18 novembre 2013

Silvio all'Avana

di Andrea Virga
Stando all’autorevole sito di analisi politica Dagospia, il Cavaliere Silvio Berlusconi, unico leader plausibile del centrodestra italiano da vent’anni a questa parte, avrebbe recentemente affermato, sconsolato: «Avessi il passaporto me ne andrei ad Antigua». In effetti, tra le condanne giudiziarie e soprattutto l’improba fatica di continuare a mantenere insieme l’Armata Brancaleone – anzi, la voliera di colombe, falchi, falchetti, polli e uccelli paduli – che è ormai l’attuale centrodestra, non c’è da stupirsi che egli cominci a sentire tutto il peso dei suoi oltre settantasette anni.
Non sorprende neanche che egli decida di lasciare l’Italia, dove la pressione della Magistratura Demokratika (Popolare di Corea) è sempre più forte, per ritirarsi a trascorrere una vecchiaia dorata in un Paese amico, lasciando che quella parte politica, che ha sorretto e guidato – pressoché da solo – per un ventennio, collassi sotto il suo stesso peso. Del resto, il suo Maestro e predecessore, Bettino Craxi, non si era comportato diversamente, quando aveva deciso di rifugiarsi ad Hammamet, ospite del benevolo Presidente tunisino Ben Ali, da lui stesso intronizzato pochi anni prima, a sfregio dei cugini d’Oltralpe.
Tuttavia, il Silvio – mi concederete sicuramente questo colloquialismo lombardo – non può certo uscire di scena ritirandosi in qualche pacifico hotel per pensionati di lusso. Lui stesso si è reso conto che la Russia del sodale Vladimir Putin, ancorché popolata di “belle bambine”, ha un clima poco indicato per le sue vecchie ossa. Decisamente meglio perciò il caldo sole dei Caraibi. E se l’alleato-traditore, Gianfranco “Badoglio” Fini, aveva optato per Saint Lucia, ecco che il “Nostro” preferisce invece la vicina Antigua, dove già possiede una lussuosa tenuta.
Circa il Continente, niente da eccepire, anzi, da fondatore della pagina facebookNazionalsocialisti per Silvio”, non posso che apprezzare la scelta del Führer di Arcore di ripercorrere le vie di OdeSSa rifugiandosi in quella stessa America Latina, che aveva dato ospitalità prima ai vari Eichmann, Mengele, Priebke, Rüdel, Barbie, ecc. ecc., e poi anche a camerati nostrani quali Stefano Delle Chiaie e Pierluigi Pagliai – anch’essi, come lui, in quota atlantista. “Arriva sempre la mattina / che si scappa in Argentina” chiosava a riguardo l'emerito Svart Jugend sublime maestro della letteratura romana post-contemporanea. Condor non cacat falcaettos.
Qualche dubbio può e deve sorgere però sulla destinazione specifica. Dopotutto, il meraviglioso giorno, in cui il Silvio uscirà finalmente di scena lasciando la politica italiana senza più alibi di matrice berlusconista e antiberlusconista, vale decisamente un’adeguata preparazione strategica del suo buen retiro. E Antigua, come pure Saint Lucia, sebbene sia un Paese membro della benemerita Alleanza Bolivariana, resta pur sempre un isolotto del Commonwealth, sotto la Corona della Regina Elisabetta II. Sì, quell’antipatica (e inchiavabile) carampana che si è permessa di rampognare il “Nostro” per le sue presunte intemperanze verbali. Converrete tutti, che egli è troppo importante per finire in una Sant’Elena, come un Corso qualsiasi. La mia proposta è quindi che il Silvio chieda asilo politico a Cuba: dove troverà spazio e calore umano in abbondanza per dedicarsi alle sue passioni di sempre.
I pidiellini dimentichi del Führerprinzip storceranno il naso: “Ma come? Lì ci sono i komunisti!”. Ebbene, tralasciando il fatto che a Cuba non mangiano più bambini da circa vent’anni, è noto che il “Nostro” ami circondarsi di kompagni più o meno redenti, a cominciare dal suo stesso partito e dalle sue televisioni, con validi collaboratori quali Giuliano Ferrara, Sandro Bondi, Paolo Pietrangeli, ecc. ecc. Nell’arena internazionale, poi, il Silvio ha sempre stretto rapporti di solida amicizia con gli ultimi socialisti e post-comunisti rimasti. A parte il sodalizio godereccio con l’ex-KGB Putin e il Colonnello al-Qaddafi, come non citare la frequentazione dei gerarchi neo-sovietici Nazarbayev e Lukashenko, l’abbraccio con il Comandante Chávez, gli incontri con Assad e Lula… insomma, mancano solo i fratelli Castro alla sua lista degli amici.
I vecchi tromboni di sinistra replicheranno: “Ma a Cuba non accetteranno mai un mafioso/corrotto/piduista come Berlusconi”. Niente di più falso. Questi profani della scienza politica si scordano che nel giugno del 2002, il Líder Máximo aveva accettato di rilasciare un’intervista al settimanale di approfondimento “Chi”, fiore all’occhiello della Mondadori, casa editrice di proprietà berlusconiana e titolare dei diritti sull’edizione italiana delle opere di Ernesto Guevara. Allora, Fidel aveva affermato del Silvio: «Non ho mai avuto l’onore di conoscerlo, ma vedo che con il governo attuale l’Italia sta sopportando la crisi meglio di altri Paesi europei». E ancora: «Da quello che mi hanno detto l’Italia, con la sua politica di piccole e medie imprese, ha creato più lavoro» e infine: «Il fatto che ci siano più governi conservatori non mi sorprende, per noi non conta nulla. Ho avuto rapporti eccellenti con governi conservatori. A noi interessa solo avere rapporti seri e non l’ideologia di chi sta al governo». Non ditelo al Manifesto.
Perciò, auspico che Berlusconi, qualora decidesse di abbandonare la politica italiana, possa trasferirsi a Cuba e investirvi ampia parte dei suoi capitali, naturalmente in joint-venture con lo Stato, ma comunque a beneficio suo e dell’economia locale. La fama della sua generosità e della sua magnificenza si sono già sparse: appena arrivato, Papi diventerebbe il modello di vita di ogni tamarro dall’Avana a Santiago (e Dio sa se sono tanti!), mentre legioni di prosperose ragazze di tutte le razze, mamme al seguito, sarebbero pronte a fare la fila alla porta della sua villa a Miramar.
A noi piace pensarlo così: circondato da formose chicas in un’elegante apericena a bordo vasca, con la bandana da Fratello della Costa (Smeralda) e la maglietta del Che, mentre alza al cielo il suo mojito, brindando in italo-brianzolo: “Evviva il comunismo, evviva la libertà!”
 

11 commenti :

  1. "A noi piace pensarlo così: circondato da formose chicas in un’elegante apericena a bordo vasca, con la bandana da Fratello della Costa (Smeralda) e la maglietta del Che, mentre alza al cielo il suo mojito, brindando in italo-brianzolo: 'Evviva il comunismo, evviva la libertà!' " Sì, sarebbe il (godibilissimo) colmo. Caro Andrea, sai essere un genio. Oppure, il tuo pusher è un professionista stellare. ;-)

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  2. Bellissimo!

    Potrebbe finanziare le opere pubbliche dello Stato ( che è tutti noi ) a Cuba ed in cambio mettere i manifesti del Pdl ( no, di forza italia, scusate ehm...) sulle facciate degli ospedali ed agli ingressi dei municipi.

    E poi il mausoleo in un cimitero militare assieme agli eroi della Rivoluzione! Mitico.

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  3. a me basta che si levi dai coglioni

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  4. Anch'io, se avessi un milionesimo dei soldi di Berlusconi, andrei ad Antigua: ma anche dovunque, purchè lontano da questa Italia di merda. E io ho pure il passaporto, al contrario di Berlusconi al quale, causa trascurabile condanna a 4 anni di reclusione, l'hanno ritirato. Se si fosse sicuri che, ridandoglielo, se ne andrebbe, glielo restituirei subito e gli pagherei pure il taxi per l'aeroporto.

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  5. Questo perché tu caro Manlio Pittori dai per scontato di essere più simpatico e apprezzabile di Berlusconi, ma sono sicuro che "qualcuno" ti manderebbe volentieri all'aeroporto addebitandoti, però, il costo del taxi.
    Take it easy e trova un'altra battaglia, più sensata e virtuosa, da combattere. Anche perché se riusciste a far sparire Silvio di che cosa potreste più lamentarvi e scrivere? a chi potreste addebitare i mali d'Italia? che dico, del mondo?
    Ah! dimenticavo, un applauso con standing ovation per Manlio che ha il passaporto...!

    IT

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    1. Ma quale aeroporto: stazione sola andata per Workuta. :P

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    2. Virga,

      a me piacerebbe che Berlusconi se ne andasse ad Antigua a godersi i suoi soldi malguadagnati: a te invece piacerebbe mandarmi a Workuta, immagino a far la vita di chi ci ha rimesso le penne in un gulag. Perché? Cos'ho fatto di male? Ho fatto qualcosa di peggio di quel che ha fatto padron Silvio? Ti piacerebbe fare come Stalin, con chi non la pensa come te?

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  6. Ragazzi, il B non sarebbe nuovo a eventi del genere qui descritto dal bravissimo Andrea. Anni fa - lui primo ministro e Bush junior imperante - si ritrovò con l'Americano a presenziare a Mosca a una ricorrenza della Rivoluzione d'Ottobre. Fu una grande festa - dichiarò - lui in mezzo a Bush e Putin, che riuscì a mettere d'accordo. E intorno, ex partigiani italiani e un'enorme folla moscovita, tutti a lui osannanti.

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  7. Caro Anonimo IT,

    ma non ce l'hai un nome da cristiani? Siete tutti Anonimi + Sigla: ERM, STP, IQR. Non si sa mai chi si ha di fronte.

    Detto questo, pietà: la storiella "non saprete più che fare e cosa scrivere, se sparisce Berlusconi" è vecchia come mia nonna Amelia e noiosa come mia zia Ada. Roba da Libero, a star belli larghi.

    Quindi: risparmiami ti prego almeno la banalità.

    Personalmente, se Berlusconi crepasse stasera (cosa che gli e mi auguro, dal più profondo delle viscere), certamente stapperei il Ferrari che tengo in frigo, ma da domani si ricomincerebbe da capo. A parte i berlusconoidi, il cui nome è Legione, ci sarebbe un sacco da fare con tutte le destre più o meno (più più che meno) fasciste che infestano l'Italia:

    - la destra fascista di Storace e Casapound
    - la destra fascistoide di Alemanno e Meloni
    - la destra razzista della Lega
    - la destra berlusconiana di Forza Italia
    - la destra post-berlusconiana di Alfano e Cicchitto
    - la destra vetero democristiana di Casini
    - la destra padronale di Monti
    - la destra neo democristiana di Letta
    - la destra paninara di Renzi
    - la destra populista di Grillo e Casaleggio.

    E poi ci sono altre sventure: Vendola, Ingroia, Fassino... e poi i cattolici, i testimoni di Genova, i musulmani...i raeliani. I degustatori di Barolo. Uh, non si finisce più.

    La messe è molta e gli operai sono pochi: quindi, no te preocùpe, ché il lavoro non mancherà. Padron Silvio è solo la punticina dell'aisberg. Sotto c'è un verminaio mica da scherzi.

    Ciao IT.

    Manlio Pittori

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    1. ragassi, c'ha il Ferrari in frigo...

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  8. Caro Manlio, non è che nascondendoti dietro al fatto che è una storiella vecchia ti svincoli dallo stereotipo, anzi! Incarni ancor più il prototipo programmato dell'italiano medio incallito che ha trovato il proprio capro espiatorio su cui sfogare tutta la propria frustrazione esistenziale. D'altra parte la politica è diventata l'arena dei frustrati. E poi, dopo aver fatto la lista di tutti i "condannati a Manlio" e aver sentenziato a destra e a manca vien da chiedersi :"Ma...allora, chi si salverà?". Probabilmente il tuo sogno è un "mondo solo di Manlio"...bella storia!

    Pensa aa salute! quella eterna però...:"perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà usato misericordia".
    IT

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