04 gennaio 2014

Omosessualità e Pedofilia nel pensiero di Mario Mieli

di Giorgio Mariano
E’ confermato, l’omosessualità non solo è una disposizione sessuale “naturale” ma è quella più “bella”, più buona, ce lo dice Umberto Veronesi: «L'amore omosessuale è l'amore più puro. L'amore etero, invece, è strumentale alla procreazione: Io ti amo non perché amo te, ma perché in te ho trovato la persona con cui “fare un figlio”. L'amore omosessuale no. Un omosessuale dice: “Amo te perché sei più vicino a me, perché hai un cervello più vicino al mio. Il tuo pensiero, la tua sensibilità, i tuoi sentimenti sono più vicini ai miei”». In pratica, secondo il nostro “scienziato”, tutte le coppie di uomini e donne di questo mondo non si sono innamorate l’uno dell’altra bensì dell’idea che l’altro è un “produttore” di pargoli.

Al caro Umberto bisognerebbe spiegare due o tre cosette. Intanto seguiamo le istruzioni per l’uso: dall’atto sessuale tra un uomo e una donna, se non gli si oppongono impedimenti ed ostacoli artificiali, scaturisce la vita umana. Si rilassi, non è un complotto contro la libertà dell’individuo, non è un “insano secondo fine” ma il semplice e naturale coronamento dell’amore unitivo tra l’uomo e la donna. Ma evidentemente lo “scienziato” segue il massimo teorico italiano nell’area del movimento di liberazione omosessuale: Mario Mieli.
Nel saggio "Elementi di critica omosessuale" M.M. propone una metamorfosi del vetero-comunismo nel movimento libertario antiproibizionista, cioè l’emancipazione dell’uomo tramite la "prassi" sessuale contronatura o "perversa", da lui sintetizzata nello slogan "Mens sana in corpore perverso": ci viene il sospetto che neanche la “mens” fosse tanto sana, visto che Mieli si suicida il 12 marzo 1983 dopo essersi dedicato negli ultimi anni di vita all’esoterismo e alla magia. Dimostrazione che tale presunta “liberazione” altro non è che lo sfogo della disperazione. Ecco la vera causa dei suicidi omosessuali: la terribile e straziante lacerazione interiore che alcuni giovani si trovano a subire, indottrinati dalle lobby omosessualiste le quali se ne infischiano del loro bene e li strumentalizzano per i loro scopi di distruzione della famiglia e della persona. Convincendoli della “bontà” e naturalità della loro tendenza spingono questi poveri sventurati che, per la maggior parte, sono vere e proprie vittime, verso una terribile menzogna.

"Nel processo politico di ristrutturazione della società (...) Mieli non esita a includere nel suo elenco di esperienze redentive la pedofilia, la necrofilia e la coprofagia («ingoiamento delle feci»)" - e - "ridefinisce drasticamente il comunismo descrivendolo come riscoperta dei corpi. (...) In questa comunicazione alla Bataille di forme materiali, la corporeità umana entra liberamente in relazioni egualitarie multiple con tutti gli esseri della terra, inclusi i bambini e i nuovi arrivati di ogni tipo, corpi defunti, animali, piante, cose." (Team Dean, psicoanalista che ha curato gli Elementi)
Esagerazioni! si dirà. Tuttavia, una volta scoperchiato il vaso di Pandora e rimossi gli ultimi paletti che la natura e la retta ragione ci indicano, cosa impedirà un’ulteriore involuzione verso la perversione più oscura? In nome di quale autorità ci si potrà opporre alla pretesa di assoluta libertà di questo essere umano “neutro” e informe che rivendica una totale e radicale auto-determinazione?
Una rivoluzione non solo sociale dunque, come quella vetero-marxista, bensì antropologica, radicale e del tutto anti-umana. A tale rivoluzione sono certamente di ostacolo i valori familiari naturali e cristiani, liquidati da Mieli come "pregiudizi di certa canaglia reazionaria" che, trasmessi con l’educazione, hanno la colpa di "trasformare il bambino in adulto eterosessuale". Come non rimanere sconvolti dinanzi ad una così radicale negazione dell’evidenza?
I bambini, secondo il pensiero di Mieli, possono "liberarsi" da tutto quell’insieme di valori che la natura e la tradizione cristiana ci trasmettono, e trovare la realizzazione della loro "perversità poliforme" grazie anche ai pedofili, specie se omosessuali: "Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino...l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo accogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro”.
E - penseranno subito le candide menti radical-chic - la pedofilia nella ChiesaSarà utile ricordare alle candide menti che la maggior parte dei casi di pedofilia verificatisi nella Chiesa sono stati opera di sacerdoti o religiosi con tendenze omosessuali. A sostegno di ciò, oltre alle dichiarazioni degli stessi protagonisti, vi è il fatto che la scelta delle vittime, nel 99% dei casi bambini maschi! Anzi, adolescenti maschi in età postpuberale. Un interessante studio del John Jay College of Criminal Justice della City University of New York (ambiente tutt’altro che cattolico) attesta  che oltre l’80% dei preti incriminati tra il 1950 e il 2002 risultano di orientamento omosessuale.

L'omosessualità si esprime negando volutamente l'ordine naturale. Gli stessi suoi sostenitori parlano di “orientamento” sessuale e se questo viene assecondato si accondiscende consapevolmente ad un atto che è contro-natura. E quando il dato naturale viene superato, diventa difficile se non impossibile poterlo successivamente recuperare. Tuttavia i cosiddetti omosessualisti “moderati” si appellano alla maturità psichica del bambino per negare la liceità della pedofilia. Ma per riconoscere questo bisogna appellarsi ad un dato di natura. Viene allora da chiedersi: perché mai dovrebbe valere il dato di natura per negare la pedofilia se poi viene volutamente superato per affermare l'omosessualità?

In definitiva il processo di emancipazione dell’uomo da ogni sorta di autorità, in primis da quella divina, dalla potestà paterna, dalla legge morale-naturale e, in definitiva, dall’oggettività della verità, culmina oggi con la negazione della stessa natura umana. L’“abolizione dell’uomo” profetizzata da C. S. Lewis sta prendendo progressivamente forma nel progetto di riduzione dell’uomo ad un mero impasto di materia informe senz’anima, senza sesso, senza passato né futuro. Un “essere X” privo d’identità e di storia. Non sa da dove viene, e non sa dove va. La rivolta verso qualsiasi forma di tradizione recide i solidi ormeggi dell’essere umano, abbandonando l’uomo ad una solitaria deriva nell’universo, illudendolo di esserne l’artefice assoluto. Un delirio di onnipotenza che nutre la creatura-uomo della convinzione di essere non solo “auto-creatore” ma anche il “padrone del mondo”.

 

1 commento :

  1. Ottimo articolo, preciso e argomentato. Ben illumina il fatto che l'ideologia del "gender" è una demonica negazione dell'ordine naturale, prima ancora che cristiano. E, finalmente, si ha il coraggio di dire che l'omosessualità e la pedofilia sono strettamente correlate.

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