26 agosto 2013

Legge anti-omofobia: se i capi di CL servono Mammona

di Marco Mancini

«L’unica raccolta di firme che il Meeting di Rimini sta facendo è quella contro la persecuzione dei cristiani nel mondo. La raccolta di firme sull’omofobia è una iniziativa del settimanale “Tempi”». Con queste parole i vertici ciellini si sono dissociati dalla donchisciottesca battaglia della rivista diretta da Luigi Amicone contro il ddl sull’omofobia: infatti, spiegano ancora i responsabili della kermesse romagnola, «che il Meeting non abbia paura dell’altro o della diversità, qualunque essa sia, lo documentano le decine di migliaia di persone che affollano in questi giorni la fiera di Rimini, visitatori, relatori o ospiti, che vivono il Meeting come fosse casa propria».

Poche righe ma confuse, verrebbe da commentare. Gli estensori del comunicato sembrano non accorgersi della portata liberticida del ddl Scalfarotto, delle conseguenze che progetti normativi come questo potranno avere in termini di persecuzione, magari non violenta ma strisciante, proprio dei “cristiani” che ci si propone di difendere in altre parti del mondo. I grandi capi del Meeting, dunque, non raccolgono firme contro la legge sull’omofobia, perché non hanno paura della “diversità”; ne segue logicamente che chi lo fa sia invece intollerante, insomma un tipaccio da cui prendere opportunamente le distanze. Una conferma implicita proprio del falso teorema messo in campo dai sostenitori della legge, uno sconcertante segno di subalternità culturale che non ci si aspetterebbe dai presunti eredi di don Giussani.

Sembrano lontani i tempi in cui il Fondatore accusava la modernità illuminista e secolarizzata di aver prodotto una vera e propria “scomunica”, ben più violenta di quelle comminate in passato dalla Chiesa, contro il cattolicesimo. Lontanissimi i tempi in cui CL e il Movimento Popolare erano attraversati da pulsioni anticapitaliste, antiamericane e anche un po’ terzomondiste. Oggi trionfa il “politicamente corretto”, come confermato dall’imbarazzante e sibillina chiusa del comunicato, laddove si afferma che, nel merito della questione omofobia, «possiamo solo auspicare che le sedi parlamentari affrontino la vicenda secondo quello spirito di responsabilità auspicato dal Presidente Napolitano che ha invitato a “parlare il linguaggio della verità” nell’interesse di tutti e di ciascuno». Ecco, non pretendevamo certo che si nominasse il Catechismo, ma almeno una citazione da don Gius. Dal Fondatore a Re Giorgio, il passo è stato più breve del previsto: la sete di “Assoluto” ha forse prodotto qualche volo pindarico di troppo.

Nessuna battaglia contro la legge sull’omofobia, dunque: sia mai che qualche ricco sponsor – che so, Legacoop – ritiri il suo contributo finanziario al prossimo Meeting, come suggerito con mentalità mafiosetta da Franco Grillini. Eppure Qualcuno aveva messo in guardia: “Nessuno può servire due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e Mammona!”. Un invito sempre attuale, sul quale i signori del Meeting farebbero bene a riflettere.

da barbadillo.it
 

17 commenti :

  1. "Lontanissimi i tempi in cui CL e il Movimento Popolare erano attraversati da pulsioni anticapitaliste, antiamericane e anche un po’ terzomondiste".

    Oh, beh... questo sì che era scorretto. Infatti è tutto un pullulare di inni al capitalismo selvaggio!

    E di libbberismo sfrenato!

    Perché perseverate nell'errore, perché continuate a parlare di ciò che non conoscete?

    Forse sarebbe più appropriato "Campari e Marx"! :)

    Sareste veramente scorrettissimi... ma proprio iper ultra turbo scorretti... nonchè originalissimi.

    Un caro saluto al kompagno Virga e Hasta Siempre! :D

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    1. "E in primo luogo ciò che ferisce gli occhi è che ai nostri tempi non vi è solo concentrazione della ricchezza, ma l'accumularsi altresì di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell'economia in mano di pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi però dispongono a loro grado e piacimento.

      Questo potere diviene più che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il danaro, la fanno da padroni; onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive l'organismo economico, e hanno in mano, per così dire, l'anima dell'economia, sicché nessuno, contro la loro volontà, potrebbe nemmeno respirare."

      Non è Marx che scrive, ma Pio XI. Fatti due conti e vedi chi, tra me e te, si colloca lungo la linea della tradizione cattolica. Poi, forse, potrai illuminarmi su "ciò che non conosco".

      Del resto, ci sarà un motivo se tanti si sono riconvertiti di colpo all'occidentalismo liberalcapitalistico a partire dagli anni '90? Ci sarà un motivo se qualcuno ha smesso di frequentare Sadddam e ha cominciato a frequentare la Bonino e Mario Monti? Sai spiegarmi la ragione di tanti e tali voltafaccia? Non avranno forse avuto il loro tornaconto?

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    2. "La risposta è ovviamente complessa. Se con «capitalismo» si indica un sistema economico che riconosce il ruolo fondamentale e positivo dell’impresa, del mercato, della proprietà privata e della conseguente responsabilità per i mezzi di produzione, della libera creatività umana nel settore dell’economia, la risposta è certamente positiva, anche se forse sarebbe più appropriato parlare di «economia d’impresa», o di «economia di mercato», o semplicemente di «economia libera».

      Ma se con «capitalismo» si intende un sistema in cui la libertà nel settore dell’economia non è inquadrata in un solido contesto giuridico che la metta al servizio della libertà umana integrale e la consideri come una particolare dimensione di questa libertà, il cui centro è etico e religioso, allora la risposta è decisamente negativa. [...]".

      'possidere res privatim ut suas, ius est omini a natura datum'.

      'a natura seu a Creatore ipso, ius dominii privati hominibus esse tributum'.

      "Chi rimane nella vita secolare e possiede dei beni suoi personali, dandone tuttavia elemosina, osservando i precetti del Signore, può salvarsi".

      Oltre a copia incollare il Magistero (che è più che giusto, ci mancherebbe) potremmo anche tentare di ragionare un po' sulle cose.

      Io ho scritto qualcosa qui:

      http://proprietaeliberta.blogspot.it/2013/06/una-difesa-cattolica-della-proprieta.html

      Cmq mi rendo conto di avere posto (ed esaminato, per quello che è nelle mie capacità) la questione diverse volte.

      Rischio di diventare un po' pesante di questo passo :)

      Chiudo allora.

      Ciao

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    3. Caro Luigi, nessuno qui vuole mettere in questione il valore della proprietà privata nella dottrina sociale cattolica, né del diritto alla libera intrapresa, che ne costituisce - per così dire - il risvolto "dinamico". Ci mancherebbe altro: nei miei articoli, ad esempio, ho spesso usato parole di fuoco contro la retorica della "caccia all'evasore".

      Rispetto a questo tema, semmai, bisognerebbe porsi la domanda: il diritto è solo "di proprietà" o anche "alla proprietà"? Padre Tomas afferma che non può essere contento "chi non possiede assolutamente nulla", il che sembrerebbe portare verso la seconda direzione.

      Ma allora si capisce che, se questo è il tema, bisogna osservare l'attuale sistema di economia globalizzata e prendere atto che esso produce paradossalmente esiti monopolistici ed espropriatori, concentrando la ricchezza nelle mani di un'oligarchia che sovente condiziona anche il potere politico, servendosi alla bisogna di esso (liberisti quando fa comodo...) per tutelare i propri interessi.

      Non finirà mai di stupirmi che un fenomeno di tale enormità, denunciato a chiare lettere dal Magistero papale praticamente un secolo fa, fatichi al giorno d'oggi a essere compreso nella sua grave portata da tanti cattolici, pur validi e capaci.

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    4. Infine, dal punto di vista filosofico, non esiste un "liberalismo" che non sia anche rivoluzionario. Non può esistere, in ottica tradizionale, un liberalismo cattolico: esiste la libertà rettamente ordinata, nel dominio economico come negli altri.

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    5. Sono più che d'accordo, evito accuratamente di parlare di "liberalismo" perché presta il fianco a qualsiasi tipo di malinteso.

      Poi in italia... sarebbe davvero inaccettabile, giacché rimanda al laicismo mistico di Mazzini, Garibaldi e soci (e oggi, probabilmente, Pannella).

      Però c'è anche un altro "liberalismo" che non è "libertinismo" ma è "solo" difesa del singolo dal potere politico.

      Grazie per le risposte.

      A presto

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  2. Per i ciellini, prima i doveri verso lo Stato, poi.... se avanza tempo...... verso Dio!

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    1. no, per i ciellini, prima i doveri verso gli altri ciellini, poi se avanza tempo verso Dio, poi, se proprio non si sa che fare, verso lo Stato

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    2. sempre meglio dei membri dell'opus dei, per i quali gli unici doveri sono verso gli altri membri dell'Organizzazione

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    3. Piano, ragazzi: vi ricordo che questo è un blog di orientamento cattolico. Il mio articolo contiene una critica mirata e motivata ai vertici del Meeting, non intende in alcun modo unirsi alla polemica ignorante contro movimenti come CL, la cui base si mantiene estremamente valida, e l'Opus Dei, che rappresenta una delle poche realtà veramente ortodosse della Chiesa attuale.
      Chi vuole fare anticattolicesimo di bassa lega si trasferisca altrove, please.

      Marco Mancini

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  3. Manlio Pittori26 agosto 2013 21:17

    Ma guarda un po': il Mancini si accorge che CL è pericolosamente vicino a Mammona: benvenuto nella realtà, carissimo.

    Lasciamo perdere il tenore di vita del boss Formigoni, che non mi è mai parso ispirato a madonna Povertà; e lasciamo anche stare il sistema sanitario lombardo, le cui cronache sembrano il mattinale della questura.

    Ma chi è il referente politico di CL? Ovviamente padron Silvio, cioè il maggior concentrato di ricchezza, di potere e di influenze che mai si sia visto in Italia. Padron Silvio è la personificazione delle parole di Pio XI, ma a CL non è mai importato nulla: che sia Sbardella, Andreotti o padron Silvio va benissimo, l'importante è che il sistema affaristico sia al sicuro.

    Poi oggi scende dal pero il Mancini e gli viene in mente Mammona.

    CL è da sempre uno dei grandi elettori del miliardario ateo, materialista, relativista e lobotomizzatore: ma il Mancini si ricorda di Mammona solo quando vede all'orizzonte il pericolosissimo Scalfarotto.

    Cosa abbia fatto e detto e pensato e scritto il Mancini in questi trent'anni di alleanza ferrea tra CL e Mammona non è dato sapere: ma, si sa, il problema sono sempre i froci.

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    1. Non si può giudicare sparando a zero su CL senza conoscere le reali motivazioni di tale scelta. Tanto semplice,così logico, ma troppo complicato per voi. Basta essere un poco ragionevoli per capirlo.

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  4. io non arrivo a quel " logico" me lo puoi spiegare?

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  5. Io eviterei di confodere liberale con liberista.
    Giulio Cesare fu il primo liberale e il capitalismo non esisteva.

    Matteo Donadoni

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  6. Carissimo, forse quella frase "che il Meeting non abbia paura dell’altro o della diversità, qualunque essa sia, lo documentano..." era solo la risposta all'accusa di essere dei vigliaccchi impauriti dal diverso, mossa dai soliti noti. Trasformare una difesa nel'accusa a qualcun altro in fondo è proprio quello che vogliono questi allegri nichilisti: metterci uno contro l'altro perché così possano avere campo libero. Credi che non lo sapessero che la raccolta era di Tempi e altri? Ma era utile infangare CL in qualunque maniera, trovare un qualunque pretesto.
    Se Giussani ci ha insegnato una cosa è di ragionare con la nostra testa, chiedere sempre il perché delle cose. E impegnarci noi, personalmente, perchè accada il vero, il giusto, il bello. Alcuni ciellini raccolgono firme, altri vegliano in piedi, altri fanno dibattiti e mobiitano opinioni in altra maniera. Se riusciamo cerchiamo di non accusarci tra noi, perdendo di vista quello che invece sarebbe importante. Non sempre ci riusciamo, e ahimè, anche questo è peccato.

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  7. Manlio Pittori30 agosto 2013 11:05

    @ Berlicche

    Scusami, ma non ho capito chi sono i "soliti noti" e gli "allegri nichilisti" di cui parli: se non puoi fare nomi, puoi almeno essere meno vago? Chi è che sta manovrando nell'ombra per mettere i ciellini l'uno contro l'altro?

    Grazie.

    M. Pittori

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  8. @ Berlicche

    Scusami, ma non ho capito chi sono i "soliti noti" e gli "allegri nichilisti" di cui parli: se non puoi fare nomi, puoi almeno essere meno vago? Chi è che sta manovrando nell'ombra per mettere i ciellini l'uno contro l'altro?

    Grazie.

    M. Pittori

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