17 gennaio 2014

Cari tradizionalisti, basta navigare sul web: scendiamo in piazza!

di Federico Catani
Vengo subito al dunque, senza tanti preamboli, per esprimere il profondo disagio di un cattolico che si trova a vivere la sua fede nella Chiesa dell'Anno del Signore 2014.

Il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum, nota che in Italia, nel giro degli ultimi mesi e in particolare a partire dal vergognoso e luciferino commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata, sono state soppresse ben 33 Messe celebrate secondo il Messale del b. Giovanni XXIII. Tra le celebrazioni annullate c'è anche quella del primo sabato del mese nella cappella Cesi della Basilica Patriarcale di S. Maria Maggiore, che era iniziata ben prima del Motu proprio, cioè nel lontano 2001. Il signor cardinale che è responsabile del più importante luogo di culto mariano (in cui peraltro sono sagrestani alcuni Francescani dell'Immacolata traditori e posseduti dallo spirito dell'Iscariota) non ha dato alcuna motivazione della soppressione. Non solo, ma alla supplica dei fedeli di ripristinare quella Messa, è stato risposto picche, sostenendo che a Roma c'è pur sempre la parrocchia personale di SS.ma Trinità dei pellegrini, vista pertanto come un ghetto in cui rinchiudere quei quattro pazzi tradizionalisti che si ostinano a non cogliere le magnifiche sorti e progressive non tanto del Concilio, ma del pontificato di Papa Francesco. Ma che fastidio può dare una messa celebrata in una cappella una volta al mese e nemmeno in giorno festivo??? Sono sempre più convinto del fatto che l'opposizione alla liturgia preconciliare non abbia altra motivazione se non un odio satanico verso ciò che di più santo, vero e bello esiste nella Chiesa. Fortunatamente, i fedeli legati al rito antico hanno intenzione di farsi sentire e per questo è stata indetta la pubblica recita del Rosario davanti S. Maria Maggiore sabato 25 gennaio alle ore 16: un modo per rivendicare i propri diritti e per chiedere il rispetto di una legge universale della Chiesa, il cui intento non era relegare il rito tridentino nel ghetto, ma di diffonderlo il più possibile ovunque.

Francamente penso che manifestazioni di questo genere si dovrebbero moltiplicare in ogni diocesi. Poiché tutti fanno un gran baccano, anche nel mondo cattolico, per rivendicare diritti che non esistono affatto, non vedo per quale motivo il mondo tradizionalista, fatto peraltro da tanti giovani, non debba far sentire la propria voce. Confesso che non mi dispiacerebbe una bella mobilitazione di piazza magari proprio in S. Pietro, sotto lo sguardo del Papa e dei signori cardinali di Curia. Mi si dirà che ciò provocherebbe l'effetto contrario. Io però rispondo che, visti come siamo messi, cosa abbiamo da perdere? E poi noi non siamo e non dobbiamo essere né lefebvriani né sedevacantisti, ma semplicemente fedeli un po' incazzati che chiedono di essere ascoltati dai loro Pastori. Pastori a volte un po' cialtroni, che tendono non tanto a mischiarsi alle pecore, quanto piuttosto alle capre, diventando spesso più simili a queste che a quelle. Se nelle parrocchie e nelle diocesi tutti hanno voce in capitolo, anche chi sostiene che Benedetto XVI era un vecchio bacucco o che Pio XII ha fatto solo del male, perché mai non posso avere spazio anch'io che voglio pregare come si è sempre fatto e come la Chiesa mi permetterebbe di fare ancora oggi? Non possiamo continuare a chiudere gli occhi o semplicemente a scrivere qualche articoletto di fronte a quel che sta accadendo da decenni. Né serve fare i duri e i puri sul web e poi rifiutarsi di affrontare i problemi sul territorio, di fronte alle autorità. So' tutti boni a fa' i leoni da tastiera. Poi ci vuole la militanza fattiva, che non consiste nell'andare ai ricevimenti o alle conferenzine in qualche palazzo nobiliare. Perché la Tradizione non è roba da nobili, da eletti, da snob. Bisogna sapersi sporcare le mani. Altrimenti viene il dubbio che non si creda davvero in questa battaglia. E se qualcuno non è disposto a lottare per le proprie idee... Ezra Pound docet.

Sia chiaro, la colpa della situazione presente non è solo di Papa Francesco, che per alcuni è diventato il capro espiatorio di tutto. Oggi molti tradizionalisti attenti solo ai pizzi e ai merletti si scandalizzano per come si comporta il Vescovo di Roma, ma dimenticano che Benedetto XVI, oltre al grandissimo merito di aver ridato linfa e vita al movimento tradizionale, non ha voluto o saputo o potuto minimamente aiutarlo, lasciandolo in balìa dei lupi. Poi è vero che diversi amici della Messa antica, per il loro modo di fare purista, ossessivo e patologico non meritano altro che calci nel sedere, ma questo può valere e anzi dovrebbe valere ancor di più per i numerosi cattolici di parrocchia e di movimenti che popolano le nostre diocesi. Purtroppo però, l'amara verità è che noi siamo pochi, deboli e cretini, mentre gli altri sono tanti, forti e intelligenti. Non potremo mai vincere la guerra con le truppe che abbiamo. Ripeto, oltre ad essere quattro gatti (alla gente non piace la messa in latino, facciamocene una ragione!), ci perdiamo in mille divisioni, in mille personalismi, in rivoli di critiche patetiche e ridicole. Spesso disprezziamo gli altri, non vogliamo mischiarci, guardiamo tutti dall'alto in basso, non sappiamo relazionarci. Molte volte manca l'utilissima e stupenda dimensione nazional-popolare, se così si può dire. E allora, forse, la situazione presente è proprio quella che ci meritiamo.  

Tuttavia, benché i limiti e i difetti dei cosiddetti tradizionalisti siano innumerevoli, sono un nulla al confronto del disastro in cui versa la Chiesa. Sapete, per esempio, chi diventerà cardinale a febbraio? Non mons. Léonard, arcivescovo di Bruxelles, che per difendere la verità ha subito gli assalti delle Femen, le torte in faccia e i gavettoni e nemmeno il patriarca di Venezia mons. Moraglia, che è un buon pastore ancora cattolico, bensì mons. Nichols, arcivescovo di Londra, il quale ha offerto fiori a divinità indù, ha concesso messe per gli omosessuali, è favorevole alle unioni civili, anche tra gay, e ha in odio la messa antica. Ebbene, nella Chiesa uscita dal Vaticano II, chi difende l'ortodossia di sempre viene odiato (sì, proprio odiato, alla faccia della misericordia tanto sbandierata), mentre chi, come i vescovi tedeschi o i preti austriaci, contesta le Verità e vuole la Rivoluzione, viene coccolato.

Ci siamo stancati di proclami contenenti buoni principi (quando va bene) da parte delle autorità più alte. Vogliamo i fatti. E se i fatti concreti dovessero portare a scissioni, scandali o scomuniche, ben vengano! Tanto, peggio di così si può solo morire... E allora superiamo paure, tatticismi, scrupoli e comodità varie. Alziamoci e lottiamo, ma non solo su internet, ché è troppo comodo. Facciamo piuttosto sentire la nostra rabbia mettendoci la faccia. Perché questa rabbia, che deve essere costruttiva e razionale, scaturisce solo dall'amore a Cristo e alla sua Chiesa.  

 

27 commenti :

  1. Federico Catani, non stai mica sottoscrivendo il messaggio di Dal Bosco? La Chiesa è marcia? Ma allora è tutto finito, la fine dei giorni è vicinissima e non c'è tempo per l'attivismo, si può solo pregare. E la preghiera più sincera è quella che Nostro Signore ci ha impartito: "Non moltiplicate le parole. Chiudetevi nella vostra stanzetta. Pregate il Padre vostro celeste."

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    1. No mi dispiace homousia stai sbagliando! Chi e' attivo prega prima di andare davanti al vescovo a chiedere la Messa in Latino, ma non sta' in un cantuccio dopo aver pregato il Padre deve alzarsi e andare con un groppo di persone appresso a chiedere con idee chiare e voce in capitol. Ora et labora... non solo" ora". Perche' sei tu che difendi la fede, sei tu le mani e I piedi di Cristo ..oggi!
      Non essere pecora e' cio che l'articolo vuol dirti!

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  2. toh! un tradizionalista che utilizza le stesse categorie del 68, scendere in piazza, diritti negati, rabbia costruttiva, lotta di rito, invocando scisma e scomuniche, cioè la dannazione eterna!
    fermatelo prima che faccia altri danni a lui e al popolo di Dio!!!
    fg

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    1. MASSIMO SCALSI21 gennaio 2014 23:42

      NON CREDO CHE SI POSSA FARE DI OGNI ERBA UN FASCIO: QUELLI DEL 68 DI TRISTE MEMORIA SCENDEVANO IN PIAZZA CON PRESUPPOSTI SBAGLIATI (VEDERE DOVE SIAMO ARRIVATI).NEL CASO DEI TRADIZIONALISTI CREDO CHE LA FACCENDA SIA UN PÓ DIVERSA. COMUNQUE SIA MI SONO SCOCCIATO DI VEDERE TANTA BRUTTEZZA NEI RITI POSTCOCILIARI.HO ASSISTITO A MESSE PROTESTANTI IN USA E FRANCAMENTE QUASI NON SI NOTA NESSUNA DIFFERENZA CON LE MESSE ALLE QUALI ASISTO NORMALMENTE!

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    2. Una domanda: ma lei nel '68 era nato? Dare ogni colpa al 68 e' sbagliato, una delle responsabilita' del 21 Concilio ecumenico e' stata quella di pensare che i Padri conciliari avrebbero risolto tutto, poi da Concilio pastorale, grazie alla Scuola teologica di Bologna, e' stato fatto passare per concilio dogmatico ( nel senso che la prassi indirizzava e guidava la fede); sul fatto delle Messe cattoliche che somigliano a quelle protestanti sono d'accordo, ma nei seminari, ai futuri preti, non insegnano piu' nemmeno come si celebra la S. Messa, poi come potrebbero dei seminaristi che provengono dall'Alberghiero, sapere bene il latino tanto da comprenderlo quando si celebra secondo il Vetus Ordo, se non ci riuscirei neanch'io che il latino me lo sono sorbito per 12 anni ? ( C'era anche all'Universita' il Latino...). Complimenti all'Autore che, come sempre, dice quello che pensa: cordialita' e buon lavoro.

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    3. Purtroppo il tradizionalismo pre 68 tendeva spesso ad essere tradizionalista ed oppressivo, specie per le donne, ma non solo, quindi molte persone hanno sentito il bisogno di liberarsi.
      L'ideale sarebbe proporre una tradizione tramite l'esempio, ma senza leggi, senza comunque demonizzare gli aspetti liberali della modernità. Alla fine non sono quelli il problema, nè è stata tale liberazione a distruggere il senso di comunità. Semmai l'attuale modo individualista, massmediatico ed omologante, spersonalizzante, di vivere questa falsa libertà.
      Un errore della tradizione è stata la tendenza ad omologare, la chiusura verso la diversità, il puntare troppo l'indice.

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  3. fg ha ragione, Catani che cavolo ti è venuto in mente?

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    1. purtroppo altri siti web hanno ripreso l'intervento, bisognava non pubblicarlo per il bene di Catani e della buona parte cattolica di cui si è fatto portavoce, sconclusionato ed esagitato. Ieri leggevo della sofferenza e della speranza di un cristiano nordcoreano, un uomo che non può nemmeno dire ad un altro suo vicino che si professa cristiano la sua appartenenza a Cristo e che non avrà mai nella sua vita la possibilità di partecipare ad una preghiera comune figuriamoci ad una Messa in forma extraordinaria. Ecco Catani si faccia vicino a quella condizione e invochi più preghiera e meno barricate di fronte a Santa Marta

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  4. Ma non scrivere cavolate e pregate!

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  5. Ottimo, caro Catani. Articolo totalmente, incondizionatamente condivisibile. Gli avversari ci vorrebbero esclusivamente "oranti" (ma ignorano la potenza della preghiera). Noi dobbiamo essere oranti e agenti. Anche in piazza, se occorre. E oggi occorre.

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  6. Catani, certe divergenze non si possono appianare. O si è davvero con Cristo o nisba. Non si può fare fronte comune con chi finge, con chi ha altri obiettivi nascosti. Ci uniamo a loro e poi, a cose fatte, chi si prende il grosso? Non certo tu, l'hai detto che siamo pochi rispetto a loro. Piuttosto che collaborare coi falsi e gli arrampicatori, io preferisco pregare per mio conto e con chi mi è davvero affine.

    Questo volemosebbene stiamo uniti con gente indegna non può che essere un fallimento, alla fine saranno i soliti, quelli che hanno orchestrato le tattiche politiche finto-cattoliche a prevalere. Si è già visto tante volte.

    La preghiera sincera è un'arma più potente di qualsiasi inciucio con le bande pseudocattoliche dell'ipocrisia, prontissime al tradimento.

    La preghiera vince ogni cosa, se ci si crede. Se uno pensa che più della preghiera ci vuole una "lotta" sconclusionata al fianco dei giuda e dei falsi, lasci perdere, è già diventato un ateo finto cristiano e politicante.

    Se solo avessimo un briciolo di vera fede, tutti, con la preghiera potremmo davvero smuovere le montagne. Ma in realtà non ci crediamo e facciamo proclami come quello sopra. Cosa siamo, proletari di tutto il mondo unitevi?

    Organizziamo invece delle veglie di preghiera, non serve riunirci tutti da qualche parte, basta pregare dove ci si trova, pregare per davvero, a lungo, fosse pure per giorni. Lo facciamo o no?

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  7. Caro Catani, io sono una vecchietta che ha studiato il latino per ben tredici anni, dalle medie fino alla fine del liceo classico, so ancora tradurlo senza vocabolario e avevo venti anni quando è stato abolito nella Messa. Ma ho archiviato il mio messale senza problemi (non ero una sessantottina, sia ben chiaro!) perché il latinorum di manzoniana memoria lo conoscevamo in pochissimi, e le donnette storpiavano in maniera risibile le litanie così come potevano capirle, ad esempio Sedes sapientiae diventava 'sale e sapienza', tanto per intenderci...
    Che vogliamo fare oggi che il latino nemmeno i liceali lo conoscono più veramente bene: un circolo (snob) per pochi eletti?
    Perché tanta rabbia? Si legga la storia della Chiesa, ci sono stati periodi ben peggiori e siamo ancora qua, belli e vitalissimi, perché è Cristo il Capo, noi siamo solo le membra, seppur malate. Preghiamo, soffriamo e offriamo, la Vita alla Sua Chiesa la dà Lui, non noi. Stia in pace :-))

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    1. Ester Consalvi, lei avrà studiato latino ma non aritmetica. A meno di essere stata bocciata quasi una volta ogni anno, tra le medie e la fine del liceo classico passano 8 anni, non 13.

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    2. Io, purtroppo, di latino so poco e niente eppure in chiesa ho sentito cose del tipo: "Sui prati verdi e gialli mi fai tu riposà, all'acque anguille anguille mi fai tu dissetà" e poi gli "orsordunque" (che sarebbe "orsù dunque") e poi "salta da questo altare" e, ancora, "esauriscici, Signore".

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    3. Ha ragione mathesis e mi scuso. Il fatto è che sono abituata a considerare gli anni dei miei studi sui banchi scolastici in tredici e quindi mi è uscito così.
      Comunque iniziare lo studio del latino ad undici anni e abituarsi da subito a tradurlo anche dall'italiano, come poi è stato alla maturità, dà una formazione tale per cui ti entra nel DNA e se poi considera che ho dato anche lezioni ai figli, altro che tredici anni l'ho studiato!
      Per cui se dico che la Messa in latino non è essenziale c'è da credermi, perché sono una cattolica praticante da sempre e differenze di fede, sinceramente, non ne ho mai trovate.

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  8. Straordinario.
    Concordo perfettamente con Lei, caro dott. Catani.

    Purtroppo, e sottolineo purtroppo, chez nous c'est pas la France.
    I francesi, spirito cartesiano, hanno bisogno di classificare, di definire, di "etichettare". Raramente inclini alla pratica del compromesso, sono da sempre furiosamente contrari alle mezze tinte e accorati bersaglieri del muro-contro-muro: se è bianco è bianco, se è nero è nero et cetera..e chi, tra i neri, volge al grigio scuro, è un traditore, un "rallié", un complottista.
    La Chiesa in Francia è caleidoscopicamente divisa tra gente che non ha più nè la stessa Fede e men che meno la stessa religione; le divisioni sono nette e definite: questo ha avuto il merito di SALVARE la dottrina Cattolica nel piccolo gregge.
    Durante il Concilio, le forze progressiste e moderniste si sono scatenate con impetuosa virulenza: non hanno saputo aspettare, salvare le forme, far progredire l'aggiornamento poco a poco. No! Era così, e così doveva essere SUBITO e PER TUTTI.
    Come effetto s'è prodotta la Reazione spontanea e immediata dei "santatanasio", coloro che hanno colto immediatamente i pericoli per la Fede (e quindi, per le anime) e hanno risposto ancorandosi saldamente al Depositum Fidei, perchè "quella Fede" era ancora ben viva.

    In Italia? Non è nel nostro DNA.. noi.. "poco poco, piano piano"..Da un lato, il "conservatore" Bagnasco dà la comunione a Luxuria, da un altro i progressisti cardinali napoletani agghindati a meringate barocche tra sete e bizzoccherìe alle tradizionali manifestazioni di pietà popolare.. jamm'ebbell!
    ..la religione cattolica s'è diluita a poco a poco in un pappone che 50 anni fa sarebbe stato inimmangiabile: oggi non sentiamo nemmeno più la differenza di gusto..
    "Gesù" è quell' "uomo" pacioso e accomodante che ama tutti, che accoglie chiunque si senta bene con se stesso senza mai giudicare chicchessìa. E' morto di freddo. Ammesso e non concesso sia esistito realmente.

    E' chiaro che di fronte a questo blob apofatico, parlare di resistenza in nome della Fede risulta assurdo sessantottinismo barricadero..
    Bella gente che invita a starsene zitti e pregare (tanto poi non fanno nemmeno quello, vista la scarsa affluenza vocazionale nei carmeli..)..che rimprovera "rabbia" a chi si sente figlio di una Chiesa tradita dagli uomini che la occupano.. che sproloquia sullo snobismo del latino quando invece con "Quella" Messa in latino la Chiesa di San Massimiliano Maria Kolbe ci convertiva il Giappone riempiendo conventi e San Daniele Comboni "impiantava la luce del Cattolicesimo" nelle contrade della "sua" Africa, pagana, musulmana o colonial-massona che fosse.. mentre con la nuova Messa i liceali oltre a "non conoscer più veramente bene il latino" perdono anche il senso del Sacrificio del Calvario e dell'unicità salvifica di Cristo, perchè la Messa nuova ha svuotato quelle chiese che la Messa "in latino" aveva riempito per secoli.

    Bell'articolo, scalda il cuore; resterà tuttavia "voce di uno che grida nel deserto" perchè, ci piaccia o no, la grande apostasia s'ha da fare (e "dovrà esser rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio", 2 Tessalonicesi 2, 3-4) prima che Nostro Signore torni nella gloria.

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  9. Non è vero che Nichols ha in odio la Messa antica. http://wdtprs.com/blog/2009/08/archbp-nichols-note-for-the-priests%E2%80%99-residential-training-conference/ http://archive.catholicherald.co.uk/article/3rd-august-2007/2/archbishop-of-birmingham-to-celebrate-mass-in-lati

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  10. Non sviamo il discorso.

    Molte Messe sono state eliminate.

    Tutti possono tutto anche l`abominio ma non vedersi riconosciuto il diritto previsto da Benedetto.

    La questione e`, anzitutto, giuridica.

    L`abuso e` di tale gravita` che chiede una reazione.

    Punto.

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  11. la soluzione è semplice: passare alla FSSPX (per inciso non sono un lefreviano), quando al posto di 33 messe officiate da sacerdoti cattolici in comunione col Papa, ci saranno 33 messe officiate da sacerdoti della FSSPX, vedrete che gli passerà la voglia.
    Val bene porgere l'altra guancia, ma tollerare ogni soppruso, mentre tutto il resto viene tollerato è masochismo.

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  12. UNA SOLUZIONE : Non pagare più le tasse per il clero (8/1000)...e scrivere al vescovo!
    Non c'è niente da aspettare da questa gente ...continuano a distruggere la Chiesa e la Liturgia!

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    1. Caro Catani e anonimo concordo perfettamente! Il problema e' che I cattolici tradizionalisti hanno paura di unirsi veramente e di andare dal vescoco e parlargli di persona. Noi l'abbaimo fatto e abbiamo ottenuto una chiesa con altare tradizionale solo per la messa antica. Se si fa' leggermente notare che chi chiede la Messa antica e' tra coloro che sovvenzionano la diocese piu' largamente... si ottiene tutto. Bisogna avere le idee chiare ed un gruppo di fedeli che si vogliono bene tra loro e che sono uniti nel chiedere la messa di sempre. Far notare che le tasse per il clero non verranno pagate dato che la diocese serve solo una parte della congregazione e non tutti!

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  13. Concordo, i fedeli hanno diritto a dei sacramenti decenti, non ci devono fare la grazia Bergoglio e company!

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  14. Robert Du Bois19 gennaio 2014 09:53

    Giusto! E che dire del certificato di garanzia? Perché sui sacramenti manca il certificato di garanzia? Facciamo una class action contro il Vaticano! Sifliamo in Piazza San PIetro al grido di Mozzzetta rossa!

    Avanti popolo (di Dio), alla riscossa (cristiana)!
    Mozzetta rossa, mozzetta rossa!
    Avanti popolo (di Dio), alla riscossa (cristiana), mozzetta rossa trionferà!

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  15. Roberto Du Bois19 gennaio 2014 12:04

    Sempre dal pianeta (nel senso di veste liturgica) tradizionalista.

    Mozzetta rossa la trionferà
    Mozzetta rossa la trionferà
    Mozzetta rossa la trionferà
    Soltanto il tradizionalismo è vera libertà.

    Mozzetta rossa la trionferà
    Mozzetta rossa la trionferà
    Mozzetta rossa la trionferà
    Evviva Lefevre, la Tradizione e la liturgia!

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    1. Già, Bandiera rossa, la canzone degli illusi e dei falliti di ogni età...

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  16. non è che la gente non ama la Messa tradizionale è che la ignora, nessuno ha mai spiegato ai fedeli la differenza tra la Messa celebrata sull'Altare e quella celebrata sulla tavola da pranzo, fedeli si sono trovati dalla sera alla mattina una Messa diversa, più facile e si sono adagiati e poi le Messe tradizionali non si improvvisano, bisogna istruire i fedeli, ci vuole una specie di catechismo per chiarire il rito e soprattutto fornire in anticipo Messalini semplici, io il mio Messalino me lo sono dovuto confezionare da solo, quelli che si trovano in internet sono lunghi, complicati, descrivono e chiariscono le fasi della celebrazione, questi vanno bene per istruire ma sono complicati per seguire la Messa, ci sono pagine da saltare, insomma non invogliano

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  17. Cari tradizionalisti italiani, scendiamo in piazza?
    Certo, come al pellegrinaggio ad Petri sedem dell'ottobre 2013 in Vaticano, un occasione per mostrare al nuovo Papa le divisioni di cui dispone il movimento tradizionale, ma in cui l'italiano era la lingua meno parlata, in cui gli italiani si contavano sulle dita di una mano, in cui gli italiani praticamente erano "assenti". Eppure l'Italia è l'unico Paese confinante con lo Stato Pontificio. I fedeli d'oltreoceano, USA e Brasile messi insieme, erano sicuramente più degli italiani, motivo per il quale i francesi si sono particolarmente irritati.

    Quindi, che ci raccontiamo?

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