03 dicembre 2013

La lobby sodomitica, il Papa e la lezione croata

di Marco Mancini

Ci eravamo lasciati con il pietoso caso di Guido Barilla, costretto – dopo aver affermato la sua preferenza per la famiglia tradizionale nelle proprie pubblicità  a un’umiliante ritrattazione e alla creazione di un orwelliano Comitato aziendale per la diversità e l’inclusione, in cui ha trovato posto uno tra i lobbisti arcobaleno più conosciuti d’America.

Ci siamo ritrovati, qualche sera fa, con il dibattito Sky sulle primarie PD. Insomma, quella specie di talent in cui i tre candidati alla segreteria dell’ex Partito Comunista Italiano hanno tentato di fornire al pubblico televisivo un’immagine il più possibile cool di se stessi. E hanno trovato pane per i loro denti, considerato che uno dei temi principali affrontati nello show è stato, neanche a dirlo, il destino delle coppie omosessuali.

Qui abbiamo assistito a un fenomeno stupefacente: la diversità di posizioni che i tre candidati democratici hanno mostrato su qualsivoglia argomento dello scibile umano, dall’idea di partito al giudizio sul governo Letta, dalla politica economica a Berlusconi, è di colpo completamente svanita. Sia stata l’ossessione per il cool, o la potenza delle influenti lobby sodomitiche (che poi è un po’ la stessa cosa), non è dato saperlo: certo è che tale uniformità di vedute, su un tema così delicato e divisivo, stupisce. Osservate (qui) la faccia di Renzi, mentre Civati dichiara raggiante il suo favore per il “matrimonio egualitario”, riscuotendo le ovazioni dei replicanti (anche detti militanti piddini) presenti in sala: un misto di scoramento e terrore. Come farò ora – si sarà chiesto il sindaco di Firenze – ad assicurarmi i favori della lobby più cool che esista? Non mi basterà più avere in lista la Concia e Scalfarotto! E infatti, incassato il colpo, l’ex rottamatore ha messo subito le mani avanti, riconoscendo di essere più “timido” dei due rivali sulla questione. Dove la presunta “timidezza” sta per: fate quello che vi pare, però vi prego, non chiamatelo matrimonio, che – insomma – io ho fatto pure il boy scout e poi pare brutto. E le famiglie gay chiamatele “stepchild adoption”, così i bravi cristiani che mi votano non capiscono di che roba di tratta.

E’ sconcertante osservare come la prospettiva della politica, a sinistra ma non solo, consista ormai quasi esclusivamente nel disperato tentativo di assicurarsi il favore delle lobby omosessuali: una reductio ad anum che ha in sé qualcosa di avvilente. E non si tratta solo dell’Italia, dove anzi il fenomeno non ha raggiunto ancora la sua fase acuta (per quanto gente come Marino si sia già proiettata molto avanti, come dimostrano le luminarie natalizie color arcobaleno che saranno sistemate in via del Corso): è dappertutto così, anche in Croazia.

Sì, anche in Croazia, dove pure un referendum, svoltosi domenica e proposto dal Comitato “Nel nome della famiglia”, ha stabilito l’inserimento in Costituzione del carattere esclusivamente eterosessuale del matrimonio. I SI’ sono stati più del 65%, i NO poco più del 34%. Anche qui, il Governo (socialista), i media pubblici e privati e il mondo accademico erano tutti a favore delle istanze omosessualiste, ma le loro tendenze così cool sono state platealmente sconfitte. Certo, l’affluenza è stata bassina (35%), ma proprio questo dimostra, in un certo senso, come tali temi siano forzatamente posti al centro dell’agenda politica, come la loro “priorità” sia artificialmente costruita dalle già citate lobby. Certo, il governo ha già annunciato un’offensiva sul fronte delle unioni civili. Certo, non bisogna farsi illusioni: tempo qualche decennio e anche la Croazia diventerà la poltiglia che sono già diventati quasi tutti i Paesi occidentali. Ma, insomma, il risultato di domenica ci dimostra che il trend non è inarrestabile, che una presenza forte e assertiva dei cattolici all’interno del dibattito pubblico può ancora sortire i propri effetti, che vale la pena di continuare a impegnarsi per arginare lo tsunami in arrivo, specie laddove il “Paese reale” non è stato ancora completamente narcotizzato dal bensoniano Padrone del mondo.

Disperata, in questo senso, appare la situazione dei Paesi Bassi, dove di recente due associazioni di laici cattolici hanno inviato un appello a Papa Francesco, denunciando la “deriva” della Chiesa olandese e il fatto che “la fede cattolica, la cultura, il suo patrimonio e la sua eredità sono ora in pericolo di essere persi per sempre”. Un j’accuse in piena regola rivolto ai Vescovi del loro Paese, incolpati di attuare una svendita selvaggia dei beni ecclesiastici, parrocchie comprese, e di condurre essi stessi una politica di “secolarizzazione aggressiva”, prede come sono di una “cultura della paura” e della “tendenza corrente di mettere in silenzio la fede”. E pare che Francesco abbia fatto tesoro del documento, se è vero che ieri, proprio nel corso della visita ad limina dei Vescovi olandesi, ha loro rivolto, pur con il suo stile “misericordioso”, più di una tirata di orecchi. I cattolici olandesi – ha detto il Papa – siano “presenti nel dibattito pubblico”, in tutti gli ambiti “nei quali è in causa l’uomo”: in tal modo essi potranno “portare il loro contributo nei dibattiti sulle grandi questioni sociali riguardanti per esempio la famiglia, il matrimonio, il fine vita. […] L’antropologia cristiana e la dottrina sociale della Chiesa fanno parte del patrimonio di esperienza e di umanità su cui si fonda la civiltà europea ed esse possono aiutare a riaffermare concretamente il primato dell’uomo sulla tecnica e sulle strutture”.

Sembra dunque ancora lontano dal realizzarsi l’auspicio di Vladimir Luxuria, il quale, dopo aver lamentato la vittoria degli “omofobi” croati (capito ora a che serve la legge contro l’“omofobia”?), ha espresso il desiderio che il Papa vieti ai sacerdoti di “dare indicazioni politiche dal pulpito e di fare omelie lunghe”. Papa Francesco sembra pensarla diversamente e ostinarsi, nonostante tutto, a fare da Katéchon. Chi ha orecchi da intendere (oltre che da farsi tirare), intenda: non è ancora giunto il momento di smobilitare.
 

20 commenti :

  1. Sarebbe stato interessante leggere un articolo (anche scritto da un punto di vista filocattolico, perché no?) sulle varie posizioni dei candidati alle primarie in materia di economia, governo Letta, affari esteri e questioni varie. Ma, pensandoci bene, a chi importa di queste quisquilie? Meglio una cara, innovativa e fresca predica sul degrado morale del XXI secolo e sui suoi consensi nei confronti della demoniaca omosessualità. Il fanatismo delle lobby omosessualiste è comprovato (davvero pessima la vicenda di Barilla), tuttavia scorrendo i vecchi post di questo blog e considerando le loro tematiche non ho potuto fingere di non vederne uno anche nelle fazioni avversarie.

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    1. Gentile Anonimo,
      se segue con costanza il blog, avrà certamente notato che, per quanto mi riguarda, i temi d'interesse sono piuttosto variegati, tanto che negli ultimi tre mesi solo questo articolo ha trattato il tema dell'omosessualismo, mentre gli altri si sono concentrati su temi di politica interna, economia ed esteri.
      In generale, purtroppo non siamo noi ad aver posto questo tema al centro del dibattito pubblico. Non siamo noi a inventare emergenze "omofobia", né a esporre luci natalizie arcobaleno, né a rieducare l'opinione pubblica con una propaganda martellante, sostenuta da tutti i principali mezzi di informazione. Di fronte a tutto questo, alla menzogna reiterata e trasformata in verità, occorre mantenere delle isole di resistenza, per quanto inadeguate.
      Noi cerchiamo di rispondere colpo su colpo, consapevoli del fatto che la questione antropologica, che lei sembra derubricare al livello di polemicuccia moralistica e bigotta, costituirà la sfida principale sulla quale si giocherà il futuro della nostra civiltà nei decenni a venire.
      Grazie per l'attenzione e a presto.

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    2. Gent. anonimo,
      Se anche le sembra strano ritornare più volte su questi temi, si chieda come mai gli antichi inventarono il proverbio "La lingua batte dove il dente duole". Forse allora converrà che più il dente duole più la lingua batte. In fondo non è forse vero che sono gli ideologi-gender che hanno inventato a bella posta questo dolore per poter battere per primi la loro lingua?

      Francesco S.

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  2. Manlio Pittori5 dicembre 2013 10:50

    Se c'era bisogno di un'ulteriore conferma di quanto inattingibile sia il pozzo nero nel quale sguazza beato il Mancini è la sua espressione "reductio ad anum" (e, come diceva mia nonna, è ladro tanto quello che ruba le ciliegie quanto quello che gli tiene la scala).

    Non basta l'ossessiva (e banale, e noiosa, e lagnosa) insistenza sui froci: il punto essenziale - e finalmente rivelato, come il più banale lapsus - è che il Mancini, e quelli come lui, riducono il frocio al suo buco del culo, ovviamente percorso incessantemente da più o meno nodose verghe sodomitiche.

    Non gl'importa nulla, al Mancini di turno, della persona che ha di fronte e che dovrebbe essere suo fratello (almeno, stando a quello che dice un certo Vangelo che i Mancini sezionano con perizia da bricoleur, estraendone quello che gli fa comodo e ignorando il resto): non è una persona, è solo un buco di culo, e con questo ogni discussione è chiusa.

    I froci sono buchi di culo, le donne sono fighe e chi solleva una critica è un troll rompicoglioni da ignorare.

    Ma stai tranquillo, Mancini: non è ancora giunto il momento di smobilitare - nemmeno per noi.

    Manlio Pittori

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    1. Caro Pittori, mi duole davvero che, nonostante una frequentazione (virtuale) così assidua, lei possa avere un'opinione tanto cattiva del sottoscritto.
      Non sono stato io, ma Freud, a ridurre l'uomo a poco di più delle proprie pulsioni sessuali. Così come non sono stato io a trasformare l'orientamento sessuale in rivendicazione politica, ciò che è la caratteristica distintiva dell'ideologia omosessualista.
      Io non ce l'ho con i froci, come lei li chiama, che considero miei fratelli al pari di lei: ce l'ho con chi fa dell'omosessualità oggetto di rivendicazioni politiche, con chi si fa paladino di istanze ideologiche che considero deleterie. Mi è forse proibito?
      Se poi, una volta tanto, si fa un po' di spirito con qualche gioco di parole, non se la prenda e pensi alla salute.

      Cordialità.

      MM

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    2. Manlio Pittori5 dicembre 2013 22:44

      Caro Mancini,

      guardi che era chiarissimo che la sua posizione nei confronti degli omosessuali è riassumibile, con la brutalità richiesta dalla concisione, in questo modo: inchiappettatevi pure, ma nel silenzio delle vostre case.

      Pretendere poi che una minoranza non abbia rivendicazioni politiche da fare è, mi perdoni, una solenne idiozia: qualunque minoranza che si senta ingiustamente discriminata opererà sul piano politico per eliminare quelle che ritiene, appunto, discriminazioni.

      E' una legge fisica, caro Mancini: non è una cattiveria di cui i froci hanno l'esclusiva. Gli ebrei, i negri, i disabili e qualsiasi altra minoranza hanno sempre avanzato rivendicazioni politiche: perché, semplicemente, la gente che si sente discriminata non ci gode a esserlo, e cerca di non esserlo più.

      L'azione politica è l'unica via che può portare alla eliminazione o alla riduzione delle discriminazioni. Le lesbiche vogliono godere di trattamenti previdenziali, assistenziali e familiari come le coppie eterosessuali? Agiranno politicamente per ottenerli: cos'altro possono fare? Sopportare in silenzio quelle che, a loro parere, sono discriminazioni perché altrimenti il Mancini di turno si arrabbia?

      Lei continui pure ad avercela con chi vuole, attraverso rivendicazioni inevitabilmente e obbligatoriamente politiche, eliminare le (a proprio giudizio) discriminazioni: specularmente, mi pare ovvio che i froci (e qualsiasi altro gruppo sociale che si senta discriminato) agiranno politicamente per ottenere quei diritti che ritengono spettino loro.

      Ci sono i sostenitori della razza padana che rivendicano politicamente il diritto della razza padana a lasciare i terroni al loro destino: e non mi pare che siano oggetto delle sue reprimende. Perché invece i froci, che agiscono politicamente allo stesso modo dei militanti padani, dovrebbe stare zitti e astenersi dalle rivendicazioni politiche?

      Perché i consumatori di marijuana possono rivendicare politicamente il loro diritto a farsi le canne e invece i froci devono stare zitti?

      Ho capito che, secondo lei, i froci e le loro lobbies sono i primi responsabili dell'infrollimento e del poltigliamento dell'Europa cristiana: ma anche i padani e i consumatori di hashish non è che siano i migliori testimonial dei valori cristiani.

      Eppure ai secondi lei non ha niente da dire: solo i froci si meritano le sue attenzioni.

      Che ci sia sotto qualcosa mi pare evidente.

      In quanto al fare un po' di spirito con qualche gioco di parole, me la ricordo bene, la simpatia con cui i cattolici hanno accolto lo spiritoso gioco di parole di Odifreddi (cristiani = cretini).

      Mi stia bene, Mancini.

      Manlio Pittori

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    3. << La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. >> (Mt 12,24b).
      A giudicare dai turpiloqui che escono dalla sua bocca, chissà di cosa sovrabbonda il cuore! Sono le sue stesse parole che giudicano quanto lei dice.

      Francesco S.

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    4. E chi discriminerebbe gli omosessuali, gentile Pittori? Forse che i diritti civili individuali non valgono per le persone omosessuali in questo Paese? Vige un regime di apartheid? Un divieto di frequentare l'Università o di accedere alle professioni? Una limitazione del diritto di voto?

      MM

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    5. Manlio Pittori6 dicembre 2013 21:37

      Gentile MM,

      a domanda retorica, risposta retorica.

      Da quel che ho capito, le coppie omosessuali si sentono discriminate perché non possono accedere alle tutele che la legge assicura alle coppie eterosessuali.

      C'è una norma, per dire, che consente al dipendente pubblico di chiedere l'avvicinamento al luogo nel quale abita il coniuge: se Pippo lavora per l'Università di Ragusa e sua moglie Gina abita ad Aosta, Pippo può chiedere di lavorare in una pubblica amministrazione vicina ad Aosta, se non proprio - per dire - all'Università di Aosta.

      Perché, si chiedono le coppie omosessuali, non possiamo anche noi godere di questo vantaggio? In fin dei conti, non è che l'amore di Pippo per Gina sia poi diverso dall'amore di Gianni per Piero o dall'amore di Franca per Deborah.

      E così per analoghe situazioni di natura previdenziale, assicurativa, sanitaria e altre cose del genere.

      Poi ci sono pure quelli che vorrebbero adottare: insomma, l'elenco delle cose che la legge vieta alle coppie omosessuali (o che, ciò che è lo stesso, permette solo alle coppie eterosessuali) è lungo.

      Io non so chi abbia ragione, specie per l'adozione, che così a naso mi sembra una cosa per coppie eterosessuali: ma se due sodomiti vogliono far domanda per l'alloggio pubblico come la coppia eterosessuale, non riesco a vedere il problema.

      Una coppia che si ama è una coppia che si ama, a prescindere da come si posizionano per accoppiarsi.

      E non mi si tiri fuori la storia, noiosissima, che allora anche due fratelli che vivono assieme potrebbero chiedere di godere dei diritti delle coppie sposate: è ovvio che una relazione d'amore - che sia etero o omosessuale - ha delle caratteristiche che non sono equiparabili al rapporto, che ne so, tra il prete e la perpetua o tra due amici.

      Eccola qui la discriminazione, gentile MM: non è difficile da comprendere. Prego notare: ho scritto comprendere, non condividere. 'Sti froci, insomma, si sentono trattati diversamente dalle coppie eterosessuali: per quel che m'importa, voi cattolici potete tranquillamente ritenere che l'infrollimento dell'Occidente dipenda dalle lobby omosessuali e dalle loro rivendicazioni e opporvi fino alla morte a qualunque cedimento nei loro confronti.

      Ma almeno capire il fatto che questi invertiti si possano sentire discriminati, questo mi pare doveroso da parte vostra.

      Poi, ripeto, andate pure a stendervi davanti all'ufficio di stato civile del Comune per impedire le nozze omosessuali: siamo in democrazia.

      Ma almeno non fate i finti tonti: è una cosa insopportabile.

      Grazie.

      Manlio Pittori

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    6. È inevitabile che dalle unioni civili nella forma più blanda si passi ai matrimoni e da questi alle adozioni, il passo successivo è l'indottrinamento scolastico sul gender.
      Sono tutti segnali ampiamente visibili nei paesi più "progressisti" di noi.

      Dove si è fatto un compromesso le forze della disgregazione sono tornate ad insistere subito dopo per imporre le loro pretese con sempre maggior radicalismo.

      Constatato quindi che se gli dai un dito si prendono tutto il braccio noi preferiamo resistere in trincea e non cedere un metro piuttosto che fare accordi di pragmatico compromesso che a loro non basteranno mai.

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    7. Se di pari trattamento deve trattarsi:

      1) Non può essere ristretto alla sola coppia semplicemente perché non vi sono ragioni fondate sull'uguaglianza che impongano la restrizione.

      2) Deve riguardare legami tra persone non solo di carattere amoroso-erotico, ma anche di altro tipo e verso il quale NESSUNO, se laico e liberale vuole essere, può instaurare classifiche di maggiore o minore dignità.

      Negare i 2 punti precedenti porta inevitabilmente una contraddizione con i professati principi di laicità.
      Michele

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    8. La richiesta di allargare le medesime tutele ad unioni di più di 2 persone non legate da vincolo amoroso-erotico è senz’altro pertinente perché:

      1) una restrizione alla sola coppia è arbitraria e non giustificabile razionalmente sul piano dell'uguaglianza.

      2) ritenere che solo le unioni “d’amore”, e non quelle basate su differenti forme di affetto o altro ancora, possano accedere alla tutela significa attribuire maggiore o minore dignità alle scelte delle persone sulla base della propria personale scala di valori, che di fatto viene imposta anche a coloro che detta scala non condividono.

      Negare l'estensione è inconciliabile con i professati principi di laicità.

      Michele

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    9. @Michele

      se non sei in grado di argomentare, semplicemente, non farlo. Non è che devi scrivere per forza

      è un trucco vecchio come il brodo mettere in bocca dell'avversario cose che non ha mai detto e poi rispondere su quelle.

      se sai rispondere restando in tema, bene, altrimenti puoi farti un giro su youtube.

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    10. "mettere in bocca dell'avversario cose che non ha mai detto e poi rispondere su quelle."

      Ah sì, e non Pittori che ha detto che estendere il matrimonio ai gay non significa ammetterlo anche per 2 fratelli, tacciando tale ipotesi come storia noiosissima (06 dicembre,ore 21:37)?
      Io faccio solo notare, argomentando, mi pare, che tale restrizione è irrazionale e incoerente con i principi laici.
      Magari sarebbe più fruttuoso, anche per la vs. causa, controargomentare anziché invitare a scrivere altrove. Sa, viene il forte sospetto che non sappiate cosa rispondere...
      Saluti

      Michele

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    11. Bravo Pittori, finalmente è arrivato al punto. "Le COPPIE omosessuali si sentono discriminate", dice lei. Di quali diritti civili parliamo, allora?
      Correttamente la nostra Costituzione fa rientrare gli artt. 13-28 nell'ambito dei "rapporti civili", mentre quelli dal 29 fino al 34 (in cui, tra l'altro, viene disciplinata la famiglia) riguardano i "rapporti etico-sociali". E' falso e profondamente disonesto, dunque, considerare nozze gay e simili come "diritti civili", spettanti agli individui in quanto tali. Si tratta di una questione che riguarda il bene comune e coinvolge, appunto, aspetti etico-sociali.
      Le coppie omosessuali non godono delle tutele previste per le famiglie semplicemente perché non sono famiglia. Questa è la vera uguaglianza: trattare in modo diverso situazioni diverse. E non capisco cosa c'entri "l'amore": il diritto non tutela gli affetti, ma istituti che svolgano una qualche funzione sociale.

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    12. Manlio Pittori8 dicembre 2013 19:46

      "il diritto non tutela gli affetti, ma istituti che svolgano una qualche funzione sociale" (Marco Mancini).

      Facciamo finta che quella sia la funzione del diritto.

      Allora c'è A, lesbica, che convive con B, lesbica. A ha un figlio e anche B ha un figlio (cosa orripilante dal punto di vista etico ma possibilissima dal punto di vista sociale, biologico e tecnico).

      A è malata all'ospedale e B vorrebbe assisterla, usufruendo del congedo previsto per le coppie eterosessuali: ma non può, perché i Mancini non vogliono che gli omosessuali godano di alcune delle tutela che la legge appronta per le coppie eterosessuali.

      Eppure la coppia A e B svolge una funzione sociale: alleva due figli, per esempio.

      Ma i Mancini se ne fregano: la funzione sociale si ha solo quando i figli sono nati da un uomo e una donna regolarmente sposati.

      Negli altri casi i figli non contano un piffero.

      Bravo Mancini.

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    13. Ahahahah! Ecco, non poteva mancare il lacrimevole argomento dell'ospedale. Dai, ti prego: ti facevo meno banale di così.

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  3. Scusa Michele:
    "1) una restrizione alla sola coppia è arbitraria e non giustificabile razionalmente sul piano dell'uguaglianza."

    Uomo-Uomo non é uguale a Donna-Donna non é uguale a Donna-Uomo. Forse avrai voluto dire "non è arbitraria e giustificabile razionalmente sul piano della non uguaglianza"

    "2) ritenere che solo le unioni “d’amore”, e non quelle basate su differenti forme di affetto o altro ancora, possano accedere alla tutela significa attribuire maggiore o minore dignità alle scelte delle persone sulla base della propria personale scala di valori, che di fatto viene imposta anche a coloro che detta scala non condividono."

    Non credo che l´amore sia condizione necessaria per nessun matrimonio, nemmeno il cattolico. Ma potresti dirmi perche seondo il principio di laicitá si dovrebbe tutelare una coppia?

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    1. Caro Blas,

      il mio commento, come sembra aver capito l'anonimo di qualche giorno fa, era teso a mostrare le contraddizioni in cui cade chi, da posizioni laiche e liberali, sostiene l'estensione del matrimonio a 2 persone dello stesso sesso ma lo nega poi a tutta una serie di altre situazioni.
      Michele

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  4. Certo che Francesco dovrebbe chiarirsi le idee con se stesso prima. Come puo' chiedere un impegno in politica se oggi i tempi sono: aborto, eutanasia, matrimoni omosessuali, etc; se, il primo lui, vuole evitare questi argomenti?!

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