14 aprile 2014

Appunti sulle nuove forme di protesta contro l'omosessualismo

di Fabrizio Cannone
Nel 2013 la Francia ha ricevuto un colpo mortale con l’elezione del premier François Hollande, probabilmente il peggior presidente degli ultimi decenni, tanto da far rimpiangere non solo Sarkozy, ma perfino Chirac e Mitterand. Il leader socialista infatti sta mantenendo, alla lettera, tutte le più gravi promesse elettorali: varo del matrimonio tra omosessuali con annessa adozione di bambini, destabilizzazione della famiglia e rilancio dell’aborto di massa, indottrinamento omosessista delle nuove generazioni nelle scuole di Stato, permissivismo su droga e alcool, euro-mondialismo tecnocratico, asse del male col presidente americano Obama, persecuzione della Chiesa e di tutti i recalcitranti. Le recenti elezioni francesi hanno però registrato un crollo netto della popolarità del presidente – nel frattempo giunto già alla terza relazione sentimentale (senza matrimonio né religioso né civile) – e hanno visto l’affermazione della destra anti-socialista e dell’astensionismo. Segno che la società civile inizia a scuotersi e a comprendere chi è davvero dalla parte del popolo e chi dalla parte delle élite.

Ma la Francia del 2013-2014 è anche il paese in cui si sono registrate le più grandi proteste di piazza contro la dittatura liberal-socialista in atto in tutta Europa. La Manif pour tous (Manifestazione per tutti, contro le nozze gay), il Jour de Colère (Giorno di Collera, contro la repressione del dissenso), la Marche pour la vie (Marcia per la vita, contro aborto ed eutanasia) e la stessa manifestazione per la soppressione delle Femen (il gruppo terrorista che ha interrotto messe, profanato chiese, sradicato crocifissi, colpito a sangue pastori della Chiesa nel silenzio-assenso dei giornali del sistema) hanno dato voce ai milioni di francesi scontenti dalla politica mondialista e massonica dei poteri forti imperanti. Abbiamo già fatto cenno alla creatività e alla fantasia con cui i nostri commilitoni gallici hanno sfidato l’oppressione e hanno risollevato il cuore dei buoni e degli onesti. Tra le tante forme di protesta quella degli Hommen (gli anti-Femen) ha colpito nel segno: molti ragazzi col volto coperto,  intervengono, anche se non invitati, nei contesti più vari per imporre una voce diversa, e ciò attraverso scritte applicate sul dorso e sul petto. Un’altra riuscitissima idea è quella dei Veilleurs, ovvero Coloro che vegliano, i quali si ritrovano in un luogo simbolico di una città francese, e silenziosamente esprimono il loro dissenso dalla cultura di morte egemone. Ma esistono altre forme di lotta come Les Antigones, Printemps Français, etc. Di recente è sorta perfino una televisione su internet, TV-Libertés, per contrastare le menzogne dell’informazione ufficiale e che non a caso ha sede in Russia, terra di libertà e di non conformismo.

Nella nostra Penisola molti giovani volenterosi hanno preso il testimone e hanno creato prima la Manif pour tous Italia e poi le Sentinelle in piedi, assimilabili ai Veilleurs francesi.

I giovani della Manif hanno adottato sia il nome che il logo dei patrioti transalpini, ed hanno espresso l’intenzione di ripetere la vibrante protesa francese contro ogni legge che permetta l’unione tra due persone dello stesso sesso. I militanti delle Sentinelle in piedi invece si ritrovano periodicamente in una piazza centrale di una provincia d’Italia (finora Cremona, Trento, Perugia, Milano, Brescia, Firenze, Piacenza, Terni, etc.) e si mettono a leggere un libro per un’ora circa, mostrando ai passanti compattezza e dignità. Il messaggio che si vuole veicolare sta nell’opposizione silenziosa e ragionata (il libro infatti è simbolo del pensiero, del tutto assente nella propaganda gay), ma anche ferma come statue contro leggi e decreti che, dichiarando di voler punire l’inesistente omofobia, in realtà mirano alla repressione dell’eterosessuale, specie del cattolico e del patriota.

E’ nota a tutti l’opposizione della Chiesa cattolica all’omosessualità – e non solo alle nozze gay e così gli anticlericali di sempre vorrebbero prendere due piccioni con una sola fava: decretando l’illegalità dell’omofobia, si desidera sia spingere il pensiero della gente nel senso dell’accettazione del matrimonio tra invertiti, sia perseguitare tutti coloro che credono al Vangelo e alla comune morale dei popoli.

A Roma, sabato 5 aprile 2014, nella piazza del Pantheon, oltre 500 persone hanno manifestato assieme alle Sentinelle in piedi. In silenzio, dopo che uno speaker aveva ricordato le ragioni di civiltà per cui si era scesi in piazza, ragazzi e ragazze, hanno passato un’intera ora leggendo un libro, senza muoversi, e formando delle lunghe colonne umane, accanto a quelle maestose della Chiesa dei Santi e dei Martiri (ex Pantheon romano). I libri più gettonati erano quelli di autori come Gianfranco Amato, Costanza Miriano, Francesco Agnoli, etc. Segno che una contro-cultura cattolica oggi esiste, anche per il merito di case editrici come Fede & Cultura, Sugarco, Lindau, D’Ettoris, Mimep, Amicizia Cristiana e altre. Una decina di omosessuali hanno protestato a poca distanza dalle Sentinelle, usando la squallida arma del ricatto morale. Infatti esponevano un triangolo rosa sul petto, simbolo che, secondo alcuni storici, sarebbe stato usato nei campi di concentramento tedeschi per individuare i prigionieri con tendenze omosessuali. Grazie a queste forme di ostentato vittimismo, questi soggetti vorrebbero divenire intoccabili e al riparo da ogni critica: chi li critica infatti non capirebbe il loro sofferto dramma interiore! Ma in realtà, quei giovanotti arzilli e maleducati, non parevano affatto provenire da un tetro Lager tedesco, ma piuttosto da uno dei loro malsani club e circoli, in cui come noto si offende Dio e la morale in ogni modo possibile.

Ci auguriamo che queste proteste anti matrimonio gay e più in generale anti sistema continuino, si diffondano per ogni dove e divengano l’inizio di una rivolta spirituale che ricacci nell’ombra gli artefici della dilagante cultura di morte. Ma tutte le cose umane hanno dei limiti e anche queste forme di protesta ne hanno. Benché si leggano libri in piazza, temo che a casa si facciano pochi studi di approfondimento sulle questioni familiari ed etiche. Non basta però “navigare” e saltare da un sito all’altro per rispondere ai nostri avversari sul piano giuridico, filosofico, morale, teologico, scientifico, etc. Secondariamente non basta essere contro il Decreto Legge Scalfarotto e le altre leggi bavaglio. Queste leggi sono sbagliate anzitutto perché promuovono l’omosessualità e solo poi perché cercano di censurare i loro critici e i cattolici. La battaglia è già persa se viene giocata sul mero campo della libertà di espressione, concetto troppo equivoco e generico per essere il terreno dello scontro e della vittoria. E se i pedofili manifestassero per la libertà di espressione della pedofilia su internet, noi cattolici dovremmo sostenerli o lottare strenuamente per la sacrosanta censura? La risposta è fin troppo ovvia, e dunque non tutte le libertà di espressione sono equivalenti; certo la libertà di dire la verità va sempre salvaguardata, ma non sempre va protetta la libertà di insegnare l’errore. Immaginiamo che lo Stato stabilisca così: l’insegnante cattolico è libero di insegnare che esistono solo due sessi (maschile e femminile), ma l’insegnante laico è libero di insegnare la teoria del gender e l’esistenza di molte forme di sessualità (gay, trans, queer, etc.). Ebbene dovremmo accettare questa visione in nome della libertà di espressione o dovremmo lottare per il trionfo della verità (ovvero del matrimonio monogamico indissolubile)? Ci auguriamo che tra le zelanti Sentinelle italiche non ci siano dubbi al riguardo e che se si è scelto di partire dalla difesa della libertà di espressione è solo per far breccia nel muro di gomma del sistema, per poi annichilirne a poco a poco le pretese e le folli derive ideologiche.


Nel 1976 Gianfranco Morra scriveva: “[la religione] si trova di fronte a un angoscioso aut-aut: o essa si adegua alla mentalità dell’epoca, mettendo da parte tutto ciò che la caratterizza in quanto religione, per ottenere in tal modo un piccolo inefficace sterile spazio nella cultura, come fenomeno meramente psicologico o come strumento di progresso sociale; oppure essa si mantiene ferma alla propria ineliminabile vocazione soprannaturale, scontando con l’emarginazione e la persecuzione la propria eroica e coerente fedeltà” (Marxismo e religione, pp. 14-15). La Manif, le Sentinelle e le altre forme di lotta che Dio ispira siano il sussulto di una nuova coerenza con la logica del Vangelo e non un ennesimo sterile compromesso con il mondo e il potere.
 

9 commenti :

  1. Ecco, hai messo il dito nella piaga! Contro l'aborto a Pavia, ogni mercoledì, noi vegliamo in piedi, sì', ma recitando il S. Rosario e il 9 aprile anche con una S. Messa pubblica davanti all'ospedale ! Marco

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  2. Manca un punto importante. Queste iniziative si concentrano per lo più sulla persuasione dell'opinione pubblica, restando sul piano teorico. Il loro punto di vista è che ci sia una discussione in corso in cui è essenziale avere la meglio.

    Forse è solo un'impressione, forse sono solo male informato, ma mi pare che il grosso di queste iniziative venga dai giovani, diciamo in età universitaria e dintorni. Giovani generosi, quindi, e concentrati sugli stimoli intellettuali; ma che forse non hanno la piena percezione di alcuni problemi concreti, spesso già attuali - per esempio quelli legati all'educazione dei figli o al lavoro, che magari loro non hanno.
    Forse per questo, accanto alla reazione teorica, manca il punto fondamentale della reazione pratica.

    Non che manchi del tutto: penso ai Giuristi per la vita, o a comitati come Nel nome dell'infanzia (di cui si attendono iniziative concrete). Ma bisognerebbe lavorare molto su questo genere di strumenti e potenziarli quanto più è possibile. Bisognerebbe creare una rete - una lobby, se vogliamo - di mutua informazione e di mutuo sostegno. Alla luce del sole finché è possibile, sotterranea se necessario.

    Nell'età delle persecuzioni antiche il cristianesimo non sarebbe sopravvissuto senza le catacombe. In alcune parti del mondo è ancora così.
    Quindi mentre con una mano alimentiamo in tutti i modi la protesta e cerchiamo di vincere sul piano teorico, con l'altra dobbiamo trovare modi di evitare le imposizioni di oggi e di sopravvivere alla dittatura di domani. Dobbiamo trovare e prepararci le catacombe.

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    1. "Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma *Gesù si nascose* e uscì dal tempio". (Gv 8,59) :-)

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  3. Ho partecipato alle sentinelle nella mia città.
    Mi è chiaro, e lo era anche a molti dei partecipanti, che conosco, che la battaglia non è per la libertà di espressione sic et simpliciter, bensì contro l'omosessualismo e la teoria del gender.
    Resta il fatto che senza libertà di espressione non ci sarà consentito combattere contro omosessualismo e gender.
    La libertà di espressione, in altri termini, è il mezzo, non il fine della nostra battaglia. Se riusciremo a mantenerla inizierà la guerra vera, se no è già finita.
    Questo gli omosessualisti lo sanno bene, ed infatti mirano a silenziarci introducendo una fattispecie di reato per così dire in bianco che, se sarà introdotta nell'ordinamento giuridico, permetterà di imbavagliare, anzi arrestare, il dissenso.
    In altri termini sia chiaro a tutti che se ci tolgono la libertà di espressione gli omosessualisti potranno entrare negli asili e nelle scuole senza ostacolo alcuno. L'eventuale ostacolo finirà in galera.
    Apprezzo Fabrizio Cannone, lo pregherei però di partire dal presupposto che gli altri, le sentinelle, intendo, ma anche gli omosessualisti, non sono dei cretini,ed hanno valutato ampiamente le loro strategie prima di metterle in pratica.
    @ Latinista: le catacombe saranno forse il nostro destino, è molto probabile, ma non ci andrò senza aver lottato prima a viso aperto fin dove le mie forze lo consentiranno. Che se poi Lei ritiene che fare la sentinella sia una cosa teorica, si vede che non c'è mai stato, chè insulti e sputi comunque ce li siamo presi, noi e i nostri figli che hanno manifestato con noi. La invito ad unirsi alle sentinelle in piazza, e solo dopo accetterò l'invito a venire con Lei nelle catacombe.
    "Bisogna dare battaglia perchè Dio conceda la vittoria"

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  4. Però qualcosa non mi torna in questo articolo.
    Non si tratta solo e tanto dell'idea, abbastanza azzardata, che le proteste contro l'aggressione antropologica in atto rappresentino una specie di rivolta "anti-sistema". A conti fatti, uno come Scalfarotto probabilmente rivendica per sé, piuttosto che per altri, questa missione di natura trasgressiva. No, non è solo per questo.
    Si tratta, piuttosto, di un punto su cui bisogna essere chiari una volta per tutte o, almeno, provarci: le aspettative di Fabrizio Cannone e di altri conducono (condurrebbero, se attuate) ad abbandonare il modello democratico per un ritorno al modello di potere teocratico.
    Ora, si può anche agognare ad un recupero delle antiche forme di vita, è più che legittimo e personalmente mi colloco senza ombra di dubbio tra i fautori della Tradizione. Ma quanto può essere realistica e, soprattutto, "vincente" sul piano culturale e politico una restaurazione d'altri tempi? Quanti la vorrebbero veramente? Quanti la seguirebbero seriamente?
    Ritengo che sino a quando non si porranno queste domande non si farà un passo in avanti da nessuna parte, né da quella del soggetto politico di riferimento, né da quella della lobby o cose analoghe.
    Rimane quindi più che opportuno condurre battaglie concrete e circoscritte, senza scatenarsi inutilmente contro i mulini a vento della restaurazione.

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  5. Ritengo che le lodi e le critiche che ho ricevuto siano degne di nota e non me ne sono affatto offuscato, soprattutto perchè sono espresse con garbo e chiarezza. Rispondo così:
    1) Alla Grande Guerra dico: va bene pregare Dio per essere liberati da queste derive antropologiche e non sono affatto contrario ai rosari in pubblico, anzi. Non ci priviamo però del sostegno di 'atei-devoti', o membri di altri confessioni in questa battaglia di civiltà.
    2) A Latinista dico: tutto giusto, non basta la sola teoria, uniamoci anche in pratica, anche praticando la carità fraterna e la solidarietà. Se serve la teoria è per indirizzare la pratica nel modo migliore, ma senza astrattismi e utopismi.
    3) Ad Anonimo dico: Non penso che non ci siano strategie dietro le Sentinelle e la Manif (tra l'altro malgrado le critiche costruttive, ho partecipato ad entrambe le manifestazioni), ma stiamo attenti perchè la libertà di espressione è un campo scivoloso e fonte di equivoci: la bestemmia è libertà di espressione? e l'arte oscena? e la pornografia, che secondo il Catechismo dovrebbe essere vietata? Certo la libertà di combattere l'errore è sacrosanta, ma proprio perchè è sacrosanta la verità...
    4) A Gibbì dico: La democrazia è un idolo ormai sgualcito, logoro e delegittimato. In ogni caso si è trasformata in una dittatura del relativismo. Noi dobbiamo difendere la famiglia e il bene comune, anche a costo di apparire anti-sistema, anti-democratici e anti-progressisti: anche se il divorzio, l'aborto e il matrimonio gay fossero votati dal 95% dei cittadini sarebbero sbagliati e non sarebbero vere leggi civili (è l'insegnamento dell'Evangelium vitae...).

    Ringrazio tutti e invito tutti a fare del bene come possono...
    Ci vediamo alla Marcia di Roma il 4 maggio e il 3 al Convegno del Regina Apostolorum!

    FC

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  6. Ci sono molti cattolici omosessuali e penso sia giusto accoglierli nella comunità. Sinceramente trovo crudele attaccare i cristiani omosessuali e un tradimento del messaggio cristiano. Il messaggio di Gesù era prima di tutto un proclamo d'amore, che aveva reso il suo supremo comandamento. Bisogna rispettare il prossimo.

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  7. Anonimo delle 13:03, non mi fraintenda.
    Ribadisco che la battaglia che ho detto "teorica" è importante e non va abbandonata. Forse questo non l'ho espresso con sufficiente chiarezza.
    Dove vivo io le sentinelle non esistono - e non a caso, perché qui non mi risulta che ci siano discussioni in corso in cui valga la pena di convincere l'opinione pubblica.
    Lei dice che le sentinelle non sono da ascrivere alla battaglia teorica. "Teoria", almeno come la intendevo nel mio intervento, non significa non sporcarsi le mani. Significa quella parte della battaglia che mira a far passare la linea, soprattutto tramite la persuasione.
    A cosa servono le sentinelle? Come tutte le manifestazioni di piazza, servono innanzitutto:
    1) ad affermare l'esistenza di un certo orientamento (qui l'opposizione alla teoria del genere e alla sua imposizione);
    2) a dimostrarne la consistenza numerica, sia all'opinione pubblica, perché molti tendono ad accodarsi alle grandi masse, sia soprattutto al ceto politico, che farà i suoi calcoli elettorali;
    3) e ad attirare l'attenzione della gente sul problema.
    Il fine prossimo è convincere altri della bontà (o, a seconda dei casi, della convenienza) delle idee manifestate. Questo fine è appunto quello del lato teorico della battaglia, e le manifestazioni sono solo uno dei mezzi per raggiungerlo.

    Quando parlo di reazione pratica intendo tutt'altro genere di iniziative. Per far solo qualche esempio:
    1) Reti legali, quanto più potenti è possibile, che studino ed applichino le vie più efficaci per usare le leggi vigenti contro la deriva omosessualista:
    se una pubblica amministrazione cerca di bruciare i tempi e fa qualcosa di incompatibile con la legge attuale, se in un lavoratore si trova sanzionato o in qualche modo penalizzato a causa dell'espressione ancora libera di una certa idea, si trova il modo di portare in giudizio la pubblica amministrazione e il datore di lavoro.
    2) Gruppi di pressione, anch'essi quanto più potenti, informati ed efficaci è possibile, per azioni di boicottaggio:
    se un'azienda ha adottato una politica omosessualista o ha sostenuto in qualche modo l'omosessualismo, la si boicotta (per esempio: disinstallate tutti Mozilla quanto prima).
    3) Reti di "produzione alternativa", se mi si passa la brutta espressione; perché a boicottare questo e quello, ad evitare questo e quello, si finisce col legarsi le mani, se non ci sono prodotti e servizi alternativi. Questo vale anche per le scuole.

    In questa direzione finora è stato fatto pochissimo. Quindi ben venga impegnarsi sul campo "teorico", ma nel frattempo, senza nulla togliere a quello, con l'altra mano dobbiamo costruire delle strutture di resistenza pratica. In diversi casi si tratta di usare le stesse armi del nemico.

    Bisogna però anche prepararsi a una sconfitta. Parlare di catacombe può sembrare disfattista. Mi è parsa una metafora particolarmente adatta, ma potrei dire anche che dobbiamo costruirci dei rifugi atomici, o semplicemente preparare un piano B per il caso di sconfitta sul campo "teorico".

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  8. Agata,
    ci sono molti cattolici golosi, bugiardi e ladri, e tutti sono accolti nella Chiesa (questa intendeva con "comunità", giusto?). Ma a questi suoi figli la Chiesa fa riconoscere il loro peccato come tale e li invita ad abbandonarlo - per la salvezza delle loro anime, quindi nel loro interesse.
    Per la stessa ragione, per la salvezza delle anime, la Chiesa non può tollerare che per esempio i ladri, cattolici e (soprattutto) non cattolici, si alleino tra loro perché rubare diventi la norma nella società, accettata e promossa.
    La stessa cosa vale per gli omosessuali e l'omosessualità, con l'aggravante che essa, per la dottrina della Chiesa, è uno dei pochi peccati (quattro in tutto) tanto gravi che "gridano vendetta al cospetto di Dio".
    Ridurre il comandamento dell'amore a un "volemose bbene" significa averlo gravemente frainteso.

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