16 gennaio 2014

La Manif pour tous e i suoi critici (di destra): una replica a Roberto Dal Bosco

di Marco Mancini

Roberto Dal Bosco, noto esponente del tradizionalismo cattolico (oltre che omonimo del tizio che tirò un treppiede in testa a Berlusconi), ha inviato ieri al blog “Radio Spada” un commento sulla Manif pour tous di sabato scorso, svoltasi a Roma per dire no alla c.d. legge “contro l’omofobia” e per difendere la natura eterosessuale della famiglia.

In esso, l’autore si è rallegrato di quello che ha definito l’“eclatante flop" della manifestazione: il format della Manif, infatti, sarebbe a suo dire uno strumento funzionale ai disegni delle gerarchie ecclesiastiche (e non solo), volto a convogliare consenso verso una forza politica neo-democristiana di cui il Nuovo Centrodestra costituirebbe l’embrione. Dal Bosco passa in rassegna gli organizzatori della manifestazione e gli intervenuti, facendo le pulci a ciascuno: l’on. Gigli (di Scelta Civica) troppo remissivo sulla questione “omofobia”, Luca Volonté ciellino non abbastanza duro sul fronte pro-life, gli omosessuali contro la famiglia gay troppo colpevoli di essere omosessuali, il rappresentante della comunità ebraica livornese Guastalla un po’ troppo ebreo ed anti-cattolico, Invernizzi delle “Sentinelle in piedi” figlio di papà e strumento di Alleanza Cattolica per normalizzare il movimento e tenere fuori i veri cattolici. Insomma, dalla furia demolitrice del Nostro non si salva proprio nessuno, a parte – ovviamente – i partecipanti, “tutte persone animate dai migliori propositi”, cardinal Burke compreso. Ma – è il chiaro retropensiero – evidentemente ingenui, per non dire di peggio, se prestano la loro presenza e la loro opera a favore di un siffatto complotto demoplutogiudaicomassonico.

Lasciando da parte ogni considerazione sul successo o meno dell’evento (i numeri erano effettivamente un po’ scarsini per una “manifestazione nazionale”, buoni per un più realistico “presidio”), io credo che sia il momento di dire basta a personaggi come Dal Bosco. “A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura”, diceva Pietro Nenni, e anche Dal Bosco dovrebbe tenere a mente questa pillola di saggezza. Ne abbiamo abbastanza di personaggi che, seduti in poltrona nella loro torre d’avorio, si mettono a fare le analisi del sangue a individui e movimenti, dispensando giudizi a destra e a manca e seminando zizzania all’interno del campo.

Facemmo finta di niente quando Dal Bosco descrisse Franco Cardini come un para-massone afflitto da un’oscura “voglia dell’uomo forte” alla cui base potevano forse esserci “risvolti psico-sessuali”, oltre che come un consapevole amico dei pedofili: un articolo che, qualunque sia il nostro giudizio sullo storico fiorentino, non può essere definito altrimenti che volgare e insultante. Ora vediamo che egli torna alla carica, allargando l’attacco all’associazione Identità Europea, di cui Cardini è storicamente uno dei principali esponenti. Uomini come Adolfo Morganti, Luigi Copertino e Francesco Mario Agnoli, dunque, non sono abbastanza cattolici per i gusti di Dal Bosco. Io penso, invece, che Dal Bosco dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di nominare certi personaggi, i quali – se non altro – non hanno mai partorito opere come il suo saggetto polemico contro il buddismo, che siamo costretti a difendere all’esterno del nostro ambiente per carità di patria, ma di cui ogni addetto ai lavori ci ha confermato lo scarso rigore scientifico (eufemismo per dire che trattasi di una boiata pazzesca).

E non si tratta delle uniche elucubrazioni del Nostro ad avere scarsa attinenza con la realtà. Egli accusa, come visto, la Manif di essere neo-democristiana: eppure sabato è intervenuto sul palco Toni Brandi, vero e proprio eroe della lotta anti-abortista, il quale si è concesso addirittura il lusso di definire comunismo e capitalismo due facce della stessa medaglia: alla faccia della democristianeria! Idem dicasi per un certo Luca, esponente del romano “Comitato della famiglia”, che a noi è sembrato piuttosto “estremista”, per non dire proprio fascistone. Vogliamo poi definire Maurizio Gasparri un “moderato”? Facciamolo pure, ma, insomma, San Tommaso e altri ci insegnano che la verità consiste nell’“adaequatio rei et intellectus”. Se cominciamo a scambiare le cose per quello che non sono, forse abbiamo qualche problemino.

Per carità, magari la Manif è davvero uno strumento nelle mani di democristiani e vescovume: sicuramente Del Bosco ha più informazioni di noi a riguardo. A me pare, però, che il presunto scarso successo della manifestazione sia proprio la prova che non c’è nessun burattinaio a muovere i fili, ma che di movimento spontaneo si tratta, così come mi fa ben sperare (cioè, insomma, ci siamo capiti...) il fatto che l’unico prelato di rilievo a presenziare sia stato, un po’ come alla Marcia per la vita, il cardinal Burke. Ma ammettiamo che mi sbagli: dai frutti la riconosceremo. Se e quando ci accorgeremo che dietro le quinte c’è qualche regista occulto e interessato, ne trarremo le conseguenze. Mi sembra che per adesso si tratti di un contenitore trasversale, che non bada alle appartenenze e si concentra sull’obiettivo: evitare l’approvazione di una legge liberticida e difendere il valore dell’istituto familiare. La trasversalità è stato il segreto del successo del movimento francese, pure ricordato da Del Bosco all’interno del suo pezzo. Se per raggiungere lo scopo occorre collaborare con democristiani, atei, omosessuali, ebrei, musulmani, uomini di buona volontà, me ne farò una ragione. “Chi non è contro di noi, è per noi”, ha detto Qualcuno. Forse questo infastidisce chi vorrebbe distribuire scomuniche a destra e a manca e atteggiarsi a ducetto di una combriccola di adepti, come nello stile frazionistico di certo tradizionalismo cattolico, oltre che di certa destra radicale.

Esiste il “pericolo” di un nuovo Family Day, come paventa il Nostro? E se anche fosse? Si possono muovere tutte le critiche che si vogliono a quell’esperienza e a ciò che ne è seguito (e tante volte noi non siamo stati teneri), ma intanto quella manifestazione contribuì a scongiurare l’approvazione dei DICO, mentre Del Bosco si trastullava con le sue schedature e magari lanciava, seduto sulla sua comoda poltrona, velenose bordate all’indirizzo dei partecipanti (“i neocatecumenali, o mio Dio!”). Troppo comodo fare i "duri e puri", crogiolandosi nella nobiltà della sconfitta o aspettando pateticamente improbabili riscosse prossime venture, mentre altri si sporcano le mani per portare a casa qualche risultato.

Certe sparate da esaltati non recano nessun giovamento alla buona battaglia, anzi le nuocciono gravemente. Seminano il dubbio, la discordia, la divisione (e non ricordiamo chi sia il Divisore per eccellenza, sennò Dal Bosco ci dice che siamo lagnosi). E' decisamente ora di darci un taglio.
 

35 commenti :

  1. Onore al camerata Mancio!

    EMR

    Tranne su un punto: Cardini è davvero un'anima nera, personaggio ambiguo su tutta la linea, un affabulatore, un incantatore, uno che passa per neo-tradizionalista e scrive libri contro il Medioevo e contro tutta la storia della Chiesa (è arrivato a mettere in dubbio la verginità di Giovanna d'Arco), un falso cattolico ma vero guénoniano, esoterista, l'uomo sintesi come piacciono alle logge (che recentemente lo hanno premiato per la sua apertura)...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e nella lotta al guenonismo finalmente mi trovo d'accordo con EMR

      Elimina
  2. bene bene bene
    i cattocosi son divisi
    urrà per i cattocosi

    RispondiElimina
  3. 10 minuti di applausi per Mancini. È ora di finirla coi Saint-Just tradizionalisti.

    RispondiElimina
  4. Purtroppo questo articolo sembra una reazione istintiva sia sulla Manif Pour Tous che su Cardini, e specialmente sulla presunta assenza di "burattinai" (come se questi ultimi intervenissero solo "prima", incapaci di infiltrarsi "dopo", e ottenessero sempre e solo "successi").

    L'argomento della gara a chi è "più puro" è campato in aria: Dal Bosco ha solo elencato dei fatti, che nulla tolgono a Brandi e a Burke, ma sono fatti: ignorarli significa inseguire i propri sogni anziché riconoscere la realtà.

    Sono gli argomenti di Dal Bosco che meriterebbero una riflessione di Campari e De Maistre: per esempio sulla questione delle dogane (come mai Forza Nuova e Casapound, tanto per fare due nomi, non sono stati invitati? non era gradita la loro presenza? il loro sostegno alla famiglia naturale non è abbastanza "puro" per la MPTI?) e sugli oratori in passerella (l'assenza di dogane vale solo per soggetti come Gigli, Homovox, Guastalla?).

    Le reazioni istintive come questo "è ora di finirla coi Saint-Just tradizionalisti" dimostrano una tifoseria, non un ragionamento.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dal Bosco scrive: "la Manif pare frequentare cattive compagnie, iscrivendosi quindi in un disegno pericoloso che di fatto, porta il popolo della Vita a sostenere il suo contrario". Se uno scrive una cosa del genere, deve portarmi le prove di questo disegno pericoloso, non semplicemente limitarsi a un elenco di presunte "cattive compagnie".
      I "burattinai" non sono ancora intervenuti, è semplicemente un rischio di infiltrazione? Ma allora di che parliamo? Facciamo il processo al nulla? O, se sono intervenuti e hanno fallito, che razza di burattinai sono? La CEI o chi per essa progetta di ricostituire una forza neo-democristiana, vuole sfruttare la Manif come grimaldello e non riesce a portare neanche 1000 persone in piazza? Ripeto: di che parliamo?
      Dove i sono i fatti? La prova del "disegno pericoloso" è che ha partecipato Gigli? O Volontè che, "secondo alcune voci", sospingerebbe la Manif (e anche se fosse?)? "Secondo alcune voci"... sarebbero questi i fatti di cui parli?
      Non si capisce, poi, perché occorre "invitare" Forza Nuova o Casa Pound (ma questi ultimi non erano a favore delle unioni civili?), visto che nessun partito politico è stato invitato. I politici intervenuti hanno parlato in qualità di parlamentari attivi nel combattere il disegno di legge Scalfarotto, non per la loro appartenenza all'uno o all'altro partito. Se dirigenti e militanti di Forza Nuova intendono partecipare alla Manif (come mi pare che facciano già) sono liberi di farlo, senza pretendere marchette elettorali o medaglie al valore.
      Guastalla, Homovox e altri sono chiamati a intervenire proprio per dimostrare il carattere laico e plurale del contenitore, che del resto si chiama "Manif pour tous" -> Manifestazione per TUTTI, non solo per gli amici di Dal Bosco. L'intento è alla luce del sole, altro che disegni oscuri e pericolosi. Si può non essere d'accordo, ma con un minimo di equilibrio e rispetto per i propri interlocutori.
      Mi pare, in questo senso, che reazioni istintive e tifoserie appartengano a qualcun altro e non certo al sottoscritto.

      Elimina
  5. SMETTIAMOLA di fare i "choosy", come disse uno dei peggiori ministri della Repubblica, ed UNIAMOCI ! questi no, perchè sono di estrema destra, quelli no, perchè sono di estrema sinistra, queli neanche perchè sono sedevacantisti, questi nemmeno, perchè lefebvriani...ecc. Intanto il Nemico avanza a grandi passi. Ma il "divide et impera" e l'Aventino non hanno insegnato niente a nessuno?
    La manifestazione è stata annunciata un po' in ritardo per un fine settimana post vacanze natalizie, quando molte persone han già speso soldi e ferie per potersi recare a Roma.
    La prossima volte più pubblicità, meno snobismo, più "persone dal basso" a parlare - inclusi quelli che hanno espresso pareri critici - , meno politici che, chiunque siano, sono ormai molto poco apprezzati (cfr anche in Francia lo "sgradimento" el la scarsa fiducia nei politici in genere).
    ED infine NON SEMPRE A ROMA !
    Rosa

    RispondiElimina
  6. Sono ecumenico: di fronte al demoniaco che avanza, imbarchiamo pure tutti: democristiani e giudei, neocat e "homovox", mussulmani e ciellini, alleanzini cattolichini (quelli di oggi) e montiani (ma che c'entrano?) . Però, però, ragioniamo: nonostante la grande ammucchiata, è stato un flop. E, se Dal Bosco lo fa cortesemente notare, Mancini lo insulta. Bello e istruttivo.
    E se invece di Guastalla avessero invitato un oratore di Forza Nuova, la cui capacità di mobilitazione è, forse, un po' più elevata? O forse gli organizzatori, e lo stesso Mancini, aderiscono al paradigma "laico, democratico, antifascista"? Ce lo facciano sapere per tempo, così eviteremo di perdere tempo con costoro. Anche perché, se devo fare il gioco della torre, tra un frocio (absit iniuria verbis...) e un antifascista, salvo il frocio. Salvo che non sia pure lui antifascista...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Se Dal Bosco lo fa cortesemente notare, Mancini lo insulta". Io direi piuttosto che il tono di Dal Bosco è, come sempre, insultante e diffamatorio. Il mio è stato certamente un articolo duro, ma sfido Silente o chi per lui a rintracciarvi insulti.
      Su Forza Nuova ho già risposto nel commento precedente. Aggiungo solo che la teoria sulla sua straordinaria "capacità di mobilitazione" di Forza Nuova è semplicemente demenziale. Lo dimostrano le ultime contese elettorali: in periodo di crisi economica e di incazzatura della gente, un mezzo punticino percentuale. Massimo rispetto, ma non veniamo a raccontarci le favolette.

      Elimina
    2. Va bene, visto anche che, credo, pur non essendone proprio sicuro, stiamo dalla stessa parte, ammetto che l'articolo di Mancini era duro (direi molto duro e certamente ingeneroso e ingiusto nei confronti di Dal Bosco - è disponibile ad ammetterlo questo, Mancini?), ma non insultante (ma la distinzione non è facile).
      Riguardo a Forza Nuova, (a proposito, l'uso dell' aggettivo demenziale, a me riferito, non è insultante?) e con cui non ho rapporti diretti e comunque il cui leader Fiore, cattolico tradizionalista, è stato ospitato anche in questo sito, è dimostrato che almeno mille, duemila persone riesce a portare in piazza. I risultati elettorali sono un altro discorso. Il tasso di "attivismo" è relativamente indipendente da questi. Quanti partecipanti c'erano alla manifestazione di cui stiamo parlando?.
      Ma il tema è un altro, e più serio: ci sono, da parte degli organizzatori o di Mancini, delle pregiudiziali antifasciste? Per chi, come me, è cattolico tradizionalista e al contempo, di Destra (quella vera), come ritengo dovrebbe essere ogni cattolico tradizionalista., sarebbe importante saperlo. Per chiarezza e onestà intellettuale. Se preferiscono i Guastalla, i ciellini, i neocat, ce lo facciano sapere. Eviteremo di perdere tempo.

      Elimina
    3. Ma restatevene a casa a specchiarvi nella vostra purezza farisaica. La gente normale appena sente nominare Forza Nuova se ne scappa via. E fa bene. Facciano comunella settari e invasati tradizionalisti, ma che la piantino di scassare i maroni agli altri.

      Elimina
  7. Non intendo assumere la difesa di Roberto Dal Bosco per il semplice motivo che il suo accusatore è un patetico lanciatore di coriandoli. Non si spara ai coriandoli. Ai coriandolisti si possono tuttavia rammentare alcune spiacevoli verità:
    1. Roberto Dal Bosco (ed io con lui) non è nemico di Agnoli ma del democratismo cristiano soggiacente (forse senza colpa) all'Agnoli pensiero.
    2. La fellonia democristiana discende dal postmodernismo in azione anche in ambienti clericali. Nel pensiero diffuso in ambiente gesuitico dal compianto card. Carlo Maria Martini, ad esempio.
    3. Dal Bosco rammenta ai cattolici l'insidia costituita dal conformismo democristiano (quello che ha consigliato la firma una legge inique al fine di evitare la caduta del governo di Mariano Rumor, glorioso protagonista delle fughe cattoliche verso il nulla).
    4. Dal Bosco rammenta che la suggestione democristiana circola surrettiziamente anche nelle associazioni che a parole combattono l'abortismo.
    5. Dal Bosco denuncia la papolatria, un paravento alzato per nascondere il delirio teologico e la pornografia clericale.
    6. Alla scolastica papolatrica appartiene, autorevolmente e intelligentemente, questo va da sé, anche il chmo prof. Franco Cardini.
    Sarebbe onesto rispondere a Dal Bosco con argomenti seri cioè evitare sdegni verginali gridati da chi non vede la sopravvivenza del vecchio lupanare democristiano e la sua infiltrazione nei movimenti sedicenti tradizionali.

    Piero Vassallo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Robert Walderer18 gennaio 2014 11:50

      Una volta Vassallo era un filosofo cattolico,. sebbene stizzoso e velenoso all'inverosimile. Ora, sarà colpa dell'età avanzata, avalla settarismi di vario genere e sguazza nel sottobosco lefebvriano ignaro che, non a caso, le accuse di "papolatria" sono un'eredità del luteranesimo.

      Elimina
    2. Un grazie al sempre bravo Piero Vassallo per le sue autorevoli, limpide e chiare parole: "Sarebbe onesto rispondere a Dal Bosco con argomenti seri cioè evitare sdegni verginali gridati da chi non vede la sopravvivenza del vecchio lupanare democristiano e la sua infiltrazione nei movimenti sedicenti tradizionali."
      Chiunque conosca, anche solo un po', la galassia delle realtà tradizionaliste, semi-tradizionaliste e "conservatrici" (ma. queste ultime, in realtà solo conciliatoriste), non può non essere d'accordo.

      Elimina
    3. Premetto che nutro grande considerazione per la meritoria opera svolta dal professor Vassallo negli ultimi decenni e prendo atto, a malincuore, che la mia stima non è ricambiata, anzi.
      Detto questo, trovo il suo commento piuttosto delirante. Mettere nello stesso calderone Agnoli (ma di quale dei due Agnoli sta parlando?) e il Card. Martini ha un che di demenziale. L'ostilità, più che giustificata, al "democratismo cristiano" diventa, nelle parole di Vassallo, un'ossessione quasi patologica.
      Forse comincia a mancare un po' di lucidità. Sarei lieto di rispondere con argomenti seri ad argomenti seri. Il problema è che di fronte a me vedo solo imbarazzanti deliri.

      Elimina
    4. Robert Du Bois18 gennaio 2014 20:39

      Effettivamente le "spiacevoli verità" elencate da Vassallo hanno un che di delirante. Mancano giusto le guerre puniche alla lista delle malefatte dei "neodemocristiani". Abbiate fiducia però. Dal Bosco, degno successore del "maestro", riuscirà a nell'impresa. Poi non ci lamentiamo però della "ghettizzazione" della cultura cattolica. Se questi settaioli invasati sono un prodotto del cattolicesimo la marginalità non è solo scontata. È del tutto meritata.

      Elimina
  8. Avete scritto:
    "il suo saggetto polemico contro il buddismo, che siamo costretti a difendere all’esterno del nostro ambiente per carità di patria, ma di cui ogni addetto ai lavori ci ha confermato lo scarso rigore scientifico (eufemismo per dire che trattasi di una boiata pazzesca)"

    Tutto vero, ma forse bisognava aggiungere che un pò di responsabilità in questo caso, deve essere divisa anche con chi permette la pubblicazione a certe flautolenze editoriali, ovvero di chi fa da megafono a queste buddanate.

    Micus

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bisogna dare ragione a Micus. Pur di fare cassa ci sono editori disposti a dare il loro avallo a pubblicazioni improntate al sensazionalismo. Così però si conferisce una patente di legittimità a opuscoletti mediocri e rissosi, col risultato di rendere ancora più disagevole il lavoro agli autori cattolici seri e competenti. Per non parlare del discredito che questi pamphet velenosi attirano sul cattolicesimo.

      Elimina
  9. "E se invece di Guastalla avessero invitato un oratore di Forza Nuova, la cui capacità di mobilitazione è, forse, un po' più elevata?"

    Scusi Silente, Forza Nuova è stata fondata nel 1997, quindi ufficialmente esiste da sedici anni. In tutti questi anni, da un primo risultato elettorale di 0,30% di voti nel 1999, è scesa a 0,26% nel 2013. Non male per un partito che ha una capacità di mobilitazione elevata. Forse è il caso di dire che in Italia, un movimento del genere, non conta un bel fico secco e, vista l'attenzione che gli Italiani gli hanno riservato in questi decenni, è meglio non fare affidamento su questi figuri.

    Micus

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Micus, premesso che non ho rapporti con Forza Nuova (ma, per essere chiari, non ho nulla neppure contro), lei confonde politologicamente l'attrattività elettorale con la capacità di mobilitazione. Sono due cose profondamente diverse. FN è una forza tipicamente militante e attivistica. Ciò significa che ha un elevato rapporto tra simpatizzanti e militanti. I suoi, modesti, risultati elettorali poco hanno a che vedere con il fatto che, comunque, mille, duemila persone FN le porta in piazza. Quanti erano alla manifestazione di cui stiamo parlando?. Ma il problema non è numerico, ma politico. Come dicevo sopra, ci sono delle pregiudiziali antifasciste da parte degli organizzatori? Se ci sono, ce lo facciano sapere con chiarezza. Così almeno, noi di destra, ci sapremo regolare. Non le sembra onesto?

      Elimina
    2. Mi sa che Dal Bosco ha proprio toccato un nervo scoperto, anzi forse più di uno: peccato che mi pare i suoi accusatori la buttino sulla rissa senza destituire di fondamento le sue affermazioni. Forse può non essere digerito il tono fervente, ma anche santa Caterina diceva "Non più tacere! gridate con cento migliaia di lingue: Veggo che, per tacere, il mondo è guasto"! Ecco, anche nel mondo pro-life ci si sta assuefacendo a compromessi di bassa lega...e scovare le proposte fasulle e le boutade propagandistiche mi pare sia un merito che a Dal Bosco và senz'altro ascritto

      Giampaolo

      Elimina

  10. Non avevo mai visitato questo sito prima. Lo faccio ora perché l'argomento mi interessa, tanto che ci ho scritto qualcosa pure io. Ma sarà anche l'ultima volta, perché noto un livello deprimente. Mi pare che i detrattori di Dal Bosco abbiano fuorviato la discussione e avviato una polemica pretestuosa e sterile, del tutto personale e per nulla di contenuto. E poi, chi sarà mai il coniglio mannaro che commenta in modo tanto edificante e pregnante celandosi dietro patetici pseudonimi che vogliono evocare sgangheratamente in altre lingue il nome di Dal Bosco? Sicuramente un professore di magnanimità, un fulgido esempio di combattente valoroso per la buona causa. Manco in grado di mostrare la faccia. Un grande. Forse uno punto sul vivo? In ogni caso, complimenti davvero.

    Elisabetta Bortoletto Frezza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bert Den Bosch19 gennaio 2014 19:57

      Oh, che onore! Un'altra illustre esponente della combriccola dei farisei inaciditi, nientepopodimeno che la regina delle polemiche astiose e fondate sul nulla. Una bella galleria di settari. Avete fatto passaparola?

      Elimina
    2. Roberto De Giovannei20 gennaio 2014 08:26

      Ma avete letto l'ultimo "pezzo" della signora Frezza? Giusto per farsi un'idea dei soggetti cui certi siti tradizionalisti danno voce in capitolo: http://www.riscossacristiana.it/manif-pour-tous-italia-homovox-messaggio-ambiguo-pericoloso-di-elisabetta-frezza/
      Bisognja tener conto che questo sito imbarazzante, dal nome alquanto grottesco, ha sostenuto a spada tratta l'avventura politica di personaggi come Magdi Allam, non risparmiando le consuete invettive e i giudizi al vetriolo all'indirizzo dei "fratelli nella fede" fermi nel loro ostinato rifiuto di bruciare il granello d'incenso all'ennesimo idolo di cartapesta del cattolicesimo politico. I Magdi Allam, questi sono i "cavalieri senza macchia e senza paura", i "puri e duri" che piacciono alle Frezza, ai Dal Bosco, ai Vassallo e compagnia berciante. Naturalmente poi, in stile tipicamente farisaico, Magdi è stato scaricato come traditore e apostata dai "riscossori cristiani" senza il minimo cenno autocritico. E questi stessi soggetti, con ipocrisia sfrontata, continuano a praticare il loro sport preferito: sentenziare, sparare a zero, puntare il dito con la supponenza che gli è propria. Nihil sub sole novi: gli sputasentenze di tutti i tempi non amano molto indugiare sulle proprie travi. Preferiscono di gran lunga dedicarsi alla conta delle pagliuzze altrui.
      Peraltro la signora Frezza dà prova di grande ignoranza in materia, forse illudendosi che basti fare del moralismo e dare ascolto alle proprie personali ossessioni (come il complotto omosessualista avallato da papa Bergoglio in perrsona, altro pezzo forte di Dal Bosco) per scrivere qualcosa di sensato. Invito la signora e tutti i suoi ammiratori a leggersi il libro del teologo Gino Concetti sui diritti degli omosessuali. Scoprirà che per la Chiesa la fondazione di associazioni di omosessuali in sé è del tutto legittima, anche dal punto di vista morale. La censura morale scatta nel momento in cui queste associazioni si prefiggono di diffondere l'omosessualità, di fare propaganda per la legalizzazione delle unioni omosex e così via. Con buona pace della Frezza e dei suoi sodali, non c'è proprio nulla di riprovevole nel dar voce a un omosessuale "non gay" - cioè non militante a favore dell'ideologia omosessualista - per perorare una causa giusta come quella della famiglia naturale.
      Ragione in più per concordare con Mancini: è ora di finirla con gli inquisitorelli telematici che rappresentano solo se stessi ma che si arrogano la pretesa di parlare a nome della cattolicità, giungendo a spuitare perfino sul Papa se questi non si adatta alle loro deliranti chiacchiere. Le sparate di simili soggetti non solo attirano il discredito sul cattolicesimo, dandone un'immagine orrendamente deformata, ma seminano zizzania al suo interno.

      Elimina
    3. Così, per curiosità, mi spiega perchè "Riscossa Cristiana" è un sito "imbarazzante"? E perchè ha un nome "alquanto grottesco"? Quanto a Magdi Allam, provi a leggere ciò che abbiamo pubblicato in proposito, e mi dica dov'è la "ipocrisia". Saluti.
      Paolo Deotto, direttore di Riscossa Cristiana

      Elimina
    4. Roberto de Giovannei22 gennaio 2014 22:08

      Se legge bene, caro direttore, lo capirà da solo. Allam è stato solo più coerente di voi: la sua apostasia è stata un atto di onestà. Ha semplicemente tirato le conseguenze del suo fondamentalismo. Lo stesso, per inciso, che vi ha portato ad appoggiarlo (similis cum similibus facillime congregantur) additando coi soliti toni sentenziosi chiunque non condividesse il vostro entusiasmo per Magdi. Quando il vostro idolo di stroppa si è rivelato per quel che era, come minimo avreste dovuto recitare un mea culpa, ammettendo di aver preso un enorme granchio. Ma figuriamoci se un manipolo i catari della Tradizione è capace di tanto. Perciò, liquidato Magdi senza il minimo accenno a una anche vaga autocritica, continuate a sputare sentenze dall'alto di non si sa quale cattedra immaginaria.

      Elimina
    5. Roberto de Giovannei23 gennaio 2014 08:19

      Non perdetevi l'ultimo editoriale di Deotto: http://www.riscossacristiana.it/parliamo-di-manif-solo-di-paolo-deotto/
      C'è da restare basiti. Ne riporto uno stralcio:

      «Mi è dispiaciuto molto leggere però su un sito, mi pare si chiami Campari e De Maistre, o giù di lì, una critica feroce, scaduta anche nelle gratuite insolenze, nei commenti in calce a un articolo che criticava un altro autore, Roberto Dal Bosco, che a sua volta aveva scritto sulla Manif di Roma sul sito “Radio Spada”. I commentatori si sono fatti prendere la mano e, già che c’erano, oltre a Elisabetta Frezza, hanno insultato anche Piero Vassallo. Spero che abbiano il buon gusto di chiedere scusa, non foss’altro per quel rispetto che è dovuto a tutti. Voglio pensare che chi ha mancato di rispetto a Vassallo non si rendesse conto del fatto che stava parlando di uno dei più illustri studiosi cattolici, di un uomo che ha al suo attivo decenni di battaglie culturali in difesa della Verità e da cui tutti abbiamo da imparare, sia per cultura, sia per coraggio. Voglio sempre sperare che chi ha sparato a zero su Elisabetta Frezza non conosca questa signora, impegnata anch’essa instancabilmente sul fronte della difesa dei valori non negoziabili, della famiglia, della vita. Voglio sperare e sono (quasi) sicuro che arriveranno le dovute scuse.
      Queste sgradevoli cadute di stile di alcuni esuberanti commentatori (però i commenti sono moderati, quindi i responsabili del sito si mettano una mano sulla coscienza) ci devono far riflettere. Invece di divertirci nelle maldicenze, nello sputo acido su quello che si considera l’avversario di turno, preoccupiamoci di più della sostanza delle cose».

      Un simile commento è esemplificativo del farisaismo diffuso negli ambienti tradizionalisti. Vorrei attirare l'attenzione sui commenti che vengono fatti passare su Riscossa Cristiana. Anche su RC i commenti passano al vaglio di una moderazione tanto stringente da impedire, non diversamente da Radio Sapda, ogni rilievo critico agli articoli. Ad esempio in calce a questo articolo - al solito a dir poco pretestuoso - a firma del duo Frezza-Firmani si possono leggere commenti davvero moderati e per nulla insultanti. Come questo: "ECCO GL’INFAMI! Il nuovo simbolo di Alleanza Cattolica AC sara WC = valori contrattabili". E che dire del commento al vetriolo della "vecchia gloria" della "Verità", il coraggioso Piero Vassallo? "Gentili Amiche e stimate scrittrici, Introvigne milita in un’acrobatica setta dove l’entrismo politicante (Vietti ne è un prodotto…) è associato a una totale mancanza di senso del ridicolo. In Alleanza Cattolica si recitano le litanie a donna Lucilla: “madre del dottor Plinio Correa de Oliveira prega per noi”, “Vaso di logica prega per noi” ecc. Introvigne è cavaliere della TFP, un’associazione cui si è iniziati mediante un rito che contempla la posa del piede del dr Plinio sulla testa del candidato allo “ordine”. Temo che la devastante insensibilità al ridicolo abbia ferito l’intelletto degli “alleati” sedicenti cattolici. Cordiali saluti e grazie per l’intervento chiarificatore".
      Trova conferma così un'amara verità (anzi, una spiacevole verità, per citare l'illustre Vassallo). Sputasentenze e moralisti, proprio perché ciechi di fronte al proprio peccato, puntano il dito verso gli altri.

      Elimina
  11. la fazione catto-con: campo di agramante o armata brancaleone? Ai posteri l'ardua sentenza.
    ruggero romani.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oltremodo patetica pure la sufficienza - comodo espediente per evitare di rispondere alle questioni sollevate. - con cui il Deotto licenzia la critica di Mancini, fingendo di ignorare perfino il nome di questo blog ("mi pare si chiami Campari e De Maistre, o giù di lì", scrive il Nostro). Guardi, Deotto, è molto semplice: vede la scritta che campeggia in alto al centro della home page? Cosa c'è scritto? Campari & de Maistre. Non è difficile. Se non ce la fa a ricordarselo se lo segni su un post-it. Sono utili, glieli consiglio.
      Altezzosità, quella del Deotto, del tutto ingiustificata, come se Riscossa Cristiana fosse non so quale prestigioso pulpito e non un situcolo capace solo di imbastire polemiche sterili e improduttivve. Snobismo immotivato ma sintomatico, che la dice lunga sul grado di autoesaltazione di certi tradizionalisti da salotto.

      Elimina
  12. Avvisiamo i naviganti che il Troll monossessivo che si firma Bob De Silva, Robert du Bois, Robert Walderer, Bert de Woos, Bert den Bosch e soprattutto Bob Hood potrebbe essere con buona probabilità un insegnante fiorentino in pensione, il Frankie Littlehearts, uno studioso trombone che a breve sarà per sempre dimenticato, perfino dai morganatici mezzadri del suo contado intellettuale, che a quanto sembra abbondano anche qua.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Roberto Del Bosque20 gennaio 2014 10:02

      Estoy confundido, señor! Credevo che Bob De Silva fosse costui, l'eroico scribacchino capace di scoperchiare le liaisons dangereuses tra, udite udite, quel fellone democristiano di papa Bergoglio e il mondo omosex: http://www.riscossacristiana.it/lavvocato-del-diavolo-bergoglio-persona-dellanno-di-bob-de-silva/

      Elimina
    2. Ho sempre reputato Cardini un accademico borioso e pieno di sè, e non avevo certo bisogno di Dal Bosco per nutrire forti perplessità sull'ambiguità di certe sue frequentazioni intellettuali. Tuttavia, a riprova che il fanatismo induce a esiti opposti a quelli che si prefigge, la repulsione indotta dalla vomitevole "character assassination" di Dal Bosco è stata tale da farmi prendere istintivamente le difese dello storico fiorentino.

      Elimina
    3. Paulus von Acht20 gennaio 2014 15:46

      L'ex capo delle Guardie Svizzere: "La lobby gay un pericolo per il Papa"

      http://www.affaritaliani.it/cronache/in-vaticano-c-una-lobby-gay-pericolosissima200114.html

      Ma come, Bob De Silva non ci aveva detto che Bergoglio è il loro alleato più prestigioso?

      Elimina
  13. François Cardins20 gennaio 2014 10:06

    Bravo Dal Bosco! Che arguzia, che scaltrezza! Mi hai sgamato subito! A quelli come te non la si fa! E maremma maiala, un non c'è niente da fare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. i cattolici fedeli alla tradizione si dividono in due schiere: i rassegnati (felicemente) alla emarginazione e gli "entristi"- i primi non cercano vantaggi e "medaglie" dal margine nel quale i cattolici integrati godono invece di una certa autorità e ottengono incarichi anche prestigiosi e visibilità - il prezzo? tenere il sacco, ad esempio onorare la magnifica impresa di Roberto Fiesoli (il forteto) - vivere nascosti con Cristo in Dio è difficile molto difficile ma obbligatorio - i tradizionalisti ci provano - il resto è chiacchiera

      Elimina