27 settembre 2013

Guido: l’Opera Nazionale Barilla è con te!

di Riccardo Facchini e Isacco Tacconi 

L’ira della galassia gay e di tutto il suo codazzo gay friendly si è abbattuta ieri su Guido Barilla che, a quanto sembra, non è più libero neanche di decidere se il suo notissimo brand debba essere o meno rappresentato, nei propri spot pubblicitari, da una famiglia tradizionale. Che il livello di censura e di persecuzione mediatica nei confronti dei non allineati fosse ormai alle stelle era risaputo, ma il clamore suscitato dalle dichiarazioni rilasciate dall'imprenditore l'altro ieri a "La Zanzara" ha un non so che di tragicomico.

Il furor benpensante non risparmia ormai nessuno e richiede ovviamente pubbliche abiure. Non sono infatti bastate le precisazioni e le scuse che il sig. Barilla ha rivolto alla comunità ellegibitì. Il presidente dell'associazione omosessuale Equality Italia, Aurelio Mancuso, ha indetto una campagna di boicottaggio contro la sua azienda, dichiarando che «si è voluta lanciare una offensiva provocazione per far sapere che si è infastiditi dalla concreta presenza sociale» dei gay, dato che nessuno aveva chiesto a Barilla di fare uno spot avente degli omosessuali come protagonisti. Peccato che sia stato lo stesso conduttore – il già noto Cruciani, per il quale ormai ogni scusa è buona per parlare di gay e cattolici – ad avergli posto la fatidica domanda. Il patron non ha fatto altro che rispondere in scienza e coscienza, aggiungendo, inoltre, di non essere affatto sfavorevole alle nozze tra persone dello stesso sesso. Basta sentirsele tutte le interviste, saccentoni arcobaleno.

Il boicottaggio della Barilla ha riscosso da subito importantissssssime adesioni: Alessandro Zan (chi è costui?), deputato di Sel (ma dai?!) ha dichiarato: «Ecco un altro esempio di omofobia all'italiana. Aderisco al boicottaggio della Barilla e invito gli altri parlamentari, almeno quelli che non si dimettono, a fare altrettanto. Io comunque avevo già cambiato marca. La pasta Barilla è di pessima qualità». Al Carneade di Sel si è poi aggiunto lo sciacallaggio pubblicitario che la Buitoni e la Garofalo hanno prontamente messo in piedi sui Social Network. Nel frattempo, la pagina Facebook della Barilla ha guadagnato 2000 "mi piace"

Tutta sta caciara mediatica un risultato però l'ha ottenuto: mostrare al mondo la nuova frontiera della propaganda omosessualista. Ormai non si tratta più infatti di "non puoi dire nulla 'contro' i gay" (come se noi si passasse tutti i giorni a parlare 'male' dei gay, vabbè) ma di "devi esser favorevole alle loro battaglie". Anche una serena epoché, una laica sospensione del giudizio, oppure il "non voglio diffondere un'idea che non mi appartiene" sono ormai spie di omofobia. Non basta più autocensurarsi: devi essere con "loro", altrimenti sei contro di "loro" e la gaystapo ti scatena contro tutta la sua potenza di fuoco.

Da canto nostro, speriamo che Guido Barilla non si faccia intimorire e che la sua azienda resti quella di uno spot del 1988 in cui il papà (oggi genitore Uno), in procinto di partire per un viaggio di lavoro, saluta sua moglie (oggi genitore Due) e i suoi figli i quali, per farlo sentire a casa pure nella solitudine della distanza, gli mettono amorevolmente un fusillo nella tasca della giacca. 
Troppo smielato come quadretto? Il padre di famiglia in realtà stava andando con l'amante brasiliana e, una volta tornato a casa, avrebbe picchiato moglie e figli prima di mettersi a vedere la partita ruttando in libertà? A noi nati negli anni Ottanta invece, generazione "bambina-Barilla-che-accudisce-il-gattino-sotto-la-pioggia-con-sottofondo-musicale-strappalacrime" è sempre sembrato uno spot semplice e innocuo. Un ritratto di famiglia naturale come se ne vedono poche oggi, un’immagine eloquente di una realtà che fa invece incazzare quella caricatura di una femminista che è il (pardon, LA) presidente della Camera Laura Boldrini.

Noi scriventi, si diceva, facciamo parte di quella generazione di “giovani Barilla” che di quelle pastasciutte se n’è mangiate in quantità industriali e che non ha subito alcun trauma per colpa degli spot incriminati: abbiamo quindi saputo apprezzare la schiettezza e la libertà intellettuale di un imprenditore che non ha voluto dare il contentino all'ideologia del gender e ai suoi ridicoli epigoni. Siamo inoltre convinti che se Guido Barilla avesse scelto di fare spot dalle tinte arcobaleno avrebbe certamente ottenuto il plauso e l’appoggio dei media asserviti. Il Nostro ha, invece, nonostante qualche scivolone ("non sono contrario alle nozze gay...") e le solite scuse di rito (il coraggio su certi temi non è solitamente caratteristico dell'imprenditore) preferito non svendere la propria coerenza. 
Guido, anche se hai le idee un po' confuse, non ti preoccupare: l’Opera Nazionale Barilla è con te!
 

16 commenti :

  1. "Gaystapo": sto ancora piegato in due per le risate! Complimenti per la battuta (e soprattutto per l'articolo). ;)

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  2. E' stato Guido Barilla ad invitare al boicottaggio della sua azienda.
    E' stata un'uscita che, ad esser buoni, sui può definire assai poco lungimirante.

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    1. Come no, molto meglio era sputare sui propri valori a favore del "marketing"... che molte volte fa rima con "marchetting"...

      Quinto Fabio Massimo

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    2. @Cunctator

      ok, che faccia così. ma poi non si lamenti se gli omosessuali seguono il consiglio dato da Barilla: mangiare un'atra pasta.

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    3. Resteranno sempre, grazie a Dio, una minoranza.

      Q,F.M.

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  3. E magari, secondo l'anonimo, sono stati gli ebrei tedeschi a provocare Hitler? Ma per favore! Provveda a vergognarsi in silenzio!

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    1. Ragazzi, per una volta che abbiamo un anonimo che non trolla lasciamolo libero di commentare in pace!!

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    2. Quella dell'anonimo "è stata un'uscita che, ad esser buoni, sui può definire assai poco lungimirante." ;)

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    3. @Virga

      che c'entrano gli Ebrei e Hitler? che ti sei fumato?

      Barilla ha detto

      "se gli piace [agli omosessuali] la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, se non gli piace e non ci (sic!) piace quello che diciamo faranno a meno di mangiarla e ne mangeranno un’altra"

      praticamente un invito all'auto-boicottaggio.
      nessuno deve prendersela se poi gli omosessuali fanno come suggerito dal dott. Barilla.

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  4. Bravissimo Guido!!!! La tua empresa decidi tu come gestirla. Eppoi il biocottaggio della stragrande minoria del mondo (meno di 1%) non le fará neanche il solletico!!! Si vede dappertutto che la Barilla ha guadagnato il rispetto di quelli che son stanchi del politicamente correto e della gaystapo. Viva la Barilla! Viva la Famiglia! Se loro non comprano, meglio per i NORMALI, c'è più pasta per noi!

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  5. signori, non facciamo l'errore di buttarci subito dalla parte di chi sembra sostenere le nostre posizioni. sul sito facebook della barilla e' apparso un video di guido barilla dove si scusa e afferma di aver molto da imparare sulla "evoluzione della famiglia" e che si impegnera' a ricevere le associazioni "che meglio rappresentano l'evoluzione della famiglia". ma quale evoluzione???? o voleva dire l'evoluzione del mercato?? scommettiamo che per natale la barilla fara' uno spot con le "famiglie evolute"? stiamo attenti quando supportiamo un'azienda che come ogni azienda ha come primo dovere quello di fare denaro e se vuole non guarda in faccia ai valori.

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  6. Non ha per niente fatto un autogoal. Nella vita quotidiana della gente, semplicemente, dei gay le persone non se ne curano affatto: sono molto più preoccupate di arrivare a fine mese che non di questioni prettamente politiche.
    Anzi, incontrando la gente, e sentendone i commenti, è proprio questa forzosa "campagna di visibilità" portata avanti mediaticamente che sta causando antipatia verso il mondo gay. << Ma cosa vogliono? Tanto possono già fare tutto quello che vogliono! >> è il commento che sento più spesso.

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  7. Premesso che non compro Barilla perché nauseato dal mielume melassoso delle famiglie felici nel Bianco Mulino, perché per i biscotti ci sono degli ottimi cloni della Coop e perché compero solo la pasta antimafia di Libera terra, credo che un'azienda privata (è privata la Barilla? Spero di sì...) possa fare quello che vuole - a parte mettere i coloranti cancerogeni nei prodotti, ovviamente.

    Quindi: se mister Barilla vuole continuare a fare pubblicità con le sue insopportabili famigliole a Neverland, saranno ben affari suoi, no? I froci se ne facciano una ragione: lo boicottino, mangino Parmalat, si facciano i flauti al cioccolato in casa, basta che non rompano i maroni e non scambino per omofobia una - mi vien da vomitare a dover esprimere banalità del genere - normalissima scelta di marketing.

    Capisco se Barilla non assumesse pasticcieri gay o se nella sua pubblicità facesse vedere dei gay che usano i flauti alla crema non per mangiarli: ma se a Barilla piace il pasticciere argentino che ho appena visto su Youtube, saranno ben affari suoi, no?

    In più c'è l'aggravante di aver fatto spuntare, per legittima reazione, i due Barilla-boys: non se ne sentiva la mancanza, ma si sa che agli antifroci, se gli dài una mezza occasione, non par vero di fare i brillanti.

    Manlio Pittori

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  8. Opera Nazionale Barilla e Gaystapo ..Wow finalmente si comincia a rendere pan per focaccia al neodizionario orwelliano, era ora.

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  9. D'ora in poi a casa mia solo pasta Barilla. A prescindere. E riti di maledizione contro le lobbies omosessualiste.

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    1. Silente (Albus?), i riti di maledizione sono cosa per satanisti. Ravvediti e pentiti, per amor di Dio.

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