04 settembre 2013

Berlusconi e i radicali: storia di una brutta amicizia

La firma di Berlusconi a favore dei 12 quesiti referendari proposti dai Radicali non può essere assolutamente giustificata. Su questo noi camparini siamo tutti d'accordo. Tuttavia, sulla figura e il ruolo di Silvio e sull'atteggiamento di certi cattolici "di destra" al suo riguardo, il dibattito ferve e, forse, ferverà sempre. Ecco qui due riflessioni. Certamente una è più dura con Berlusconi e l'altra tenta di "assolverlo". Ad ogni modo, come potrete leggere, trattasi in realtà di due visioni complementari, utili per una riflessione seria e pacata. (F.C.)

Silvio il radicale
di Paolo Maria Filipazzi

Berlusconi esce dal suo auto-isolamento per firmare, a favor di telecamere, i 12 referendum proposti dal Partito Radicale e per schierare il Popolo della Libertà o Forza Italia o come cavolo si chiama a sostegno dell’iniziativa. Di questi 12 referendum 6, volti a riformare la giustizia ed ad abolire il sistema del finanziamento pubblico ai partiti, sono condivisibili. Gli altri 6 decisamente no: abolizione della legge Fini- Giovanardi sull’uso di sostanze stupefacenti, del reato di immigrazione clandestina, del tempo di attesa per accedere allo scioglimento del matrimonio dopo la separazione (arrivando dunque al cosiddetto “divorzio breve”), dell’8 per mille, dell’ergastolo e della custodia cautelare. Insomma, siamo ad un ulteriore colpo di reni sulla strada della dissoluzione della società. Fra questi, due (i primi elencati) riguardano addirittura due riforme introdotte dalla coalizione di centro-destra negli anni in cui era maggioranza, e da quest’ultima sbandierate come cavalli di battaglia. Quindi Berlusconi ha di fatto firmato contro se stesso. Altri due (il terzo ed il quarto) rappresentano l’ennesima aggressione alla famiglia ed alla Chiesa da parte del partito infernale del sulfureo Pannella. Proprio a proposito di questi 6 referendum l’ex Cavaliere (in virtù della condanna definitiva, non può più fregiarsi del titolo) ha cercato di mettersi la coscienza a posto dichiarando di non condividere queste battaglie ma di ritenere giusto che gli italiani possano esprimersi a riguardo.

A questo punto, si impone una piccola digressione metodologica: la legge prevede appositamente, perché si faccia un referendum, un primo scoglio, che è la raccolta di 500.000 firme. Se queste non ci sono, il referendum non si fa, perché, giustamente, l'ordinamento valuta che non sia autentica democrazia spendere il tempo e, soprattutto, i soldi dei cittadini, per una consultazione di cui pochissimi sentono il bisogno. Del resto, il momento di approvazione democratica di una legge è l'approvazione da parte del Parlamento eletto dal popolo sovrano. Il referendum è un "di più" da farsi solo se davvero ne vale la pena. Dunque la raccolta delle firme è già di per se un momento di consultazione democratica, in cui chi è favorevole può firmare e chi è contrario può non firmare. Del resto, se io sono convinto che una legge sia buona e garantisca il bene comune (o magari, che sia cattiva, ma comunque rappresenti il male minore rispetto alla situazione che si creerebbe dalla sua abrogazione) ho il diritto-dovere, di fronte alla collettività, di difenderla qualora venga messa in discussione fin dall'inizio, e non solo a partire dal "secondo round", che la legge mi dà il potere di scongiurare, non firmando ed inducendo altri a non firmare. Quindi Berlusconi è libero e ha il diritto di firmare tutto quello che vuole, ma la posizione "Firmo anche se non condivido perché è giusto che i cittadini si pronuncino" è illogica ed è una pura arrampicata sugli specchi. Malgrado i sofismi filosofici dei suoi avvocati d'ufficio, mi trovo obbligato a concludere che Berlusconi non è un campione di libertà, ma un ipocrita.

Cosa lo abbia spinto a questa mossa penso sia evidente: con la sua condanna definitiva da parte della Corte di Cassazione, la guerra ventennale fra Berlusconi e settori della Magistratura è arrivata alla stretta finale. Sia chiaro: la vicenda berlusconiana è solo l’episodio principale di una guerra che la Magistratura e la barbarie giustizialista hanno mosso alla politica (cioè al luogo in cui si realizza la democrazia) fin dai tempi di Tangentopoli. I problemi che Berlusconi ha denunciato in questi anni sono drammaticamente reali. I processi a suo carico sono in gran parte delle montature e lo è con ogni probabilità anche la sua condanna. E il tema della riforma della giustizia da lui cavalcato per anni è sacrosanto. Chiarito questo, analizziamo razionalmente la situazione presente. La strategia dei radicali è sempre stata genuinamente anticristica: presentarsi come fautori di battaglie filantropiche, “mischiando” ad esse battaglie anti- umane (aborto, fecondazione artificiale, eutanasia, pseudo-matrimonio omosessuale, droga libera e, in generale, guerra totale alla stabilità della società tramite la demolizione delle sue colonne portanti, la famiglia e la Chiesa) portate avanti con artificiose motivazioni pseudo-umanitarie, in modo tale da attrarre l’appoggio in buona fede di cittadini che, magari con le migliori intenzioni, finiscono per diventare cooperatori attivi del Male. I referendum si prestano benissimo all’attuazione di questa strategia: nel “casino” di quesiti presentati a raffica il cittadino firmatario ed elettore raramente si orienta con precisione, si mobilita sull’onda di slogan e firma e vota allo stesso modo per tutti i quesiti, anche se magari ne ha capiti solo uno o due o ha capito solo lo slogan. Ecco dunque, il colpo di genio del duo Pannella- Berlusconi: il primo, per far passare sei referendum che rischiano di non avere presa, li mette al traino di altri sei su temi di massima attualità e, guarda caso, graditi al secondo il quale, strizzando l’occhiolino, mette se stesso, il proprio rimanente carisma e la propria armata mediatica a disposizione. Un vero e proprio patto col Diavolo.

Caro Berlusconi, ti ringraziamo di tutto e ti auguriamo buona fortuna, ma è arrivato il momento di prendere congedo da te una volta per tutte: fra le braccia dell’Anticristo proprio non ti possiamo seguire.



L'antiberlusconismo ideologico e lo stato confusionale del mondo cattolico

di Alfredo De Matteo

Berlusconi ha firmato i 12 quesiti referendari proposti dai radicali di Pannella, pur dichiarando di non approvarli tutti. Sia chiaro: andare a braccetto con Pannella vuol dire andare a braccetto col demonio e non v'è dubbio che seppur taluni di tali quesiti possono essere anche condivisibili, i veri obiettivi dei radicali sono la distruzione dell'ordine e il caos morale (vedi quelli per l'abolizione dell'ergastolo, per il divorzio breve e la depenalizzazione dei reati connessi all'uso di stupefacenti). Dunque, mossa politica profondamente sbagliata di Silvio, il quale mostra tutti i suoi limiti morali ed intellettuali. Tuttavia, da lui si pretende sempre qualcosa in più mentre dagli altri si è molto più di manica larga. Non mi riferisco tanto agli antiberlusconiani di sinistra che basano la loro morale sulle vicende di Berlusconi (i fautori del sesso libero e del "ciascuno è libero di fare ciò che vuole" sono disposti a stracciarsi le vesti e gridare allo scandalo solo quando si tratta di condannare il bunga bunga, o presunto tale, di Silvio...), bensì agli antiberlusconiani cattolici e di destra che sono forse ancora più irritanti dei primi. Consiglio loro di fare una panoramica realistica del mondo cattolico odierno e della situazione all'interno della Chiesa: sull'abolizione dell'ergastolo ho idea che il primo a firmare sarebbe Papa Francesco, il quale lo ha infatti abolito da par suo (d'altra parte tale questione è strettamente imparentata con quella relativa alla pena di morte, perché se il fine principale della pena non è, come da Catechismo, il ristabilimento dell'ordine e della giustizia sconvolta dalla condotta criminale ma il reinserimento sociale del reo, sia l'ergastolo che la pena di morte appaiono come inutili strumenti di vendetta, tanto che ormai molti pensano che la Chiesa abbia abolito, anche in linea di principio, la pena capitale…); sul divorzio trovatemi ancora qualche cattolico e qualche prelato che lo consideri per quello che è: un abominio giuridico e una chiara deviazione dell'ordine naturale e cristiano. Tutt'al più è considerato un "male minore" o un'evoluzione dolorosa ma necessaria dei costumi e della morale; sulla droga la questione dell'antiproibizionismo come rimedio ai mali della società è una questione trita e ritrita a cui strizza l'occhio buona parte dei politici sia di destra che di sinistra ed anche qui non pochi ecclesiastici. In definitiva, tocca solo a Berlusconi fare il cattolico ed il difensore dei valori non negoziabili mentre a tutti gli altri no, Papa compreso. Misteri dell'antiberlusconismo.


 

12 commenti :

  1. "Sia chiaro: la vicenda berlusconiana è solo l’episodio principale di una guerra che la Magistratura e la barbarie giustizialista hanno mosso alla politica (cioè al luogo in cui si realizza la democrazia) fin dai tempi di Tangentopoli" (Paolo Maria Filipazzi, 4 settembre 2013).

    "Il PSI e il PCI dovrebbero per prima cosa giungere ad un processo degli esponenti democristiani che hanno governato in questi trent’anni (specialmente gli ultimi dieci) l‘Italia. Parlo proprio di un processo penale, dentro un tribunale. Andreotti, Fanfani, Rumor, e almeno una dozzina di altri potenti democristiani (compreso forse per correttezza qualche presidente della Repubblica) dovrebbero essere trascinati, come Nixon, sul banco degli imputati. Anzi, no, non come Nixon, restiamo alle giuste proporzioni: come Papadopulos. Visto fra l’altro che Nixon è stato salvato da Ford dal processo vero e proprio. Nel banco degli imputati come Papadopulos. E quivi accusati di una quantità sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente (sperando nell’eventualità che, almeno, venga prima o poi celebrato un «processo Russell» finalmente impegnato e non conformistico e trionfalistico com’è di solito):

    indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con gli industriali, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna (almeno in quanto colpevole incapacità di punirne gli esecutori), distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani (responsabilità, questa, aggravata dalla sua totale inconsapevolezza), responsabilità della condizione, come suol dirsi, paurosa, delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono «selvaggio» delle campagne, responsabilità dell‘esplosione «selvaggia» della cultura di massa e dei mass media, responsabilità della stupidità delittuosa della televisione, responsabilità del decadimento della Chiesa, e infine, oltre a tutto il resto, magari, distribuzione borbonica di cariche pubbliche ad adulatori.

    Senza un simile processo penale, è inutile sperare che ci sia qualcosa da fare per il nostro Paese. È chiaro infatti che la rispettabilità di alcuni democristiani (Moro, Zaccagnini) o la moralità dei comunisti non servono a nulla (Pier Paolo Pasolini, "Il mondo", 8 agosto 1975).

    Secondo me, aveva ragione Pasolini.

    Ma Pasolini non c'è più: oggi ci sono solo i Filippazzi.

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  2. @Alfredo De Matteo

    dato che "così fan tutti", per quale ragione un cattolico dovrebbe votare Berlusconi e non un altro scelto a caso dal panorama politico?

    basta dirlo: "a me piace Berlusconi qualsiasi cosa faccia e lo voterò sempre sempre". non c'è niente di male (si fa per dire, ovviamente), ma apprezzo molto la sincerità

    ps. ovviamen "ciascuno è libero di fare ciò che vuole" (con maggiorenni, of course) ma con i soldi suoi. non deve nominare le sue puttane o i suoi nani ad amministrare la cosa pubblica ne' elargir loro pensioni a spese della collettività

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  3. E, se non andiamo errati, il Piero Paolo Pasolini che voleva processare la DC (con buona pace delle miserrime ricostruzioni del Filippazzi)è lo stesso Pier Paolo Pasolini ciellinizzato a posteriori a Rimini e dintorni, quasi un compagno di strada di Cl nella c.d. "lotta contro l'omologazione": ma i ciellini si devono essere dimenticati di leggere quella Lettera luterana.

    Oppure hanno letto Pasolini così come leggono il Vangelo: a bocconi e a spizzichi, prendendone i pezzi che più fanno comodo.

    Così come il Marco Mancini si è ritagliato un Gesù fautore delle guerre preventive e seguace di Carl Schmitt, allo steso modo i ciellini si sono appropriati del Pasolini "antimodernista", dimenticando il Pasolini comunista e giustizialista - vent'anni prima di Mani pulite, sempre alla faccia del Filippazzi.

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  4. certo che i commentatori di questo blog brillano di acume e di onestà intellettuale e morale, a leggere Pittori e l'Anonimo manca il respiro ....
    lasciamo perdere poi l'ennesima manipolazione pasoliniana, roba da assemblea di istituto . brrrr

    fg

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  5. Caro anonimo, ti ringrazio per l'elogio e per la critica, perché comunque rispettosa. Tuttavia, non ti sei reso conto che con il tuo commento hai avvallato la mia tesi e cioè che esiste un antiberlusconismo ideologico che fa dire a molti: Berlusconi non lo voterò mai e poi mai, lo odio a priori e desidero che sparisca definitivamente. Ossia, la tua accusa posso rispedirla tranquillamente al mittente. Sarà forse che Silvio è comunque un vincente e gli antiberlusconiani rosicano? .... ADM

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    1. no Silvio Berlusconi[*] è un pregiudicato per evasione fiscale [**]. Per tale motivo deve sparire definitivamente dalla vita politica.

      [*]Nome + Cognome, non ci ho mai giocato a biglie.
      [**]ah, che soddisfazione poterlo dire senza temer querela!

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  6. Caro Anonimo fg,

    ho trascritto (integralmente e senza tagli) un brano di Pasolini: dove sarebbe la manipolazione?

    Le accuse, qual è quella di manipolazione, andrebbero motivate, non lanciate senza spiegazioni: è l'ABC del dialogo.

    Quindi, attendo che lei mi spieghi come e dove avrei manipolato Pasolini.

    Grazie.

    Cordialmente,

    Manlio Pittori

    PS: ma perchè ci sono tutti questi Anonimi? Un, se non altro, nickname faciliterebbe la comprensione e la comunicazione, pur nella assoluta consapevolezza che la comprensione e la comunicazioni non siano la massima aspirazione di questi Anonimi e, più in generale, dei frequentatori del blog.

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  7. @ Alfredo De Matteo

    "In definitiva, tocca solo a Berlusconi fare il cattolico ed il difensore dei valori non negoziabili mentre a tutti gli altri no, Papa compreso."

    Gentile De Matteo,

    le ricordo che, a proposito della difesa dei valori non negoziabili, che Berlusconi ha divorziato due volte e ore vive, more uxorio, con una donna; che ha abortito (o contribuito a farlo) un feto al settimo mese di gravidanza.

    Se questo è il miglior difensore dei valori non negoziabili, non voglio immaginare chi possa essere non dico il peggiore, ma uno tiepido.

    Infine, mi piace molto quel "Papa compreso": vorrà mica farmi credere che secondo lei il Papa non difende i valori non negoziabili?

    Grazie, un suo cenno di risposta sarà molto gradito.

    Manlio Pittori

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  8. Infatti non ho parlato della vita privata di Berlusconi né dei suoi peccati. Mi riferivo a ciò che la gente (diciamo il mondo cattolico) si aspetta da lui che è sempre di più di quello che (non) ci si aspetta dagli altri. Per quanto riguarda il nostro Papa sembra certo che l'idea di abolire il "fine pena mai" non lo trovi in disaccordo. Non ha tuonato, come avrebbe dovuto e potuto fare, contro la legge sull'omofobia in discussione al Parlamento (la difesa della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna è un valore non negoziabile ed il silenzio è colpevole). Diciamo che la Chiesa (o meglio, i suoi rappresentanti terreni) ha preferito tacere se non addirittura strizzare l'occhiolino a certe proposte. Le dirò di più: come lei saprà un ordine religioso è stato commissariato perché troppo ortodosso e attento ai valori tradizionali perenni, tipo la Messa antica. Insomma, ce n'è abbastanza per affermare che lo stato confusionale del mondo cattolico (privo di autentiche guide) è evidente (ripeto: si faccia un giro di opinioni per capire come la pensa il cattolico medio sui tre temi etici proposti dai radicali. troverà una grande confusione e una certa propensione al fai-da-te morale ed intellettuale). Ma alla fine il discorso è un altro: Berlusconi non è certo l'uomo deputato a rappresentare il mondo cattolico per la difesa dei v.n.n. ma è solo grazie a lui che certe derive etiche ancora non sono state raggiunte. Questo è un fatto inoppugnabile. Con Pannella Berlusconi ha sbagliato? certamente! ma sono già vari decenni che il mondo cattolico va a braccetto coi radicali, o per una cosa o per l'altra, checché se ne dica. Cordialmente. ADM

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    1. Berlusconi si dimostra ancora una volta per quello che è: una persona che pur di salvare se stesso dalla galera e le sue finanze dal collasso si alla con cattolici e mangiapreti, con gente da dio-patria-famiglia e gente che con il tricolore ci si "pulisce il culo"... mi meraviglio della meraviglia che suscita la riedizione dell'alleanza berlusconi-pannella

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  9. Gentile ADM,

    ma chi è il rappresentante politico del mondo cattolico? O, meglio: visto che i cattolici, dal punto di vista politico, sono piuttosto frammentati, chi è il leader politico che si pone come rappresentante del mondo cattolico e che ha sempre cercato un rapporto preferenziale con le gerarchie cattoliche e, se non altro, con i cattolici dei valori non negoziabili?

    Mi pare, indubitabilmente, Silvio Berlusconi.

    Se questo è vero, e mi pare lo sia, a chi si dovrebbero richiedere pensieri, parole, opere e omissioni in sintonia con il sentire e l'agire cattolico? A Nichi Vendola?

    No, proprio a Silvio Berlusconi.

    Se Silvio Berlusconi è il "vostro" rappresentante e leader politico, è da lui che dovete pretendere un comportamento consono.

    Il problema è che Berlusconi è tutto tranne che un cattolico. Lasciamo perdere le vicende pubbliche (è appena stato condannato per frode fiscale, cioè per furto: è un comportamento da cattolico?) e pensiamo solo al Berlusconi imprenditore.

    Non ci vogliono molte parole per rendersi conto che Berlusconi, avendo fondato il suo potere e la sua ricchezza sulle TV commerciali, è - intrinsecamente - una persona atea, materialista, relativista e consumista.

    I soldi e il potere gli vengono dalla pubblicità, la pubblicità viene dal consumo inarrestabile e compulsivo e il consumo rende l'uomo schiavo della dittatura del desiderio: questo è, in due parole, il circolo vizioso (e demoniaco) nel quale vive e prospera Berlusconi.

    Voi cattolici non siete stati di trovarvi un leader realmente cattolico: ma vi siete consegnati mani e piedi, per un miope calcolo politico, a un personaggio che non ci cittadini consapevoli ha bisogno, ma di consumatori decerebrati e incapaci di riflettere.

    Se si vuole che le TV commerciali stiano in piedi è indispensabile che la gente compri sempre nuovi telefonini, tanto per fare un esempio: così la Vodafone pagherò i suoi milioni per gli spot sulle TV di Berlusconi.

    In un mondo non dominato dalla religione del consumo, dell'apparire, del desiderio e nel quali non si veneri Mammona, le TV commerciali sparirebbero o si ridimensionerebbero: per Berlusconi sarebbe la fine.

    Per combattere le "derive etiche" avete risposto, come la sventurata di Manzoni, a quell'Egidio Berlusconi che sulla deriva etica (tutto è concesso, tutto si può comperare) ha creato il suo impero: complimenti per la lungimiranza!

    La ringrazio per l'attenzione e per la risposta.

    Cordialmente, Manlio Pittori

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  10. Ma quindi voi tutti citate Pasolini che, come ricorda Sgarbi, era un corruttore di giovani quindicenni?
    Vi sembra una persona adatta a parlare di morale?

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