25 gennaio 2014

Anche se non sembra, succede: l'attacco a Radio Spada e l'ipocrisia sionista

di Marco Massignan, Franciscus Pentagrammuli, Ilaria Pisa e Lorenzo Roselli
Che succede? Succede che ha ragione Voltaire quando dice: "Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso di criticare". Oggi, del resto, si può parlare di tutto, tranne di ciò che conta davvero. Il casus belli è il dibattito che si dovrebbe tenere il 29 gennaio all'Università Cattolica di Milano: le Edizioni Radio Spada presenteranno il libro Anche se non sembra. Discorsi sui rapporti internazionali e teologia politica di Andrea Giacobazzi (con un saggio introduttivo di Maurizio Blondet). Leggiamo un estratto dall'introduzione: "Dalla storia dellantico giudaismo fino allattuale conflitto siriano, dalla resistenza della Chiesa (Novus Israel, Verus Israel) verso il sionismo ai rapporti tra fascismo, comunismo sovietico e mondo arabo. Dal protestantesimo islamico-fondamentalista fino a certo razzismo rabbinico. E così via fino a giungere alle questioni scottanti di questi tempi, in cui un trait dunion pare legare lormai diffusissima religione della Memoria con un fittizio antisemitismo, divenuto un allarme routinario e ingiustificato, un espediente politico usato come una clava nella vita interna degli Stati europei e nella politica del Vicino Oriente. La lettura – arricchita da oltre quattrocento note a piè di pagina – sarà fonte di argomenti e riflessioni che i mainstream media si sono premurati di tenere in un cono dombra".

Apriti cielo! La macchina mediatica si è subito messa in moto creando il mostro. Nulla di nuovo sotto il sole: è da anni in corso una massiccia campagna per criminalizzare ogni critica verso Israele e alcune frange dell'Ebraismo. Ogni ricerca storica, politologica e più in generale ogni produzione intellettuale viene – pregiudizialmente e aprioristicamente – additata come antisemita e monitorata a livello planetario. Per poterlo “monitorare”, l’antisemitismo va innanzitutto definito. E qual è la sua definizione? Nel “Report on Global Anti-Semitism” e nel “Global Anti-Semitism Report”, il Dipartimento di Stato USA ha stilato una lista delle convinzioni che vanno considerate antisemite: qualunque affermazione secondo la quale la comunità ebraica controlla il governo, i media, e il mondo finanziario va considerata antisemita; un forte sentimento anti-israeliano va considerato antisemita; ogni vivace critica dei leader israeliani, del passato o del presente, è antisemita; ogni critica della religione giudaica o dei suoi capi religiosi o della sua letteratura (specialmente il Talmud e la Kabbalah) è antisemita, e via dicendo. Lo stesso insegnamento tradizionale cattolico sul giudaismo viene trasformato  in un crimine d'odio (hate crime). Ci troviamo insomma di fronte ad una religione civile, l'unica rimasta. Ha scritto Maurizio Blondet: “Di fronte ad essa, non è consentita l'apostasia, e nemmeno il semplice agnosticismo che invece è raccomandato come atteggiamento laico verso tutte le altre. (…) Essa è protetta dalla critica per legge... chiunque provi sulla base di ricerche storiche, a dire che le cose non sono andate come vuole la fede universale, è “revisionista”, e quindi espulso dalla comunità”. Esposto alla pubblica gogna.

Tutto ciò sta accadendo in un’università, precisamente nel principale ateneo cattolico italiano: l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, a cui si è contestato di permettere il regolare svolgersi della suddetta presentazione pochi giorni dopo il Giorno della Memoria. Forse per comune contesto o per pari senso del ridicolo, a chi scrive balena alla mente un alterco che il politologo statunitense ebreo e antisionista Norman Finkelstein ebbe con una studentessa ebrea di origine tedesca all'Università di Waterloo, nel Regno Unito alla fine di una conferenzaDurante lo spazio dedicato alle domande, la studentessa si rivolse in lacrime a Finkelstein dicendo: “Durante il suo discorso lei ha fatto molti riferimenti agli ebrei paragonandoli ai nazisti. Questo è estremamente offensivo per chi è tedesco e per chi ha sofferto nella guerra nazista”. Finkelstein, tra i fischi del pubblico, rispose così: “Io non rispetto più questo discorso. Davvero non più. Non amo e non rispetto le lacrime di coccodrillo. A me non piace giocare di fronte ad un pubblico la carta dell'Olocausto, ma adesso mi sento obbligato a farlo. Il mio defunto padre fu ad Auschwitz, la mia defunta madre stette nel campo di concentramento di Majdanek. Ogni singolo membro della mia famiglia dalla parte di mio padre e di mia madre è stato sterminato! Entrambi i miei genitori presero parte alla rivolta del ghetto di Varsavia, ed è esattamente e precisamente per la lezione che i miei genitori hanno insegnato a me e ai miei due fratelli che io non rimarrò in silenzio mentre Israele commette i suoi crimini contro i Palestinesi! E non considero niente di più spregevole dell'usare la loro sofferenza (dei miei genitori) ed il loro martirio per tentare di giustificare la tortura, la brutalità, la demolizione delle case che Israele ogni giorno commette contro i palestinesi! Per tanto io rifiuto di farmi ancora intimidire o soggiogare dalle lacrime!

Come andrà a finire non lo sappiamo. Non sappiamo se basterà una quenelle per ridicolizzare questa psicopolizia. Senz’altro ogni spirito libero, massimamente il cristiano, che vuole rifiutarsi di bruciare il grano d'incenso all'idolo di turno, dovrà mantenersi nella serenità, pur nella solitudine d’una posizione scomoda. Non farebbero altrettanto gli Erasmo e, attenzione attenzione, i Galileo Galilei? Eppur si muove... e anche se non si muove, non vediamo perché non se ne possa discutere. Generazioni di liberi pensatori, di fierissimi liberali, di oppositori ad ogni censura dovrebbero schierarsi, questa volta, con Andrea Giacobazzi e i compagni ed amici di Radio Spada e delle Edizioni: strano, direte. E invece no, non sarebbe la prima volta che in difesa delle libertà si trovano proprio, forse loro malgrado, i conservatori, i reazionari. Strani giochi della Provvidenza, cui piace di scompaginare le carte umane, per condurre il tutto al meglio e, se così si può dire, in modo più divertente e brillante di quanto prospettassero i programmatori del progresso. Fra cento anni, la storia avrà giudicato su chi sia oggi dalla parte dell'uomo e chi no: siamo sicuri che il giudizio su coloro che, per motivazioni politiche (ancorché frammiste di teologia), avranno ostacolato la ricerca e la libera discussione accademica nel campo della storiografia, sarà favorevole?

Il nostro aiuto è nel nome del Signore.


E noi, ubbidienti all'appello di Norman Finkelstein, non possiamo che esprimere la massima solidarietà e supporto agli amici e fratelli di Radio Spada. 
 

4 commenti :

  1. Commento perfetto. Totalmente, incondizionatamente condivisibile. Mi unisco a Campari & de Maistre nell'esprimere la massima solidarietà agli amici di Radio Spada e all'autore Andrea Giacobazzi per questi sordidi e spregevoli attacchi. Purtroppo, non mi stupirei se l'Università Cattolica, tra l'altro mia mia Alma Mater, vietasse all'ultimo minuto la presentazione del libro, visto la mafia progressista-modernista che oggi la regge. Quanto è doloroso osservare la sua decadenza da Padre Gemelli ad oggi!
    Più in generale, questi attacchi a un libro e alla sua presentazione rappresentano l'ennesimo tassello di un malvagio disegno che vuole tacitare la Verità e affermare la feroce dittatura della menzogna. E' la stessa logica della legge Mancino, della prossima legge Scalfarotto, delle minacciate leggi contro il revisionismo e la ricerca storica.
    Ovviamente, acquisterò il libro e invito tutti a farlo. Oltre tutto, la prefazione di Maurizio Blondet è una garanzia.

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    1. Manlio Pittori27 gennaio 2014 19:21

      Silente (25 gennaio 2014 22:16): "Quanto è doloroso osservare la decadenza dell'Università cattolica da Padre Gemelli ad oggi."

      Ti sbagli: era già ben al di sotto del più infimo grado di decadenza quando Padre Agostino Gemelli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro cuore, scriveva (non in una lettera a un compagno di baldorie, ma in un editoriale di Vita e pensiero, rivista dell’Università Cattolica, anno decimo, volume 15, nuova serie, fascicolo 8 dell'agosto 1924, a pagina 506):

      “Un ebreo, professore di scuole medie, gran filosofo, grande socialista, Felice Momigliano, è morto suicida. I giornalisti senza spina dorsale hanno scritto necrologi piagnucolosi. Qualcuno ha accennato che era il Rettore dell’Università Mazziniana. Qualcun altro ha ricordato che era un positivista in ritardo. Ma se insieme con il Positivismo, il Socialismo, il Libero Pensiero, e con il Momigliano morissero tutti i Giudei che continuano l’opera dei Giudei che hanno crocifisso Nostro Signore, non è vero che al mondo si starebbe meglio? Sarebbe una liberazione, ancora più completa se, prima di morire, pentiti, chiedessero l’acqua del Battesimo.”

      Ho sempre trovato interessante, questa lercia e immonda prosa: anche perché, neanche dieci anni dopo, ci avrebbero pensato i tedeschi, a realizzare le intenzioni del buon Padre.

      Manlio Pittori

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  2. Le idee possono fare male, ma ovviamente prima che possano essere criticate (o anche biasimate, o addirittura sanzionate) bisogna che si ascoltino e si conoscano. Non sarò mai d'accordo con le chiusure a priori.

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  3. sono felice che il libro sia sopnsorizzato da Blondet: è sempre una garanzia.
    risparmio i soldi di acquisto che investirò più utilmente in fumetti. Tanto opere di fantasia per opere di fantasia... almeno questi ultimi hanno le figure

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