09 dicembre 2013

Addio Peppone! Renzi e la fine della 'chiesa rossa'

di Francesco Mastromatteo

La netta affermazione di Matteo Renzi alle primarie per la segreteria del Pd, pur ampiamente prevista, farà discutere a lungo politologi e commentatori, soprattutto per i risvolti che avrà nella politica italiana dei prossimi mesi. Quello che forse a non tutti è apparsa subito evidente è la natura assolutamente rivoluzionaria e per certi versi epocale della svolta odierna: il glorioso apparato del fu Pci delle immense adunate degli anni ‘50, la gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria, la disciplinata e marziale chiesa rossa, il “paese nel Paese” di Pasolini, che portava milioni di persone in piazza e nei seggi, non esiste più. Con la vittoria del giovane e ambizioso sindaco di Firenze, per la prima volta il partito erede di quello fondato da Gramsci nel 1921 non è più guidato da un segretario proveniente dalla tradizione comunista. 

Certo, il comunismo italiano aveva sempre vissuto svolte e strappi nella sua storia: da quella di Salerno del ’43, con cui Togliatti aveva abbandonato la pregiudiziale antimonarchica in funzione resistenziale, fino a quella della Bolognina del ’91 con cui Occhetto liquidò la tradizione marxista per traghettare il partito nella socialdemocrazia europea, il più grande partito della sinistra italiana aveva saputo adattarsi ai cambiamenti del quadro politico internazionale ed alle trasformazioni della società, sempre meno ideologizzata e sempre più permeata di consumismo liberista.

Dal voto favorevole all’inserimento dei Patti Lateranensi nella Costituzione, al dialogo tra cattolici e comunisti ai tempi del compromesso storico, la storia del comunismo italiano è fatta sì di contrapposizioni con il mondo cattolico, ma anche di sostanziale riconoscimento reciproco e “non belligeranza”, come quelli tra Peppone e don Camillo. Il trinariciuto e filosovietico Togliatti, pur attaccando nei comizi la Dc “reazionaria e serva del Vaticano” non fece mai del laicismo radicale una bandiera, mentre divorzio e aborto, com’è noto, furono voluti soprattutto da liberali e socialisti, con i comunisti a seguire le battaglie laiciste quasi controvoglia, giudicandole “borghesi” e fuorvianti rispetto a quelle sociali.

Dopo l’abbandono dell'ideologia comunista, il Pci-Pds-Ds si è progressivamente liberato di ogni fisima anticapitalista, radicalizzando però di contro le proprie posizioni laiciste sui temi eticamente sensibili. Dal quarto stato al terzo sesso, per usare un’espressione di Marcello Veneziani. La vittoria di Renzi, personaggio paladino di un “nuovismo” alla Kennedy 2.0 sul piano mediatico quanto evanescente e sfuggente su quello programmatico, pur presentandosi apparentemente come moderato, non ci incanta: preferiamo sempre il nemico palese e anche leale, rispetto a quello che si nasconde dietro un bel faccino e slogan ad effetto. Renzi avrà forse solo due narici, ma a volte sembra avere anche due e più lingue, con le quali parlare linguaggi ambigui, buoni per tutti gli uditori: conservatori e progressisti, imprenditori e sindacati, cattolici e Arcigay.


Quanto ai comunisti doc, quelli delle bocciofile emiliane, toscane e umbre, gli infaticabili preparatori di gnocchi e e salamelle alle feste dell’Unità, non hanno che da constatare la fine della successione apostolica togliattiana, e prendere atto che la sede ormai è vacante. Addio per sempre, Pci. Addio per sempre Peppone Bottazzi. Sperando di non dover dire, tra un po’, aridatece il Pci e aridatece Peppone…
 

9 commenti :

  1. "Personaggio paladino di un “nuovismo” alla Kennedy 2.0 sul piano mediatico quanto evanescente e sfuggente su quello programmatico, pur presentandosi apparentemente come moderato, non ci incanta: preferiamo sempre il nemico palese e anche leale, rispetto a quello che si nasconde dietro un bel faccino e slogan ad effetto. Renzi avrà forse solo due narici, ma a volte sembra avere anche due e più lingue, con le quali parlare linguaggi ambigui, buoni per tutti gli uditori: conservatori e progressisti, imprenditori e sindacati, cattolici e Arcigay". Tralasciando il fatto che in queste righe c'è un poco apprezzabile sforzo nel mettere assieme il maggior numero di luoghi comuni possibile, più che la descrizione di Renzi questa mi sembra il ritratto del tele-imbonitore Berlusconi, re assoluto sul piano mediatico con programmi striminzitissimi della complessità di un temino di prima elementare (vedi l'assurda campagna sull'Imu)...semmai le uniche cose che non si attagliano a mister B. sono il passaggio sul nuovismo (dal momento che a 77 anni ormai nemmeno lui e la sua faccia tosta senza pari . pur provandoci - riescono a spacciarsi in modo credibile per il nuovo) e magari andrebbero aggiunti gli animalisti nella lista degli uditori...per il resto la descrizione sarebbe perfetta.

    Enrico

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    1. Francesco Mastromatteo13 dicembre 2013 19:07

      mi sembra che dietro l'attribuire tutto quello che dice di Berlusconi ci sia il poco apprezzabile sforzo di mettere assieme il maggior numero di luoghi comuni possibile. Oltre che la solita ossessione berlusconiana degli antiberlusconiani, un po' come quella degli atei che parlano sempre di Dio

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    2. A lei piace ragionare con le categorie del bianco e del nero, degli amici e dei nemici, per cui se una persona critica Berlusconi è perchè deve essere ossessionata da lui e pregiudizialmente a suo sfavore. Non la biasimo, perchè da anni c'è chi ha lavorato per creare questa forma mentis: gridare al complotto giorno e notte, inventare continuamente nuovi nemici contro cui scagliarsi, affrontare la politica con la stessa parzialità del tifo da stadio. E' questo che ci viene propinato continuamente nei salotti televisivi: l'obiettivo è distaccare le valutazioni politiche dalla realtà dei fatti ed annullare lo spirito critico. Da elettore del centrodestra per anni ho difeso Berlusconi dagli attacchi dei miei amici (ed all'epoca anche insegnanti) di sinistra; ho creduto anch'io al complotto della magistratura e della sinistra ed all'infondatezza delle accuse sulle cosiddette leggi ad personam. Poi però mi è capitato di conoscere alcuni fatti, di vedere le contabili bancarie con cui Berlusconi ha pagato le tangenti a Craxi da un conto off-shore, di consultare la documentazione che testimonia come era stata implementata la truffa che ha permesso alla Fininvest di eludere diverse decine (se non centinaia) di milioni di euro di le tasse, frodando il fisco ed i soci di minoranza e creando fondi neri per le tangenti di cui sopra (e altre ancora, ovviamente), di conoscere che il trio olandese del Milan degli anni d'oro (ma non solo loro) ha patteggiato la pena per evasione fiscale in relazione alle corpose retribuzioni fuori busta pagate dal club rossonero e tanti altri fatti ancora. Ne ho concluso che Berlusconi è al di là di ogni ragionevole dubbio un evasore, un corruttore e - come testimoniato da quello che quotidianamente dice - un colossale bugiardo. Provi a leggere il libro "Il cavaliere nero" senza fermarsi pregiudizialmente davanti al fatto che a scriverlo siano stati un giornalista del corriere ed uno dell'espresso. Dentro troverà le copie di alcuni dei documenti chiave del processo Mediaset; documenti che aiutano a capire i motivi della condanna che è costata l'interdizione a Berlusconi, oltre che a gettare una luce (fosca) su molte leggi dei suoi governi fatte negli ultimi 20 anni. Motivi, ci avrà fatto caso anche lei spero, su cui pochissimo è stato detto (chissà perchè) in questi mesi di interminabili talk show politici. Si documenti insomma, provando anche a superare l'idea che se qualcuno scrive contro Berlusconi lo fa perchè è in malafede e quindi quello che dice va ignorato, anche se suffragato da prove documentali. Poi potremo parlare tranquillamente di luoghi comuni e sarò ben lieto di farlo.

      Enrico

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    3. Francesco Mastromatteo16 dicembre 2013 15:03

      più che altro la domanda è: ma cosa c'entra tutta questa disquisizione su Berlusconi quando il tema dell'articolo era Renzi? Come si suol dire dalle mie parti: ho buttato a coppe e lei mi risponde a bastoni. Se poi lei, dopo aver creduto a Berlusconi, che un minimo di carisma ce l'aveva, si affida a Renzi, che è un berluschino ancora più vuoto di contenuti, mi permetta di dirlo: non posso davvero congratularmi con lei. Distinti saluti

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    4. C'entra che ho avuto la sensazione che si criticasse Renzi per portare acqua al mulino del suo principale avversario, ossia il pregiudicato Berlusconi. Che un sito di ispirazione cattolica non spenda mai una parola di critica che sia una nei confronti di una persona che ha evaso tasse per decine (centinaia?) di milioni di euro, ha corrotto politici, avvocati, testimoni di processi e chissà quanti altri, ha mentito sistematicamente agli italiani, ha divorziato un paio di volte ed ha propugnato con le sue tv una visione piatta ed edonistica della vita (limitandoci ad elencare i fatti acclarati) è una cosa che mi sorprende sempre. Tanto più che il Cavaliere gode già di tv e giornali a sufficienza che lo difendono (vero è che i documenti che lo inchiodano al di là di ogni ragionevole dubbio sono quasi sconosciuti al grande pubblico ed in giro c'è ancora chi si beve la storia del grande complotto giudiziario ai suoi danni). Ecco, la mia voleva essere un intervento per sottolineare queste cose ed invitare all'approfondimento senza preconcetti. Tutto qua. Di Renzi, tutto sommato, non me ne frega niente.

      Enrico

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    5. Francesco Mastromatteo18 dicembre 2013 12:56

      allora mi conferma definitivamente che la sua è una forma di ossessione incurabile, visto che
      1) l'articolo non parla di Berlusconi, né a favore né contro
      2) Dove sta scritto che se uno critica Renzi allora è con Berlusconi? Avversari di Renzi in questo momento sono più i rispettabili e istituzionali Letta e Alfano che non Berlusconi. O se vuole, potrebbe esserlo anche Grillo. Mi creda sig. Enrico: ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne considerino quelli che dividono il mondo in Berlusconi e anti Berlusconi. Distinti saluti

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    6. Devo ammettere che la faccia tosta con cui Berlusconi mente sistematicamente al prossimo mi ossessiona, così come il fatto che ci sia ancora gente che lo prende sul serio, questo purtroppo è vero. Tra l'altro da elettore del centro destra la cosa diventa per me anche un problema politico, perchè mi mette in estrema difficoltà quando si tratta di decidere chi votare. Però non mi venga a dire che qui screditando Renzi, si voglia supportare uno tra Letta, Alfano o Grillo, perchè la cosa è del tutto inverosimile. Al massimo potrà sostenere che in realtà non si vuole supportare nessuno, ma mi consenta di avere più di un dubbio (considerando la linea editoriale del blog, che castiga un pò tutti, mentre con una certa persona mi è sempre parso "misericordioso".

      Enrico

      Enrico

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    7. Francesco Mastromatteo19 dicembre 2013 10:11

      la informo che ci sono altre opposizioni di destra, come Fratelli d'Italia, Forza Nuova, Casapound... se a lei non va bene nemmeno questi, inizierei a prendere seriamente in considerazione l'idea del suicidio. Distinti saluti

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  2. Non preoccupiamoci fratelli!
    Rifondazione prosegue l'antica tradizione ed ora si libera di ogni patina che negli ultimi anni l'aveva incrostata cercando di tornare un normale partito comunista ed allontanandosi dal PD. Solo lotta di classe, più soldi agli operai e niente fronzoli.
    Peccato che abbia pochi voti... indietro non si torna :)

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