29 marzo 2014

L’omocrazia e la dittatura degli “uguali”

di Giorgio Mariano

La macchina dell’indottrinamento culturale marcia ormai a pieno regime calpestando ogni autentica libertà, anche quelle sancite dalla Costituzione la quale, se soltanto fino a pochi mesi fa veniva celebrata dal simpatico sponsor Benigni come “la più Bella del Mondo” ora è diventata semplicemente “la più Omofoba del mondo”.

Si chiama “educare alla diversità” l’opuscolo prodotto dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale) e messo in circolazione (senza permesso del relativo dipartimento per le Pari Opportunità!) negli asili e nelle scuole elementari italiane. Nonostante il sottosegretario all’Istruzione Toccafondi abbia preso le distanze dall’iniziativa chiaramente ideologica e, nonostante la nota di demerito pervenuta al direttore dell’UNAR, M. De Giorgi, dal Dipartimento delle Pari Opportunità, gli opuscoli continuano a circolare indisturbati. Non solo. La Regione Umbria, per esempio, in accordo con l’associazione “Omphalos Arcigay Arcilesbica", ha lanciato una feroce campagna, a spese dei contribuenti, per diffondere l’educazione di genere sotto la sempre di moda veste della “lotta alla discriminazione”. L. Pesaresi, assessore al Comune di Perugia con delega alle Pari Opportunità, afferma che la “cultura di genere” va “promossa e inserita nei percorsi educativi”. Il programma prevede incontri su sessualità, omosessualità, educazione alle differenze, ecc. All’articolo 30 della Costituzione Italiana, tuttavia, si legge espressamente che: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei  casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”. Ricordiamo, dunque, che istruire ed educare i figli è compito proprio dei genitori e delle famiglie e non delle scuole o di associazioni paragovernative allineate ai dettami omosessualisti, i quali, lo vediamo chiaramente, se ne infischiano della patria potestà e del diritto dei genitori a fornire l’educazione e la formazione che ritengono più giusta per il corretto sviluppo umano dei propri figli. No, ora sono gli “specialisti”, i “tecnici” della sessualità che, entrando a forza nelle scuole, spiegano ai nostri figli come far emergere il loro “lato gay”.  

L’opuscolo si chiama “educare alla diversità” ma va letto “indottrinare all’uniformità” giacché ben lungi dalla conservazione e dalla stima della diversità, che sarebbe la mera constatazione della distinzione fra maschi e femmine, al contrario mira ad appiattire ogni tipo di diversità anche quelle biologiche, esteriori, evidenti. Si parte cioè da una apparente lotta alla discriminazione in favore di una presunta “tutela della diversità” per giungere in definitiva verso l’uniformità di vedute e di pensiero che non prevede una distinzione netta fra la sessualità maschile e femminile (questa sì è diversità!) bensì verso una confusione sessuale che priva l’individuo della sua propria identità. Inoltre appare decisamente incoerente questa veste filantropica della tutela della diversità quando la “teoria del gender” altro non è che l’avanguardia e l’apripista della “teoria queer” la quale, in soldoni, concepisce l’essere umano come indeterminato, privo di una sua sessualità originaria, ma del tutto neutro e asessuato. Ciò significa che il punto di partenza non è la diversità, legittima, naturale, autentica, reale, bensì una uguaglianza di fondo che anzi elimina ogni differenza sostanziale.  Ci muoviamo sui binari marxisti della lotta di classe confluita in una vera e propria lotta alla diversità e alla disuguaglianza e non, come si vuol far credere, di una tollerante educazione alla diversità. Perché se veramente si volesse educare alla diversità si terrebbe conto della naturale e ontologica diversità maschio-femmina, due mondi così vasti quanto maltrattati.

Non possiamo non notare tutto il lavorio minuzioso e radicale che si sta pazientemente sviluppando da anni nell’appiattimento di qualsiasi distinzione la natura ci presenti. A partire da quella fra l’uomo e l’animale (l’antispecismo), fra l’uomo e la donna (la teoria gender e la teoria queer), fra ricchi e poveri, capitalisti e operai (le istanze del marxismo), fra gli intelligenti e i meno dotati, fra l’ignorante e il sapiente (l’egualitarismo delle qualità), fra i giovani e gli anziani (il mito dell’eterna adolescenza). In definitiva tutto volge verso l’eliminazione di ogni differenza e distinzione, ossia verso un’autentica distruzione della diversità. L’attuale propaganda della “tolleranza” è solo uno specchietto per le allodole finalizzato all’annichilimento della persona umana privata di ogni riferimento morale, psicologico, biologico ed esistenziale per ridurlo schiavo delle proprie passioni e della propria volontà impazzita, criterio ultimo del moderno concetto di giustizia: io lo desidero, quindi è giusto, di conseguenza, ne ho diritto! Siamo dinanzi ad una vera e propria “omocrazia” ossia una “dittatura dell’uguale” secondo la quale tutto è diverso e uguale a se stesso secondo il principio gnostico e massonico del solve et coagula (sciogli e riunisci). Vediamo chiaro come il sole che gli alfieri dell’ideologia di genere non sono abituati a chiedere: i programmi vengono semplicemente imposti. Il nuovo subdolo mezzo sono le favole. Solo che non è la mamma a leggerle, ma un esponente della comunità gay, e la favola non è innocente, ma ideologica. Non si vuole insegnare una piccola morale, ma il pensiero unico dell’ideologia gender. Il mezzo per chiudere la bocca agli obbiettori e a tutti coloro che come dei bruti e retrogradi hanno sempre creduto che la vita scaturisse solo da un maschio e una femmina è l’accusa di omofobia e di intolleranza.


Ai genitori e a tutti gli uomini di buona volontà: ribellatevi al pensiero unico, alla dittatura omocratica e all’omolatria imperante! Non lasciatevi strappare l’innocenza dei vostri figli sotto il naso! Attenti ai programmi scolastici, occhio alle “nuove” iniziative e domandate conto di ciò che viene trasmesso nell’orario scolastico. Il diritto all’istruzione e all’educazione della prole è nostro, non lasciamo che “altri” corrompano i costumi e le menti delle nuove generazioni. Difendiamo la vita, difendiamo la famiglia naturale, l’unica vera famiglia, quella tra un uomo e una donna, e avremo difeso l’integrità della persona umana.
 

5 commenti :

  1. Ottimo articolo. Totalmente condivisibile. Denunce come questa, se capillarmente diffuse, aiutano e incoraggiano le famiglie a resistere, ognuna nella propria realtà e nel proprio ambito. - anche se questo costa, oh se costa - , all'aggressione omosessualista e mondialista ai valori perenni, alla morale, alla vita e alla libertà.

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  2. Manlio Pittori29 marzo 2014 17:56

    I "dettami omosessualisti se ne infischiano della patria potestà" anche perché, solo 40 anni fa, la patria potestà è stata abolita dalla bolscevica riforma del diritto di famiglia, che ha eliminato anche - horribile dictu - il benemerito istituto della potestà maritale, nonostante le chiare parole dell'Apostolo.

    Duole comunicare al Mariano che non vige nemmeno più l'ottima e sacrosanta previsione che puniva con soli 3 anni di reclusione il defensor familiae che avesse cagionato la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne avesse scoperto la illegittima relazione carnale.

    Spero che queste norme, siccome conformi al diritto naturale e alla sana laicità, siano presto reintrodotte nel nostro ordinamento, sì da salvarlo dall'aggressione omosessualista e mondialista ai valori perenni, alla morale, alla vita e alla libertà.

    Intanto, però, Mariano, un consiglio: aggiòrnati. L'errore si combatte meglio se si sa di che cosa si sta parlando. Sennò si fa la figura degli ignoranti.

    Manlio Pittori

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    1. Pitto Manliori29 marzo 2014 22:00

      ma quanto è omofoba la natura, che continua a non far procreare due omosessuali... quella come la cambiamo, Pittò?

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    2. Manlio Pittori30 marzo 2014 10:56

      Caro Manliori,

      la natura non è omofoba più di quanto non sia olimpiadofoba. Prendi Oscar Pistorius: la natura ha cercato in tutti i modi di impedirgli di partecipare alle Olimpiadi eppure lui l'ha sconfitta ed è riuscito, grazie alla tecnica, a fare quello che chiunque, con due gambe, può provare a fare.

      O prendi Rosanna Benzi: la natura ha cercato in tutti i modi di sopprimerla, eppure lei - grazie alla tecnica - ha sconfitto la natura per molto tempo.

      Non so se lo stesso principio si applichi al "desiderio" degli omosessuali di procreare: so solo che, se stiamo a guardare la natura, dovresti tenerti il mal di denti e guai a prenderti un'aspirina.

      Manlio Pittori

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  3. Pittori prenda una boccata d'aria qui:
    http://cattoliciperlalaicita.blogspot.it/?m=1

    Micus

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