31 ottobre 2013

Halloween: notte di streghe o di santi?

di Lorenzo Roselli

Normalmente, quando a proferire la parola Halloween è un cattolico, risulta difficile non sentire esecrazioni e recriminazioni ad essa associati. In generale, molti cristiani vedono nella festa autunnale di Halloween nulla più che pericolose rimembranze di culti ancestrali, rielaborate in chiave cimiteriale. Altri le affibbiano direttamente attributi diabolici, ispirati magari da qualche remoto fatto di cronaca riguardante le Bestie di Satana.

Considerazioni di tal sorta (non infondate, ad onor del vero) si fondano in realtà sull’osservazione dell’Halloween  "americano" (quello del "dolcetto e scherzetto" o dei party collegiali senza freno) e palesano una certa ignoranza di quella che è l’etiologia (oltre che l’etimologia) effettiva della festività presa in esame.
Il termine HALLOWEEN, tanto per cominciare, è la crasi di All Hallows Eve, “Veglia di Tutti i Santi in Middle English. Nel Cristianesimo celtico, All Hallows Eve era una festa liturgica a tutti gli effetti: consisteva in una lunga veglia notturna culminante con l'alba del 1° Novembre, Tutti i Santi, dove veniva enfatizzato il concetto di "distruzione della Morte" presentato in maniera esplicita nelle Lettere Paoline.

L’istituzione di una festività simile non era casuale: nelle intenzioni della Chiesa celtica, infatti, All Hallows Eve costituiva una solenne cerimonia cristiana da contrapporre a Samhain, la festa celtica che sanciva la fine dell’Estate (iniziata con Beltane) e l’inizio dell’anno nuovo. Di per sé, la ricorrenza di Samhain rappresentava un ragguaglio sull'ultima giornata di raccolto prima del gelido inverno nord-europeo (indispensabile in un calendario poco preciso come quello celtico), ma spesso e volentieri degenerava, convertendosi in un’occasione propizia per darsi a sbronze e orge.

Certamente, vi era un sostrato religioso che favoriva una sorta di “euforia generale” nel giorno di Samhain. Il Druidismo lo descriveva infatti come il giorno che non esiste, in cui il Caos penetra lo scudo di Skathach (il nostro mondo) e permette agli spiriti dei morti di manifestarsi, alle creature della notte di imporsi su quelle del giorno… un invito generale a vivere come non ci fosse un domani, in altri termini. Il significato mistico di Samhain era quindi evidente: il sopraggiungere dell'inverno come conseguenza del trionfo della Morte sulla Vita e la necessità di rassegnarsi all'esito di tale scontro ciclico.

All Hallows Eve si configurava allora come il capovolgimento di tale immagine:  non più gli spiriti della notte  a gloriarsi della disfatta della Vita  ma i santi, garanti e testimoni della Fede cristiana nei secoli, a rammentare che la Nera Signora è ormai sconfitta e per sempre. I monaci irlandesi (veri autori dell'evangelizzazione celtica ed anglo-sassone) non costrinsero i convertiti ad abbandonare del tutto l'atmosfera euforica che il Samhain portava tra le persone, ma di rimodellarla. Ad All Hallows Eve la Morte non veniva più celebrata, ma derisa, esorcizzata. Gli stessi spiriti maligni che prima venivano accolti, erano adesso allontanati e per farlo si ricorreva ad immagini sacre, ma anche a cose che potessero spaventare a loro volta gli spiriti, come rape incise e riempite da candele. Nel corso del VII e dell'VIII sec. All Hallows Eve ebbe una significativa diffusione in tutta la Gran Bretagna e forse fu anche questo a convincere Papa Gregorio IV ad istituire la solennità di Ognissanti proprio il primo giorno di novembre, nell'840. 

A concludere la felice storia della Notte dei Santi fu, come intuibile, l'affermarsi dell'Anglicanesimo. Con la destituzione dell'ultimo re cattolico d'Inghilterra, Giacomo II Stuart,  ad opera del protestante Guglielmo III d'Orange, l'accento anti-cattolico della Chiesa d'Inghilterra crebbe ancor di più, con un parziale avvicinamento a posizioni teologiche di impianto calvinista. Da qui l'avversione totale al culto dei santi, l'abbattimento delle chiese, la depredazione dei santuari, l'inevitabile scomparsa della tradizione di All Hallows Eve.

Nel folklore scozzese soprattutto, alcuni suoi aspetti caratteristici (come l'incisione di ortaggi e il riempimento di questi con una candela, donare pane dolce in cambio di una preghiera per il caro defunto) rimasero però fortemente impressi e, se geograficamente circoscritti nel mondo britannico, ebbero invece una diffusione capillare nelle colonie americane, in cui la popolazione di origine scozzese era ampiamente diffusa. Così, la notte che era stata di Tutti i Santi divenne la notte delle streghe e dello svago piccolo-borghese statunitense, con zucche a posto di rape e dolcetti e scherzetti anziché pane e preghiere.
Anni di globalizzazione e americanismo ci portano qui, il 31 ottobre 2013, dove mi trovo a scrivere questo articolo mentre alcuni amici già mi chiedono di accompagnarli al "party di Halloween" dove, forse, sperano di rimorchiare qualche ragazza  particolarmente brilla.

Sarò un melodrammatico, ma non posso non pensare a quei poveri monaci irlandesi che più di mille anni fa riuscirono a trasformare una giornata di ebbrezza e lascivia, in una di preghiera e divertimento sano. Perché io Halloween non sono mai riuscito a vederlo come una festa pagana, diabolica o, semplicemente, stupida e commerciale. Piuttosto, come una festa cristiana strappataci via con la violenza e secolarizzata con il denaro, che, forse, è giunto il momento di riprenderci.
 

17 commenti :

  1. Prof. Leonardo Woloczik31 ottobre 2013 17:42

    Questo articolo è demenziale, con Halloween i cattolici danno la stura al delirio, ed è sempre un piacere vedere il cattolicesimo annaspare nella sua debolezza e impotenza.

    All Hallows Eve è festa pagana cristianizzata, Halloween è festa pagana che si riappropria, reinventandosi, della sua non cristianità. Non vi hanno strappato dalle mani una festa cristiana, vi hanno tolto ciò che avete tolto ad altri.

    Nel meridione d'Italia la festa d'Ognissanti praticamente non esiste a livello popolare, il 1° e 2 novembre sono una "lunga festa dei morti", che di cristiano ha molto poco e quello che c'è è posticcio. Gli anziani, spesso di estrazione contadina, tengono molto a questa ricorrenza, per donare ai nipotini un sacchetto di dolci tipici, un gioco e magari un po' di soldi. Gli anziani che di mode statunitensi non sanno nulla e non sono stati globalizzati da nessuno.

    I monaci irlandesi cristianizzarono una festa pagana, il furto lo pagano oggi, le loro mani sono state mozzate da una festa reinventata che diviene sempre più popolare e tradizionale. Tutte le tradizioni hanno avuto una fase in cui non erano tradizioni ma novità, col loro carico di estraneità e ambiguità. Halloween ha già superato questa fase: è tradizione. Chiedete ai bambini se preferiscono Halloween ai santi, chiedete loro cosa li diverte di più. E' festa di divertimento, divertere, semel in anno. Chiedete se è più divertente la zucca o le litaniae omnium sanctorum. Avete già perso, questi vostri sono gli ultimi guizzi di un cadavere. E poiché è festa dei morti, anche voi partecipate nolenti.

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    1. Il tuo commento è un inaudito concentrato di sciocchezze. I bambini preferiscono giocare piuttosto che recitare le litanie: che sorpresa! Non l'avrei mai detto. Pensi davvero che questo, e in generale il successo di Halloween come oggi concepito, rappresenti la rinascita di un ethos pagano? Che i ragazzini che vanno in giro per i condomini a racimolare soldi e le ragazze che vanno a sballarsi nei locali passino il tempo a interrogarsi sulla ciclicità dell'esistenza o conoscano l'humus in cui la tradizione di Halloween e nata o si è sviluppata?

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    2. Prof. Leonardo Woloczik1 novembre 2013 09:44

      Mancini prendila con leggerezza, Halloween è un'occasione per divertirsi un po', è tradizione come il Ferragosto (nessuno festeggia davvero l'Assunta, festività posticcia per far dimenticae le Feriae Augusti). L'ethos pagano non c'entra.

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    3. Manlio Pittori1 novembre 2013 11:13

      Mancini,

      perché sono i ragazzini "che vanno in giro per i condomini a racimolare soldi", mentre sono invece le ragazze, ad andare "a sballarsi nei locali"?

      Perché non t'è venuto di scrivere il contrario?

      Gli automatismo pavloviani svelano i fondali psichici con una chiarezza abbacinante.

      Comunque: nell'inaudito concentrato di sciocchezze del prof. Leonardo Woloczik c'è verità innegabile: è fuori discussione che, realmente, voi cattolici avete già perso, questi vostri sono gli ultimi guizzi di un cadavere. E poiché è festa dei morti, anche voi partecipate nolenti.

      Il consumismo compulsivo e la dittatura del desiderio, che permettono al Capitale di riprodursi, non vi lascia scampo. Certo, non è detto che dal cambio ci si guadagni: ma la realtà non diventa diversa con le vostre pie (e allucinati) speranze.

      Grazie.

      Manlio Pittori

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    4. Gentile Manlio,
      a dire il vero non di automatismo si tratta, ma di ricercata variatio.
      Quanto al resto, cosa significa che noi cattolici "abbiamo perso"? Può essere vero, se si fa riferimento al fatto che la nostra società è ormai pienamente secolarizzata. La Cristianità è morta, certo, e noi integristi non ci sentiamo tanto bene. Ma questo noi reazionari, affetti da inguaribile pessimismo, lo sappiamo già, quindi è inutile che veniate a ricordarcelo. Fermo restando che, come ognuno sa, i processi storici sono tutt'altro che irreversibili.
      Ma al di là di questo, noi cattolici sappiamo che Cristo ha distrutto la morte una volta e per tutte e che la sua Chiesa non verrà mai meno, dovessero anche i suoi membri contarsi sulle dita di una mano. Sappiamo come andrà a finire e questa è, nonostante tutto, la ragione della nostra speranza.
      Piuttosto, caro Manlio, avverto nei tuoi commenti tratti di pasoliniana nostalgia nei confronti del mondo tradizionale e del pensiero forte: sei forse, sotto sotto, uno dei nostri? Offro sin d'ora la mia disponibilità a ospitare tuoi interventi contro la società dei consumi, col titolo di "Scritti corsari". A presto!

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    5. Manlio Pittori2 novembre 2013 20:54

      Caro Marco,

      grazie per la fiducia, ma contro la società dei consumo non c'è niente da fare: se non vuoi che un miliardo e mezzo di cinesi e un miliardo di indiani vengano qui a tagliarci la gola (in senso figurato, ma non troppo), è meglio che continuiamo a comperare i loro tablet, i loro cellulari e tutta l'immensa slavina di merce che loro producono e che noi, ovviamente, dobbiamo consumare, pena il collasso economico mondiale.

      Con "avete perso" mi riferisco, naturalmente, alla vostra totale irrilevanza culturale e sociale, che è una constatazione fattuale, ovviamente del tutto indipendente dalla vostra fede nella salvezza e nel non praevalebunt.

      Non so se con il tuo "sei forse, sotto sotto, uno dei nostri?" sfotti o che: comunque no, non sono uno dei vostri. E non sono neanche "uno dei miei": un ateo è una persona sola che, per quanto mi riguarda, non soffre di solitudine - non fosse altro che con tre figli c'hai poco da star da solo...

      Grazie, ciao, spero riusciremo a trovare altri spazi e altri tempi, non solo quelli un po' ristretti del blog, che sentitamente ringrazio.

      Manlio

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    6. Il prof. Leonardo Woloczik forse non considera il fatto che il cristianesimo non ha tolto un bel nulla ai pagani, ma sono stati i pagani ad accogliere il cristianesimo. Non è questione di "rubare" ad altri, ad altre culture, ad altri sistemi di convinzioni spirituali e religiosi: non è stato rubato, né coperto nulla. Sarebbe come dire che Gesù volesse "rubare" qualcosa alla religione del suo popolo, o coprire il credo della sua gente con la sua nuova dottrina.Ma non è così, perché il cristianesimo non è copertura, ma compimento, non è furto bensì rivelazione. Neppure vale la pena di parlare degli aspetti consumistici e commerciali, ovviamente chi ha interesse solo nel profitto cercherà ogni pretesto. Chi ha una visione esclusivamente materialista, diciamo così, si limiterà a parlare di tradizioni di un tipo o di un altro, di festività, anche di antropologia, ma senza spingersi oltre, cioè a considerare che possa realmente esserci, anziché una "festa dei morti", un'essenza animica. Un'Anima che continua una sorta di viaggio. Che possano esserci altre dimensioni ontologiche oltre a questa. Che l'esperienza dei mistici come pure del paranormale abbia un forte fondo di verità, su questo e altri mondi, sull'intelligenza umana e su altre intelligenze. Se consideriamo tutto questo, allora ha senso la preghiera nelle sue forme (comprese le litanie), hanno senso i viaggi astrali, ha senso anche lo spiritismo. Chissenefrega se i bambini si divertono di più con zucche e fantasmini - e poi chi lo ha detto che una ricerca spirituale nelle sue varie forme sia roba da bambini?

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  2. Prof. Leonardo Woloczik, come disse il dott. Freud :"Fatte vedé da uno bravo".
    Onore, invece, al nostro Lorenzo "Normanno" che a differenza di chi sputa veleno senza argomentazioni in faccia al "nemico" ha spiegato magistralmente con argomenti storici l'origine e l'affermarsi di una festività di cui oggi non si sa nemmeno il significato.
    Honor et Virtus!

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    1. 'Fatte vedé da uno bravo' è un'argomentazione, Tacconi?

      Roselli imbastisce, cucendo fonti wikipediane, la sua versione della storia della copertura cristiana di Halloween. Copertura con un significato che non importa più a nessuno. Halloween è streghe, non santi che esorcizzano satanasso, ecco perché ci si veste da Dracula e non da San Lorenzo sulla graticola, per quanto lo splatter ci sia lo stesso. Inutile menarla con le origini vere o posticce, i santi ad Halloween non hanno più corso.

      ps. Natale e Pasqua sono feste consumistiche?

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    2. Copertura cristiana?! Festa "cristianizzata" ?! Le celebrazioni pagane non sono state "coperte" dal cristianesimo, ma semplicemente hanno accolto la rivelazione e riconosciuto il Cristo. Questo non significa "copertura" bensì "conversione". Il ritorno al neopaganesimo di questi tempi che cosa significa, da che cosa è determinato? Delusione per una parte della Chiesa (intesa in senso istituzionale e/o anche pastorale) ? Può darsi, in parte. Ma questo non significa che "Halloween è streghe" (ma lo sai cosa è la stregoneria? E allora perché poi citi Dracula, che con le streghe ci azzecca poco o niente?). Il cristianesimo non copre le feste pagane, ad ogni modo, bensì porta a compimento le intuizioni sacre dei pagani che poi hanno accolto la rivelazione, e vale anche per altre festività, indipendentemente dal giorno del calendario che è stato scelto, tenendo conto della differenza oltretutto con quello ebraico...

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  3. A quanti danno i cattolici già per morti suggerirei di starci attenti con certe intempestive affermazioni. Perché, per dirla con Chesterton, la nostra fede è fondata su un Dio che ben conosce la strada per tornare dal sepolcro...

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    1. Il cattolicesimo è emigrato in Sud America e in Africa, i paesi più poveri; in Occidente o è in putrefazione o è lacerato da venti di riforma e piccole sacche tradizionalismo. La fede può essere fondata su un dio che resuscita, ma il destino del cattolicesimo non dipende dai fantasiosi contenuti della fede. Il cattolicesimo è spacciato: o si mantiene uguale alla tradizione (e già non lo è più), arroccandosi in posizioni sempre più reazionarie, minoritarie e incompatibili col corso storico (nessuna condizione antica può essere ripristinata: ci sono anche processo storici irreversibili e irrinunciabili e che la tradizione non può metabolizzare ed assorbire, pena snaturarsi e non essere più tradizione) o il cattolicesimo diventa un'altra cosa, si adatta pur fingendo di aver conservato un legame con la tradizione, legame solo a parole, legame che ha già perso benché milioni di cattolici fingano di non vederlo, pur di non ammettere l'amara verità sono pronti a sostenere che il cattolicesimo è questo ma anche il suo contrario, lo chiamano et-et, un sotterfugio per sopire la coscienza. Il rito originario et il rito postconciliare con le schitarrate, la Verità di Cristo et la dignità delle altre culture, che tanto piace a Francesco e a quasi un miliardo di cattolici che non sanno un acca di dottrina.
      Il comunismo è morto, il cattolicesimo è morto. Comunisti e cattolici ci sono ancora, sono sempre di più, ma il loro comunismo/cattolicesimo è solo nominale, le loro dottrine sono diventate altro da sé.

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    2. Manlio Pittori2 novembre 2013 20:57

      Beh, per tornare dal sepolcro (come dite sia tornato il vostro Dio) è necessario essere morti, prima.

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    3. ...parlate di cattolicesimo, di istituzioni...cosa che probabilmente era lontana dal pensiero di Cristo stesso che mai e poi mai si prefisse "di fondare una religione" (aveva già la sua) e neppure una istituzione come noi intendiamo. Il fatto poi che esistano sacche di tradizionalismo non ha niente a che vedere con l'opposizione del resto del pensiero cristiano, sebbene considerato da certi integralisti cattolici pericolosamente "progressista" a certe correnti intellettuali che di questi tempi stanno cercando di affermarsi in maniera più o meno politicizzata, più o meno ideologizzata.

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  4. Caro anonimo, non è un'argomentazione bensì una raccomandazione. Chi dà il cattolicesimo per morto e i cattolici pure dimentica che la Chiesa Cattolica è l'unica istituzione che può vantare più di duemila anni di fondazione ed è ancora viva per raccontarlo. Non sono riusciti a distruggerla, i Goti, i luterani, Napoleone, i modernisti, Hitler, né, tantomeno, i comunisti, ora vorresti stoltamente dichiarare che Halloween sarebbe la dimostrazione che la Chiesa è morta??? Caro mio, per usare un detto sopra ogni sospetto :"Ha da venì baffone!".

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  5. Il cattolicesimo è morto, ciò che è rimasto sempre al suo posto è il fantasma chiamato chiesa cattolica, che muta in continuazione. Se vuoi accontentarti delle apparenze...

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  6. il cattolicesimo è morto. la prova? la chiesa cattolica fa i sondaggi d'opinione su materie di dottrina http://www.repubblica.it/esteri/2013/11/05/news/santa_sede_pubblica_domande_su_temi_famiglia-70255133/

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