01 aprile 2014

Sentinelle in piedi a Perugia: un'altra vittoria sulla propaganda omosessualista

di Giorgio Mariano
Il 29 marzo scorso in piazza della Repubblica a Perugia, le “Sentinelle in piedi” hanno riportato un’altra significativa vittoria contro l’assordante propaganda di pochi (ma ben finanziati) attivisti lgbt del gruppo “Omphalos” (dal greco «ombelico»). Le sentinelle, schierate in una silenziosa e pacifica battaglia di cultura, hanno dimostrato ancora una volta che è il buon senso e la retta ragione a guidare la maggior parte degli italiani. Lungi, infatti, dall’asservimento ai dettami omosessualisti “gay-friendly”, i manifestanti, provenienti da varie parti della provincia e della regione umbra, hanno testimoniato con la correttezza e la compostezza che è loro propria il valore dei principi che difendono.

Non si può dire lo stesso del fronte avverso. Gli attivisti lgbt, infatti, si sono infiltrati fra le fila delle sentinelle ed hanno cominciato a gridare e sbraitare: «fascisti, intolleranti, andate via, non vi vogliamo!». Questa sì che è tolleranza… Da un lato una protesta silenziosa con un semplice libro in mano, segno di cultura e di autentico “libero pensiero”, il quale altro non è che la retta ragione, dall’altro uno sparuto gruppo dell’arcigay e arcilesbica che ha preso a saltellare con i tamburelli lasciandosi andare a provocatorie manifestazioni oscene (tipo baci fra maschi). In tutto 10, dico 10, attivisti lgbt chiassosi, come tutte le minoranze intolleranti della storia, di fronte a 300 sentinelle silenziose e compatte come una falange oplitica.

L’“Umbria Journal” ha pubblicato un comunicato stampa per conto dell’associazione “Omphalos” il giorno stesso della manifestazione, dichiarando espressamente che le Sentinelle in Piedi non sarebbero altro che “un gruppo di clerico-fascisti reazionari”. Ora, dato che le Sentinelle in Piedi non parlano ma vegliano silenziosamente in piedi con un libro in mano, sarebbero così gentili lor signori di indicarci dove si troverebbe la prova di una cosiddetta reazione “clerico-fascista” ammesso che sappiano esattamente di cosa parlano o cosa questi termini significhino? Non solo. Il suddetto comunicato stampa è stato diramato il 29 marzo alle ore 18:22, come consultabile dal sito dell’“Umbria Journal” . Ciò significa che è stato per lo meno scritto 10 minuti prima della pubblicazione, per gli ovvi tempi tecnici necessari alla redazione. Peccato però che la manifestazione delle Sentinelle, cominciata alle 17:30 circa, si sia conclusa alle ore 18:35. Un semplice errore dovuto ad una “ansiosa fretta” (poco credibile) o un autentico caso di allineamento dei media all’ideologia gender? Ciò che contribuisce a mettere in ridicolo la donchisciottesca battaglia dell’associazione “Omphalos” sono le dichiarazioni che essi stessi hanno rilasciato nel loro comunicato. Affermano: “riteniamo che sia dovere dei mezzi d’informazione garantire l’esattezza delle notizie divulgate, al fine di evitare strumentalizzazioni dell’opinione pubblica”. Alla faccia! Visto che hanno pubblicato una notizia prima che il fatto fosse concluso dando perdipiù notizie generiche e infarcite di accuse pregiudiziose (clerico-fascisti reazionari) ci chiediamo se sia questa l’“informazione esatta”, libera da “strumentalizzazioni” che associazioni lgbt di tal fatta vorrebbero instaurare nella nostra Italia.

Molti, invece, i passanti che, alla vista di un popolo silenzioso e soprattutto di un popolo “in piedi” ben radicato nella realtà oggettiva, stabile ed immutabile, si sono fermati ammirati ed anzi, si sono messi benevolmente a rispondere alle grida stridule dei pochi facinorosi attivisti. “Il silenzio uccide”, hanno gridato i pochi dell’“Omphalos”, dimostrando disprezzo e ignoranza per gli autentici combattenti per la libertà. Tempo fa un uomo saggio dichiarò: “Se urli tutti ti sentono... Se bisbigli ti sente solo chi ti sta vicino... Ma se stai in silenzio solo chi ti ama ti ascolta” (Mohandas Karamchand Gandhi).


A proposito della “disinformazione” e delle “strumentalizzazioni”, poi, vorrei ricordare ai fautori dell’ideologia gender ciò che lo stesso Gandhi amava ripetere ai suoi, una regola che ha portato alla liberazione del suo popolo: “Il rumore non può imporsi sul rumore. Il silenzio sì”. Dunque, attivisti lgbt, omosessualisti anonimi e non, enti pubblici e privati, attenti a voler soffocare il silenzio volontario di una intera nazione, poiché non può essere sconfitto…
 

2 commenti :

  1. D'accordo con Lei, ma non abbiamo capito nulla! adesso dal Bosco ci spiegherà che siamo cripto omosessualisti!

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  2. Vergognatevi! Non sono omosessuale ma l'arcigay ha ragione ad essere intollerante verso chi non si rende nemmeno conto che la correttezza non è un carattere esclusivo degli eterosessuali! Ogni persona è un caso a sé, nessuno può essere giudicato in base all'orientamento sessuale. Ma la costituzione l'avete mai letta? Io la vostra " retta ragione" non la vedo proprio!

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