06 febbraio 2014

Boikottiamo il becero omofobbo Putin!!1!1

di Riccardo Facchini
Chi ha avuto modo di leggere su queste pagine un paio di cosette del sottoscritto, sa bene che non condivido l'entusiasmo con cui parte del mondo cattolico-duro-e-puro, dopo anni di sbornia atlantista e teocon, guarda ora con speranza a Putin. L'ho già detto e lo ripeto: non sarà lo Zar a salvare un'Europa ormai sul viale del tramonto e dobbiamo guardarci dalla tentazione di cercare in continuazione l'Uomo della Provvidenza di turno. 

Gli attacchi isterici che la Russia sta però ricevendo negli ultimi mesi dall'Occidente liberal (e non solo) non possono però che portarmi a simpatizzare per un Presidente che, con tutti i suoi limiti, sta mettendo al centro della sua azione di governo (per interesse politico? per profonda convinzione?) la riscoperta dell'identità tradizionale russa, ivi compresa quella spirituale.

Dopo i numerosi assalti perpetrati "a colpi di Pussy" (Riot) e dopo aver scambiato un bacio tra due atlete come un gesto "contro la politica anti-gay" di Putin, i media occidentali hanno pensato però bene di imbastire un'altra ridicola campagna: il boicottaggio delle Olimpiadi invernali di Sochi, sempre – ovviamente – a causa delle posizioni "omofobe" del Presidente. Posizioni che si potrebbero evincere, secondo i detrattori, dalla famigerata legge contro la propaganda gay promulagata lo scorso anno e che è stata già ben commentata da Massimo Introvigne (che almeno il testo lo ha letto), e che nulla ha a che vedere con quella che istituisce il reato di omosessualità in India.

Ora, non bisogna essere un Edward Luttwak per capire che dietro st'ennesima pagliacciata arcobaleno ci siano interessi ben più grandi, da quelli economici ed energetici fino a quelli geopolitici. La Russia ha ormai rialzato la china, e ciò spaventa oltreoceano. Non voglio però ora imbarcarmi in sofisticate analisi – ho sempre trovato il Risiko piuttosto noiosetto – e neanche mi lamento del fatto che i giornalai di casa nostra facciano ciò per cui esistono, ovvero omaggiare i loro padroncini.


Mi sorprende piuttosto notare come due categorie, gli omosessuali e gli antiammerikanidesinistra, si stiano invece appiattendo sulla vulgata corrente, dimostrando – come se ce ne fosse bisogno – la loro totale cecità o, peggio ancora, la loro malafede. I primi sembrano essere entusiasti, quasi euforici all'idea di farsi strumentalizzare da Mr. Obama, che ancora non ha digerito l'asilo concesso da Mosca a Snowden, la talpa del datagate, e si nasconde così dietro la storiella dell'omofobia per non presenziare alla cerimonia inaugurale dei giochi. I secondi, invece, manco sanno più cosa sia la lotta di classe e, in cerca disperata di bandiere sotto cui sfilare, hanno optato (in ordine sparso) per quella arcobaleno, per quella Ucraina – sò tutti europeisti a casa degli altri –  o anche per quella, perché no, a Stelle e Strisce.

Analisi semplicistica? Sicuramente. Da canto mio, che ho sempre trovato inutili e puerili i boicottaggi, anche quelli contro l'omosessualista Ikea, penso però che quest'anno seguirò per principio in diretta tutte le gare di Sochi 2014. Certo, non ho mai indossato un paio di sci in vita mia e ho visto la neve solo in cartolina, ma volete mettere la botta di adrenalina che può provocare una gara di curling rigorosamente omofoba?
 

5 commenti :

  1. Oggi #google mette la bandierina arcobaleno x "celebrare" l'inizio delle #Olimpiadi di #Sochi?
    Sarò nessuno, ma io oggi non lo uso.
    #gender

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  2. Secondo me Putin usa semplicemente gli argomenti basati sulla fede e sul patriottismo per un motivo esattamente opposto a quello citato in questo articolo, dal punto di vista economico ed energetico la fonte principale del potere di putin ovvero il metano sta perdendo man mano peso, gli usa stanno raggiungendo la quasi totale autosufficenza, la crescita della Cina rallenta vistosamente e i consumi europei calano con la crisi, divertente nel caso specifico dell' Ucraina vedere le stesse persone che parlano di ricatti della Troika nei confronti di Italia Grecia o Spagna accettare come giusti comportamenti come quello della Russia che usa contratti trimestrali di fornitura di metano a prezzo scontato per ricattare il governo ucraino.
    Basta guardare i fatti, quello che nel 1800 era il granaio d'europa è ben lontano dall' autosufficenza alimentare, importa il 90% dei beni di consumo avendo un sistema industriale medievale e dipende completamente dagli acquisti di metano europei non fa paura a nessuno.

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    1. Credo anche io che la fede di Putin non sia particolarmente vivace, ma sul suo patriottismo invece ci credo. è parte dell'identità culturale russa, e lo era anche durante la gioventù di Vladimir, quando all'Est erano tutti compagni ma i russi erano più compagni degli altri. Particolarmente degli ucraini, che avevano collaborato con i nazisti stranieri. E poi i russi fanno le navi spaziali... si sà che ci tengono a questo, e Putin ha riparato la rete Glonass pochi anni fa per mostrare che la russia non è seconda a nessuno nella scienza. E questo inorgoglisce i russi ( anche se sono ancora poveri, sanno però fare le astronavi ). Ed ora Putin ha avviato un nuovo programma nucleare civile. Come un vero ex sovietico. Fa anche le parate con il passo dell'oca.

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  3. Grazie, sig. Facchini. Articolo semplice, ma molto efficace e che condivido in toto. Posso però aggiungere che mi ha fatto molta paura leggere questo articolo, http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/02/03/news/in-russia-e-caccia-ai-gay-1.150979
    linkato da una mia amica che ha deciso di non vedere le gare per esprimere il suo dissenso. Quello che, però, non riesco a capire è se ci sia o quanto sia forte la correlazione tra la legge di Putin e il contenuto dell'articolo.
    Cordiali saluti e ancora grazie per l'articolo
    Edo

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  4. Quanto agli antiamerikanidisinistra mi vengono in mente le analisi eretiche del recentemente scomparso Costanzo Preve a riguardo.
    Quando affermava che il sistema di egemonia globale sarà anche liberista (di centrodestra) in economia ma è sicuramente di sinistra come legittimazione culturale nel pensiero unico politically correct e nel nichilismo distruttivo.
    O ancora quando scrisse che in Italia la sinistra è costituita da un gruppo di nemici del popolo reale cui hanno sostituito un popolo immaginario composto da omosessuali, immigrati e compagnia.

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