14 marzo 2014

Renzi, teleimbonitore al servizio dell'eurocrazia

di Marco Mancini

#Lasvoltabuona è arrivata. Matteo Renzi ha presentato, nel corso di una pirotecnica conferenza stampa, le misure che il suo governo adotterà nel corso dei prossimi mesi. Tra quelle più importanti, un decreto-legge e una legge delega sulla riforma del mercato del lavoro (il famoso Jobs Act), il pagamento totale dei debiti della PA entro l’estate (22 miliardi sono già stati pagati da Letta, ne mancano altri 68) e, soprattutto, una drastica riduzione dell’IRPEF sui redditi da lavoro dipendente inferiori a 25000 euro annui. Un’operazione dal costo di circa 10 miliardi l’anno, che garantirebbe circa un centinaio di euro in più in busta paga ai lavoratori interessati.

Inutile dire che il presidente del Consiglio sa vendersi bene, forse anche troppo. La presentazione accompagnata da efficaci slides sui 1000 euro annui in più per tutti, il “venghino signori, venghino!” per annunciare la messa all’asta di molte auto blu, il linguaggio colloquiale e lo stile accattivante: più che una conferenza stampa da Palazzo Chigi, sembrava una televendita su Mediashopping, come hanno commentato quelli del Vernacoliere. Ma non preoccupatevi: stavolta non ci sarà nessun magistrato a aprire inchieste per voto di scambio, come quando Berlusconi promise di abolire e restituire l’IMU, né vedrete illuminati osservatori scandalizzarsi per un premier che trasforma la politica in mercato delle vacche. Renzi è di sinistra – almeno, così dicono –, quindi può permettersi questo ed altro. Nessuno lo accusa di aver architettato una trovata propagandistica in vista delle elezioni europee. Il ceto medio semicolto che legge “Repubblica” applaude: dopo 20 anni di frustrazione, è bello sentirsi finalmente vincenti.

Se la “sinistra”, salvo qualche irriducibile, è quindi in brodo di giuggiole, la “destra” è completamente alla deriva. Spiazzata dalle mosse dell’ex rottamatore, che la sfida sul suo stesso terreno (meno tasse per tutti!), ha l’aria di un pugile suonato. Alfano tenta pateticamente di attribuirsi il merito delle misure annunciate da Renzi, mezza Forza Italia si scopre renzista, qualcun altro sospende il giudizio. Solo il povero Brunetta prova a fare opposizione, sollevando dubbi sulle coperture.

Il taglio dell’IRPEF ammonta, come si è detto, a dieci miliardi l’anno. Renzi annuncia di aver trovato coperture addirittura per 20 miliardi, ma intanto è stato costretto a rimandare l’avvio dell’operazione. I 7 miliardi che dovrebbero arrivare dalla spending review sono tutt’altro che certi (il commissario Cottarelli ne garantisce la metà); l’aumento del rapporto decifit/PIL dal 2,6% al tetto massimo del 3% dovrà essere valutato con Bruxelles, che ha già lanciato precisi altolà sui conti del Belpaese. Insomma, le poste di bilancio addotte a copertura sono tutt’altro che certe e non è affatto escluso che, a fine anno, si ricorra a nuove tasse, magari mascherate, per tappare i buchi.

Ma non è questo il punto: qualunque sia la copertura, è certo che la cosa andrà in porto. Come lo stesso Renzi ha detto a “Porta a Porta”, se i soldi non arrivassero in busta paga a maggio saremmo autorizzati a chiamarlo “buffone”. L’esposizione sul punto è stata troppo forte perché il premier possa rimangiarsi la promessa. Inutile, dunque, continuare la polemica sulla scarsa credibilità della proposta: è un clamoroso autogol. 

Non è questione di mantenere o meno le promesse. Anche Berlusconi ha promesso tante cose e ne ha mantenute diverse: ha aumentato le pensioni minime a un milione di lire al mese, ha ridotto le aliquote IRPEF, ha abolito l’ICI e le tasse di successione e sulle donazioni, per non parlare delle decine di “grandi riforme” approvate. Tutto racchiuso in questo bel cartello, che lo stesso Cavaliere ebbe modo di rovesciare sulla testa del povero Damilano, facendogli avvertire anche fisicamente tutto il peso delle proprie realizzazioni. Eppure non mi pare che il giudizio corrente sull’operato dei governi Berlusconi sia così lusinghiero.

La questione vera è: il taglio dell’IRPEF farà uscire l’Italia dalla crisi più grave del dopoguerra? E’ un passo in avanti per ravvivare la domanda interna, certo. Magari farà risalire il PIL di qualche decimale, finché durerà l’effetto. Per incidere in maniera efficace su un quadro macroeconomico così disastrato, tuttavia, serve ben altro, in primo luogo il coraggio di ripensare il rapporto con l’Europa e con la moneta unica. In questo senso, la mossa di Renzi è una garanzia a tutela dello status quo. Un pannicello caldo, che serve a tenere l’Italia appena al di sopra del pelo dell’acqua, evitando che affoghi. Un po’ di elemosina per conquistare il consenso di una parte del Paese e spaccare il fronte del malcontento. La vincita che ogni tanto ti regala il videopoker, per convincerti a lasciare lì il resto della pensione. O la solita storiella della rana da bollire in pentola, se preferite.

Anche l’eurocrazia, insomma, ha capito che bisogna cominciare a conquistare “i cuori e le menti” degli europei, altrimenti il sistema rischia di saltare. Serve un po' di carota, mentre la camicia di forza dell'euro continua a stritolarci. Non è più tempo di freddi tecno-burocrati: ora Bruxelles ha un teleimbonitore al suo servizio. E il suo programma (inconsapevole?) è: ammazzare l’Italia, fingendo di salvarla. Un buon motivo per respingere al mittente le sue seduzioni.
 

9 commenti :

  1. negli ultimi tempi mi difetta un po' la memoria. Quali sarebbero le "decine di “grandi riforme” approvate"?
    escludendo la patente a punti e fumo nei locali mi aspetto almeno altre 18 "grandi riforme"...

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  2. Articolo dotato di una comicità involontaria straordinaria: con una mano si accusa il grande teleimbonitore Renzi e con l'altra si tesse l'elogio di Berlusconi, che ha costruito la propria fortuna elettorale con un uso da televendita del mezzo televisivo (chi ha inventato il contratto con gli italiani, con le sue clausole capestro inevitabilmente divenute carta straccia quando le promesse non si sono realizzate?) e che ha sfruttato le tv di sua proprietà (il 50% circa del panorama nazionale) per veicolare i messaggi voluti. La citazione delle decine di grandi riforme conferma che il teleimbonimento Mediaset per alcuni è riuscito ottimamente; peccato non si sia citato anche il complotto giudiziario nei confronti di Berlusconi perchè la vulgata prevederebbe di menzionare anche quello. Fatto sta che, a seguito delle "decine di grandi riforme" di Berlusconi, l'Italia si è trovata inspiegabilmente in quella che lo stesso articolo definisce la sua più grande crisi del dopoguerra. E - numeri alla mano - i vent'anni di protagonismo politico di Berlusconi ci hanno lasciato una pressione fiscale molto più elevata ed una competitività economica notevolmente indebolita. Certo le colpe sono anche di Prodi e del modo sciagurato in cui ha negoziato le condizioni dell'ingresso del nostro paese nell'euro, ma di sicuro c'è il fatto che Renzi avrà compito facile nel fare meglio dei suoi predecessori.

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    1. Il teleimbonimento mediaset è nulla rispetto alla mitologia consolatoria elaborata in vent'anni per giustificare il disastro degli esecutivi di centrosinistra, fino alla tragicomica abdicazione in favore dei governi tecnici (i peggiori in assoluto).
      I dati però parlano chiaro:

      http://tinyurl.com/pufqgyb

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    2. Governi tecnici i cui provvedimenti sono stati tutti votati in parlamento non solo dalla sinistra ma anche da mister B. E' bastato comunque un pò di teleimbonimento Mediaset per convincere alcuni che in realtà Berlusconi è tutt'altra cosa da Monti

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    3. "è nulla rispetto..."
      perché invece di guardare la pagliuzza nell'occhio di tuo fratello non guardi la trave nell'occhio tuo?

      perché, notoriamente, negli ultimi 20 anni ha governato il centrosinistra e solo di loro è la responsabilità dei "governi tecnici".

      comunque per qualche annetto l'evasore fiscale resterà fuori dal parlamento. E poi sarà una questione da Tristo Mietitore.

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    4. Scusate il link corretto è questo :

      http://tinyurl.com/nhztvqc

      Dal che è evidente che parlare di "ventennio berlusconiano" è una falsità ad uso e consumo della mitologia consolatoria. In ogni caso il fallimento dei governi di centrosinistra è certificato, dovrebbe essere studiato sui manuali di storia. L'unico campo dove sono stati impareggiabili è stata la svendita dell'industria italiana e l'appecoronamento ai diktat della UE (oggi ci ripensano un pochino , vista l'aria che tira e siamo prossimi alle europee). Ciampi , Prodi , D'Alema , Veltroni (sorvoliamo per carità cristiana su Bersani) sono stati gli artefici dei saldi. Quanto a Monti , messo su con un'opera di ricatto finanziario senza un barlume di passaggio democratico, basta leggere le sue stesse dichiarazioni: Il suo obiettivo era fermare Berlusconi nulla di più. Poco importa che abbia portato al collasso tutta l'economia (col premio anticipato di senatore a vita). Oggi per salvare la ghirba devono tirare fuori dal cilindro uno che con il gruppo dirigente PCI-PDS-DS non ha nulla a che fare. La via giudiziaria per l'eliminazione dell'avversario è giunta in porto, quella politica un po' meno. L'Italia ormai non esiste più , però fa ben sperare il fatto che 2 elettori su 3 non vogliano più saperne di mitologia sinistra.

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    5. Sul fatto che i governo di centrosinistra siano stati un fallimento sono d'accordo, non capisco però come questo riabiliterebbe i governi Berlusconi, che sono risultati altrettanto fallimentari. Mi piacerebbe poi vedere maggiormente argomentata la tua dichiarazione relativa all'eliminazione politica tramite via giudiziaria, per capire se la stessa è fondata su una conoscenza reale delle carte processuali o sul semplice teleimbonimento Mediaset. Personalmente mi sono documentato sul caso è le conclusioni cui sono arrivato sono un bel pò distanti dalla vulgata propugnata dai giornali e dalle tv di proprietà di Berlusconi (le quali - mi permetterai - hanno buone ragioni per non essere proprio obiettive sull'argomento). Sarei però ben lieto di conoscere il parere documentato di chi ritiene Berlusconi innocente relativamente alla condanna di frode fiscale, perchè magari ho equivocato la lettura delle contabili banca che testimoniano le tangenti versate a Craxi ed i trasferimenti di denaro tra conti residenti in paradisi fiscali volti a gonfiare i costi dei diritti cinematografici, per diminuire l'imponibile in Italia e creare fondi neri...

      Enrico

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  3. Renzi è la conferma che la sinistra impiega vent'anni a capire e proporre alcune idee valide, dopo averle strenuamente combattute.
    Naturalmente per attuarle farà politiche comunque di sinistra , sottraendo ricchezza (quella poca rimasta) da una parte per offrirla all'altra. E questo come evidenzia bene l'articolo può farlo proprio perchè è di "sinistra", altrimenti sarebbero fuoco e fiamme. Non passa nemmeno per l'anticamera l'idea di incrementare le risorse e fare la torta più grande. Ci vorranno altri vent'anni

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  4. Ero fiducioso in Letta prima che venisse Renzi.
    Ero poco fiducioso in Renzi prima del suo discorso.
    Dopo il suo discorso ho perso tutta la poca credibilità che avevo in lui.
    Se rifacessero a breve le primarie del Pd con Renzi e Cuperlo darei un euro al Pd solo per poter votare Cuperlo e fargli battere Renzi ( ahhh.... Mostruoso! )

    No... l'ultima frase era solo una battuta.

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