20 luglio 2013

"Le origini e la partenza" di Maati Matteo El Hossi

di Chiara de Matteo


La lettura della seconda opera di Maati Matteo El Hossi può rappresentare, nella tiepidezza di valori in cui ognuno di noi rischia di “galleggiare”, uno stimolo ad una profonda radicale conversione. L’Autore ci racconta la sua propria conversione attraverso alterne vicende di vita e disposizioni d’animo, fino ad abbracciare pienamente i valori cristiani.
Il titolo, emblematico, “Le origini e la partenza”, ci riporta all’inizio della storia che l’autore vuole narrare: le origini sono nel paese natio, il Marocco, luogo di un’infanzia serena mai dimenticata e da qui la partenza, geografica ma non solo: una nuova dimensione, la ricerca profonda della Verità, “l’altro viaggio” come è titolato uno dei capitoli del libro. La storia, ancora non molto comune all’epoca dei fatti, inizio anni ottanta, è quella di una famiglia costretta ad emigrare da un padre autoritario spinto da un’ansia di miglioramento che gli fa individuare nell’Italia la sua meta. Ci sembra opportuno sottolineare la sincera disponibilità, fatta di aiuti concreti, con la quale venne accolta la famiglia El Hossi all’arrivo nella nostra patria, e precisamente in un piccolo paese lucano, a dimostrazione del gran senso di ospitalità di noi italiani, spesso minimizzato o addirittura negato. E’ in questo contesto che si realizza l’incontro di Matteo con don Mimì, un sacerdote cattolico che cattura la curiosità del protagonista ancora bambino e lo invoglia alla lettura del Catechismo e poi del Vangelo. Ma nel viaggio di Matteo diverse sono le figure significative: le maestre di scuola che gli consentono di assistere alla lezione di religione, senza informarne il padre, e molti altri religiosi che continueranno in lui il lavoro spirituale di don Mimì, prematuramente scomparso.
Il cammino è duro, irto di difficoltà: il riformatorio, i continui spostamenti, la famiglia che si oppone alla sua ricerca dell’unico Dio. Il tema della famiglia è centrale, viene definita “punto di riferimento”, è fonte continua di scontro, eppure Matteo non vuole recidere i legami con genitori e  fratelli: scacciato, ripudiato, maledetto dal padre non volta loro le spalle ma li rende partecipi delle tappe fondamentali della sua nuova vita: il battesimo, il matrimonio con Giovanna. Questa sua caparbietà, questo suo amore incondizionato porteranno molti frutti: un fratello in fin di vita nel dolore e nella lacerazione si aprirà al Signore, e Matteo lo addita a noi e a se stesso come esempio di coraggio; altri fratelli più piccoli saranno conquistati da Gesù Cristo, “la luce di Nostro Signore si era posata sui loro cuori illuminandoli saggiamente”.

Giova concludere riportando le parole dell’autore nell’ultimo paragrafo del libro: “Ho voluto raccontare la mia storia di conversione dall’Islam al Cristianesimo nella speranza di far crescere in tutte le persone il desiderio di  scoprire un altro mondo, spesso sconosciuto: l’amore puro nei confronti di Dio”.
 

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