20 gennaio 2014

Difendo la Manif

di Fabrizio Cannone
La recente manifestazione organizzata a Roma dalla Manif pour tous, che si ispira all’omonima sigla francese, ha causato, purtroppo, esacerbate ed esagitate polemiche. La Manif pour tous Italia nasce a Roma nel 2013 ad opera di alcuni valenti giovani cattolici che decidono, coraggiosamente, di impegnarsi per difendere la famiglia tradizionale composta da un uomo e una donna, e di combattere in parallelo i privilegi LGBT. Finora hanno organizzato vari sit in nella capitale e in altre città italiane, dimostrando un bel dinamismo e una certa capacità di raccogliere le adesioni degli ambienti giovanili, a volte troppo passivi ed assenti nelle battaglie bioetiche. 

La manifestazione di Piazza SS. Apostoli dell’11 gennaio u.s. poteva essere organizzata meglio, soprattutto facendo una maggiore pubblicità sul territorio, ovvero nelle parrocchie della capitale, e non limitandosi alla propaganda, oggi necessaria, attraverso internet e Facebook. Tuttavia, gli unici due quotidiani che hanno dato, brevemente, la notizia della manifestazione (Il Tempo e Avvenire) hanno parlato di oltre 4000 persone in piazza. Hanno preso la parola durante la manifestazione personaggi diversi come gli onorevoli Gasparri, Giovanardi e Roccella, alcuni ottimi militanti della vita e della famiglia come Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, Toni Brandi, direttore di Notizie ProVita, Pietro Invernizzi leader delle Sentinelle in piedi e vari altri. Tra i quali anche un omosessuale francese, che ha tenuto un bel discorso contro ogni ipotesi di legalizzazione dei matrimoni omosessuali e contro l’adozione di neonati da parte delle coppie gay (come è avvenuto proprio in Francia grazie al governo di François Hollande). Ci si sarebbe attesi un attacco da parte degli ambienti LGBT, sempre pronti ad esprimere odio e violenza verso tutti coloro che credono in Dio, nella sua Parola e nella sua Legge morale, ma così non è stato. Il numero di 4000 manifestanti (secondo noi alquanto esagerato), in larga parte composto da ragazzi e da giovani famiglie (con una bella presenza di sacerdoti e dello stesso card. Burke), ha forse indotto i nemici della famiglia cristiana e della stessa famiglia naturale secondo la Costituzione, a tacere per non fare pubblicità a queste nobilissime iniziative.

Purtroppo non è mancato chi, in nome di un purismo e di un integralismo del tutto fuori luogo, ha avuto da ridire sulla manifestazione, sulla sua organizzazione, sui suoi promotori, sull’identità degli oratori e dei politici presenti, mostrando la superficialità tipica del complottista e del dietrologo, più interessata a dividere che a unire il campo dei difensori della famiglia. E’ non solo grave ma altamente controproducente, dinnanzi ad una dittatura omosessualista che avanza, mettersi a fare le pulci a tutti ed a ciascuno, senza alcun discernimento, senza alcuna prudenza e volendo oggettivamente scompaginare il campo di coloro che, pur tra mille difetti e limiti, vogliono il bene comune della società e si oppongono, come possono, a leggi infami come il decreto Scalfarotto sull’omofobia. Questa operazione, che non vogliamo credere essere pilotata da dietro le quinte, mostra probabilmente lo zelo eccessivo tipico dei neofiti che li porta spesso a dimenticare che altri ben prima di loro hanno combattuto e si sono impegnati per quei valori che ora vengono usati per condannare tutto e tutti. 

L’articolo di Roberto dal Bosco su Radio Spada è stato esemplare in tal senso. E’ del tutto vano fare, come dal Bosco, l’analisi delle biografie degli esponenti politici e associativi della Manif per valutare la validità di una mobilitazione: anche chi avesse un passato meno coerente, può sempre riscattarsi, e scendere in piazza per contestare la legittimità di un decreto sull’omofobia, il nuovo tabù e il nuovo mito del XXI secolo, è opera meritoria e certamente causa di riscatto per molti. L’autore salva la Marcia per la vita, arrivata già alla IV edizione, ma critica la Manif, vista in contrapposizione con la Marcia, non rendendosi conto che le due manifestazioni, in ciò che lui non approva, sono identiche. In entrambe infatti hanno preso parte, gruppi e movimenti di ogni tipo, senza che questo scandalizzasse nessuno, a partire dagli stessi organizzatori. Infatti se si procedesse ad analizzare uno ad uno i gruppi (o i presuli…) che hanno dato la loro adesione alla Marcia nel 2012 e nel 2103, utilizzando il metodo inquisitoriale del dal Bosco, staremmo alle solite: non si dovrebbe fare nulla per la presenza di personaggi (giudicati) meno coerenti o spesso incoerenti con i valori della Marcia stessa. Tipico modo per bloccare un popolo e rinchiuderlo nelle case e dietro i computer perché mala tempora currunt. Tentativo davvero triste e gretto che va, una volta per tutte, confutato e assolutamente rispedito al mittente. La Manif pout tous Italia e la stessa Marcia per la vita (da alcuni cattolici integralisti giudicata sillonista e democristiana perché vi presero parte buddisti, progressisti e atei) hanno, grazie a Dio, uno spirito largo e aperto, ma di quell’apertura che in nulla vuole sminuire la verità, né sulla vita, né sulla famiglia. E’ bello che in essa si ritrovi, forse per la prima volta dal dopoguerra, un ambiente vasto che va, tanto per essere chiari, da Forza Nuova sino alla Comunità Nuovi Orizzonti, passando per oltre cento associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali, che in gran parte non si salverebbero, secondo le analisi di dal Bosco. Neppure voglio rispondere alla critica circa la presunta e non dimostrata strategia della CEI che starebbe occultamente dietro la Manif per creare a tempo debito un nuovo Family day! Evidenti affermazioni gratuite. Di sicuro la Manif nasce dal basso e gli organizzatori sanno bene quanto è mancato loro in questo primo anno di attività il sostegno delle gerarchie, spesso troppo timide, come nota ripetutamente Cascioli sulla Bussola Quotidiana, in rapporto alle decisive questioni bioetiche e familiari. Ma mentre nel 2007 si teneva il Family day a Roma (a cui presero parte gruppi che lottano per vita e famiglia non da ieri, come la Fondazione Lepanto, il Centro Culturale Lepanto, Alleanza Cattolica, CL, Militia Christi, il Popolo della Vita, etc.) dov’era il nostro censore?


Per concludere spiace notare che personalità stimate come il professor Piero Vassallo, sui cui libri ci siamo formati negli anni, e la battagliera avvocatessa Elisabetta Frezza, che abbiamo avuto il piacere di conoscere alla Marcia del 2013, abbiano espresso sostegno a dal Bosco (di cui abbiamo recensito favorevolmente il libro contro il Buddismo) e critiche esageratissime all’articolo di rettifica del nostro Marco Mancini, che difendendo la Manif ha inteso difendere un nuovo slancio giovanile e militante che mancava da anni in Italia, a prescindere dalle carenze dello stesso.
 

29 commenti :

  1. In ogni caso, se la manifestazione ha attratto pochi manifestanti, è anche il caso di chiedersi se agli italiani interessa manifestare per difendere un concetto di famiglia che, di fatto, non esiste più.
    Mi spiego. Io sono cattolico, di orientamento tradizionale, e sono molto contento del fatto che il Papa Francesco ed i vescovi che si adeguano al nuovo corso, non intervengano così ossessivamente nel dibattito pubblico circa le leggi degli stati laici che devono darsi in campo etico.
    Abbiate il coraggio di guardarvi attorno, fratelli. Di vivere nella realtà e non in mondo ideale e fantastico. In quanto cristiani, e per di più cattolici, dobbiamo prendere atto che ormai viviamo in un mondo postcristiano. Che significa, che ormai l'annuncio del Vangelo e della Salvezza del Cristo è stato dato a tutto il mondo, a tutti gli uomini, ma un numero sempre maggiore di persone dopo averlo assimilato lo ha rifiutato. Soprattutto in Occidente. Si può continuare a proporre Cristo (e la morale cristiana) a gente che dopo averlo assimilato lo ha deliberatamente rifiutato?
    L'antico atteggiamento di lanciare anatemi a destra e a manca era utile nella fase di evangelizzazione di un mondo pagano che non aveva ancora conosciuto Cristo, o per richiamare all'ordine quei cristiani troppo rilassati. Ma oggi, in cui molte persone sono semplicemente atee, la maggioranza della popolazione è gnostica e crede in un vago senso cristiano e solo una piccola minoranza pratica la fede cattolica, a che serve plasmare una società Cristiana? A niente, perché è semplicemente impossibile, perché ormai l'occidente non è più tradizionalmente cristiano come in passato.
    Dunque è opportuno che lo Stato sia laico, al suo interno sia riconosciuta la libertà religiosa, e che i cattolici siano in grado di riscorpirsi come piccola minoranza creativa che testimonia con la propria vita la propria fede.
    E' ora di abbandonare l'idea di uno Stato assintenzialista in materia etico-religiosa, è l'ora di abbattere i bastioni, di gettare le stampelle: la relgione Cattolica deve camminare con le proprie gambe senza appoggiarsi alla protezione dello Stato.

    (segue)

    Micus

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  2. Solo così la Chiesa riacquisterà credibilità, ribadendo la sua missionarietà. L'unico diritto per cui si devono battere i cattolici in futuro è la libertà religiosa e la l'obiezione di coscienza a fronte di leggi che pongono un problema etico.
    Se lo Stato laico prevede l'aborto, il cattolico non si traumatizzi ma semplicemente non faccia abortire le proprie figlie, e permetta a chi non crede di abortire. Se lo Stato laico prevede anche il matrimonio tra persone dello stesso sesso, il cattolico continui a vivere in una famiglia tradizionale, e lasci sposare quelle persone non cattoliche secondo ciò che credono. Se lo Stato prevede l'eutanasia, il cattolico non la pratichi, ma lasci la libertà di decidere della propria vita a chi non crede. Se lo stato prevede la fecondazione assistita, il cattolico non la pratichi, ma lasci praticarla a chi non crede.
    Insomma, il cattolico testimoni la propria fede con la propria vita perché crede nel Vangelo, e non in base alle leggi dello stato. Dio ha creato l'uomo libero, in Eden ha posto l'albero della conoscienza del bene e del male, quindi l'uomo può scegliere: servire Dio o servire il Principe di questo mondo.
    Certo, i cattolici, laici e chierici sono parte integrante dello stato ed è quindi giusto che anche loro, pur essendo ormai una minoranza, partecipino al pubblico dibattito, ma non si disperino se lo Stato approva leggi contrarie alla loro fede. Date a Cersare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio.
    Io sono favorevole ad una netta seaprazione tra Chiesa e Stato, perché questo giocherebbe a favore della Chiesa, che in tal modo diverebbe meno istituzionale e più spirituale e missionaria. Dunque abolire l'insegnamento della religione nelle scuole, abolire i cappellani nell'esercito e negli ospedali, abolire l'8x1000. La Chiesa deve sostenersi da sola, con le proprie forze, attraverso il popolo di Dio, che crede, prega e quindi sostiene l'opera di Dio.
    I cattolici imparino quindi a vivere in una società che non è più cattolica, con leggi contrarie alla fede cattolica, ma senza chiudersi in un fortino con le armi sempre puntate sui nemici. No, il cattolico dovrebbe vivere secondo la sua fede, e con il suo esempio di vita incoraggiare chi crede, e quando gli atei vedranno che un cattolico muore potranno dire: ecco, quello era un uomo buono, perché era un cattolico.
    Vivere in una società postcristiana non significa rinunciare all'annuncio, ma significa rivedere le modalità dell'annuncio, non più le bastonate, gli anatemi e le sentenze, ma le esortazioni, la misericordia e la proposta di una via di conversione.

    Micus

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    1. "quando gli atei vedranno che un cattolico muore potranno dire: ecco, quello era un uomo buono..."

      Eh sì , un po' come accade con i papi , quello buono per gli atei è sempre quello morto. Mi dispiace ma credo che il risultato che abbiamo sotto gli occhi , una società orgogliosamente pagana , sia il punto d'arrivo di questa strategia del nascondimento privatistico.

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    2. Manlio Pittori21 gennaio 2014 09:25

      Micus, 20 gennaio 2014 20:37

      "Se lo Stato laico prevede l'aborto, il cattolico non si traumatizzi ma semplicemente non faccia abortire le proprie figlie, e permetta a chi non crede di abortire."

      Scusa, come fai a "non fare abortire" le tue figlie? Le segreghi in casa dal concepimento al puerperio? O forse intendevi dire che educherai le tue figlie a rifiutare l'aborto, accettando però la diversa opinione delle suddette figlie?

      Ed educherai anche i tuoi figli a non fecondare allegramente e spensieratamente le figlie altrui, o ti limiterai al controllo delle femmine di casa?

      Vabbè, torniamo seri: è evidente che Micus è un troll, perchè un cattolico così non esiste. Un cattolico o è un evangelizzatore spinto o non è cattolico.

      Manlio Pittori

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    3. Sig. Pittori, sono cattolico al 100%.
      La prima evangelizzazione dovrebbe essere fatta in famiglia, educando i propri figli secondo la dottrina cattolica, ma la libertà dell'uomo è sacra, nulla va imposto, nemmeno Dio si impose ai nostri progenitori in Eden. Nemmeno Gesù impose la fede alle folle della palestina di duemila anni fa. Se le figlie o i figli, secondo la loro coscienza, giudicheranno buona e santa la dottrina cattolica impartita dalla famiglia e dalla Chiesa, allora anch'essi rifiuteranno di abortire, di fare ricorso alla fecondazione assistita, ecc., insomma si comporteranno da cattolici. E a loro volta trasmetteranno la propria fede ai loro eredi.
      Evangelizzazione non significa imporre Cristo, ma proporre Cristo. Che senso può avere imporre una legislazione cattolica in uno Stato la cui maggioranza dei cittadini non è cattolica? E non è cattolica non perché non è stata raggiunta dall'evangelizzazione, ma perché in piena libertà ha deciso che il cattolicesimo non gli interessa. Si potrà parlare di Stato cattolico, forse tra qualche secolo, ovvero quando i cattolici riusciranno a riguadagnarsi quella credibilità che hanno perduto. Ma il punto focale è questo: non si evangelizza a colpi di leggi e decreti, non è così si entra nel cuore delle persone cambiandole profondamente, ma con la testimonianza della propria vita, amando il prossimo, essendo caritatevoli, sacrificandosi per una giusta causa, avendo sempre sulla labbra l'esempio dei Santi e di Gesù, adorando e pregando Dio, solo così si può mostrare la validità e la bontà della propria fede.

      Micus

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    4. Manlio Pittori21 gennaio 2014 18:49

      Signor Micus,

      lei non può essere cattolico al 100% per il semplice fatto che qui, in questo blog, la maggioranza dei frequentatori e degli autori la pensa - politicamente, culturalmente ed eticamente - totalmente all'opposto.

      Uno per tutti: Marco Mancini sostiene la necessità di un'azione politica volta a instaurare in Italia uno Stato confessionale.

      Eppure credo che Marco Mancini si considera, lui pure, cattolico al 100%.

      Logica e matematica escludono che lei e i tantissimi Marco Mancini siate - tutti! - cattolici al 100%, se le vostre posizioni sono agli antipodi.

      A meno che non siate cattolici al 100% solo dal punto di visto teologico: ma il cattolico vive nel mondo e non si può ridurre alla sola teologia.

      Quindi, dovete stabilire chi sia cattolico al 100% e chi lo sia al 95%, all'87% e via scendendo.

      Insomma: non è possibile che sia lei sia Fabrizio Cannone siate, entrambi e contemporaneamente, cattolici al 100%.

      Uno dei due non lo è: chi?

      Dovete mettervi d'accordo.

      Certo, toccasse a me scegliere, preferirei un miliardo di volte una persona come lei a tutti i neoguelfi che s'incontrano qui.

      Ma non tocca a me decidere, che non sono cattolico: tocca a voi.

      Grazie, la saluto con stima, pur non riuscendo a cancellare completamente il sospetto che lei sia un troll. Io un cattolico che "accetta" il mondo - questo mondo! - non l'ho mai incontrato, su questi blog.

      Ma se lei è vero, complimenti.

      Manlio Pittori

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    5. Micus, come suggerisce Pittori, lei non è un cattolico al 100%. Senz'altro è in buona fede, però le sue tesi sono quelle tipiche di un liberale, che ha buttato a mare la dottrina sociale cattolica. Pensare che l'aborto o l'eutanasia si possano contrastare solo con l'esempio di fede significa implicitamente ammettere che non esistono altri argomenti che quello fideistico per rifiutarli. Adesso questi sono i fronti caldi. Domani cosa sarà? La droga o cos'altro? Non li si accetta, però non si è in grado di motivare il rifiuto: fideismo puro.
      Il suo concetto di libertà è proprio quello liberale: ognuno è libero di fare ciò che gli pare senza nuocere ad altri. Ed infatti l'ateo Pittori ha capito subito l'affinità tra di voi, etichettandola come un cattolico che accetta il mondo.
      Per quanto riguarda le sue proposte di rievangelizzazione penso francamente che siano monche: manca l'aspetto "sociale" e “razionale” della fede. Ci si basa solo sull'esempio, incapaci di difendere dialetticamente (quello che lei chiama anatemi o bastonate) le proprie tesi.
      Che questo metodo, ormai proposto da decenni da molti, in un perimetro ben più ampio dei "cattolici del dissenso", abbia una qualche efficacia è più che dubbio: fioccano gli applausi, ma le conversioni non ci sono. E, ahimé, il tanto decantato "effetto Francesco" credo non sia altro che l’illusione dei tabloid e di qualche parroco. Parafrasando Nenni, piazze piene, chiese (sempre) vuote.

      Michele

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    6. Gent.mo Michele,

      non so chi sia deputato a rilasciare patenti di cattolicità, ma ho ricevuto tutti i sacramenti dell'iniziazione cristiana, vado a messa frequentemente, prego la SS. Trinità e sono fedele al Papa. Insomma professo la fede della Chiesa.
      Evidentemente ci sono varie modalità di professarla, varie sensibilità. Del resto la nostra Chiesa si chiama "catholica". Se guardiamo i Santi ce ne sono alcuni molto diversi tra loro, ma pensiamo anche agli ordini religiosi, vi sono quelli monastici contemplativi, quelli mendicanti attivi nell'apostolato.
      Anche tra i laici vi sono differenze, come quelle che credo intercorrano tra me e lei, ma alla fine siamo tutti sulla stessa barca, guardiamo tutti allo stesso porto, da posizioni diverse, con sguardi diversi e con ruoli diversi.
      Vorrei ricordarle che la dottrina sociale della Chiesa non è disgiunta dalla nostra fede, ma affonda le radici nella fede che a sua volta deriva dalla Scrittura. Quale migliore esempio di testimoniare la nostra fede e quindi anche la dottrina sociale se non mettendola in pratica nella nostra vita? Nel nostro quotidiano? I fatti cambiano la realtà e valgono più di mille parole.
      Certo poi è importante esortare il prossimo a seguire la via stretta di Cristo, ma deve essere un richiamo o un ammonimento misericordioso. Gli anatemi, le scomuniche, le bastonate non sono più adatte al nostro tempo, l'uomo di oggi non le capisce e scappa. Non trasformiamo il nostro essere cristiani in un tribunale inquisitorio permanente. Oggi il cattolicesimo non è più visto come la Verità, ma è una verità tra le tante che il mondo liquido contemporaneo offre, non siamo più nel Medioevo, dunque è necessario avvicinare il nostro vicino ateo e peccatore senza giudicarlo e castigarlo, ma con amore perché siamo concretamente interessati alla salvezza della sua anima. Non imporre, ma proporre.
      Così se incontro un omosessuale non lo colpevolizzo, non lo faccio sentire un escremento agli occhi miei e di Dio, ma cerco di fargli capire che anche per lui Dio ha preparato un posto nel Suo Regno, che anche se in passato si sono fatti degli errori gravi, Dio perdona chi si pente e si mette sulla buona strada. Lo stesso con un drogato o una prostituta. Il cristianesimo non è una religione per i puri, ma per i peccatori. Se ci riteniamo puri e santi allora non abbiamo bisogno di Cristo e della Chiesa. Ma invece tutti siamo sottoposti al peccato, tutti vogliamo salvarci, per questo confidiamo nella Salvezza che garantisce la Chiesa.
      Insomma, oggi i cattolici devono recuperare la fiducia delle persone, della società e delle istituzioni.
      Tutto questo senza cambiare di una virgola la nostra dottrina.
      Si possono certamente difendere le proprie posizioni con la dialettica, ma senza cercare lo scontro, ma il dialogo. Noi proponiamo la nostra Verità, chi la ama, la segua.
      Per quanto riguarda gli stati confessionali ed in particolare gli stati cattolici, mi pare che la storia non ci abbia lasciato grandi esempi, infatti non è rimasto nemmeno uno. Il risultato è distruttivo per la religione perché si mischia la fede che è pura, perfetta e santa con lo Stato che è materiale, corrotto per natura, usa mezzi autoritari, oppressivi, limitanti della libertà del singolo. Alla fine si finisce per identificare la fede con lo Stato, quindi la gente non ne vuole più sentire parlare. Scappa. Ecco perché lo Stato laico, la separazione tra Chiesa e Stato, è utilissimo alla religione, perché gli permette di agire con più libertà, missionarietà.

      Micus

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    7. Sig. Pittori,

      vorrei aggiungere che io non accetto il mondo. Ma è in questo mondo che Dio mi ha chiamato a vivere. Un mondo corrotto dal peccato, conseguenza della colpa originale dei nostri progenitori che ha introdotto il peccato nel mondo. Quindi cerco di vivere la mia fede in Cristo, colui che ci riconcilia con il Padre per rincondurci nel paradiso perduto, in questo mondo, cercando di influenzare positivamente chi mi sta intorno. Del resto Gesù non ci ha lasciato un programma politico per riformare il mondo, ma un messaggio per cambiare noi stessi e gli altri affinché possiamo essere ammessi nell'altro mondo: il regno del Padre.

      Micus

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    8. Egr. Micus,

      che alle bastonate ed alla posizione "snob" di chi non vuole avvicinarsi al peccatore sia preferibile la "misericordia" mi sta anche bene se come metodo ha più successo.
      Ma non era questo il punto su cui si impuntava la mia critica. Questa era diretta alla sua concezione della libertà e all'azione propriamente politica dei cattolici. Per questo le ho dato del cattolico non al 100%: perché la sua fede non si traduce coerentemente in prassi.
      Il suo ultimo commento sembra correggere parzialmente le posizioni fideistiche assunte in precedenza, recuperando l’importanza della dialettica. Vorrei farle però notare che il tanto citato, da decenni, dialogo serve non a trovare per forza punti in comune tra le diverse posizioni oppure a chiamare con le stesse parole cose la cui concezione tra laici e cattolici è diversissima, ad es. la libertà, ma a cercare insieme la verità che, una volta trovata, deve valere per entrambi. Per questo, se si ritiene che la posizione dell’interlocutore sia sbagliata, non basta fare appello alla fede, lasciandolo sostanzialmente nel suo errore. Occorre invece confutare le tesi dell’altro, e per far questo non si deve aver paura d’indulgere in discussioni che possono essere anche aspre. Non vi è nulla di antievangelico in ciò e penso che la storia degli apostoli e dei santi l’abbia mostrato.
      Dico “correggere parzialmente” perché alla fine l’errore fideista riemerge. Pensare che la fede non debba mischiarsi con la politica perché la seconda è corrotta (o corruttibile), mentre la prima è pura, è proprio di una concezione privatista e fideista (in ultima analisi irrazionale) della fede. Mi chiedo: ma i laici hanno paura di mischiare la loro ideologia/filosofia/dottrina con la politica o lo stato? No! Vogliono (giustamente, dal canto loro) che ne siano permeati. Perché i cattolici invece hanno questo timore? Senza contare che la fede è più debole proprio negli stati più laici. Non mi venga a dire che nel laico Occidente la fede prospera perché la Chiesa è separata dallo stato…

      Michele

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  3. Quoto al 100% l'articolo. Oltretutto il fuoco amico sulla manifestazione è stato anche contraddittorio. Si ironizzava sulle cifre , (di sicuro inferiori) parlando di flop e poi ci si lamentava per il pedigree dei partecipanti. Su RS sono ricorsi alla censura più becera nei confronti dei commenti non in sintonia. Per me Dal Bosco è un mito ma deve stare attento a non lasciarsi fagogitare dai duri e puri e dalle conventicole, un po' come accaduto a Blondet

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    1. Robert Del Bosque21 gennaio 2014 11:02

      Ognuno ha i miti che si merita. Ad ogni modo la censura o la manipolazione dei commenti sgraditi è prassi comune sulle frequenze di Radio Spada.

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  4. "L'unico diritto per cui si devono battere i cattolici in futuro è la libertà religiosa e la l'obiezione di coscienza a fronte di leggi che pongono un problema etico". Così scrive Micus. Io non concordo con la gran massa delle sue argomentazioni tipo quelle secondo cui, essendo i cattolici ormai in netta minoranza (vero), dovremmo tollerare leggi come l'aborto e l'eutanasia (falso). Ma voglio prendere l'unica frase con cui riesco a pormi in dialogo critico. Ebbene: la stessa libertà religiosa rivednicata da Micus è messa in serio pericolo dal decreto Scalfarotto e in generale dalle legge anti-omofobia. Non si potrà più annunciare il Vangelo se non fermiamo le derive ormai palesemente totalitarie dello Stato laico moderno (si potrebbe anche dire massonico). Ergo: anche chi ripudia (a torto...) lo Stato cattolico o confessionale, ma vuole vivere conformemente al Vangelo come dice Micus di voler fare, deve battersi con noi nella Manif pour tous, nella Marcia per la Vita 2014 (4 maggio), e in tutte le altre iniziative connesse, oggi necessarie come l'aria, per almeno "respirare da cattolici",

    Fabrizio Cannone

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  5. la lista anti-aborto di ferrara prende lo 0,38%
    le manifestazioni che in Francia spostano centinaia di migliaia di persone qui radunano giusto quelli che servono per un torneo di calcetto ma poi vi mettete anche discettare sul colore della maglietta da calcetto, o sul colore delle scarpe
    su questo blog c'è gente che vorrebbe "andare in piazza" per la messa in latino, contro cardinali mossi da volontà sataniche
    non butta affatto bene: l'unica vostra speranza è che la fine dei teeeeeempi, come pronuncia padre fanzaga, non vedrà la fede perché così è scritto
    perché la fine di questo mondo non sarà un dejuner sur l'herbe

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    1. Tristemente vero. La rissosità endemica di certo mondo cattolico è un caso da manuale psichiatrico.

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  6. Manlio Pittori23 gennaio 2014 10:55

    Scusate il parziale OT, ma devo rivolgere un appello a Marco Mancini, a chi lo conosce e a chi sa come rintracciarlo.

    E' passata una settimana da quanto, nei commenti al suo intervento del 31 dicembre 2013 "Gesù profugo, pietra d'inciampo per molti (Casapound compresa)", Marco Mancini si è rivelato fino a scrivere:

    (16 gennaio 2014 20:53): "La democrazia liberale può essere accettata come soluzione contingente, specie nelle situazioni in cui i cattolici sono in minoranza, ma non può costituire il regime ideale."

    Accortosi di essersi sporto quasi oltre il bordo dell'abisso da cui non vi è ritorno, Marco Mancini si è prontamente ritirato, dandosi immediatamente alla macchia: e infatti non ha mai risposto all'inevitabile domanda conseguente al suo coming out, improvvido come pochi:

    "Caro Mancini, puoi dirci qual è il regime politico ideale per un cattolico, dato che tu stesso ammetti che non può esserlo la democrazia?"

    Io gli ho posto subito quella domanda, ma Marco Mancini si è ben guardato dal rispondere: lo compredo ma non lo giustifico.

    In democrazia ci si scontra, ma nessuno mette in discussione il campo di gioco, che rimane e rimarrà la democrazia: chi vince non cambia il terreno di gioco e la rivincita si giocherà ancora lì.

    Mancini, invece, gioca sul terreno della democrazia, ma ci fa sa sapere che, qualora vincesse, cambierebbe subito il campo di gioco: ci dice che non sarà la democrazia, ma non ci svela quale sarà.

    Insomma, pare comportarsi come i Fratelli Musulmani o i comunisti e dalle sue parole emana un sentore ben conosciuto: giochiamo con voi alla democrazia, ma se vinciamo, vi ficchiamo la Shari'a al posto di tutte le vostre leggi blasfeme o la democrazia popolare al posto di quella borghese.

    E indietro non si torna.

    Quindi: caro Mancini, hai l'obbligo di concludere ciò che hai iniziato, cioè di dichiarare apertamente il tuo orientamento politico:

    "La democrazia liberale, per i cattolici, non può costituire il regime ideale: quindi il regime ideale è.......".

    Che cos'è, Mancini? Qual è?

    In attesa della tua doverosa conclusione, ti ringrazio e ringrazio chiunque riuscirà a far sapere a Marco Mancini che qui si aspetta una sua risposta.

    Manlio Pittori

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    1. Sig. Pittori,

      in attesa della risposta di Mancini mi permetto di esporle il mio pensiero. Non esiste un regime politico ideale per i cattolici. In quanto cristiani la nostra vita terrena è solo un passaggio in attesa di fare di entrare nell'unico e vero Regno giusto e vero: quello di Dio. Per quanto ci sforziamo di migliorare l'ambiente circostante, esso è sempre soggetto alla corruzione del peccato, dunque non potremmo mai ottenere una "societas perfecta". Certo, è giusto aspirarvi, ma con la consapevolezza che per ogni legge "cattolica" o Stato "cattolico" che approviamo, subito dopo scenderanno in campo cento al leggi "non cattoliche" e cento altri Stati "non cattolici" pronti a contrastarci, perché il Principe di questo mondo è Satana. Il cristiano è per sua natura votato al martirio, perché il mondo non lo capisce, perché in qualche modo essere cristiani è vivere nel mondo del paccato ma nello stesso tempo ascendere verso un altro mondo, il paradiso, che non è su questa terra. Anche perché quando il Cristo arriverà su questa terra, non troverà più la fede, il nostro mondo verrà distrutto poiché con il peccatto originale è divenuto corrotto, quindi verranno creati cieli nuovi e terre nuove nelle quali Dio sarà tutto in tutti.
      Dunque ci si può anche sforzare di costruire il nostro habitat ideale, ma con la consapevolezza, che non potremmo mai raggiungere una perfezione. Il fatto che non esista un regime ideale per i cattolici è sottolineato anche dal fatto che essi sono stati presenti in tutte le nazioni della terra, anche in terre atee, non tradizionalmente cristiane, in cui venivano perseguitati. Dunque il cattolico può sopravvivere in ogni contesto socio-politico perché non fa affidamente sugli ordinamenti del mondo, l'unico soggetto terreno a cui fa riferimento è la Chiesa Universale, corpo mistico di Cristo.
      Per quanto mi riguarda la democrazia liberale è, non il migliore, ma un ordinamento accettabile, in cui i cattolici sono liberi di muoversi nell'interesse della loro fede.

      Micus

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    2. Manlio Pittori25 gennaio 2014 14:05

      Signor Micus,

      lei ha

      "la consapevolezza che per ogni legge "cattolica" o Stato "cattolico" che approviamo, subito dopo scenderanno in campo cento altre leggi "non cattoliche" e cento altri Stati "non cattolici" pronti a contrastarci, perché il Principe di questo mondo è Satana."

      Una simile visione non mi riempie di gioia, lo ammetto: quando una persona considera le leggi che contrastano con la sua fede frutto dell'opera di Satana, un po' mi s'arriccia la pelle, perché chi è convinto che chi ha di fronte è ispirato da Satana (se non è Satana egli stesso), probabilmente è disposto a tutto, pur di opporsi a Satana.

      Magari lei non è di quelli che si unirebbero a una crociata antisatanica, ma suo il retroterra culturale mi pare il medesimo di quelli che "uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi".

      Insomma, se io - governante non cattolico - facessi approvare, con i mezzi della democrazia liberale, una legge che incentivi la ricerca di un anticoncezionale non pericoloso per la salute, lei probabilmente non si unirebbe alle folle dei suoi correligionari per combattere questa legge anticattolica e cancellarla in quanto contraria ai suoi principi non negoziabili: ma ciò non elimina il fatto che lei in me vedrebbe non un avversario politico, ma Satana in persona.

      E ciò, in una democrazia liberale, non mi pare bello.

      Ma, come ho detto, tra lei e i Fabrizio Cannone e i Marco Mancini, la scelta è agevole: lei.

      Ma come male minore.

      Cordialmente,

      Manlio Pittori

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    3. Benritrovato Manlio.
      Nell'attesa della risposta manciniana, due utili letture
      http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decl_19651207_dignitatis-humanae_it.html

      in barba allo stato confessionale voluto da molti di CEDM (che infatti avrai notato non sono esattamente dei grandi fan del Concilio Vaticano II; come poi si possa desiderare di buttare nel gabinetto un Concilio Ecumenico legittimamente rato e celebrato e dirsi cattolici questa poi non l'ho mai capita neanche io, ma transeat); e sulla dottrina sociale della Chiesa , di cui chiedevi nel precedente post, eccola qua
      http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html

      una gran bella cosa, puntualmente disattesa dai politici cattolici italiani (ma non all'estero) per tutta una serie di motivi che riassumerei cosi' ' i politici cattolici italiani e-o i cattolici italiani impegnati in politica fanno tutti piu' o meno cagare'.
      Non darti troppa pna sul Satanasso; cio' che Micus intende e' che una legge piu' e' anticristiana piu' e' antiumana, e' tutto cio' che e' contro l'uomo e' riconducibile, in un modo o nell'altro, all'Avversario. e no, uno che e' a favore di aborto eutanasia ridefinizione del matrimonio capitalismo selvaggio etc non e' necessariamente Satana, ma sicuramente e' un fratelo che sbaglia e parecchio pure. e che va corretto, com modalita' che vanno a seconda dei contesti (democratici in un contesto democratico, che appunto con Micus ritengo preferibile per tutta una serie di motivi, con mezzi un po piu' seri trovandosi nella Germania nazista del progetto eutanasia aktion 4; ma ne converrai, per fortuna non sono piu' quei tempi.)
      sul male minore e l'avversario politico, fammi capire; tu i cattolici come li consideri? avversari politici, o idioti, tanto ineliminabili quanto fastidiosi, un po come le mosche d'estate?Giusto per calibrare il tono dei nostri eventuali prossimi futuri scambi, sai com'e....
      Buona domenica
      Claudio

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    4. Manlio Pittori26 gennaio 2014 22:17

      Caro Claudio,

      non credo che Mancini si degnerà di darmi una risposta: per usare le parole di don Lisander, ho fatto la mia carovana e so come vanno le cose. Quando non si hanno risposte (o quando si hanno risposte non spendibili in pubblico), la gente sta zitta. E siccome Mancini non può dire pubblicamente che, sotto sotto, invidia quei mullah e quegli ayatollah che governano a bacchetta le folle barbute, allora si guarda bene dal dire con cosa sostituirebbe la democrazia, che per lui non è il regime ideale.

      Come considero i cattolici? Come considero qualsiasi persona, usando l'unico criterio in base al quale si può capire una persona: "dai loro frutti li riconoscerete". Quindi, dipende dal cattolico: Luigi Ciotti e Dante Clauser, per esempio, li ho sempre considerati degli uomini da ammirare e da imitare. Ho molto amato, e amo, Heinrich Böll. Anche Franco Barbero è un uomo che ammiro. Anche Eugen Drewermann, quando era cattolico, mi piaceva: e continua a piacermi anche adesso che non è più cattolico.

      Poi, se Luigi Ciotti mi dicesse che crede nella verginità perpetua della Madonna non a livello simbolico ma a livello reale, farei parecchia fatica a capire come ciò sia possibile: ma ognuno ha le sue stranezze.

      A me basta che non un cattolico non sia nostalgico del Sillabo o della Mirari Vos: sul resto si può anche sorvolare. A me basta che un cattolico ricordi con indignazione la fine ignobile che la Chiesa ha riservato a una persona straordinaria come Ernesto Buonaiuti: se invece è uno di quelli che approva quell'immonda scomunica, tenderei a evitarlo.

      Insomma, siamo sempre lì: i frutti. E dai frutti si riconoscono tutti: atei, islamici, testimoni di Genova, shintoisti, adoratori di Manitù e satanisti.

      Quali frutti ha lasciato Marco Mancini? Si è dato alla fuga, dopo che gli sono sfuggite quelle parole fatali, evitando di rispondere a una domanda tanto semplice quanto inevitabile e doverosa. Poteva essere anche un trinariciuto comunista o un propagandista gay o un anarchico movimentista: ma non sarebbero cambiati i frutti, cioè la fuga dalla responsabilità.

      Buona domenica anche a te, per quel poco che ne resta. Alle altre cose provo a risponderti prossimamente.

      Grazie,

      Manlio

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    5. Caro Manlio,
      ti prego di non essere insistente. Purtroppo ho una vita al di fuori del blog, lavoro compreso, e non sempre posso dedicarmi ad esso con l'attenzione che vorrei.
      Peraltro, cosa dovrei spiegarti? Ti ho già detto come la penso. In linea di principio, sono per lo Stato confessionale, che è esistito in molteplici versioni in Europa fino a qualche decennio fa.
      La democrazia è criticabile nel suo carattere pluralista e indifferentista; su questo, la presunta svolta del Concilio Vaticano II, che Claudio dà per assodata, è tuttora lontana dall'essersi compiuta.
      Come ben ha colto Fabrizio Cannone nel suo volume sulla democrazia vista da Giovanni Paolo II, rimane il primato del criterio della "legge naturale".
      Che tale criterio abbia riassunto centralità sotto gli ultimi due pontificati a scapito di una interpretazione fallace del concetto di "diritti umani", lo ha chiarito anche Daniele Menozzi (storico laico, anzi anche un po' anticlericale) nel suo volume "La Chiesa e i diritti umani".
      La democrazia laica e relativista può essere tollerata come dato di fatto per evitare più grandi mali, ma non può considerarsi legittima in linea di principio.

      MM

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    6. Manlio Pittori30 gennaio 2014 09:21

      Caro MM,

      perdonami, ma non ho davvero compreso il motivo dell'invito che mi rivolgi a non essere insistente. Non ho proprio memoria di domande o richieste rivolte a te: credo di non averti mai coinvolto in nessuna discussione.

      Qui sono riuscito a stabilire due esilissimi contatti con Claudio e con Micus, mentre i miei tentativi di dialogo con F. Cannone, Silente e Marco Mancini sono stati totalmente ignorati.

      Non mi pare nemmeno di averti mai chiesto di spiegarmi qualcosa e perciò non mi sembra di essere responsabile di eventuali tue perdite di tempo qui sul blog - se non il tempo, inevitabile, di leggere i miei interventi per decidere se sottoporli o meno alla mannaia della censura.

      Ma questa credo sia un'attività consustanziale alla natura medesima del blog: se la sua policy non prevede la libertà di commento ma si desidera comunque pubblicare i commenti, leggerli preventivamente è inevitabile e non è certo colpa dei commentatori.

      Quindi, se ciò non costituisse un ulteriore aggravio delle tue incombenze, mi farebbe piacere se mi spiegassi dove e quando sono stato, nei tuoi confronti, insistente e dove e quando ti ho mai chiesto di spiegarti qualcosa.

      Grazie, ciao.

      Manlio Pittori

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    7. MM -> Marco Mancini, appunto.

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    8. Manlio Pittori30 gennaio 2014 17:20

      "MM -> Marco Mancini, appunto": appunto un par di maroni, se permetti.

      Il tuo invito a non essere insistente è pubblicato a nome del blogger "Campari e de Maistre" ed è firmato MM; adesso, qui sopra, intervieni come blogger "Marco Mancini", ma sei sempre tu.

      A parte il fatto che, per quel che ne so, MM non è "appunto Marco Mancini": per me MM può significare "Marina Militare", "Maurizio Moretti", "Suore Domenicane di Maryknoll", "Metropolitana di Milano" o "targa automobilistica di Memmingen (Germania)".

      Non potresti firmarti da cristiano con nome e cognome (magari sempre il medesimo), senza usare sigle da iniziati e apparire e scomparire con nomi di blogger differenti? E' già quasi impossibile discutere, qui dentro: se poi ti metti a giocare a nascondino, non si capisce nulla.

      Grazie, molto gentile.

      Manlio Pittori

      PS: firmarsi con la sigla è un vezzo, per me orribile, dei docenti universitari: almeno aspetta di diventarlo.

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  7. Manlio Pittori29 gennaio 2014 11:01

    Caro MM,

    ti chiedo scusa, ma davvero non ho capito: mi inviti a "non essere insistente", in quanto hai una vita al di fuori del blog, lavoro compreso, e non sempre puoi dedicarti ad esso con l'attenzione che vorresti.

    Io sono quasi certo di non averti mai importunato: ho avuto (e sto avendo) faticosissime conversazioni con Claudio e con Micus e mi sono rivolto - ricevendone in cambio solo uno sdegnato silenzio - a Marco Mancini e a Silente.

    Voglio dire che non mi pare di averti mai rivolto domande o di avere sollecitato tue risposte: quindi davvero non riesco a comprendere quando e come la mia insistenza ti avrebbe turbato.

    Tu mi chiedi "cosa dovrei spiegarti?" e io, a meno che l'Alzheimer precoce non mi abbia definitivamente rovinato, non ricordo di averti mai chiesto spiegazioni.

    Insomma, davvero non comprendo il motivo di questo tuo cortese "richiamo". Ma se avessi sbagliato senza accorgermene, ti sarò molto grato se me lo farai sapere: m'inquieta l'idea di comportarmi male senza averne consapevolezza.

    Grazie.

    Manlio Pittori

    PS: ma come "Purtroppo ho una vita al di fuori del blog"? Ma per fortuna che ce l'hai, ringrazia il Cielo....

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  8. Manlio Pittori29 gennaio 2014 12:43

    Campari e de Maistre, 28 gennaio 2014 (23:44):

    "La democrazia laica e relativista può essere tollerata come dato di fatto per evitare più grandi mali, ma non può considerarsi legittima in linea di principio."

    Senza aspettarmi risposte rapide, anzi, senza proprio aspettarmi risposte tout court (se ho ben capito, su C&DM si applica una versione adattata del manzoniano "comanda chi può, e ubbidisce chi vuole", e cioè "chiede chi può, e risponde chi vuole"), vorrei sottoporti un paio di questioni.

    Tu, immagino, tolleri la democrazia italiana laica e relativista solo come male minore: ma è la democrazia laica e relativista, che tu consideri illegittima, o illegittima è la democrazia sic et simpliciter?

    Perché io faccio fatica a immaginare una democrazia che non sia laica e relativista: una democrazia non laica e non relativista è come la democrazia popolare dei Paesi comunisti, che di democratico non avevano nulla: ma proprio nulla.

    Immagino anche che tu viva l'italica democrazia laica e relativista come una camicia di forza solo, come scrivi tu, "per evitare più grandi mali": ma in questa italica democrazia i valori non negoziabili sono ignorati, vista la liceità dell'aborto e del divorzio, visto che tra non molto saranno lecite forme di eutanasia e di convivenze omosessuali e visto che la legislazione in tema di fecondazione artificiale, stupefacenti, libertà di educazione e di propaganda religiosa non è in linea con i desiderata del Magistero.

    Quindi, vista la quantità e la qualità di grandi mali presenti nell'attuale democrazia laica e relativista, cosa di più grave deve succedere, affinché un cattolico come te non la tolleri più (e si comporti di conseguenza, anche se non so come)?

    Cosa deve fare ancora, questa democrazia laica e relativista, per non essere più ritenuta "dato di fatto per evitare più grandi mali" e quindi in qualche modo combattuta?

    Quale sarà il limite estremo oltre il quale la democrazia laica e relativista non potrà più essere tollerata? Il genocidio dell'aborto l'avete inghiottito; il disastro del divorzio l'avete superato; la deriva eugenetica la sopportate; i gay tra un po' si sposeranno e voi non potrete fare nulla: ma cosa deve accedere, ancora?

    Una nuova Vandea, peraltro probabile come la fine del mondo dei Maya? La confisca del patrimonio mobiliare e immobiliare di tutte le diocesi? Un nuovo don Minzoni (ah no, scusa, quello è un male sopportabile e sopportato senza grossi problemi)?

    Se mai volessi o potessi rispondere, ho 39 anni e quindi posso aspettare senza problemi, anche se - ovviamente - so benissimo di non sapere né il giorno né l'ora.

    Grazie.

    Manlio Pittori

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    1. Gentile Manlio,

      non ti posso rispondere a nome di altri, però posso spiegarti alcune mie posizioni politiche che si avvicinano penso con quelle di Mancini. Anche se credo che non siano identiche.
      Sarò sintetico.
      Presumiamo che io ritenga vere le proposizioni A, B e C. Scopro che esiste un sistema che sostiene che A, B e C siano vere, inoltre ne fornisce una sistematizzazione ( A = B+C, B è positivo, C è un numero positivo, quindi A è positivo ). Allora io scopro una spiegazione alle cose che già prima credevo, inoltre mi fornisce nuove informazioni.
      Allora io aderisco a questa " scuola ".
      Se dopo qualche tempo io scopro qualche cosa nuova io mi posso trovare davanti a due situazioni: 1 - la cosa nuova si può inglobare nella teoria precedente. Questo è il caso facile. ( Es: Esiste D, è dispari. Nessun problema ). Oppure può contrastare con la teoria precedente ( esiste D, è un numero negativo che si ottiene sommando 1 ad A. ) Allora devo decidere se rigettare il nuovo dato oppure cambiare scuola.
      E così via.
      Se alle proposizioni matematiche sostituisci proposizioni filosofiche ed alle scuole le filosofie capisci il problema. Non si può credere sbagliata una cosa importante e poi fare finta di niente: perchè quella cosa è reale.
      Serve comunque un certo pragmatismo: per questo non esco la mattina dopo colazione con il catechismo ed fucile urlando: " Dio è uno e Trino, uno nella sostanza, trino nelle persone!"
      Benchè ci creda fermamente. Ma non servirebbe a nulla farlo.
      Se nella mia fede ci sono proposizioni dogmatiche ( una su tutte: Dio è Re dell'universo ed ogni potere origina da Lui ) non posso che dedurne che un potere che agisce contro la legge di Cristo non ha la Sua legittimazione.
      Una persona che invece crede che il potere abbia altra origine ( e qui ne abbia a bizzeffe di opinioni: il potere politico nasce dalla canna del fucile ( Mao ), dal popolo ( opinione generica ma piuttosto diffusa ), dai soldi ( nessuno lo dirà apertamente però sotto sotto ci credono come ad un atto di fede ) agirà in modo diverso.
      Il problema pratico è che nella realtà politica bisogna trovare un modo di governare con un consenso abbastanza ampio, e quindi bisogna scendere a compromessi.
      Senza cedere sui principi. Credo che fare il politico sia più difficile di quanto sembra ( se lo si fa bene ).

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    2. Manlio Pittori31 gennaio 2014 23:04

      Gentile OlatusRooc,

      grazie.

      Manlio Pittori

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  9. Sul tema
    http://2.andreatornielli.it/?p=7251#comment-166525

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