04 agosto 2013

L'Amore ai tempi della Finanza


Amore si dice in molti modi, e in questo articolo lo dirò in maniera finanziaria. Si tratta sicuramente di una lettura riduzionista, da prendere con le molle, ma che comunque illumina una sfaccettatura di questo bellissimo e multiforme mistero.

Partiamo da un simpatico racconto che gira da qualche tempo in rete, forse una leggenda metropolitana, che racconta di una donna (sedicente) bella, intelligente e di gran classe che si rivolge ad un famoso sito di consulenza finanziaria, chiedendo consigli su come trovare un marito più ricco dell’attuale marito – già molto ricco. Il consulente, interessato anche personalmente alla questione considerato il suo alto reddito, sfodera tutta la sua sapienza finanziaria, arrivando ad una conclusione efficace quanto divertente. Egli analizza attentamente i termini del contundere: quello che chiede la dama è uno scambio fra due asset, cioè due tipi di ricchezza (la bellezza della donna contro la potenza reddituale dell’uomo), che vanno dunque valutate da un punto di vista finanziario, cioè non solo in termini di valore ad oggi ma anche considerando il loro rendimento futuro. Come tutti sappiamo, la bellezza della signora diminuirà pian piano e un giorno svanirà (sic!), mentre il conto corrente di un ricco marito aumenterà progressivamente (in particolar modo se la novella viene ambientata in Italia). In termini economici, la signora è un attivo che si sta deprezzando, mentre il valore del potenziale maritino aumenta, considerati i suoi profitti crescenti. La signora oggi è vicina al suo valore massimo di mercato, che sarebbe il momento ideale per essere valorizzata (“venduta”), non certo per essere comprata e (man)tenuta. Quindi, sempre in termini finanziari, il matrimonio -"acquisto" non rappresenta un buon affare a medio/lungo termine ma, piuttosto, per un eventuale offerente il contratto più vantaggioso sarebbe quello che si richiede di prassi sul mercato automobilistico, ovvero la possibilità di fare un test drive.

A parte il tono scherzoso dell’aneddoto (che contiene comunque una sua morale giustamente maschilista), si può notare come le categorie finanziarie possano costituire degli utili strumenti per compiere delle scelte nella vita di tutti i giorni, anche in campo affettivo. La categoria più importante nella finanza è la correlazione positiva tra il rendimento di un qualsiasi strumento finanziario (azione, obbligazione societaria, titolo di stato) ed il suo rischio (che rappresenta la variabilità del rendimento): ad un maggior rischio corrisponde (o dovrebbe corrispondere) un maggior profitto. Come esempio, si tenga conto dei titoli italiani rispetto a quelli tedeschi (sic!): all'aumentare del pericolo di insolvenza del Belpaese lo spread (che è la differenza fra i due rendimenti) si allarga. Il maggior rendimento servirebbe in effetti a premiare il più elevato rischio (percepito o meno) che l’investitore sta correndo. Ed ecco il punto: potremmo parlare di relazioni amorose come di investimenti in senso lato, cioè come impieghi che hanno dei rischi e dei ritorni, non solamente economici, ma anche psicofisici, affettivi, spirituali. Sono richiesti massicci investimenti in noi stessi e in un’altra persona, si prendono dei seri rischi nella speranza di un po’ di gioia. C’è del capitale proprio da metterci, debiti da sottoscrivere e da restituire con gli interessi, e garanzie da prestare. Ma non ci sono agenzie di rating che aiutano nella scelta, non c’è lo stato che interviene se si toppa, non ci sono assicurazioni e contro-assicurazioni che leccano le ferite. Dietro l’angolo ci può essere qualche capital gain e qualche cedola da tagliare, ma anche il peggiore default. Si tratta spesso di un salto nel vuoto, una scommessa à la Pascal. Come diceva Nietzsche, “c'è sempre un grano di pazzia nell'amore”.

PS. Una persona sveglia potrebbe rispondere: e la diversificazione del rischio? Ecco, tenete conto che la recente crisi è stata causata anche dalla fede nei poteri lenitivi della diversificazione del rischio (di prodotti finanziariamente incomprensibili – cogliete l’analogia…) Quindi meglio un investimento ben oculato alla volta! O per sempre!
 

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