04 novembre 2013

Terremoto dell'Aquila: dietro i rimbrotti UE la sinistra degli sciacalli

di Marco Mancini

“L’Aquila, il dossier segreto UE: sprechi e mafia nel dopo terremoto”. Così titolava ieri “Repubblica”, riportando – in un articolo firmato da Attilio Bolzoni – alcuni estratti di un documento redatto dall’europarlamentare danese Søren Bo Søndergaard (Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica), che sarà discusso il prossimo 7 novembre dalla Commissione parlamentare per il controllo dei bilanci.

In buona sostanza, i parlamentari di Strasburgo hanno voluto verificare la sorte dei finanziamenti erogati per il post-sisma aquilano attraverso il Fondo di solidarietà UE, utilizzati in larga parte per la costruzione dei nuovi quartieri del progetto CASE (in uno dei quali è tuttora alloggiato il sottoscritto) e dei moduli abitativi provvisori (MAP). Il responso, stando al documento, appare impietoso: costi eccessivi, materiali scadenti, edifici che cadono a pezzi, norme europee sugli appalti (e non solo) violate, infiltrazioni della criminalità organizzata. Insomma, un disastro, per giunta certificato dall’autorevolissima Corte dei Conti europea, ai cui dati la relazione attinge con dovizia.

Non si può negare che alcuni di questi alloggi presentino problemi – impianti difettosi, infiltrazioni d’umidità, etc. –, né che la gestione emergenziale della Protezione Civile abbia badato più alla sostanza che alla forma, o che abbia potuto costituire terreno fertile per i soliti criminali profittatori (vedi le inchieste giudiziarie). Del resto, si è trattato di costruire abitazioni per quasi 20000 persone nel giro di qualche mese. Nessuno ci toglie la sensazione, però, che anche questa relazione parlamentare costituisca l’ennesimo episodio della vergognosa strumentalizzazione politica portata avanti dalla sinistra aquilana, italiana ed europea sulla faccenda del sisma.

Riepiloghiamo: il Parlamento Europeo decide di controllare come i soldi sono stati spesi. Viene inviato in Italia un deputato danese della sinistra radicale, accompagnato da un baldo collega italiano del PD (Roberto Gualtieri). Il danese stende un documento che, a leggere l’anteprima di “Repubblica”, sembrerebbe estremamente minuzioso, ma che si compone in realtà di 11 paginette striminzite, “commenti del relatore” compresi, metà delle quali costituiscono un riepilogo delle puntate precedenti. La fonte “istituzionale” di riferimento, come detto, è la Corte dei Conti UE, che ha effettivamente rilevato costi eccessivi rispetto a quelli di mercato (avrà tenuto conto del fatto che i cantieri hanno lavorato giorno e notte e consegnato i lavori in tempi molto rapidi?); inoltre, essa ha rilevato anche una violazione delle norme europee, nella misura in cui le risorse del Fondo erano destinate a costruire alloggi “provvisori” e sono stati invece utilizzate, nel caso del progetto CASE, per realizzare edifici “destinati ad una durevole utilizzazione”. Mirabile paradosso della burocrazia europoide: costruite pure le vostre case di emergenza, ma – per carità – che non durino!

Ma non finisce qui. L’inflessibile Søndergaard, giunto all’Aquila per verificare di persona la situazione, si è affidato anche ad altre fonti, per la verità un po’ meno istituzionali. Tra le altre, “Libera” (l’associazione anti-mafia di don Luigi Ciotti, sulla cui figura di sacerdote segnalo questo provocatorio, ma imperdibile articolo), “Repubblica” (toh, chi si rivede!), il “Centro” (testata abruzzese, anch’essa appartenente al Gruppo L’Espresso). Insomma, tutto comincia a diventare chiaro: più che un autorevole j’accuse delle istituzioni europee, la relazione di cui trattasi sembra il consueto pastone fatto in casa, sintesi più o meno raffazzonata di tutto il materiale sfornato in questi anni dai soliti giacobini all’italiana per screditare l’opera di Bertolaso, e di riflesso, quella dell’odiato Caimano.

E infatti “Repubblica”, dopo aver pubblicato in anteprima stralci del dossier di cui essa stessa è stata fonte preziosa, chiosa con malcelata soddisfazione: “Dai dubbi sulla sicurezza alle inchieste: tutti i flop delle “casette” di Berlusconi”. La senatrice aquilana del PD Pezzopane, dimentica di quando, ai tempi della passerella mediatica del G8, posava sorridente accanto a Obama, si indigna per il contenuto del dossier e emette nuovamente alti lai per la berlusconiana “strumentalizzazione di questa tragedia”.

Ma, per quanto Berlusconi abbia potuto lucrare consenso sulle vicende del terremoto, nulla potrà raggiungere il livello di abiezione e di vero e proprio sciacallaggio raggiunto in questi anni dalla sinistra politica – in primo luogo quella aquilana – e dai suoi referenti mediatici, che all’esistenza di quel consenso non volevano rassegnarsi. Le vittime del terremoto sfruttate per imbastire processi-farsa contro i responsabili della Protezione Civile e persino per combattere il progetto di legge sul “processo breve”; la rabbia e l’esasperazione dei cittadini sfruttata in modo vomitevole per guadagnare qualche voto in più. Una feroce determinazione nell’insozzare con le proprie mani di Re Mida al contrario, di ipocriti belli fuori ma dentro “pieni di ossa di morti e di ogni putridume”, tutta la gestione emergenziale post-terremoto, quasi che si fosse trattato, per citare Craxi, di materia puramente criminale.

Come le fazioni dei comuni medievali chiamavano gli stranieri in proprio soccorso, così questi campioni della faziosità non si fanno scrupolo di ricorrere a tali mezzucci, pur di danneggiare l’avversario politico. Vanno in Europa a infangare con voluttà l’Italia, per poi tornare in Italia a strillare che, per colpa della destra cattiva, l’Europa ci ha bacchettato. E la grancassa mediatica gramsciazionista, al cui cospetto la sallustiana “macchina del fango” è un innocente passatempo, riparte in grande stile. Che schifo.
 

3 commenti :

  1. ok, nel tuo articolo hai scritto della "strumentalizzazione politica portata avanti dalla sinistra aquilana, italiana ed europea sulla faccenda del sisma."

    ma dimmi un po'... quanto tempo è che Berlusconi non viene all'Aquila?

    immagino al massimo una settimana... nei MESI dopo il sisma, praticamente ci faceva pranzo e cena.

    e Bertolaso? immagino sia sempre là a dare una mano..

    e Piscicelli (l'imprenditore che rideva del terremoto e qualche anno fa atterrò con il elicottero su una spiaggia in provincia di grosseto), perché non ha mai provato ad atterrare all'Aquila?

    e la storiella degli isolatori sismici irregolari? te ne sei dimenticato? e sì che vivi in una casa che rischia di crollarti addosso...

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    1. Boh, sinceramente non comprendo il senso di queste domande. Berlusconi non è più premier da due anni e non so quanto avesse piacere di venire all'Aquila per essere insultato. Idem Bertolaso, che in più è cascato in disgrazia e ora viene pure processato per la Grandi Rischi.
      Piscicelli non ho capito bene cosa c'entri, se non nell'ottica di una volgare strumentalizzazione che è stata portata avanti anche in quel caso.
      La storiella degli isolatori sismici me la ricordo (c'è stata una condanna di recente), ma ricordo anche che la famosa perizia asseriva che tutti gli isolatori erano idonei secondo le norme vigenti.

      MM

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  2. La sinistra non ha capito nulla dell' Aquila nè prima , nè durante , nè dopo. Si limita a mandare in giro la sua corte dei miracoli fatta di cantanti e attori , tutta gente col cuore a sinistra e il portafogli a destra, al pari dell'inutile parlamento europeo.

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