai vertici, dedite alla propaganda sovversiva e anti-fascista. Ma, alla fine, un accomodamento si trovò. Certo che né Pio XI, né Pio XII furono mai antifascisti.
    2) al solito disturbatore Paolopancio: c'è una verità superiore alla costituzione imposta dai vincitori e ai suoi articoli (tra l'altro, appunto, "transitori"). E' la verità storica e il diritto naturale. E tralascio l'argomento della contraddittorietà delle leggi liberticide con l'essenza dei proclami illuministi: non eravate voi quelli del voltairriano "non sono d'accordo con le tue idee ma sono disposto a morire per difendere il tuo diritto ad affermarle"? (o frase equivalente, non sono aduso a queste frequentazioni intellettuali).
    La democrazia non è garanzia di verità, né, tantomeno, di buon governo. Sa, la pensavano così anche Platone, Aristotele e San Tommaso.

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    1. "Certo che né Pio XI, né Pio XII furono mai antifascisti."

      Non l'avevo mai pensato schmuck di un goy

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    2. Essendo di etnia indoeuropea, non frequentando sinagoghe e non essendo aduso a parlare yiddish la sua prosa non mi è molto chiara. Ma gli insulti sono perfettamente percepibili. Ho il sospetto che, a parti invertite, lei starnazzerebbe invocando la legge Mancino, l'incitamento all'odio razziale e l'intervento del Presidente dalla Camera. Io mi limito sommessamente a dirle: ma non le bastava essere comunista?

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    3. Interessante, questo paolopancio: "schmuck" in ebraico-americano significa demente, e "goy" significa non ebreo. Che i lettori riflettano...

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    4. Sarebbe semplicemente da denunciare per incitamento all'odio razziale.

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    5. Voi sareste da denunciare per ignoranza conclamata. Paolopancio ha lanciato una famosa frecciatina a proposito di papi, leggi razziali e nazismo...

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    6. L'ultimo anonimo è un goy ubbidiente.

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    7. Caro Silente,
      contro l'Azione Cattolica vi furono vere e proprie devastazioni, che comportarono in alcuni casi vere e proprie profanazioni. Le sedi dell'azione cattolica furono chiuse dall'autorità statale. Dovette intervenire il Papa che nell'enciclica "Non abbiamo bisogno", del 1931, quindi non sospettabile di modernismo postconciliare, scrisse tra l'altro: "... si è tentato di colpire a morte quanto vi era e sarà sempre di più caro al Nostro cuore di Padre e Pastore di anime … e possiamo bene, dobbiamo anzi soggiungere: "e il modo ancor m’offende" e ancora: "... monopolizzare interamente la gioventù, dalla primissima fanciullezza fino all’età adulta, a tutto ed esclusivo vantaggio di un partito, di un regime, sulla base di una ideologia che dichiaratamente si risolve in una vera e propria statolatria pagana non meno in pieno contrasto coi diritti naturali della famiglia che coi diritti soprannaturali della Chiesa".
      Questo e magistero. Se poi lei vuole continuare a giocare al catto-fascista, faccia pure.

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  7. all'improvviso la consapevolezza20 luglio 2013 15:22

    Nemmeno Platone, Aristotele e Tommaso d'Aquino sono garanzia di verità.

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  8. ...amicus Plato, sed magis amica Veritas! Cordialita'.

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  9. Visto che lei continua con i suoi ignobili insulti, purtroppo tollerati dalla Redazione, ricordo ai lettori che, qui sopra, lei si è rivolto a me con l'espressione di: "demente di un non ebreo" ("schmuck di un goy"). E' un infelice esempio di umorismo ebraico o semplicemente un caso di incitamento all'odio razziale?
    Che i lettori valutino.
    Poi, nel merito, ma lei pensa seriamente di meritare una risposta?

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    1. Nell'Antico Testamento si dicono molte cose bruttissime sui non ebrei, che in genere vengono sterminati. I non ebrei, dico.

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    2. Ma no, silente ma molto scrivente
      è che sei così desolatamente privo di witz che forse, per farti una risata, non ti rimane altro che un anno sabbatico a bensohurts per immergerti nello spirito e nella comicità ebraico-newyorchesi; previa circoncisione, però.

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  10. A parte la piega un po' fuori tema che la discussione ha preso, il fascismo ha avuto dei meriti ma di certo, come tutti i movimenti socialisti, mi sembra che abbia poco a che vedere con l'ideale cattolico. Tuttavia è vero che il presente è uno di quei frangenti in cui il c.d. uomo della provvidenza o uomo forte che dir si voglia sarebbe assai necessario. Il modello di riferimento che proporrei è Pinochet, anche per alcune analogie tra le condizioni del Cile di allora e dell'Italia di adesso, paesi entrambi prigionieri di demagogiche e diaboliche utopie di sinistra, e perciò in crisi istituzionale, sociale ed economica permanente: il suo metodo autoritario-paternalista, in politica interna e in economia, è risultato assai efficace; in più, esaurita quella che riteneva la sua missione, si è dimesso spontaneamente (mantenendo però il comando in capo delle forze armate, il che dimostra come non mancasse almeno della prima delle quattro virtù cardinali).



    prudenza)

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  11. Più la democrazia relativista diverrà una tirannia satanica, come è usa fare dal 1945, col trionfo dell'asse USA-URSS, con una accelerazione massima dopo il 1968 e più i regimi ad essa antitetici diverranno per lo meno simpatici, a noi cattolici. Il fascismo ebbe meriti cattolici indubbi anche al di là di quel Concordato che ridiede "Dio all'Italia e l'Italia a Dio" (Pio XI): ad esempio la soppressione del partito comunista (ma non dei caporioni rossi, trattati coi guanti bianchi e nient'affatto sterminati, come accadde sempre coi contro-rivoluzionari nei regimi sovietici), lo scioglimento della massoneria, le leggi anti-divorzio, pro-moralità pubblica, la censura alla pornografia, il sostegno culturale alla famiglia numerosa, l'ideale del milite e del contadino (cosa anch'essa cattolica e biblica: cavalieri, crociati, eroi della fede abbondano). Ma perfino il comunismo ateo russo diventa un poco migliore, pur nel male ideologico che lo connota, se paragonato alle cose folli che esso non ebbe: matrimonio gay, leggi anti omofobia, pacifismo per principio, discriminazione del nativo rispetto allo straniero, femminismo assoluto, etc. Dal punto di vista cattolico è probabile che il Ventennio sia stato, non senza vari limiti, il migliore periodo in Italia nel XX secolo. Non in assoluto, ma in Italia e nel XX secolo, sì. L'affermazione è forte ma non è affatto una idealizzazione acritica: ammetto i limiti anche gravi, non voglio tornare indietro, ammetto altri regimi e società come possibili, ammetto il superamento di simboli e segni del tempo, se andassi al potere non farei lo Stato Fascista ma lo Stato Cattolico, etc. etc. Apertura mentale mi pare, ma fermezza: ecco il punto di vista interamente cattolico che mi muove.

    EMR

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    1. Si è inquietante vedere come nelle democrazie relativiste la religione e la moralità ne siano uscite molto peggio che nei paesi ex-comunisti.
      Anche senza voler tirare in mezzo complottismi vari bisogna constatare che il pensiero dominante in occidente oggi è praticamente satanismo laico, nel senso che è la stessa filosofia di vita dei satanisti ma senza il loro "dio"

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  12. a proposito di associazioni che andrebbero sciolte... chissà che dice l'articolo 18 della costituzione??? Un laureato in scienze politiche dovrebbe saperlo.

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