12 febbraio 2014

L'Onu attacca la Chiesa, ovvero il corvo si avventa contro la colomba

di Alfredo De Matteo
Il recente durissimo, e per certi versi tragicomico, attacco dell’Onu alla Chiesa Cattolica mette bene in luce la deriva morale e intellettuale dell’odierna società civile: un gruppo di esperti del Comitato Onu sui diritti dei bambini ha stilato un rapporto in cui si accusa la Chiesa di aver coperto, e addirittura causato con il Suo insegnamento, gli abusi sessuali commessi in questi ultimi decenni da alcuni ecclesiastici nei confronti di un certo numero di fanciulli.
Tale infame documento non tratta solamente della pedofilia ma affronta anche altri temi riguardanti soprattutto l’omosessualità e l’aborto; in buona sostanza, il j’accuse rivolto alla Chiesa Cattolica è quello di aver favorito, e tuttora di favorire, le violenze sugli omosessuali e le gravidanze “pericolose”, ossia quelle con elevato rischio di mortalità (della madre del bambino, ovviamente …) in relazione alla pratica degli aborti clandestini, sempre a causa di un insegnamento morale che si ostina a ritenere l’omosessualità come una grave depravazione e l’aborto come un abominevole delitto. Non sono mancate neanche le solite accuse circa la condanna della contraccezione da parte della Chiesa, condanna che favorirebbe la diffusione dell’Aids e dunque la morte di milioni di persone. Ora, colui che scrive non intende ribattere punto per punto alle menzogne dell’Onu, la qual cosa appare, dati alla mano, fin troppo facile e comunque già efficacemente documentata da illustri apologeti, bensì focalizzare l’attenzione sulla questione pedofilia, grimaldello utilizzato dai nuovi untori delle odierne democrazie relativiste per “tappare la bocca” ai cattolici nel tentativo di sdoganare l’immoralità e la perversione, ossia costituire e rafforzare quelle strutture di peccato che sono all’origine dell’annientamento morale e materiale dell’umanità intera.

E’ quanto mai opportuno, pertanto, indagare sulle cause della pedofilia ed in particolare sui presupposti filosofici che ne sono alla base, proprio al fine di mettere in luce la perfidia e la disonestà dell’Onu.

1. Una concezione della sessualità umana sganciata da ogni regola e norma morale. La Chiesa insegna che la funzione sessuale è buona e lecita solamente se viene esercitata dai coniugi all’interno del matrimonio e se essa ha come fine la procreazione; ciò significa che la sessualità umana, ed il piacere che ne deriva, è il mezzo attraverso cui l’uomo e la donna compartecipano alla creazione e non un fine. Il mondo (e certamente anche l’Onu) insegna l’inverso e cioè che la procreazione è solo una (spiacevole) conseguenza dell’atto sessuale, il cui vero fine va ricercato nel piacere che l’accompagna. E’ fin troppo ovvio come tale ribaltamento morale abbia delle conseguenze disastrose perché alla legge della natura e dell’amore sponsale esso tende a sostituire la legge (tirannica) del desiderio, del piacere fine a se stesso. In tal modo si apre la strada, inevitabilmente, ad ogni forma di perversione finalizzata alla ricerca spasmodica del piacere venereo, compresa quella dello sfruttamento sessuale dei bambini.

2. La sessualizzazione dell’infanzia. La Chiesa definisce bene gli ambiti della sessualità umana e ne riserva l’esercizio ai coniugi. Il mondo (e certamente anche l’Onu) teorizza invece che in ogni fase della vita, dall’infanzia fino alla vecchiaia, la sessualità umana costituisce una pulsione che va “scaricata”, non repressa né tantomeno procrastinata. Non mancano, purtroppo, documenti ufficiali Onu e di altri organismi sovranazionali, nonché programmi scolastici ministeriali che raccomandano ai bambini l’insegnamento della masturbazione, l’uso disinvolto e disinibito del sesso e la scelta del genere sessuale a cui decidere di appartenere, come se esso non fosse legato ad alcun dato oggettivo di natura.

3. L’instaurazione della legge del più forte, ossia del desiderio elevato a diritto. La Chiesa insegna l’esistenza di una gerarchia dei valori, la necessità di seguire il bene ed evitare il male e di accordare protezione agli individui più deboli ed indifesi. In tale logica, il bambino (e a maggior ragione, il bambino non nato) ha dei diritti inviolabili tra cui quello alla vita. Il mondo (e certamente anche l’Onu) propugna il relativismo etico e morale e pone il desiderio, in particolare quello sessuale, al centro della vita individuale e sociale. Nel nome del desiderio e dell’arbitrio individuale tutto è lecito, anzi doveroso, compreso l’omicidio dell’innocente ed il suo sfruttamento sessuale. Dapprima col divorzio, poi con l’aborto, le legislazioni di molti Stati hanno reso legale la teoria malsana del desiderio come diritto e ciò non ha fatto altro che comportare la sopraffazione del più debole da parte del più forte, di chi è in grado di esercitare e far valere la propria volontà o le proprie esigenze, contro chi invece non è in grado, per diversi motivi, di farlo. Anche tutte le altre aberrazioni sociali, come l’eutanasia dei malati, degli incapaci di intendere e di volere e finanche dei bambini (già legale in alcuni Paesi europei), corrispondono perfettamente ai perversi criteri filosofici propagandati dalla modernità. In questo quadro di offuscamento della ragione e di esaltazione innaturale dei sensi, la pedofilia rappresenta l’approdo inevitabile di una società malata e priva di efficaci meccanismi di protezione dei più deboli.

4. Il consenso come criterio decisivo nello stabilire la liceità morale e giuridica di un comportamento umano. La Chiesa insegna che un determinato atto non diventa buono e lecito quando a compierlo sono due o più persone consenzienti; al contrario, esso ha in sé una connotazione positiva o negativa indipendentemente dalla partecipazione libera di tutti i soggetti coinvolti. Cosicché, ad esempio, i rapporti sessuali promiscui sganciati da precise norme morali non cambiano di segno nel momento in cui vengono consumati all’interno di relazioni consensuali, ma rimangono intrinsecamente disordinati. Il mondo (e certamente anche l’Onu) sostiene invece l’esatto contrario, ponendo come criterio ultimo di discernimento etico e morale proprio il consenso, con conseguenze facilmente prevedibili. Recentemente, la Cassazione ha ribaltato una sentenza del tribunale di Catanzaro che aveva condannato un sessantenne a cinque anni di galera per aver abusato sessualmente (il reo è stato colto, tra l’altro, in flagranza di reato) di una ragazzina di undici anni. La Suprema Corte ha riconosciuto come attenuante il fatto che la piccola era consenziente. Tale assurdo episodio di cronaca sintetizza in modo efficace tutti i presupposti logici fin qui enunciati.

In conclusione, la pedofilia altro non è che la punta emergente dell’iceberg di immoralità e perversione che la stessa agenzia Onu spaccia per conquiste di civiltà. A soffiare sul fuoco dei sensi e della voluttà ci pensa poi la diffusione planetaria della pornografia, la cui industria non conosce crisi e regna sovrana su una società relativista che pone come valore assoluto la soddisfazione immediata ed indiscriminata di ogni impulso o pulsione sessuale.
 

4 commenti :

  1. http://www.ansa.it/web/notizie/collection/regioni_liguria/02/08/Ex-catechista-papa-dossier-abusi_10038316.html

    se nemmeno le catechiste sono più affidabili state messi molto male

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  2. ".....Ora, colui che scrive non intende ribattere punto per punto alle menzogne dell’Onu, la qual cosa appare, dati alla mano, fin troppo facile e comunque già efficacemente documentata da illustri apologeti, bensì focalizzare l’attenzione sulla questione pedofilia, grimaldello utilizzato dai nuovi untori delle odierne democrazie relativiste per “tappare la bocca” ai cattolici nel tentativo di sdoganare l’immoralità e la perversione, ossia costituire e rafforzare quelle strutture di peccato che sono all’origine dell’annientamento morale e materiale dell’umanità intera."

    Bravo ma nel frattempo:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/12/papa-francesco-anticipa-la-legge-cacciato-prete-pedofilo-prima-della-sentenza/878178/


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  3. Ottimo articolo. Occorre svelare e denunciare la subdola, anche se sempre più sfrontata, azione delle lobby mondialiste per "decostruire" la morale tradizionale e naturale. Queste vogliono, come giustamente denunciato, "sdoganare l’immoralità e la perversione", e conculcare, con le loro immonde leggi, il diritto di opinione, in palese contraddizione con i loro stessi, dichiarati - e peraltro ipocriti - presupposti democratici.
    E' l'esito perverso dell'altrettanto perversa democrazia. Relativista, e quindi immorale, per definizione e sua natura. Totalitaria per il suo esito. Demoniaca per la sua origine.
    .

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  4. paolopancio se tu avessi fatto catechismo sapresti che è già da un po' che i catechisti non sono affidabili, se non altro per la loro manifesta incompetenza.

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