30 gennaio 2014

Bankitalia e impeachment: meglio i grillini che la Boldrini

di Marco Mancini


Il giorno dopo la “guerriglia” del Movimento 5 stelle a Montecitorio, è tutto un rimproverare i parlamentari grillini, deplorare la loro “violenza”, condannare la loro mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni. Tutti gli scherani del potere fanno muro contro l’onda a 5 stelle. O, se preferite, affilano la lama della ghigliottina, quella “ghigliottina” che, ieri, la presidentessa della Camera Boldrini ha applicato per tacitare le opposizioni al decreto IMU-Bankitalia.

Decreto IMU-Bankitalia: già il nome puzza di bruciato. All’interno di un decreto-legge del Governo – atto che peraltro dovrebbe rispondere a stringenti requisiti di necessità ed urgenza – sono state inserite misure del tutto eterogenee, tra le quali una delicatissima riforma della governance della Banca d’Italia, che avrebbe richiesto ben altro approfondimento, anche in sede di confronto parlamentare. Invece no: il decreto doveva essere convertito nel giro di 60 giorni e così, per superare lo scoglio dell’ostruzionismo grillino (e di Fratelli d’Italia), la maestrina Boldrini ha interrotto d’autorità l’esame del provvedimento, consentendone in extremis la conversione. Una mossa che rientra nelle prerogative della Presidenza, ma che non era mai stata messa in atto in quasi settant’anni di storia repubblicana.

Ne sono seguiti i disordini che sappiamo: occupazione dei banchi del Governo e delle aule delle commissioni da parte dei pentastellati, insulti e tafferugli in Aula, dichiarazioni infuocate fuori. I deputati del PD a cantare “Bella ciao”, ritornello stantio buono per tutte le stagioni.

Vorremmo qui esporre, in ordine sparso e senza pretesa di esaustività, alcune riflessioni su quanto accaduto. In primo luogo, vorremmo concentrarci proprio sulla presidenta Boldrini. Ricordate? Eletta nelle liste vendoliane, era stata issata sullo scranno più alto di Montecitorio proprio nel tentativo di trovare un nome che non fosse completamente indigesto ai grillini, nell’ottica di quel governo di cambiamento a lungo caldeggiato dal povero Pigi Bersani (a proposito, ve lo ricordate Bersani?). Da cotanta figura di pasionaria ci si sarebbe aspettati, dunque, il massimo rigore nei confronti delle pretese del Governo e della sua maggioranza o, perlomeno, un atteggiamento di serena equidistanza. Invece la Boldrini ha subito mostrato il suo vero volto, quello cioè di una falsa oppositrice, pienamente integrata all’interno dei salotti del potere, ligia ai dettami della political correctness: in breve, un’infaticabile scudiera al servizio del Governo Letta. La sfacciataggine di questo squallido personaggio è arrivata fino al punto di giustificare la ghigliottina di ieri con la preoccupazione di “impedire che oggi le famiglie italiane dovessero preoccuparsi di tornare a pagare la seconda rata dell'Imu”. Lei, esponente di quella sinistra che fino a ieri giudicava demagogica e regressiva la proposta berlusconiana di abolizione della tassa sulla prima casa. Senza vergogna!

Eppure c’è chi ha rimproverato alla Boldrini un’eccessiva moderazione nella repressione dei moti grillini. Lo ha fatto, con un editoriale pubblicato su “Repubblica”, l’orrido Francesco Merlo. E’ difficile trattenere il senso di nausea generato dalla lettura di un articolo del genere: vedi l’impudente elogio della mossa della Boldrini, pur considerata timida e tardiva, ma comunque in grado di sconfiggere l’ostruzionismo grillino “con le regole, con l’orologio della democrazia, con la velocità del diritto” (sic!). Vedi, anche qui, l’accenno all’“odiosa IMU” (Silvio, sei dunque riabilitato!), o la distinzione tra il becero ostruzionismo grillino e quello dei Radicali, “arma splendida in difesa dello Stato di diritto e delle istituzioni”. O l’offensivo riferimento ai deputati di Fratelli d’Italia, “maneschi per storia e per antropologia” (la nota antropologia manesca di Giorgia Meloni…). Ma, soprattutto, le volgari offese rivolte a chi non può più difendersi, in particolare a Teodoro Buontempo (non “Bontempo”, caro Merlo), inserito nel novero di “quelli che menavano le mani perché era l'unico modo che avevano di averla vinta”. Buontempo fu consigliere comunale a Roma per sedici anni, guadagnandosi il rispetto e la stima di amici e avversari, conducendo con coraggio la propria battaglia contro i poteri forti della Capitale e affiancando alla passione politica un assoluto rispetto nei confronti delle istituzioni rappresentative, come egli stesso spiega (vedi in particolare da 13:30) in questo commovente intervento tenuto qualche tempo prima di morire, dove racconta, tra l’altro, i suoi scontri con una Boldrini ante litteram, un altro killer politico al servizio del potere, vale a dire Linda Lanzillotta. Ascolti, Merlo, e si vergogni.

Ma non è finita qui: proprio il Movimento 5 stelle ha proposto la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica Napolitano, per alto tradimento e attentato alla Costituzione. Anche qui, alte grida di indignazione da parte di tutti i soliti noti, soprattutto dei piddini. Gli eredi, cioè, di quel PCI che propose l’impeachment nel 1978 contro il povero Leone e nel 1991 contro Cossiga. Questa stessa gente non si vergogna oggi di invocare rispetto per la sacralità dell’istituzione presidenziale, di deplorare il carattere eversivo della proposta grillina. Ecco la famosa “diversità” dei comunisti: essere più uguali degli altri, in ogni circostanza.

E in tutto questo, l’opposizione berlusconiana che fa? Dopo aver fatto tuoni e fulmini contro Napolitano, si saranno uniti di buon grado alla richiesta, direte voi. E invece no: Matteoli parla di “tentativo strumentale per scardinare il sistema politico e le istituzioni”, il “falco” Bondi (falco solo quando si tratta di difendere gli interessi del padrone, evidentemente) condanna l’ennesimo “capitolo di una campagna di delegittimazione delle istituzioni democratiche che va respinta con fermezza”. La finta opposizione di chi boicotta il discorso di fine anno ma poi torna allineato e coperto a difesa del potere costituito.

Insomma, bisogna ringraziare i grillini se nell’Italietta della palude permanente il conflitto politico si sta manifestando con un’intensità che non vedevamo da tempo. Che poi i protagonisti siano palesemente inadeguati alla bisogna, siamo d’accordo: lo dimostra il fatto che, tra le ragioni della messa in stato d’accusa di Napolitano, viene dato più risalto a certo ridicolo moralismo travaglista che al golpe bianco del 2011 e a ciò che ne è seguito. Ma, tutto considerato, è comunque una ventata d’aria fresca. Insomma, meglio i grillini che la Boldrini!
 

8 commenti :

  1. Non so cosa dire, caro Marco. Se non fossi già di destra lo diventerei all'istante leggendo articoli come questo. Sì, ha ragione Merlo, infondo: la differenza tra noi e loro è antropologica, non è più semplicemente politica. Onore a te, caro camerata Mancini! Onta immortale ai progressisti, figli della resistenza (lo ha scritto perfino Toni Negri che la resistenza nacque dalla fuga e dall'abbandono), figli della modernità in ciò che essa ha di più basso e bieco (come il seguire "l'andazzo" o il padrone di turno...), figli dell'eresia e della bestemmia, dell'insulto e della ghigliottina, figli di... Insomma: figli di Satana!


    EMR

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  2. Guarda, Mancinimarco, che i grillini faranno i dico e magari anche il matrimonio omo; fidati: ho una cognata loro parlamentare.

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    1. difficile fare qualcosa se non si è al governo. Al massimo voteranno a favore di certi provvedimenti, perdendo però i voti di tutti i destroidi delusi che li avevano votati per protesta

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    2. Invece Boldrini-Letta-Napolitano faranno di tutto per fermarlo? Non è ancora chiaro che con questi la voce dei cittadini conta meno di zero? Forse non ci si rende bene conto della portata del provvedimento. Ovvio che poi su tante questioni i grillini propongano soluzioni incompatibili ma su questo avevano pienamente ragione e va detto.

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  3. A Paolopancio

    non mi stupirei se il giorno che si votasse per il matrimonio omosessuale i cinquestelle dicessero "Sì!" e dicessero " tutte le persone sono uguali".
    E non mi stupirei neppure se, il giorno che si voterà la legge sul femminicidio loro votassero "No!" e commentassero al Tg " Le donne che si mettono la gonna corta non possono lamentarsi se poi le stuprano."
    Questo perchè, è solo una mia opinione, i grillini sono ******* persone con idee poco chiare e soggette a forti stess psicofisici. Inoltre lo stesso termine è usato in ambito anatomico.

    Insomma, degli anarchici da piazza. Adesso l'ho detta.

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  4. Puntuale soccorso rosso di Fabio Strazio alla Boldrinova , mezz'ora di intervista scendiletto , roba da fascia protetta

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  5. Commovente nella sua ingenuità la "tirata" nei confronti nell'opposizione Berlusconiana, rea di non avere appoggiato la mozione grillina contro Napolitano. Confidare in una partecipazione di Forza Italia nell'azione contro il Presidente della Repubblica equivale a pensare che Berlusconi ed i suoi uomini siano in qualche modo spinti nel loro agire politico dalla volontà di fare innanzitutto gli interessi degli italiani e di avere una coerenza nel perseguire tale interesse. Peccato che l'unica cosa che davvero interessi a Berlusconi (e, di riflesso, ai suoi yes-man) sia la salvezza dello stesso Berlusconi dalle patrie-galere; questo è l'obiettivo che - a suon di leggi ad personam - ha caratterizzato principalmente i vent'anni della sua azione politica (iniziata con una tempestiva discesa in campo dopo che erano saltate le coperture craxiane ed erano stati avviati procedimenti giudiziari sul suo conto), e che ha uniformato in toto le decisioni schizofreniche dell'ultimo anno (prima con l'appoggio al governo Letta, poi con la sfiducia rimangiata per carenza di voti in coincidenza della decadenza, poi ancora la sfiducia vera e propria, fino a che Renzi non gli ha consentito di rientrare tra coloro che contano e da qui si è avuto un ritrovato senso istituzionale). Con l'avvicinarsi della nuova campagna elettorale, l'evasore e corruttore Berlusconi ritornerà a fare mirabolanti promesse per comprarsi la fiducia delle menti più deboli (o meno informate) e realizzare il suo sogno di avere una maggioranza parlamentare che gli consenta di sfangarla ancora una volta. Perchè la legge è uguale per tutti, ma se la si può cambiare a piacimento (depenalizzando i propri malaffari) è certamento meglio.

    Enrico

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  6. La cosa più sconfortante - a pensarci neanche tanto bene ma solo un attimo - è la drammatica riduzione della scelta in ballo: grillini o boldrini. Anche perché in giro non c'è molto altro e se c'è non è molto meglio. Ecce Itagliam (per restare nel maccheronico andante...)

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