24 settembre 2013

Chi sono io per giudicare Belen?

di Francesco Mastromatteo

A volte anche la pagina più “fatua” di un social network può dare indirettamente inedite lezioni di morale evangelica, contro tutti i finti moralismi, laici o religiosi che siano. Ci riferiamo a quella di Belen Rodriguez, già mamma, fresca di matrimonio e di polemiche legate proprio alle sue nozze con il ballerino Stefano De Martino, per cui avrebbero addirittura faticato a trovare un sacerdote disponibile a celebrarle.
La showgirl argentina di adozione italiana, diciamoci la verità, non fa molto per risultare simpatica, soprattutto a chi bello e giovane non è: il suo profilo è un continuo pullulare di immagini in cui sfoggia il suo fisico perfetto, anche durante e dopo la gravidanza. Gli utenti, quando non si tratta di maschietti sbavanti e adoranti, si scatenano (specie le donne, e non sarà un caso) in una ridda di insulti contro la soubrette, ora accusata di aver scippato il fidanzato alla cantante Emma Marrone, ora, più in generale, di essere poco più di una “poco di buono”. La cosa assume connotati originali e curiosi quando la nostra, tutta orgogliosa, pubblica l’immagine della pergamena con cui il Papa impartisce la sua apostolica benedizione ai novelli sposini. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i matrimoni ecclesiastici sa che si tratta di una benedizione richiedibile da chiunque contragga nozze cattoliche, dietro richiesta inoltrata alla Elemosineria Apostolica, e concessa a tutti a prescindere dallo status sociale, ma ciò non evita un profluvio di commenti aspramente critici, sia verso l’interessata che verso la Chiesa.

Non ci sentiremmo di indicare Belen Rodriguez come modello di Papa girl, o come interprete protagonista di una fiction su Santa Maria Goretti. Resta però il fatto che la bella sudamericana, al contrario di tanti vip sedicenti cattolici, non è reduce da precedenti matrimoni falliti, e in un certo senso, sposandosi, ha regolarizzato la sua posizione di “ragazza madre”. Non ci sarebbero stati dunque motivi per impedirle le nozze in chiesa, considerando che per la dottrina cattolica ministri del sacramento nuziale sono gli stessi sposi, a cui può essere impedito di unirsi in matrimonio solo in presenza di seri impedimenti canonici.
Da una parte, quindi, il solito anticattolicesimo d’accatto che coglie ogni occasione, anche la meno fondata, per lanciare invettive contro la “Chiesa ipocrita e corrotta”, accusata in questo di caso di aver chiuso un occhio sulla condotta poco esemplare della sposa, (quando, di solito, ciò che si obietta da parte anticlericale è proprio la presunta mancanza di carità della Chiesa verso i peccatori); dall’altra, lo zelo amaro di tanti bigotti che forse, prima di sputare velenose sentenze su Belen, dovrebbero guardare la trave nel loro occhio, chiedendosi se la loro condotta morale, meno nota perché lontana dai riflettori della tv, sia proprio così specchiata e irreprensibile.    


Insomma, parafrasando il nostro buon Papa Francesco, potremmo dire: “Chi sono io per giudicare Belen?”
 

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