11 dicembre 2013

Risposta a padre Volpi e alla sua strategia della menzogna

di Manlio Rossi
Non è possibile rispondere, in modo efficace e pienamente convincente, ad un cumulo di menzogne. La lettera di padre Fidenzio Volpi ai Francescani dell’Immacolata, datata 8-12-2013, rappresenta al meglio un genere letterario vecchio quanto la letteratura, ma da lui egregiamente aggiornato e rinnovato: la menzogna eretta a sistema di governo. Non la mezza bugia, quella che può capitare a tutti, quasi per sbaglio, tra amici in un bar, oppure in ufficio per togliersi un collega fastidioso di torno, dicendogli: “ora debbo andare!”, senza neppure sapere dove. No, qui c’è la menzogna sfrontata, ideologica, ben costruita, finalizzata all’imposizione di una visione delle cose, completamente diversa dalla realtà delle cose stesse. Un po’ come parrebbe aver fatto Obama (cf. La Repubblica, 10.12.2013), coraggiosamente e platealmente smentito da Papa Francesco, a proposito della progettata guerra in Siria. Per il presidente USA si sarebbe trattata di una guerra umanitaria, dichiarata in nome della pace e con lo scopo di contrastare la brutale violenza in atto. Secondo il Pontefice invece, le finalità reali della minaccia bellicosa, erano di natura economica, specie per la vendita delle armi. Da una parte la verità, nel caso specifico brutta e triste come la guerra; dall’altro la menzogna del presidente, bella però come la solidarietà e la pace.

Così nel testo di padre Volpi. La menzogna sistematica, evidentemente ricercata ad arte, ha lo scopo palese di confondere i semplici e paralizzare i pavidi, forse in primo luogo gli stessi laici e i seminaristi FI. In realtà, i laici della MIM, Terziari del TOFI in primis, hanno risposto tutt’altro che pavidamente alle insopportabili finzioni del Volpi. Auspichiamo che gli stessi seminaristi abbiano il coraggio di venire allo scoperto e di dire in faccia a padre Fidenzio qual è, ineluttabilmente, la fine dei mentitori e dei sabotatori, anche se inviati dalle più alte e rispettabili autorità della terra. Essendo un costrutto di menzogna, con pochissimi brandelli di verità, è anche difficile ristabilire il factum: bisognerebbe distruggere il testo e ricomporlo da capo, per salvarne i pochi passaggi onesti. Ma ciò non ci è possibile. Dunque, dopo che i membri della MIM hanno ristabilito la verità per quel che concerne le presunte colpe nella gestione economica di padre Stefano e dei responsabili di Casa Mariana, e dopo che vari siti internet hanno mostrato l’iniquità delle critiche al precedente Consiglio dei FI, è bene mettere sotto i riflettori, le vili menzogne del Volpi, laddove pretende di difendere l’operato di padre Bruno (nella foto sopra), nuovo Segretario generale della comunità.

Scrive il Volpi: “Successivamente si sono attaccati con accenti anche offensivi i primi cinque religiosi che all’inizio hanno fatto ricorso alla Santa Sede – conforme al loro diritto – e tutti quelli che hanno prestato con buona volontà la loro collaborazione al Commissario. Questo in vista di attivare la nota e immorale tecnica della ‘macchina del fango’ per delegittimarli dalle responsabilità che sono state loro affidate dalla Volontà di Dio, attraverso l’obbedienza, e renderli quindi poco autorevoli e credibili. Ben per tutti, per me e la Congregazione dei Religiosi, si è prodotto l’effetto contrario! Più erano calunniati e diffamati, più li abbiamo ammirati (…). Mai ho sentito nei vostri confratelli, quelli che sono oggetto di dileggio mediatico, critiche contro i Fondatori; sono rimasto edificato dal loro amore alla Chiesa e all’Istituto, dalla loro dottrina, dalla loro ricerca di giustizia”. Che il ladro rubi è brutto, ma fa parte della natura delle cose. Ma che il ladro notorio faccia la morale alla persona onesta è indegno del ladro stesso. Così è qui. La ‘macchina del fango’ per riprendere l’espressione coniata dal Volpi è stata, fin dall’inizio, e con un crescendo di bassezza e volgarità, il mezzo con cui padre Alfonso Bruno, ha voluto colpire i suoi critici, affossare il Fondatore dei FI e scoraggiare tutti coloro che avevano delle semplici perplessità sull’operazione di rigenerazione in atto. Tutte le persone informate sulla vita dei FI sanno che padre Bruno, da tempo, dirige il sito internet mediatrice.net ed è stato il caporedattore di Missio Immaculatae, di fatto il suo direttore reale. Ebbene, già da anni il Bruno ha attaccato sulla rivista i suoi personali nemici “tradizionalisti” o “conservatori” come per creare una frattura nei FI ed una parallela rete di complicità nella strada della disobbedienza che aveva iniziato a percorrere. Solo la bontà e la santa ingenuità di Padre Manelli gli hanno permesso di mantenere degli incarichi di rilievo, incarichi che però ha assunto sempre più in modo personale, arrivando ad inserire su una rivista intitolata Missio Immaculatae una foto di ragazzine che maneggiavano preservativi. Già da anni negli editoriali di quella rivista e nelle risposte ai lettori, dietro nomignoli vari, il Bruno metteva in moto una tendenza nettamente eversiva dell’ordine e di fagocitazione di linee teologiche di conformismo ecclesiale (che è cosa ben diversa dalla doverosa obbedienza al Magistero).

Ma da quando è scoppiato il caso del Commissariamento, la “macchina del fango” messa in moto dal ‘religioso’ ha superato ogni decenza morale e ha trovato critiche anche in molti fedeli che sono rimasti scandalizzati dal linguaggio e dai propositi. Sarebbe scurrile e inutile riprodurli alla lettera, ma molti di questi articoli, firmati dal Bruno stesso o comunque da lui avallati (come quelli del prof. Mario Castellano), sono ancora presenti sul sito mediatrice.net. In alcuni di essi, non esiste la minima argomentazione, ma solo l’insulto gratuito e becero. Il professor Roberto de Mattei, noto storico della Chiesa, ultimamente citato con rispetto dallo stesso cardinal Walter Kasper, era per il Bruno uno che trafficava con un imprecisato Gran Marrano, per impossessarsi dei beni dell’Istituto! Lorenzo Bertocchi, giornalista attento e capace, a causa di una sua laurea in agraria, veniva invitato, sempre sul sito diretto dal Bruno, a frequentare  i campi da coltivare più che i campi della teologia! E così via… Parole ed espressione indegne di un sacerdote, ma del tutto coerenti con la volontà di chi, per fini di potere, si è dimenticato i valori francescani dell’umiltà, della modestia e del rispetto. Ma c’è di più. Il blog Libertà e Persona, diretto dal saggista Francesco Agnoli, ha svolto fin dall’inizio una serissima attività informativa sul caso dei FI, con documenti di prima mano, interviste, relazioni, articoli ripresi anche dalla stampa laica, etc. Ultimamente è stata riportata sul sito la conversazione avuta da Padre Bruno con due laici durante la quale il ‘religioso’ – che secondo il Volpi non avrebbe mai fatto “critiche ai Fondatori” – ipotizza la creazione di una chiesa scismatica da parte di Padre Manelli, con l’ausilio dei giornalisti del Foglio di Ferrara, di Corrispondenza Romana e della Lega nord!!! Il ‘religioso’ osa dire, di un Fondatore che ha ricevuto più volte il mandato di Superiore Generale di un ordine riconosciuto di Diritto Pontificio: “Aiutiamo padre Stefano a restare nella Chiesa”!!


Tutto questo mostra senza alcuna possibilità di smentite – gli articoli del Bruno infatti sono stati stampati e la sua conversazione è registrata – la vera identità del ‘religioso’ che ha fatto una vera e propria scalata del potere. Tutto ciò mostra bene chi è che usa, e non da ieri, la “macchina del fango”. Come sia possibile che la Congregazione dei religiosi tolleri un duo come Volpi-Bruno, questo è uno dei misteri che ci fanno soffrire. Ma come ha detto giustamente il Pontefice parlando con Scalfari, ancora oggi molti nelle Curie della Chiesa hanno una mentalità da cortigiani più che da pastori.

http://www.corrispondenzaromana.it/francescani-dellimmacolata-chiediamo-le-dimissioni-di-padre-volpi-2/
 

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