11 dicembre 2013

Il “commissario” colpisce ancora: chiuso (l'8 dicembre) anche il Seminario “Immacolata Mediatrice”

di Giorgio Mariano

Forze occulte ed oscure sono all’opera, questo ormai è più che evidente, intorno alla triste vicenda del “commissariamento” dei Frati Francescani dell’Immacolata. L'8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il “commissario” padre Fidenzio Volpi ha disposto con effetto immediato di chiudere il seminario teologico “Immacolata Mediatrice”, interno all’ordine dei frati - amara ironia - dell’Immacolata. Il seminario è l’organo deputato alla formazione sacerdotale dei religiosi, strumento che si è rivelato fondamentale in questi vent’anni nella vita dell’Istituto perché si sottraessero alla formazione modernista e liberal-clericale i frati che sono entrati a far parte dell’Istituto. Il “commissario”, inoltre, ha sospeso le ordinazioni sacerdotali e diaconali.

Quale danno al Corpo Mistico! In un periodo di una crisi di vocazioni sacerdotali senza uguali nella storia della Chiesa, i burocrati bloccano anche quei pochi che rispondono con generosità alla chiamata di Cristo. Il cappuccino ha imposto loro un giuramento di totale e incondizionata fedeltà al Novus Ordo Missae (la Messa di Paolo VI) e a tutti i documenti prodotti dal Vaticano II, pena l’espulsione immediata dall’ordine. Non solo. Ha vietato al Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata (TOFI), ossia ai laici legati all’Istituto in tutto il mondo, di riunirsi, ha decretato che i frati non possano scrivere più su alcuna rivista di apostolato (Settimanale di Padre Pio, Fides Catholica ecc..) da loro prodotte e, lo ricordiamo, autofinanziate. Per di più ha sospeso le pubblicazioni di Casa Mariana Editrice, editrice propria e interna all’Istituto a fatica fondata con tanti sacrifici e con innumerevoli benefici per i fedeli laici e religiosi. Ma forse una delle disposizioni più gravi e che rivelano un accanimento ingiustificato e l’azione di un “male” all’opera contro i figli dell’Immacolata, è quello di aver tolto l’assistenza spirituale ai rami femminili dell’Istituto ossia le Suore Francescane dell’Immacolata e le Clarisse dell’Immacolata.  

Nella lettera inviata da padre Fidenzio Volpi ai religiosi si tira in ballo anche l’ultima esortazione apostolica Evangelii Gaudium nella quale si parla dell’ecclesialità in termini, a dire il vero, piuttosto generici. Citiamo il testo: “Un’autentica novità suscitata dallo Spirito Santo non ha bisogno di gettare ombre sopra altre spirituali e doni per affermare se stessa”: ci permettiamo di sviluppare un concetto a partire da questa affermazione. Innanzitutto, non crediamo che quella descritta dal Santo Padre sia la situazione dei frati francescani dell’Immacolata, in secondo luogo non si può assolutizzare questa prospettiva poiché ben sappiamo che Nostro Signore è “segno di contraddizione”(Lc 2,34-35). Parlare, dunque, di “ecclesialità” intendendo una comunione forzata, un "volemose bene” a tutti i costi (sennò non siamo cristiani), non corrisponde affatto al messaggio evangelico né può essere considerata l’unico metro di giudizio dell’autentica vita cristiana la quale scadrebbe in un patetico filantropismo emotivo e superficiale. "Non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra: non sono venuto a portare la pace, ma la spada!" (Mt 10,34). Sembra che Nostro Signore sia più “politicamente scorretto” di gran parte del nostro clero. La Sua pace infatti non è quella che dà il mondo ossia la pace ridotta a mera “assenza di conflitto” e discordie: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi”. Per di più, chiunque leggesse anche solo distrattamente i vangeli si renderebbe conto delle numerosissime dispute e scontri di cui è stato oggetto lo stesso Nostro Signore. La Pace che “viene da Dio”, che non è frutto di accordi trasversali e “politici”, è la pace di cui parla sant’Agostino che è “tranquillità dell’ordine”, il quale può scaturire solo dalla Verità.

Infine, il “cappuccino” Fidenzio Volpi sta attivamente perseguitando e smembrando un ordine che è nato sotto la spinta e il patrocinio di San Pio da Pietrelcina (anch’egli cappuccino) guida e modello di padre Stefano Manelli, fondatore dei FFI. Il santo di San Giovanni Rotondo è annoverato, inoltre, fra i santi patroni dell’Istituto dei frati francescani dell’Immacolata insieme a San Francesco, Santa Chiara e San Massimiliano M. Kolbe: chissà cosa penserà del cappuccino Volpi il cappuccino San Pio…

Ci teniamo infine a chiudere con un brano del libro della Sapienza che si attaglia alla perfezione per il drammatico caso dei FFI e alla volontà di “normalizzarli” perché infastidiscono con la loro testimonianza controcorrente che manifesta un livello letteralmente “altro” di francescanesimo, povero e penitente che non siamo mai stati abituati a vedere.

“Così parlano gli empi :«Tendiamo insidie al giusto, perché ci è di imbarazzo ed è contrario alle nostre azioni; ci rimprovera le trasgressioni della legge e ci rinfaccia le mancanze contro l'educazione da noi ricevuta. Proclama di possedere la conoscenza di Dio e si dichiara figlio del Signore. È diventato per noi una condanna dei nostri sentimenti; ci è insopportabile solo al vederlo, perché la sua vita è diversa da quella degli altri ,e del tutto diverse sono le sue strade. Moneta falsa siam da lui considerati, schiva le nostre abitudini come immondezze […] Mettiamolo alla prova con insulti e tormenti, per conoscere la mitezza del suo carattere e saggiare la sua rassegnazione. Condanniamolo a una morte infame, perché secondo le sue parole il soccorso gli verrà».»”. Immaculata mea et Omnia protege filios tuos!

 

2 commenti :

  1. Ormai siamo alla persecuzione.

    RispondiElimina
  2. Ci svegliamo un po' tardi Sig. Mariano. E' 7 mesi che si incensa Francesco ma e' sempre la sua mano che muove un p. Volpi ma lascia aperta la porta al dialogo a 30000 suore che sarebbero da scomunicare.

    RispondiElimina