20 agosto 2013

Maschio, femmina e X. Il terzo sesso come nuova frontiera del «progresso»

di Alessandro Rico

«Qui mira e qui ti specchia,
secol superbo e sciocco,
Che il calle insino allora
dal risorto pensier segnato innanti
abbandonasti, e, vòlti addietro i passi,
del ritornar ti vanti, e procedere il chiami».
(G. Leopardi, La ginestra)

Di fronte alla dilagante idiozia del nostro tempo, l’invettiva che il Leopardi rivolgeva al «progressismo» dei positivisti è tristemente attuale. E nella lotta trionfale del politicamente corretto e intellettivamente demenziale, la Germania guadagna parecchie posizioni, con la riforma che da novembre consentirà ai genitori degli «intersessuali» (individui con caratteristiche sessuali cromosomiche e fenotipiche contradditorie o non chiaramente distinguibili), di inserire all’anagrafe una bella X alla voce «sesso», lasciando l’incombenza di specificare il genere agli stessi figli, una volta cresciuti. Perché l’ermafroditismo è uno stile di vita, mica un’anomalia – che merita rispetto e sensibilità, ma pur sempre un’anomalia. In questo tripudio di perversa, velleitaria e patetica abiura dell’antropologia più elementare, per cui esistono solo due sessi e una serie di disfunzioni, il buon senso è affondato dalle filippiche sull’inesistente diritto di inventarsi per decreto quello che non può esistere per natura.

Come prevedibile, la notizia ha avuto ampia risonanza anche sulla stampa nostrana. Anche sul Corriere della Sera, a dir meglio sul blog La 27esima ora, già infelicemente noto a noi bigotti sostenitori di ovvietà millenarie. I sacerdoti della nuova religione di stato, allora, ci ricordano come Veronesi ritenga che «la polarizzazione dei sessi si stia attenuando»: pian piano, finalmente, l’umanità si rende conto che un qualsiasi Parlamento può mettere nero su bianco ciò che non sta né in cielo né in terra. Sarà il ddl «sesso degli angeli», quello su cui è meglio non discutere.

Nella climax delirante non possono mancare la «filosofa» Nicla Vassalli e l’«onorevole» Paola Concia. L’una che mescola questa stravagante antropologia con il principio di universalità della legge: per evitare la «ghettizzazione», l’opzione X, l’«Area grigia» tra i due sessi, dev’essere concessa a tutti, pure a me che ho inequivocabili attributi maschili. L’altra che celebra le radici culturali della Germania, che essendo «un paese protestante» non ha tutti i tabù dei papisti, ovvero il banale senso della realtà, che tipicamente manca a chi rinuncia alla ragione per l’ideologia; a chi, come diceva Chesterton, inizia a combattere la Chiesa per la libertà e l’umanità, ma finisce col combattere la libertà e l’umanità pur di fare dispetto alla Chiesa. Se la verità contraddice l’utopia, basta un tratto di penna sulla verità. Chi pensa che la natura sia un dato di cui prendere atto serenamente, chi pensa che la nostra costituzione antropologica sia un capolavoro e non la prigione dei nostri capricci, ha ormai i giorni contati. Sta per scoccare l’ora del sesso X, La 27esima ora, ad «archiviare» la Genesi, col suo limitatissimo «maschio e femmina li creò». Nella leopardiana involuzione scambiata per glorioso «procedere», si vede quanto buon senso c’è in un libro che ha migliaia di anni, e quante scempiaggini affollano un quotidiano del 2013. 
 

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