10 settembre 2013

Se Vendola vuole un figlio

di Giuliano Guzzo

Nichi Vendola ed Eddy Testa vogliono un figlio. Anzi, anche più d’uno, come ha dichiarato il compagno del Governatore della Puglia nel corso di un’intervista aVanity Fair. Ora, pur senza voler emettere il benché minimo giudizio su situazioni o persone, è doveroso porsi un interrogativo di fondo, che prescinde dalla singola situazione affettiva comprendendole tutte: ma un figlio è qualcosa o è qualcuno? Perché se è qualcosa è (al pari di ogni altra cosa) lecito volerla, mentre se è qualcuno è solo lecito aspettarlo, secondo tempi e modi che non sono programmabili, ma sono dati.
Ebbene, non servono ragionamenti particolarmente complessi per capire che no, il figlio – essendo evidentemente qualcuno – non lo si può volere, ma lo si deve aspettare. Si può cioè cercare, ma non lo si può ordinare su commissione (magari tramite la pratica schiavista dell’utero in affitto); lo si cerca – dicevamo – ma se la natura impedisce non già per cause accidentali (come l’imprevista infertilità di una coppia) bensì per cause strutturali (come la costitutiva sterilità di ogni coppia omosessuale) è doveroso ed umano prendere atto di un’impossibilità oggettiva ed invalicabile, non figlia della morale o del pregiudizio, ma della realtà.
C’è poi da sottolineare che non esiste il diritto ad essere genitori: se tale diritto vi fosse infatti, vi sarebbe il dovere da parte della società o dello Stato di corrispondere ad esso, cosa che ovviamente non è. E non è per la ragione che dicevamo poc’anzi: il figlio, essendo qualcuno, è un soggetto e non può, in quanto tale, divenire mai oggetto di consegna. Nemmeno se detta consegna venisse richiesta con ragioni affettive dalla parvenza nobile e filantropica, come il desiderio di paternità. Del resto, l’adozione stessa, almeno nella sua accezione moderna, prima che alla coppia di aspiranti genitori è pensata a beneficio del figlio privo di un contesto familiare adeguato: prova ne è che non tutti i figli sono adottabili e quelli che lo sono, lo sono a precise condizioni.
Da ultimo va considerato che, salvo eccezioni, tutti crescono con un padre ed una madre per il semplice fatto – non culturale ma naturale, anche qui! – che da un padre ed una madre nascono. Lo stesso Vendola li ha avuti: e allora perché – nell’esclusivo interesse suo e del suo compagno – vorrebbe privare un bambino, adottandolo, di un diritto di cui lui per primo ha beneficiato? In un desiderio di paternità a tutti i costi, le proprie aspirazioni non rischiano di offuscare il vero bene di un figlio? Un sereno confronto con questi ed altri interrogativi – che prima di essere espressioni di certezze, ambiscono a metterne in crisi talune, di certezze (come quella, insignificante ma molto diffusa, secondo cui “l’amore è amore”) – non può che aiutare.
Viceversa, insistere con obiezioni debolissime (come quella secondo cui non tutti i figli con un padre ed una madre sono felici, obiezione che sovrappone pretestuosamente la non scontata armonia familiare alla supposta inutilità delle due figure genitoriali) può servire al massimo ad alimentare un dibattito, a tenere viva una polemica di dubbio gusto, ma certamente non giova ad alcuno. Non alle coppie omosessuali, che vengono così illuse di possedere una facoltà che nessuna coppia ha (quella di pretendere un figlio), e non ai bambini, che hanno il diritto – sacrosanto e intoccabile – di crescere con un padre ed una madre. Per questo, pur nel rispetto di tutti, a prescindere da qualsivoglia tendenza sessuale, è sempre e solo a lui, al bambino, che si deve guardare. Ogni deviazione da questa priorità, sarebbe imperdonabile.
 

18 commenti :

  1. Se il Papa benedice gli immigrati:

    roma.repubblica.it/cronaca/2013/09/10/news/roma_papa_francesco_al_centro_immigrati_niente_scorta_e_abbracci_ai_rifugiati-66253112/

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  2. se Nichi Vendola ed Eddy Testa riuscissero a toglier dai campi profughi un paio di orfani siriani o sudanesi oppure se riuscissero a far uscire dgli orfanotrofi qualche bambino indiano o cinese sarebbe una cosa a dir poco stupenda.

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    1. Purché gli trovino anche una mamma e un papà... ;)

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    2. ... e sennò, che crepino pure in qualche orfanatrofio siriano o sudanese, notoriamente posti migliori della casa di due omosessuali che, magari, sarebbero pure capaci di amarli e farli crescere sani.

      No, è meglio farli restare nell'inferno del Sudan.

      E' il male minore, così come - piuttosto della politica atlantista nel Vicino Oriente - è meglio appoggiare la dittatura di Assad o degli ayatollah iraniani.

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    3. Retorica di bassa lega che si nutre di improbabilità.

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    4. @Philosophus minimus
      non sai risponder niente di meglio, eh?
      e sì che a chiacchiere sembrate così interessati al benessere dei bambini.
      ma tutto sommato meglio che i bimbi crepino di dissenteria in africa che crescano - orrore - con due genitori dello stesso sesso in italia!

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    5. Lei non sa pensar niente di meglio se non che l'Italia è sempre meglio dell'Africa e che non si possa far niente per rendere quella terra più accogliente e per evitare che i genitori (quelli secondo come natura comanda) non siano costretti ad abbandonare i figli, che muoiano lasciandoli orfani ecc.?
      Quindi dobbiamo permettere che i bambini africani lascino la padella del trauma di una famiglia che viene a mancare per precipitare nella traumatica brace di una non-famiglia?

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    6. @ Philosophus minimus

      Quanto ci vorrà per "rendere l'Africa più accogliente e per evitare che i genitori (quelli secondo come natura comanda) non siano costretti ad abbandonare i figli, che muoiano lasciandoli orfani ecc."?

      Qualche mese? Qualche anno? Qualche secolo? Qualche modifica antropologica e culturale? Qualche miliardo di miliardi di euro? Chissà.

      Intanto ci sono due froci, persone perbene, che vorrebbero sottrarre un bambino africano dall'inferno in cui vive: perché, nell'attesa che l'Africa diventi un giardino di delizie, magari quel bambino muore di vecchiaia, se mai ci arrivasse, alla vecchiaia: potrebbe morire anche prima, di dissenteria o esploso su qualche mina.

      Domanda: qual è il male minore, per quel bambino?

      Come è stato autorevolmente sostenuto, meglio la dittatura teocratica dell'Iran o quella laica (ah ah!) di Assad, piuttosto che il potere dei tagliagole salafiti o degli americani: il male minore.

      E quel bambino? Non ha diritto, se non al bene, a un male minore?

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    7. @ Philosophus minimus

      Manlio Pittori mi ha tolto le parole di tastiera per la prima parte del tuo intevento.

      aggiungo solo che sarebbe interessante fare un mini-sondaggio non dico tra i bimbi africani ma tra le persone con un minimo di senso della realtà su cosa si possa definire "padella" e "brace" tra "morire di dissenteria a 2 anni" e "crescere in una famiglia omosessuale".

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    8. E allora saranno da portare su tutti in Italia o Europa, altro che adozioni una tantum: immigrazioni di massa. Per il bene dei bambini africani!

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    9. "sempre e solo a lui, al bambino, che si deve guardare"

      mica l'ho scritto io!

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    10. Se al bene del bambino si deve guardare, ed entrambi gli schieramenti lo sostengono, la soluzione è quella della deportazione di massa dall'Africa (ed anche Asia), perché una coppia, tripletta, quaterna occidentale è in grado di far crescere un figlio meglio di una morte per dissenteria a 2 anni.
      Esito paradossale certo, ma l'unico coerente con l'assunto che si sostiene a spada tratta, almeno nella misura in cui il bene è inteso con "l'amore".

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    11. che una coppia, tripletta, quaterna occidentale (ma pure un single) sia in grado di crescere un bimbo meglio della dissenteria è indubbio.

      fammi capire, stai aggiungendo un elemento "economico" al ragionamento: "non possiamo sfamarli tutti noi" (conseguenza: che muoiano lontano da qua).

      capirai che questo poco c'entra (e anche un po' cozza) con tutte le fregnacce morali con le quali il Guzzo giustifica la sua contrarietà alle adozioni gay

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    12. No, non sto aggiungendo un motivo economico, anzi neppure c'avevo pensato.
      Ma se il fine è il bene del bambino, inteso nel senso di benessere psicologico e materiale, la soluzione è veramente quella di portarli qua, di toglierli alle famiglie d'origine (se sufficientemente piccoli da non subire traumi).
      Ciò va fatto anche "inter nos". Alle famiglie problematiche vanno levati, perché se il bene del bambino è il principio supremo da seguire, allora gli altri (dovere dei genitori a crescerlo, ecc.) cedono dinnanzi ad esso.
      Di tutto ciò deve farsene carico lo stato: se esiste il diritto (preminente!) del marmocchio, lo stato (nello "stato sociale", come lo sono i paesi occidentali) ha il corrispondente dovere di garantirgli il suo bene.
      Saluti

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    13. Caro Anonimo 12 settembre 2013 00:39,

      ma perchè non vi firmate, anche con un nick, un nome falso, una sigla, il cognome della zia Marianna, qualcosa insomma che permetta a chi legge di districarsi tra tutti questi anonimi indistinguibili?

      Mah, la gente è strana.

      Detto questo, accanto al diritto di ogni bambino ad avere una famiglia, possibilmente la propria (diritto innegoziabile), c'è anche, altrettanto innegoziabile, il diritto della famiglia alla libertà educativa del proprio figlio: e, questo lo capirai anche tu, la povertà impedisce l'esercizio di questo diritto. Se non hai i soldi neanche per dargli da mangiare, difficilmente potrai assicurargli l'educazione che tu ritieni giusta e corretta.

      Ne consegue, in base al diritto naturale, al messaggio evangelico e al buon senso, che si deve fare il possibile (e qualcosa in più) per consentire alle famiglie di allevare i propri figli e ai figli di vivere con i propri genitori: quindi, in situazioni di emergenza come quella africana, chi ha di più deve condividere le proprie risorse con chi ha di meno o con chi non ha nulla.

      Alcuni consigli: domenica, non andare a comperare le paste dal Bertelli, ma inviare l'equivalento monetario alle missioni o a Medici senza frontiere; scrivere al proprio (si fa per dire) parlamentare perchè impedisca l'acquisto dei famosi bombardieri, in modo che con i miliardi risparmiati si possano costruore opedali e scuole in Africa (e così anche l'occupazione non ne risente); invece di comperare al figlio l'ultimo modello di iPhone, lasciarlo con il cellulare vecchio e inviare l'equivalente a qualche ONG fidata.

      Insomma, da fare ce n'è, se si vuole.

      Certo, se poi uno preferisce sottrarre i bambini alle famiglie perchè non vuole rinunciare ai cannoli del Bertelli, va benissimo: sarà un po' difficile considerarlo cristiano, ma in questi tempi di relativismo diffuso ognuno si definisce cristiano da sé.

      Manlio Pittori

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  5. se un paio di froci vogliono un figlio non va bene perché bisogna "attenderlo", magari nei pressi di un campo di cavoli;
    se sempre i froci di cui sopra, nell'attesa vicino al cavolo, vogliono adottare un bambino bisogna stopparli perché l'infante deve "avere un padre e una madre";
    certo; ma se due frocie vogliono avere un figlio basta solo farlo sapere in giro visto che a fronte di un'iperofferta di sperma c'è una scarsissima richiesta della merce in oggetto, oggidì: dovremmo distribuire bigliettini numerati per i turni di inseminazione;
    dunque, anche a seguirvi, non si potrebbe impedire a coppie lesbo di avere, producendoli naturalmente, figli a iosa:
    pensate alla figlia di Vecchioni e relativa compagna;
    sarà bello vedere vostro/a figlio/a vivere con il/la figlio/a di una di queste coppie: sarete più divertenti di Tognazzi e Serrault ne "Il vizietto"

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