08 novembre 2013

Moralisti da tre soldi

di Alberto Calabrò
Massimiliano Tresoldi ha, nel 1991, un grave incidente d’auto. Piomba in coma. Dopo dieci anni si risveglia, in condizioni di gravissima disabilità per i danni causati dal trauma al cervello.

Il 4 novembre 2013 va in onda a “La vita in diretta” su Rai 1 un servizio su di lui. La chicca arriva in chiusura: prende la parola Alda D’Eusanio, ospite in studio. Riporto le sue parole:

Rivolgo un appello pubblico a mia madre. Mamma, se dovesse accadermi quello che è accaduto a Max ti prego: non fare come la mamma di Max. Quella non è vita. Dirò una cosa controproducente, come volete, ma tornare in vita senza poter più essere libero, indipendente, soffrire, avere quello sguardo vuoto… quando Dio chiama, l’uomo deve andare. (Un ospite le fa notare che evidentemente Dio non l’ha chiamato, perché Max è ancora vivo, e lei così ribatte) No, sono gli uomini che l’hanno tenuto in vita. Gli uomini e la medicina.

Parte il putiferio.
Il mondo in difesa di Massimiliano, il mondo, così pronto ad accogliere la scienza bollando ogni credente come animale medioevale, scopre quello che è chiamato “effetto mamma”: la capacità di chi, in coma, è in grado di percepire voci e affetti. Detto meno romanticamente, in coma non diventi un “vegetale” ma resti una persona. Tutti chiedono il rogo della strega, non si può dire una cosa così dura, non dopo aver guardato per alcuni minuti quello “sguardo vuoto”.

Le parole di Alda mi ripugnano. Ma la rispetto. E pure tanto.
Perché quell’orda di persone che ora la vorrebbe alla gogna è la stessa orda che ogni giorno sbraita che l’aborto è un traguardo di civiltà. Sceglie, l’orda, e con coscienza, d’infischiarsene di quella scienza da lei osannata, che da 40 anni dice a tutti noi che una forma di vita è identificabile a partire dal suo codice genetico; e finge di non sapere che il feto ha codice genetico completo, ed è quindi un essere umano. Anche se non lo vediamo, anche se, come dicono loro (con ben poco piglio scientifico) “non ha forma umana, quindi non è umano”.
Hanno scelto, quattro anni fa, di acclamare la morte di Eluana Englaro come un traguardo di civiltà. Eluana era una donna in coma irreversibile per colpa di un grave incidente. Nel 2009, con decreto della Corte D’Appello di Milano, è stata soppressa. Le hanno staccato il sondino che la alimentava e buonanotte, niente più acqua né cibo. E’ morta letteralmente di sete nel giro di pochissimi giorni. Per lei niente “effetto mamma”, niente servizi in tv, niente barricate in difesa di una legge (la nostra, italiana, non quella del Vaticano che quest’orda tanto odia) che - almeno finché non saranno promulgate leggi su testamento biologico ed eutanasia – identifica quello che è accaduto come “omicidio del consenziente”. Un modo tecnico per definire l’omicidio di una persona che ti chieda espressamente di essere ammazzata.
Consenziente con tutte le riserve, perché il “consenso” della poveretta sarebbe stato dedotto da sue dichiarazioni non documentate con certezza, rilasciate 17 anni prima e pronunciate in circostanza di grave turbamento emotivo: avrebbe infatti detto, davanti alla sofferenza di una persona cara ridotta in coma, che al coma avrebbe preferito la morte. Ma discutere sulla validità del suo consenso è un vezzo da giuristi; anche se questo fosse stato documentato e certificato da un notaio, il fatto sarebbe comunque inquadrabile come “omicidio del consenziente” con l’aggravante che è avvenuto con il placet di una Corte D’Appello.

Dove eravate allora, maledetti, quando quei togati decidevano di insozzare la vostra (laica) legge penale? Dove siete ora, quando milioni di bimbi sono soppressi quando la (laica) scienza medica (non vi siete mai chiesti perché ci siano tanti medici obiettori?) li considera uomini fatti e finiti?

Non vi interessa, l’importante è combattere tutto ciò che piace all’odiato Vaticano, e se questo significa sputare sulla legge penale decretando un omicidio, pazienza. Se questo significa ammazzare bambini, pazienza. Siete prostitute ideologiche. Se la Chiesa Cattolica iniziasse a sensibilizzare i fedeli sui pericoli del fumo, come segno di “libertà e indipendenza” iniziereste a fumare come animali, vi fareste il bagno nel catrame, vi fareste i gargarismi con l’asfalto. Visto che denti neri ho? Mica seguo quei medioevali dei preti, io.

Vi fermate solo quando l’etichetta v’impone un certo comportamento. E l’etichetta, dopo un servizio di svariati minuti con i sorrisi e i mugugni di un povero diavolo, v’impone di mostrare un senso di pietà che non avete. Voi, vermi, che se la mamma di Massimiliano si fosse rivolta a un Tribunale per farlo sopprimere come Eluana vi sareste schierati con lei. Felici di poter essere ancora una volta trasgressivi contro la “morale medioevale dei preti”.
Alda è come voi, ha solo polverizzato la regola del non andare oltre all’etichetta. La rispetto perché è sincera, nella sua freddezza. Ha messo in piazza la vostra disumanità, e questo vi fa infuriare.
Ammettetelo, voi che di vuoto non avete lo sguardo ma lo spirito.

E smettetela.
 

1 commento :

  1. Tanto duro ed esplicito quanto bello. Uno dei migliori articoli. Grazie per la chiarezza.
    Edo

    RispondiElimina