13 luglio 2013

Legge contro l’omofobia o contro la libertà?

di Giuliano Guzzo

Il rispetto e la libertà. Tutto, in democrazia, ruota attorno a questi princìpi complementari l’uno all’altro: c’è rispetto verso l’altro nella misura in cui gli si assicura la libertà, c’è libertà se si garantisce al prossimo il rispetto. Non può cioè esistere rispetto compiuto a libertà parziale, così come non è tale una libertà parzialmente rispettata. Premesse ovvie, si dirà. Purtroppo non è così dato che, se verrà approvato, il disegno di legge contro l’omofobia destabilizzerà l’equilibro e la complementarietà tra detti princìpi – il rispetto e la libertà -, dal momento che, rafforzando il rispetto di alcuni, limiterà la libertà di altri. Col conseguente cortocircuito logico per cui alcuni saranno ritenuti più uguali di altri. Chi sono gli “alcuni” e chi sono gli “altri”: i primi – legati da un’appartenenza sessuale – sono i cittadini di orientamento non eterosessuale, i secondi – accomunati da una convinzione morale – quelli, credenti e non credenti, persuasi del primato della famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna. Perché i secondi, se passasse la legge contro l’omofobia – legge curiosa, fra l’altro, per l’ottavo Paese al mondo per accettazione dell’omosessualità [1] – sarebbero meno uguali dei primi?

Semplice: perché sottolineando il primato della famiglia naturale, finirebbero interpreti  – recita il testo del ddl – di «idee fondate sulla superiorità», e potrebbero quindi rischiare «la reclusione fino a un anno e sei mesi» (art. 2, comma 1, lettera a). Del resto è dialetticamente impossibile difendere il primato dell’istituto matrimoniale senza affermarne la «superiorità»; così come è impossibile negare l’equiparazione al matrimonio di altre formazioni affettive i cui componenti non sono eterosessuali prescindendo «dall’identità sessuale» di costoro. Il matrimonio infatti non viene negato alle coppie omosessuali in quanto s’immagina che i loro componenti non siano persone come le altre, non siano titolari di dignità o non abbiano il diritto di provare dei sentimenti: sarebbe effettivamente follia, crudeltà allo stato puro. Nessuno, o comunque certo non il cattolico, è autore di un pensiero simile [2]. Il matrimonio – che non è la certificazione di un affetto ma la pubblica assunzione di un impegno – è negato alle coppie omosessuali poiché queste sono aprioristicamente escluse dalla possibilità di ordinare la società e di assicurarne il futuro attraverso la generazione e l’educazione dei figli.
Si ribadirà che non tutte le coppie sposate hanno figli e che non tutti i figli nascondo da coppie sposate: vero. Ma i figli, che del futuro della società sono la sola garanzia, hanno nella coppia sposata la massima garanzia di equilibrio e stabilità, e risentono molto dell’assenza di un padre o una madre [3]. Qui, a scanso di equivoci, urge una precisazione che magari apparirà scontata ma è doverosa. Dicendo che il matrimonio, istituto che pure etimologicamente rimanda alla genitorialità – da matris munus, il dovere della madre [4] , merita tutela specifica in quanto luogo ideale per la nascita, l’educazione e la crescita dei figli non si pensa ingenuamente che tutti i figli cresciuti in coppie sposate siano felici, equilibrati e realizzati; si sostiene invece che in generale (e la legge a questo guarda: alla generalità, non certo al singolo caso) per un bambino è meglio avere accanto un padre e una madre, che non debbono essere necessariamente i suoi genitori biologici – sfatiamo così la tesi che, se negate agli omosessuali perché sterili, le nozze andrebbero negate anche agli eterosessuali non fertili – ma che con la loro presenza gli assicurano, componendo una sorta – dice Tommaso (1225-1274) – di «utero spirituale» [5], la stabilità di cui abbisogna per lo sviluppo.
Tornando a noi, se venisse approvata la legge contro l’omofobia, la convinzione morale che il matrimonio, per il bene dei figli e in definitiva del futuro della società, debba rimanere fra uomo e donna – convinzione che non vuole essere difesa se non dialetticamente – potrebbe essere perseguita penalmente in quanto espressiva di «idee fondate sulla superiorità» della famiglia, come tale oltraggiosa dell’«identità sessuale» di coloro che appartengono a coppie non eterosessuali. Il punto è proprio questo: quanti desiderano che il matrimonio resti com’è credono al primato della famiglia naturale, e cioè ad una sua «superiorità»! Dovranno dunque essere perseguiti tutti a meno che, qui sta il nocciolo del problema, non sceglieranno di tacere: per questo la legge contro l’omofobia è liberticida, perché dilatando oltremodo rispetto di alcuni – lo dicevamo all’inizio – comprime la libertà di altri, che peraltro non negano né vogliono sottrarre alle coppie conviventi anche omosessuali i tanti diritti di cui già godono [6]: chiedono solo che la famiglia naturale preservi il proprio primato.
Un primato, lo vogliamo ribadire nuovamente, che non solo non nega in alcun modo alle coppie di fatto – eterosessuali e non – alcun diritto, ma neppure pregiudica la doverosa lotta alle discriminazioni, da tempo saldamente incorporata nel nostro ordinamento, con tanto di previsione di apposite sanzioni [7]. Ultima nota conclusiva: com’è noto vi sono, a livello nazionale e internazionale [8], non pochi cittadini omosessuali anche conosciuti, che si sono pronunciati apertamente contro il matrimonio omosessuale: che ne sarà di loro? Potranno dire la loro pubblicamente o forse la legge contro l’omofobia potrebbe, per un incredibile paradosso, condurli all’arresto e alla detenzione? In teoria dovrebbe, in quanto pure costoro condividono «idee fondate sulla superiorità». Si svelerebbe così fino in fondo la sua natura di norma ingiusta anche se contrabbandata per buona e perfino per necessaria; di proposta contraddittoria – si propone la tutela tutte le discriminazioni sessuali  ma parla solo si «contrasto all’omofobia e alla transfobia», dimenticando l’eterofobia [9] – finalizzata in realtà a preparare il terreno allo smantellamento dell’istituto matrimoniale.
In questo senso, la legge contro l’omofobia tradisce un sapore fortemente repressivo perché non aggiunge diritti effettivi ai cittadini omosessuali o transessuali, mentre ne toglie uno fondamentale, quello della «libera manifestazione del pensiero» [10], a coloro – eterosessuali o meno che siano – che credono nella famiglia. A coloro che, ribattendo a vecchi sterotipi e nuove minacce – prima fra tutte quella del divorzio breve, che in Spagna ha generato solo un aumento delle separazioni conflittuali [11] –, sono dell’avviso che difendere il matrimonio non solo equivalga a difendere la società, ma ne sia una necessaria premessa. Che fare in modo che ciascun bambino possa crescere con un padre e una madre non significhi negare diritti a nessuno ma solo evitare che ai bambini ne sia sottratto uno fondamentale. E che una società, per dirsi davvero democratica, debba contemperare i princìpi del rispetto e della libertà. Perché quando il rispetto per qualcuno vale più della libertà di un altro, non solo non c’è più vero rispetto e neppure vera libertà, ma non c’è più neppure vera eguaglianza.
Se anche tu sei contrario alla legge contro l’omofobia, sottoscrivi questo appello: http://www.lanuovabq.it/it/sottoscrizioneCampagnaListaFirme.php
Note: [1] Cfr. AA.VV. (2013) The Global Divide on Homosexuality. Greater Acceptance in More Secular and Affluent Countries. «Pew Research Center»; 1-25; [2] Il cattolico è infatti tenuto a guardare le persone omosessuali «con rispetto» evitando nel modo più assoluto «ogni marchio di ingiusta discriminazione» Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2358; [3] ]Cfr. Parke M. (2003) Are Married Parents Really Better for Children? What Research Says About the Effects of Family Structure on Child Well-Being. «Center for Law and Social Policy». Brief n.3; Nelson S. – Clark R.L. – Acs G. (2001) How Teenagers Fare in Cohabitating Couple and Blended Families.«New Federalism: National Survey of America’s Families. B-31»; Hoffmann J.P. – Johnson R.A. (1998) A National Portrait of Family Structure and Adolescent Drug Use. «Journal of Marriage and Family»; Vol. 60 (3): 633-645; «Le moderne scienze psicologiche, psichiatriche e psicanalitiche – specifica anche Mazzotta – hanno dimostrato la necessità di offrire al bambino un modello genitoriale costituito da un individuo di sesso maschile e uno di sesso femminile, al fine di uno sviluppo equilibrato della personalità». Mazzotta V. (2004) Le relazioni omosessuali in Italia. «Nuova giurisprudenza civile commentata»; II, 192; AA. VV. Two, one or no parents? (2013) «World Family Map Project», pp. 1-72; AA.VV. «Early Child Development and Care»; Vol. 183 (7); [4] Cfr. Carpin A. Il sacramento del matrimonio nella teologia medievale, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 1991p. 38; [5] Cfr. S. Tommaso, Summa Theologiae, II, 2, q. 10, a. 12; [6] Cfr. Amato G. Unioni gay: hanno già tutti i diritti. «La Bussola Quotidiana», 30/4/2013; Agnoli F. M. Attacco alla famiglia. Pacs, unioni omosessuali, Dico, Fede&Cultura, Verona 2007, p. 17; [7] In aggiunta alla L. 25/6/1993 n. 20 contro i crimini d’odio, più nota come “Legge Mancino” , vige infatti il reato di ingiuria per chi lede l’onore di una persona (art. 594), la diffamazione (art. 595), la diffamazione per mezzo stampa (art. 596 bis) nonché l’aggravante comune per aver agito per motivi abietti o futili (art. 61); [8] Pensiamo, per stare ai casi più celebri del piano internazionale, al filosofo Richard Waghorne, all’opinionista Andrew Pierce, all’attore Rupert Everett, oppure ai componenti, in Francia, dell’associazione Homovox; [9] Cfr. Chaplin B. On Heterophobia, «Mens News Daily», 5/8/2004; [10] Ronco M. Legge contro l’omofobia è una violazione della libertà. «La Bussola Quotidiana», 9/7/2013;  [11] Cfr. Evolución de la Conflictividad – Instituto de Política Familiar a partir de datos del CGPJ cit. inInstituto de Política Familiar. La Ruptura Familiar en España2012;1-25: 15.

http://giulianoguzzo.wordpress.com/2013/07/13/legge-contro-lomofobia-o-contro-la-liberta/  

49 commenti :

  1. Per essere uno che che "fa il sociologo", dolce G. G., tendi ad essere piuttosto normativo, e scarsamente, o per nulla, investigativo; per uno che dovrebbe studiare i cambiamenti sei un cincinino troppo nostalgico del temporis acti, del tempo in cui froci e froce non s'appalesavano pubblicamente; ma oggi, con i figli naturali che ottengono i medesimi diritti di quelli nati nel santo matrimonio e con "coppie di fatto – eterosessuali e non – " che si apprestano a vedersi riconoscere almeno ciò che è riconosciuto loro nel resto dell'Europa della fascia dell'olio d'oliva, la tua resistenza merita rispetto perché è così crudelmente senza speranza e votata inesorabilmente all'annientamento.
    ciao tesorone

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    1. su, che puoi guarire anche tu dalla tua atroce malattia (cit. Checco Zalone)

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  2. non sono il papa13 luglio 2013 14:41

    se gg è sociologo io sono il papa

    http://www.lastampa.it/2013/07/12/cronaca/quattro-gay-aggrediti-al-valentino-pugni-e-cinghiate-davanti-al-chiosco-pvmy8T3D6ikY0TtKIBE6yM/pagina.html

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  3. tra l'altro il guzzo cita solo articoli vecchi di dieci anni fa (tranne il primo). il resto sono cose che non hanno nessun valore peer reviewed, come la bubbola quotidiana, san tommaso d'aquino o i deliri di agnoli.

    la sociologia fatta così è pseudoscienza

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    1. 1 Le scienze umane sono pseudoscienza molto spesso, anche quando le si utilizza in favore piuttosto che contor leggi come questa. Vedasi la lunga bibliografia di cazzate femministe e teoria gender.

      2 Non vedo come qualcosa appartenente al passato recente possa essere screditata a priori, come se il presente avesse il monopolio della verità.

      3 Anche S.Tommaso d'Aquino può essere buttato nel cassinetto a priori solo perché del passato? Aboliamo la filosofia classica e quella medioevale dai programmi scolastici a questo punto o almeno scriviamo sui libri che tanto sono tutte cazzate fino all'illuminismo e che tutto quello che è premoderno è il male.

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    2. 1 due torti non fanno una ragione.

      2 è screditata dagli studi seri più recenti.

      3 tommaso d'aquino è gettato nel cassonetto dagli argomenti della filosofia, non perché vecchio. in alcuni casi grazie alla stessa filosofia classica.

      4 hai messo le mani avanti, non si diceva che se una cosa è vecchia è per forza da buttare. ci vogliono altre ragioni. tu hai pensato a priorio che il commento volesse sostenere l'idea di vecchio = brutto. reagisci come un cane di pavlov?

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  4. Ma tutti i partigiani della Costituzione dove sono finiti?
    Articolo 21 della Costituzione più bella del mondo: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
    Difenderò sempre la possibilità per chiunque di esprimere la propria opinione, senza insulti e violenza.
    Edo

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  5. Omosessualità e cambiamento: informazioni per adolescenti e famiglie
    http://alidavismara1.blogspot.ch/2013/07/informazioni-per-adolescenti-e-famiglie.html

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  6. Ottimo articolo. Occorre denunciare, "gridare dai tetti" l'osceno attacco alla verità, che attiene al diritto naturale e razionale, prima ancora che alla Dottrina Cattolica. La "dittatura del relativismo" sta dispiegando tutta la sua potenza politica, mediatica e poliziesca. Manipolazione delle parole, pervertita creazione di una neo-lingua ("omofobia", come in passato "fascismo" e "razzismo") destinata, in una raffinata opera di ingegneria sociale, a cambiare la mentalità collettiva, terrorismo mediatico, strumentalizzazione di casi estremi, criminalizzazione dell'ordine naturale, esaltazione dell'edonismo e del soggettivismo, invenzione di pseudo-reati, negazione della libertà di opinione (ma non l'avevano inventata "loro"?) e tutti gli altri paraphernalia della Rivoluzione demoniaca sono stati scatenati per privarci della libertà di dire la pura verità. Per un cattolico, nonostante i silenzi e le incertezze postconciliari della Chiesa, l'obbligo è quello di resistere, affrontando le persecuzioni presenti e future per affermare con le parole, con le azioni, anche sulle piazze, la verità naturale. La nostra prospettiva non è solo storica, ma soprattutto metastorica. Contro la perversione, di cui quella omosessualista non è che l'ultima epifania, la nostra forza risiede nell'eterna promessa: "...sed portae inferi non praevalebunt". Guai al cattolico che un Giorno non potrà dire: "bonum certamen certavi".

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  7. A ragion veduta13 luglio 2013 16:05

    Fatemi capire, se la libertà di espressione vale di più, che ne sarà delle denunce per vilipendio alla religione o delle proteste contro spettacoli come Sul concetto di volto del figlio di Dio o sull'opera Sancta Susanna di Hindemith, su cui il vostro Catani ha detto di tutto e di più? http://www.corrispondenzaromana.it/a-ravenna-in-scena-spettacolo-blasfemo/

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    1. ma non lo sai?

      "Essi rivendicano le loro libertà in base ai principi nostri. e negano le nostre libertà in base ai principi loro"

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    2. Potrei dire lo stesso di voi.

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    3. Potresti dirlo, ma rimarrebbe una falsità.

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    4. @A ragion svista
      Chi non è credente o chi fa parte di un'altra religione rimane libero dinanzi alla Repubblica di esprimere il proprio pensiero di contestazione e di opposizione alla Chiesa Cattolica o di qualunque altra confessione (compreso l'ateismo); tant'è che tutte le confessioni, in Italia, sono libere anche di far proselitismo (anche l'ateismo).
      L'insulto è un'altra cosa: prendere di mira i credenti esponendo al vilipiendio ciò in cui credono. Non si può fare nei confronti di Gesù, né di Maometto, né di Buddha ecc. perché reca offesa grave ai cittadini credenti.
      Il paragone è dunque inopportuno e infelice. Alziamo i piedi!

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    5. GS, meno male che ci sei tu che sai cosa è vero è cosa è falso.

      "Nessuna tolleranza per gli intolleranti" è roba vostra e lo state applicando.
      Purtroppo per intolleranti intendete chiunque abbia opinioni diverse da quelle del vostro mondo perfetto e progressista.

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    6. A ragion veduta14 luglio 2013 15:00

      @ Filosofista minimo, prima di parlare informati e vai a leggere gli artt. 403-405 del CP. In particolare l'art. 403: Chiunque pubblicamente offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di chi la professa, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. Ovvero se uno dicesse, faccio un esempio solo a scopo della discussione, che i cattolici tradizionalisti hanno le rotelle fuori posto e dovrebbero andare dallo psichiatra, ci sarebbero gli estremi per il reato d'opinione, e la libera espressione di chi ritiene i cattolici tradizionalisti non proprio normali verrebbe meno. Giusto o sbagliato che sia, perché mai questa offesa dovrebbe essere punita mentre la libera espressione del cattolico tradizionalista che dice che gli omosessuali sono malati non dovrebbe essere perseguita allo stesso modo? Sempre di libertà di espressione si parla, sempre di insulti di parla. O la libertà di espressione vale per tutti (anche per i razzisti, a questo punto) o si estende la legge, che già tutela contro le discriminazioni di genere, etnia e confessione, anche all'orientamento sessuale. Poiché difficilmente si potrebbe accettare che, in nome della libertà di espressione, si possano offendere le donne in quanto donne, i neri in quanto neri, i cattolici o i musulmani in quanto tali, è razionale ed economico che ora la legge tuteli anche l'orientamento sessuale. E così sarà.

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    7. Anonimo, nessuno ti sta togliendo la libertà di espressione o quella religiosa, ti si vuole impedire l'aggressività e l'insulto, verso i quali tu sei già tutelato. Non c'è altro modo dell'essere intolleranti con gli intolleranti, è l'unica eccezione che consente alla tolleranza di sopravvivere.

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  8. Potrei rispondere, apoditticamente ma sufficientemente: forse che i diritti di Dio e di milioni di credenti valgono quanto i presunti "diritti" dei sodomiti? Ritengo persino ridicola ogni equiparazione del genere, e non certo meritevole di confutazione. Tuttavia aggiungo che esiste un diritto naturale, che non contempla certo l'omosessualità come comportamento degno di protezione. Poi ricordo che, sotto varie forme, il reato di vilipendio alla religione esiste da sempre, mentre l' "omofobia" è una orwelliana, recente e perversa invenzione delle lobbies mondialiste-omosessualiste, senza alcun fondamento etico, sociologico e giuridico. Ancora, non mi risulta che nessuno sia finito, purtroppo, in galera per vilipendio alla religione, mentre la legge in discussione promette mesi e anni di galera a chi esprima la verità sull'omosessualità. Dovranno essere censurati anche il Vangelo e il Catechismo (e anche il Corano, e ci sarà da ridere)?
    Non mi stupisce che i paladini di presunti "diritti civili" si facciano proclamatori di leggi illiberali e totalitarie. E' nella loro natura giacobina. Nel loro odio per il bene, per la natura, per il reale, non temono di sfidare il principio di non contraddizione. Tuttavia queste tricoteuses del politically correct non pensino di avere la vittoria in tasca. Esiste un Parlamento, esistono le piazze, esiste l'istituto del referendum e, soprattutto, esiste la Provvidenza.
    Et de hoc satis. Esiste anche un decoro nella discussione, e non considero tutti gli interlocutori, e non tutte le argomentazioni, degni del diritto di confutazione. Come diceva il cattolico, sulfureo Leon Bloy: "Devo economizzare il mio disprezzo, dato il grande numero di indigenti".

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    1. Leon Bloy era cattolico, ma cristiano neanche una briciola. Bravo Silente, ogni volta perdi l'occasione per dare un senso al tuo nickname.

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  9. preparati le arance, dolce galeotto.

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    1. Tu prepara i tuoi argomenti in difesa dei pedofili invece, tanto il prossimo passo è legalizzare loro e i tuoi figli saranno in prima linea in quella battaglia.

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    2. Anonimo, neanche hai fatto il prossimo passo e già sei inciampato in una castroneria.

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    3. Aspetta e vedi, GS.

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    4. Aspetta e spera, anonimo. Ma chi spera nelle sciocchezze che equiparano omosessualità a pedofilia come fai tu avrà poco da essere soddisfatto.

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  10. Silente, datti una svegliata, la libertà di espressione, perché è su questo che si basa l'argomento del post, è trattata con due pesi e due misure.

    "Potrei rispondere, apoditticamente ma sufficientemente: forse che i diritti di Dio e di milioni di credenti valgono quanto i presunti "diritti" dei sodomiti?"

    Dio è un soggetto giuridico? Ahahah, ma sei fuori? Se il credente ha diritto di non venire offeso per le sue dottrine, ce l'ha anche l'omosessuale per il suo orientamento. Oppure deve andare bene sia che si offenda il sentimento del credente come pure l'orientamento dell'omosessuale. Sempre di libertà d'espressione (o di offesa) si tratta, quale che sia l'oggetto. Se a te l'equazione non torna, affari tuoi, non è che hai dato motivi ragionevoli.

    "Ritengo persino ridicola ogni equiparazione del genere, e non certo meritevole di confutazione."

    No, è che non ne sei capace.

    "Tuttavia aggiungo che esiste un diritto naturale, che non contempla certo l'omosessualità come comportamento degno di protezione."

    Il diritto naturale è un'ideologia filosofica, non una cosa che esiste. Ammesso che il diritto naturale non includa l'omosessualità, è senz'altro vero che non include il reato di vilipendio alla religione.

    "Poi ricordo che, sotto varie forme, il reato di vilipendio alla religione esiste da sempre, mentre l' "omofobia" è una orwelliana, recente e perversa invenzione delle lobbies mondialiste-omosessualiste, senza alcun fondamento etico, sociologico e giuridico. Ancora, non mi risulta che nessuno sia finito, purtroppo, in galera per vilipendio alla religione, mentre la legge in discussione promette mesi e anni di galera a chi esprima la verità sull'omosessualità."

    Recente/antico non vuol dire nulla, a conti fatti. Gente che è stata denunciata per vilipendio non manca di certo (tipo Corrado Guzzanti, la cui denuncia fu ritirata dopo che l'estensore si rese conto di fare la figura del bigotto). Non mancano le censure contro spettacoli ritenuti "blasfemi". Se ti pare blasfemo, non ci andare. La il reato di vilipendio c'è e in linea di massima è perseguibile. Se i casi sono pochi non vuol dire niente. Chi ti dice che ti verranno ad arrestare se scrivi su un blog che l'omosessualità, per la tua opinione che tu chiami verità, è contro natura? La legge non è passata e già fai la vittima.

    Aggrappati pure agli aforismi, il tuo commento spicca comunque per mancanza di argomenti e per una irrilevanza di fondo.

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  11. Nonostante tutto, è bello vedere come gli omofobi sotto le spoglie fasulle dei difensori della libertà d'espressione forniscano motivazioni talmente ridicole che la loro sconfitta è data per molto probabile. Grazie per il lavoro che state facendo.

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    1. Grazie a te, ma adesso per fav illuminaci, o potente e saggio GS, perché tu, che hai così a cuore la libertà d'espressione, vorresti limitare quella altrui?
      Ma l'articolo 21 della nostra Costituzione, la più bella del mondo ovviamente, l'hai mai letto? Evidentemente no; allora te lo riscrivo: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Sulla base di questo articolo e sapendo cosa può succedere se passasse questa legge, perché dovrei essere considerato tra gli "gli omofobi sotto le spoglie fasulle dei difensori della libertà d'espressione"?
      "Omofobo" solo perché dico, ripeto, dico a parole, cioè "manifesto liberamente il mio con pensiero con la parola", che sono contrario ai matrimoni gay? Ti sembra un insulto o una violenza? Dovrei pagare una multa o andare in carcere per questo? Solo perché ho espresso la mia idea? E tu saresti il vero paladino della libertà d'espressione? Totò risponderebbe: "Ma mi faccia il piacere!".
      Edo

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    2. @ Edo, essendo tu caduto nelle grinfie dell'isteria vittimistica e dilagante, ci sarebbe poco da discutere con te, ma faccio uno sforzo. La legge contro l'omofobia non ti impedirà di esprimere il tuo dissenso verso i matrimoni gay. Ti impedirà di offendere in rapporto all'orientamento sessuale non potrai dire stupidaggini sull'omosessualità come malattia e altri argomenti del genere. Così come il miscredente non potrà offenderti in quanto cattolico se sei cattolico o musulmano se sei musulmano, o nero se sei nero ecc. La libertà di espressione va vincolata a che cosa si dice, perché va bene la libertà di espressione, ma se si scende nell'offesa e nell'insulto, la libera espressione dell'offesa e dell'insulto non è contemplata dalla Costituzione, che infatti tu non hai letto per intero. Se hai paura di non poter più esprimere il tuo dissenso verso i matrimoni gay è perché non hai capito niente di questa legge. Il tuo dissenso potrai esprimerlo, ma non nei modi che piacciono tanto a certi fondamentalisti. Se tu non lo sei, puoi stare tranquillo. Altrimenti stai solo facendo chiacchiere isteriche.

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    3. GS (che non sta per Gioventù Studentesca, immagino), lei conosce la differenza tra "idee fondate sulla superiorità" e insulti?

      Io farei una scelta più radicale: eliminare la Legge Mancino.

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    4. Ma alla fin fine, GS, dire che l'eterosessualità è più bella e degna dell'omosessualità o predicare l'innaturalità dell'orientamento omosessuale saranno da annoverarsi come reati di istigazione all'odio oppure no? In soldoni i paragrafi del catechismo che bollano come intrinsecamente disordinata l'omosessualità (e quindi, mi pare evidente, definiscono l'eterosessualità come "superiore") saranno da ora illegali?

      Michele

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    5. @Lacedemone, la questione principale è quella della coerenza interna, poi si tratta di capire se va declinata secondo principi minimalistici (libertà di espressione per ogni dottrina, a prescindere) o massimalistici (libera espressione, ma il diritto prevale nel caso di altri reati correlabili). La prima possibilità mi pare irrealizzabile e comunque finirebbe per contraddire qualche altro diritto; resta la seconda, se non ve n'è una terza (e quale sarebbe?).

      L'insulto, in termini legali, ricade nel reato di ingiuria, che è generico e non circostanziato. Le idee fondate sulla superiorità razziale, che contengano insulti o meno, sono altra fattispecie di reato. Ovviamente, si può contravvenire a entrambi, ed è ciò che avviene più spesso (si pensi alla Lega).

      Lei abolirebbe la Legge Mancino, si vede che è per il minimalismo e la libertà di espressione a oltranza. Sicuro che questa sua inclinazione non porti, per forza di cose, a eliminare altri reati concettualmente contigui? D'altro canto, è noto che la Legge Mancino intendeva preservare, in prima istanza, il sistema democratico, come più ampiamente spiegato dalla Corte Costituzionale, cui la rimando.

      @Michele, che genere di illegalità si aspetta se nemmeno i versetti e le sure di Bibbia e Corano riguardanti la donna ricevono alcuna sanzione? Lei può credere che l'omosessualità sia intrinsecamente disordinata, può fare appello a certe interpretazioni del fantomatico diritto naturale (le ricordo che il nostro è per lo più un sistema di diritto positivo). Chi non è d'accordo con lei avrà diritto di dire quali sono i problemi del diritto naturale e perché, fuori da certo pensiero religioso, il diritto naturale non ha fondamenti razionali malgrado le apparenze, così come potrà mostrare l'infondatezza dell'espressione "instrinsecamente disordinata". Senza finire in tribunale.

      Non si vede perché stracciarsi le vesti prima di aver letto bene la proposta di legge.

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    6. L'art.2 della pdl prevede una modifica alla legge Reale come segue:

      "è punito con la reclusione fino a un anno
      e sei mesi chiunque, in qualsiasi modo,
      diffonde idee fondate sulla superiorità o
      sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima;"

      Ora mi chiedo: nell'incitazione a commettere atti di discriminazione può essere inclusa una campagna di pressione sui parlamentari, ad es., a non votare una legge che legalizzi il matrimonio gay? Il rischio è reale dal momento che i movimenti omosessuali presentano la non legalità del matrimonio gay come un atto di discriminazione nei loro confronti. Ed inoltre se la C.Cost. o la Cassazione sentenziassero un giorno che il matrimonio solo tra uomo e donna presenta una discriminazione verso i gay (come ha fatto la Corte Suprema USA), su quali basi si potrebbe poi difendere questo "atto di discriminazione" definito tale dalle più alte corti.

      Michele

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    7. michele, ma corte suprema non stabilito che i matrimoni tra uomo e donna sono una discriminazione verso i gay, ha fatto un'altra cosa. meglio informarti prima di farti dei problemi, no?

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    8. E' vero anonimo. Come dici tu la C. Supr. non ha stabilito nero su bianco che il matrimonio etero sia una discriminazione perché spetta ai singoli stati legiferare su di esso. Nondimeno, affermando che, se uno stato ammette il matrimonio gay, allora una legge federale deve estendere i diritti connessi al matrimonio tradizionale anche a quello gay (ché altrimenti sarebbe discriminazione) ha già fatto sua la tesi secondo il quale il matrimonio solo tra uomo e donna è discriminatorio.

      Michele

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    9. il matrimonio tra donna e uomo non è discriminatorio, è che non ci sono motivi per impedire che due donne o due uomini si sposino. la discriminazione è solo una conseguenza del non volerlo ammettere.

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    10. E allora se vale il tuo ragionamento, e cioè che è discriminatorio restringere il matrimonio alla sola coppia di sesso opposto, allora incitare i parlamentari ad opporsi al matrimonio gay, significa incitarli a compiere atti discriminatori verso una parte della popolazione, cosicché ogni petizione in tal senso ricadrebbe sotto la scure della Legge Mancino rinnovata.

      Michele

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    11. è sufficiente non incitare i politici alla discriminazione di chi non sta infrangendo alcuna legge e il problema non si pone!

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    12. D'accordo, ma il punto rimane: restringere il matrimonio alla coppia uomo-donna è discriminatorio oppure no? Per i sostenitori del matrimonio gay, sì. E allora, se la loro logica è coerente, si deve ritenere che chi invita i parlamentari a votare contro una legge che lo legalizzi, incita a commettere atto di discriminazione in base all'identità sessuale come da art. 2 novellato. Né più né meno di questo. Con ciò chi sostenesse una simile petizione, potrebbe tranquillamente trovarsi denunciato per "incitamento a commettere ecc." da qualche attivista gay, diciamo, agguerrito. Condannato? Forse no. Denunciato? Molto probabilmente sì. E la denuncia non è una prospettiva che mi entusiasmi tanto...
      Se poi il matrimonio gay venisse approvato e, sollevata da alcuni la questione di incostituzionalità, la Consulta si pronunciasse per la piena costituzionalità di questo sulla base della non discriminazione, allora diventerebbe pressoché impossibile una qualsiasi azione intesa a revisionare la nuova normativa perché sarebbe incitamento ad una discriminazione riconosciuta come tale dal supremo ed unico interprete della legge fondamentale dello stato.
      A meno che la restrizione del matrimonio alla coppia uomo-donna venga ritenuta non-discriminatoria dagli stessi "omosessualisti", allora sì che si potrebbe stare tranquilli, almeno sotto questo profilo. Ma mi sa che proprio gli "omosessualisti" non sarebbero tanto d'accordo con questa tesi...
      Saluti

      Michele

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    13. Michele, la proposta di modifica, è sufficiente una lettura del testo, non apre le cateratte della querela facile più di quanto non facciano altri articoli dei codici. La legge non può essere responsabile dell'esistenza di persone con la querela facile. Il reato di ingiuria e simili impediscono, in linea di massima, che un insegnante dia dell'asino a un suo allievo per nulla avvezzo allo studio. Non vedo insegnanti protestare per l'esistenza di certi articoli del C.P. Come mai? Troppa paura fa perdere il contatto con la realtà.

      Se la mancata parificazione legale delle coppie omosessuali rappresenta una discriminazione non è in virtù della legge contro l'omofobia che questa discriminazione può essere considerata tale. Quella legge parla di tutt'altro. Puoi esprimere il dissenso verso i same sex marriage senza fare sparate come "froci di merda malati al rogo" e cose simili, così come puoi dire che l'Islam non è una religione adatta allo stile di vita occidentale senza dover parlare dei musulmani come fa Borghezio.

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  12. "Così come il miscredente non potrà offenderti in quanto cattolico se sei cattolico o musulmano se sei musulmano, o nero se sei nero ecc." Premesso che il miscredente mi può offendere eccome e la passa liscia, vedasi tutte le pagine facebook con insulti e bestemmie che non vengono rimosse, ma andiamo avanti se no sembro colpito dall'"isteria vittimistica e dilagante", mi soffermo su queste frasi.

    "La legge contro l'omofobia non ti impedirà di esprimere il tuo dissenso verso i matrimoni gay. Ti impedirà di offendere in rapporto all'orientamento sessuale non potrai dire stupidaggini sull'omosessualità come malattia e altri argomenti del genere". Esprimere il mio dissenso verso i matrimoni gay non significa offendere in rapporto all'orientamento sessuale?! Chi me l'assicura, tu? Come fai? Ma scherzi o dici sul serio? A me sembra invece che chiunque si esprima contro i matrimoni gay venga subito tacciato di omofobia. Con tutto il rispetto, ma dove vivi?
    Chi decide che cosa è una malattia o una stupidaggine? Io son balbuziente; se qualcuno mi dicesse che per questo son malato, prima mi faccio una risata, poi gli rispondo che i miei organi fonatori sono perfetti, ma non vado a denunciarlo perché pensa e mi dice, senza parolacce o minacce, che son malato, così come non vado a denunciare uno che mi dice che sono malato o matto o ho le rotelle fuori posto perché son cristiano o perché vado ad allenarmi all'aperto anche con -10 C°. Ma te l'assicuro: non mi passerebbe neanche per l'anticamera del cervello di denunciare nessuno che dica A VOCE: "Quello è malato perché...", a meno che, ovvio, non dica: "Quello lo voglio far fuori" o "Quello deve morire". Certo, potrò pensare che uno abbia detto una stupidaggine, ma non lo vado a denunciare!
    Per te dire che qualcuno è malato è un insulto o un'offesa passibile di denuncia? Dire a qualcuno che è malato perché etero è un'offesa o un insulto? Per te un negazionista dell'olocausto può esprimere la propria idea o no? Secondo me assolutamente sì e senza neanche starci su tanto a pensare.
    Edo

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  13. Qui il disegno di legge: http://cdn.tempi.it/wp-content/uploads/2013/07/pdl-omofobia.pdf

    Edo

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  14. "La libertà di espressione va vincolata a che cosa si dice, perché va bene la libertà di espressione, ma se si scende nell'offesa e nell'insulto, la libera espressione dell'offesa e dell'insulto non è contemplata dalla Costituzione". Perfetto, ottimo, bellissimo, ma allora mi spieghi gentilmente:
    1. Quali sarebbero concretamente i modi con i quali posso ancora esprimere il mio dissenso verso il matrimonio gay? Perché, come dici tu, potrò ancora esprimere il mio dissenso, ma "non nei modi che piacciono tanto a certi fondamentalisti": ecco quali sono questi modi? Dove finisce il "mio" modo, che spero sia stato e sarà sempre pacato ed educato, e inizia il modo del fondamentalista?
    Molto più concretamente il modo del Catechismo della Chiesa Cattolica è fondamentalista o no?
    E' fondamentalista il modo di un uomo che in strada legge ad alta voce il passo di S. Paolo sulle pratiche omosessuali? Un uomo a Londra è stato portato in centrale dalla polizia per averlo fatto (qui hai parte dell'interrogatorio: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-gay-un-arresto-a-londra-per-avere-letto-san-paolo-6832.htm)
    E' fondamentalista o no il modo del parroco, che, durante un corso di preparazione al matrimonio, spiega che la famiglia è quella fondata sull’unione permanente fra un uomo e una donna, che non è immaginabile altro tipo di unione e che non sta bene assecondare l’ “attrazione” verso persone dello stesso sesso, o anche di altro sesso se si tratta di persona diversa dalla propria moglie?
    2. Mi spieghi perché "se ho paura di non poter più esprimere il tuo dissenso verso i matrimoni gay è perché non ho capito niente di questa legge" mentre tu sì? Perché, con tutto il rispetto, i "modi" di cui tu parli mi sembrano molto, ma molto relativi. Piuttosto facciano una legge in cui si dice esplicitamente che non si può dire che l'omosessualità è peccato, una malattia, un atto sbagliato o contro natura. Se facessero una legge che vietasse di difendere un presunto assassino o un assassino condannato o un evasore fiscale, tu l'approveresti? Per quanto mi riguarda assolutamente no, non perché difendo tutti gli assassini o gli evasori in circolazione o perché voglio offendere le famiglie degli assassinati, ma perché si tratta di una legge liberticida, come, mi sembra, quella sull'omofobia.
    Edo

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    1. Capita spesso ai non credenti astiosi, quorum ego, d'esser censurati su questo sito: il blog è vostro e voi stabilite ciò che sia o non sia offensivo e, dunque, passibile di banno, e non siete liberticidi; adesso il parlamento che non è solo vostro ma anche un po' nostro - atei agnostici di varia declinazione anticlericali della prima e dell'ultima ora - si accinge a decidere quel che sia o non sia offensivo; dovrete accettarlo, di buona o di malagrazia, così come faccio io sul vostro blog: non è poi così doloroso. kiss'love, dear.

      p.s. eppoi c'è sempre la possibilità dell'esilio texano: basta chiedere a giggino.

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    2. @Edo "Premesso che il miscredente mi può offendere eccome e la passa liscia, vedasi tutte le pagine facebook con insulti e bestemmie che non vengono rimosse, ma andiamo avanti se no sembro colpito dall'"isteria vittimistica e dilagante", mi soffermo su queste frasi."

      Facebook sotto quale giurisdizione opera? Si tratta di denunce all'autorità costituita o segnalazioni agli amministatori che intervengono a loro giudizio? Su Facebook puoi trovare pagine insultanti verso chiunque, non guardare solo a ciò che fa comodo a te e non confondere un ordinamento di legge con l'amministrazione di un sito. Quando scatta una denuncia, Facebook di solito interviene. Attieniti ai casi con denuncia, se vuoi fare un discorso che abbia un senso.

      "Esprimere il mio dissenso verso i matrimoni gay non significa offendere in rapporto all'orientamento sessuale?! Chi me l'assicura, tu? Come fai? Ma scherzi o dici sul serio? A me sembra invece che chiunque si esprima contro i matrimoni gay venga subito tacciato di omofobia. Con tutto il rispetto, ma dove vivi?"

      Dipende da come lo fai, se per te esprimere il dissenso significa offendere, è perché tendi ad offendere, se no non si capisce come potresti avere paura di questa proposta di legge. E continui a cadere nell'isterismo. Chiunque può tacciarti di omofobia ma questo non porta ad una querela automatica. Dimentichi che puoi essere querelato per qualunque cosa ma questo non fa di te un condannato dal tribunale. Se ti crea problemi la possibilità che, per qualche motivo, qualcuno ti denunci di qualcosa, non c'entra la legge anti-omofobia.

      "Certo, potrò pensare che uno abbia detto una stupidaggine, ma non lo vado a denunciare!"

      E chi ti dice che ogni volta che parlerai di omosessualità verrai denunciato? C'è un obbligo? Ti risulta che Calderoli venga denunciato per razzismo ogni volta che apre bocca? Ma dove vivi? La tua paura è isterica, i più non si mettono in mano ad avvocati e giudici per ogni parola. E perché ti spaventa tanto la legge anti-omofobia se comunque rischi una querela per una qualunque parola che altri ritengono inguiriosa? Eppure la legge consente la querela in questi casi, ma non è che sei subito condannato. E' un invito alla moderazione e al rispetto.

      "Per te dire che qualcuno è malato è un insulto o un'offesa passibile di denuncia? Dire a qualcuno che è malato perché etero è un'offesa o un insulto? Per te un negazionista dell'olocausto può esprimere la propria idea o no? Secondo me assolutamente sì e senza neanche starci su tanto a pensare."

      Se dai del malato, nel senso di una patologia riconosciuta dalla scienza medica, a qualcuno che ha una patologia, non vedo l'insulto o l'offesa. Ma se dai del malato a qualcuno che non ha nessuna patologia e usi il termine "malato" in senso dispregiativo, allora sì e vale anche per chi dice che l'eterosessualità è una malattia. Il negazionista può sostenere le sue tesi, secondo me, ma deve rientrare nelle forme del dialogo argomentato non nelle stupidaggini.

      "Qui il disegno di legge: http://cdn.tempi.it/wp-content/uploads/2013/07/pdl-omofobia.pdf"

      Leggilo e dimmi, per favore, quali punti e per quali realitici motivi dovrebbe rappresentare un problema per te.

      continua

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    3. @Edo "Quali sarebbero concretamente i modi con i quali posso ancora esprimere il mio dissenso verso il matrimonio gay?"

      Per esempio quelli che non includono insulti, come invece fa Camillo Langone, quelli che non parlano di malattia visto che parlare di malattia ha senso se si tiene in considerazione la sua valenza medica e l'omosessualità non è una malattia.

      "Perché, come dici tu, potrò ancora esprimere il mio dissenso, ma "non nei modi che piacciono tanto a certi fondamentalisti": ecco quali sono questi modi?"

      Te ne ho elencati due.

      "Dove finisce il "mio" modo, che spero sia stato e sarà sempre pacato ed educato, e inizia il modo del fondamentalista?"

      Vedi sopra.

      "Molto più concretamente il modo del Catechismo della Chiesa Cattolica è fondamentalista o no?"

      E' una visione ideologica, il fondamentalismo dipende da come la si declina, ma è soprattutto nell'odio che ci si mette dentro il problema.

      "E' fondamentalista il modo di un uomo che in strada legge ad alta voce il passo di S. Paolo sulle pratiche omosessuali? Un uomo a Londra è stato portato in centrale dalla polizia per averlo fatto (qui hai parte dell'interrogatorio"

      Appunto, parte dell'interrogatorio pubblicata su un sito di parte. Però nell'articolo è anche scritto «affermazioni omofobiche al vetriolo», sei sicuro che oltre al passo di Paolo il predicatore non ci abbia messo dentro un po' di offese? E sei sicuro che il predicatore abbia raccontato tutta la verità e non abbia omesso nulla della sua condotta e delle sue parole? Quel predicatore viene dalla California, dove ha sede la Westboro Baptist Church. Ora vai su Google Immagini, metti quelle tre parole e vedi un po' che genere di cose predicano questi signori. Vedrai da te che la realtà è diversa da come la tua paura te la fa vedere.

      "E' fondamentalista o no il modo del parroco, che, durante un corso di preparazione al matrimonio, spiega che la famiglia è quella fondata sull’unione permanente fra un uomo e una donna, che non è immaginabile altro tipo di unione e che non sta bene assecondare l’ “attrazione” verso persone dello stesso sesso, o anche di altro sesso se si tratta di persona diversa dalla propria moglie?"

      E' quello che pensa lui. Ti ho detto che la discriminante sta nei modi offensivi e nell'odio. Che sia fondamentalista o no, le parole del prete non incorrono in nessuna senzione, basta leggersi la proposta di legge per capirlo.

      "Perché, con tutto il rispetto, i "modi" di cui tu parli mi sembrano molto, ma molto relativi."

      Ovvio, perché bisogna vedere il contesto reale. Anche l'articolo del codice penale sull'ingiuria è relativo. Perché non ti stracci le vesti anche per questa cosa?

      "Piuttosto facciano una legge in cui si dice esplicitamente che non si può dire che l'omosessualità è peccato, una malattia, un atto sbagliato o contro natura."

      Una malattia non è per ragioni scientifiche, non c'entra la legge. Il peccato è un concetto che la legge non considera. Un atto sbagliato è una considerazione morale e la legge non c'entra. "Contro natura" è un'espressione teologico-filosofica senza fondamento, basterebbe considerare le abbondanti obiezioni e confutaioni che le sono state mosse dalla filosofia analitica e dalle scienze naturali. Se uno resta imprigionato nel tomismo, problemi suoi.

      "Se facessero una legge che vietasse di difendere un presunto assassino o un assassino condannato o un evasore fiscale, tu l'approveresti?"

      Mi spieghi che cosa c'entra?

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    4. @Edo "Per quanto mi riguarda assolutamente no, non perché difendo tutti gli assassini o gli evasori in circolazione o perché voglio offendere le famiglie degli assassinati, ma perché si tratta di una legge liberticida, come, mi sembra, quella sull'omofobia."

      Il paragone con l'omofobia non sta proprio in piedi. Qual è il nesso? La legge anti omofobia non è meno liberticida della legge contro la discriminazione razziale. Che c'entra con il vietare il diritto di un presunto assassino di essere difeso? Non c'entra niente, stai delirando o è isteria. Ecco perché dico che con i vostri discorsi state facendo di tutto per far approvare la legge.

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    5. Oggi è il 14 luglio. Buona Rivoluzione a tutti!

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  15. Il fatto che i favorevoli alla legge contro l'omofobia si ingegnino di minimizzarne la portata significa o che sono intellettualmente disonesti o che la legge non serve davvero a nulla, almeno dal punto di vista penalistico. È una battaglia puramente ideologica, funzionale all'affermazione di un nuovo sistema di (dis)valori. A maggior ragione merita di essere combattuta.

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  16. Non praevalebitis!

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