08 ottobre 2013

Uteri in affitto per tutte le età

di Marco Gabrielli

Tre anni fa una coppia, 55 anni lui, 67 anni lei, ha richiesto la registrazione all’anagrafe italiana di due gemelli nati in Ucraina. L’addetto, che si è visto presentare il certificato di nascita ucraino, ha segnalato il caso in Procura giudicando improbabile che una donna di 67 anni possa partorire. Ne è seguito un procedimento legale che è arrivato alla richiesta da parte del Pubblico Ministero di una condanna a 2 anni e 4 mesi. Nel giugno scorso l’assoluzione ed ora il deposito delle motivazioni.

Dalle analisi effettuate è risultato che i bambini erano figli naturali del padre che ha utilizzato un ovulo “donato” ed un “utero in affitto”, pratica legale in quel paese.

A quanto riporta il quotidiano triestino "il Piccolo", che nel numero del 5 ottobre riporta la notizia, il giudice ha riconosciuto la buona fede dei genitori e si è districato nelle complesse norme dei codici internazionali cercando di salvaguardare l’interesse primario dei figli. Surreale la frase con cui il giornalista termina il pezzo: “In sostanza questi due bambini, un maschietto ed una femminuccia, hanno trovato, fin dalla nascita, una famiglia che accudisce e che pensa al loro futuro. Ed è sostanzialmente questo che conta.”

Cosa hanno trovato questi bambini? Hanno trovato un padre che avrà superato i 60 anni quando i figli andranno a scuola. Hanno trovato una madre che ha l’età di una nonna e che ha pagato altre donne per poter realizzare il suo desiderio di maternità. Hanno realizzato una cosa che è contro-natura per il semplice fatto che la natura certe cose non le permette. La natura non discrimina: ha le sue leggi e le fa rispettare. E’ l’uomo che cerca di sfuggire a queste leggi, ingannando solamente se stesso. Questi bambini hanno buone probabilità di rimanere orfani nel momento più delicato della loro esistenza.

Anche al riguardo della sentenza ci sono da fare alcune considerazioni. Ha creato un precedente: ora si sa che è possibile “importare” bambini nati sfruttando la procreazione eterologa nei paesi nei quali questa è ammessa. Giudica inoltre idonea alla crescita dei figli la presenza di genitori in età avanzata: nessun tribunale avrebbe mai dato in adozione un neonato ad una coppia con una tale differenza di età. Chissà se ora qualcuno riterrà opportuno impugnare la sentenza avendo a cuore il futuro di quei bambini?

Si potrebbe inoltre riaprire il dibattito sulla legge 40/04 che vieta la procreazione eterologa. Qualcuno potrebbe sostenere che è un peccato dover ricorrere al “turismo procreativo”, come ha fatto questa coppia, andando all’estero per realizzare il proprio desiderio di genitorialità. Qualcuno potrebbe sostenere che sarebbe ora che anche in Italia sia permesso “dare in affitto” il proprio corpo affinché qualcuno possa avere fra le braccia un figlio che ritiene essere proprio. C’è invece c’è da essere fieri che in Italia ci sia una legge che vieta queste procedure. Una legge discutibile, che ogni anno permette la morte di un numero di embrioni molto simile a quelli uccisi dall’aborto, ma che vieta espressamente la procreazione eterologa.

Ma quello che più preoccupa è questa perdita di contatto con la realtà, questa pretesa di aver diritto ad un figlio. Se voglio, posso. Se ho un desiderio devo poterlo realizzare. Al di sopra di ogni legge, anche a quelle imposte dalla natura.

Ho mancato di carità nei confronti di questa coppia di cui non sono riuscito a capire i desideri e che mi sono permesso di giudicare? Ritengo sia importante dire la verità, anche se può risultare scomoda.

 

3 commenti :

  1. Allora cerchiamo di capirsi
    O si ritira il passaporto ai vecchi che, per un motivo o per un altro, si teme che vogliano andare all'estero per fare pratiche di fecondazione artificiale con utero in affitto oppure, una volta nati i bimbi, si deve permetter loro di riconoscerli (dato che sono pure geneticamente figli loro)

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  2. Manlio Pittori10 ottobre 2013 13:51

    Oppure si tolgono i bambini (che sono figli naturali del padre, ma chi se ne frega) a quella specie di famiglia e si allevano in uno speciale falansterio gestito da qualche associazione affidabile, non so, i Legionari di Cristo ad esempio.

    Quello che manca agli autori di questo blog è la pars construens: a vedere e denunciare travi, pagliuzze, paletti, rami e staccionate sono imbattibili; ma quando si tratta di fare una proposta operativa che abbia almeno una parvenza di praticabilità, niente.

    Avete presente il niente, il nulla? Ecco, proprio quelli. Il vuoto pneumatico, un –283,15 °C mentale.

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  3. Oppure si tolgono i coltelli da tutte le cucine, visto che sono millenni che si ammazza con quei cosi e nessuno fa niente per impedire questi omicidi!!!

    Di occasioni tecnicamente realizzabili per compiere il male l'umanità ne ha sempre avute in sovrabbondanza dacché esiste. Un discorso etico, quindi, non è affatto inficiato dal fatto che alcune azioni malvagie siano tecnicamente possibili attraverso conoscenze scientifiche o escamotages giuridici. Una buona morale forma le coscienze e costruisce la società: questa mi sembra una ragione più che sufficiente per parlare contro certi obbrobri.

    Francesco S.

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