21 dicembre 2013

Grazie, Eminenza


di Satiricus

"Alcuni, che finiscono per essere tristi, preti tristi, e trasformati in una sorta di collezionisti di antichità oppure di novità, invece di essere pastori con “l’odore delle pecore” – questo io vi chiedo: siate pastori con “l’odore delle pecore”, che si senta quello –; invece di essere pastori in mezzo al proprio gregge e pescatori di uomini. È vero che la cosiddetta crisi di identità sacerdotale ci minaccia tutti e si somma ad una crisi di civiltà; però, se sappiamo infrangere la sua onda, noi potremo prendere il largo nel nome del Signore e gettare le reti. È bene che la realtà stessa ci porti ad andare là dove ciò che siamo per grazia appare chiaramente come pura grazia, in questo mare del mondo attuale dove vale solo l’unzione – e non la funzione –, e risultano feconde le reti gettate unicamente nel nome di Colui del quale noi ci siamo fidati: Gesù".


Negli ultimi mesi ho riletto sovente queste parole, che nella freschezza di una forma comunicativa inusitata, portano con sé un’indiscutibile robustezza cattolica. Rendono infatti molto bene l’idea di un Cattolicesimo come religione di popolo, di contro a un certo trend filo-protestante che in parte auspica e in parte promuove un neo-cristianesimo degli eletti fatto di chiese vuote e concetti elitari.

A partire da queste brevi righe appare chiaro che il prete cattolico, il prete che non va in crisi, è il prete che si fida di Gesù, che sulla parola di Gesù getta la rete anche laddove non sembrerebbe proficuo, e perciò fa pesca abbondante; e questo prete al contempo è il prete che sta col suo popolo, non ricusando di portarsene indosso l’odore, quand’anche la cosa risultasse non proprio gradevole e applaudita.

Oggi ho un motivo rinnovato per fare memoria di queste riflessioni, e il motivo è il debito di ringraziamento verso un meraviglioso pastore, un autentico minister-servo che non ha mancato di gettare le reti in punti ormai ritenuti infecondi – quali i diritti della liturgia e della bioetica pro-life –, una guida che nella consapevolezza schietta del proprio ruolo e della propria immagine alta non ha mai rifiutato di camminare in mezzo alla sua gente. «Per voi sono vescovo, con voi sono cristiano»

Lo onoro e ringrazio del servizio svolto. E da semplice fedele prego il Signore di ricompensarlo dei tanti servigi prestati con obbedienza e abnegazione alla Sua Chiesa. Nel salutarlo vi ripropongo un’immagine tra le più belle degli ultimi mesi, icona della variopinta ricchezza della nostra vera religione, sequenza di cui il prelato è stato protagonista e, se non cuore, certo voce.

Alludo all’ultima Marcia per la Vita, dove fu tra i pochi pastori a mostrare il buon vecchio coraggio di verace guida cattolica, tra i pochi a scendere in strada a fianco dei laici, fra i pochi a pronunciarsi a salvaguardia di quelle “periferie esistenziali” che i pro-choice straziano ed accrescono nel mondo. Marcia partecipatissima e meravigliosa, conclusasi in bellezza con l’incontro tra lui e Francesco. Sì perché, ricorderete, il Papa del gregge non mancò neppure in quell’occasione di muoversi verso il popolo, popolo scortato dal Cardinale pastore.

Per tutto questo, e per l’estremo esempio di docilità che la accomuna al suo grande amico in bianco, Benedetto XVI, la ringrazio e la saluto con affetto filiale.
Ad multos annos, Eminenza!
 

1 commento :

  1. E così, ahimè, è successo che quest'uomo "che nella consapevolezza schietta del proprio ruolo e della propria immagine alta non ha mai rifiutato di camminare in mezzo alla sua gente" è finito silurato da parte di quello che ha addosso l'odore delle pecore, che "in mezzo alla sua gente" ci sta forse fin troppo (mettendo in gravi difficoltà persino gli uomini deputati a proteggerlo), ma la cui consapevolezza del proprio ruolo non è invece altrettato schietta (ma insomma, vuole essere solo "vesovo di Roma" o si rende conto di essere il Vicario di Cristo in terra?), così come quella dell'immagine che chi ricopre il suddetto ruolo deve dare di sè (paramenti, insegne esteriori e modi di fare suoi sono infatti tutto un programma...), ma sulla cui autoritarietà, dietro l'ingannevole aria bonacciona esibita, non possono esserci dubbi.
    Tommaso Pellegrino - Torino

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