02 aprile 2014

L'Europa dei soviet


di Paolo Maria Filipazzi

Uno spettro si aggira per l’Europa. E’ quello… dell’Europa. O meglio, quello dell’entità nota come Unione Europea, la quale, per citare le parole che Oriana Fallaci vi dedicava ne “La Rabbia e l’orgoglio”, “non è l’Europa, ma il suicidio dell’Europa”. In tutti i paesi schiacciati sotto il tallone di questa mostruosità politica, giuridica, economica e culturale, sembra profilarsi una considerevole affermazione, alle prossime elezioni europee, di forze cosiddette euroscettiche.

Contro questa avanzata le classi dirigenti, sbigottite, nel loro eurofanatismo obnubilante i cervelli e inibente un qualunque autentico contatto con la realtà, da un fenomeno che è semplicemente nella natura delle cose, non hanno trovato, al momento, niente di meglio che sventolare il frusto e patetico spauracchio dei nazionalismi, dei nazi-fascisti brutti e cattivi, della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto. Vale a dire, cose che non c’entrano una mazza, ma che vengono meccanicamente tirate fuori dalle oligarchie politico-finanziarie come spauracchio per auto-legittimarsi e, al contempo fare sentire in colpa i cittadini, criminalizzati nelle loro scelte, ogniqualvolta si sentono minacciate. In realtà si tratta di un fenomeno molto più articolato. Andiamolo ad analizzare.

L’Unione Europea non è quell’Europa “carolingia” che fu immaginata, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dal renano Adenauer, dal trentino De Gasperi e dal lorenese Schuman, i tre grandi statisti figli della scuola cristiano-sociale germanica. Il vero atto di nascita del Leviatano a cui siamo sottoposti sta nel discorso che Gorbacev pronunciò in segreto il 6 giugno 1987 agli alleati del Patto di Varsavia, preconizzando una “casa comune europea” che avrebbe dovuto attuare nell’Europa occidentale il processo di sovietizzazione attuato in Europa orientale. Il progetto fu presto accolto dalle élite dell’Europa occidentale e questo portò a Maastricht, noncurante del crollo del comunismo orientale. Oggi, come spesso torna a denunciare Vladimir Bukovskiyj, autore del libro “URSS-EURSS ovvero il complotto dei rossi e Eurss. Unione Europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche”, il piano è alla sua prima fase di attuazione. Non per nulla, in Germania, il paese egemone dell’Unione Europea, l’unificazione dopo la caduta del Muro ha portato la vecchia classe dirigente tedesco-orientale all’egemonia del paese unificato: dalla DDR provengono sia Schroeder, successore di Kohl, sia la Merkel, che, guarda caso, per la maggior parte della sua stagione di governo ha retto la Germania in coalizione coi socialdemocratici.

Oggi l’Unione Europea si contraddistingue per una struttura che sta sempre più assumendo connotati affini a quelli sovietici: oligarchia senza alcuna legittimazione democratica al potere; burocrazia ottusa, elefantiaca, in continua crescita e sempre più inefficiente; corruzione; messianismo, che presenta se stesso come unica panacea di tutti i mali e paventa la fine del mondo in caso di crollo; programmi di governo basati sulla pura ideologia, senza alcun contatto con la realtà, e dalla delirante convinzione che tutto sia destinato ad andare gioiosamente, meccanicamente, per tappe prestabilita, verso il radioso destino fissato. E se il “Program Maximum” di Lenin stava nell’eliminazione di proprietà privata, famiglia e Nazione, non si può ignorare che proprio su questa strada l’Europa sembri incamminata a tappe forzate. L’UE ha dato inizio ad una vera e propria operazione di lavaggio del cervello massivo, imponendo in maniera ossessiva ed in tutti i gangli della cultura, della comunicazione, dell’istruzione, un’ideologia anti-umana che nega le basi fondamentali della civiltà, imponendo l’orrore dell’aborto, dell’eutanasia, della fecondazione assistita, elevando a bandiera la promozione della sodomia e, a partire alla recente approvazione del rapporto Lunacek, anche la sessualizzazione dei bambini in età precoce, vale a dire la pedofilia. Con la sua politica economica sta mandando in malora quel tessuto di piccole e medie imprese, di artigianato, di economia familiare che era la forza non solo italiana, impoverendo progressivamente milioni di europei e favorendo le gigantesche accumulazioni di capitale. Quanto, alle identità nazionali, si sta anche qui realizzando la previsione di Lenin, per il quale sarebbero progressivamente avvizzite. Milioni di abitanti del continente, si ritrovano impoveriti ed appesi ad una precarità economica e lavorativa che impedisce loro di costruirsi percorsi di vita coerenti; privi del supporto e della solidarietà dell’istituzione familiare, che un tempo faceva la solidità dei rapporti comunitari ed ora è sempre più in dissoluzione; senza quell’orizzonte valoriale che che viene dall’essere cresciuto in una tradizione culturale che dà all’uomo quei valori in base ai quali affrontare la vita; col cervello bruciato da una propaganda che, a partire dalla tenerissima età, porta a considerare come ragionevoli e scontate le farneticazioni su cui il potere basa la propria legittimità. Un continente intero di schiavi deficienti. Appunto, ciò in cui consisteva in ultima istanza il programma sovietico.

Come è noto, però, l’URSS ed esperienze affini (come quella Yugoslavia) sono crollate. Sono crollate perché l’uomo non si può cambiare e nessuna ideologia potrà mai sradicare dall’animo umano ciò che è proprio della sua natura, ciò che fa di noi degli uomini. Non è il caso che dalle ceneri dell’URSS e della Yugoslavia di Tito siano risorti, fortissimi, il sentimento nazionale e quello religioso di Nazioni e Chiese che, improvvisamente, sono riapparse trionfanti. Risorti, certo, a volte accompagnandosi a tragedie immani. Ma si trattava della violenza brutale con cui la vittima di uno stupro reagisce alla violenza che sta subendo.

Appunto questo accade in Europa: un intero continente sta subendo uno stupro. L’avanzata degli “euroscettici” non è che un segnale che la natura umana ancora una volta non è cambiata e lotta per la sopravvivenza.

 

1 commento :

  1. La Russia diffonde i suoi errori. Fatima si realizza

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