03 aprile 2014

Viva la Marcia per la Vita!

di Federico Catani
Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad un triste spettacolo che mai avremmo voluto vedere. Un sito di area cattolico-tradizionalista ha infatti dato spazio ad un indecoroso quanto controproducente dibattito tutto interno a una parte del mondo pro-life italiano, quello più fervente e serio. Per essere più precisi, l'oggetto delle discussioni è la Marcia per la Vita, che, forte dei suoi successi, quest'anno giunge alla sua quarta edizione. Ovviamente, se alcuni avessero evitato di scrivere articoli equivocabili (almeno dai malevoli), probabilmente non si sarebbe scatenata alcuna guerra. Tuttavia, dobbiamo deplorare quanto si è sviluppato da qualche a tempo a questa parte. Di sicuro a guadagnarci da questo scempio sono solo e soltanto i gestori del sito summenzionato, che dietro la difesa della regalità sociale di Cristo, hanno evidentemente più interesse ad aumentare il numero delle visite e pertanto godono un mondo delle divisioni che purtroppo ci possono essere altrove. Ma poiché a tal riguardo si potrebbe obiettare con la celebre esclamazione di Ed Hutcheson: "That's the press, baby. The press! And there's nothing you can do about it. Nothing!", allora tanto vale rispondere per le rime senza entrare nelle diatribe e mettendo piuttosto i puntini sulle "i".

La Marcia per la Vita, per cui, seppur in minima misura, ho il piacere e il privilegio di lavorare, ha due obiettivi precisi, sin dalla nascita: affermare la sacralità della vita umana e perciò la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione, alcuna condizione, alcun compromesso; combattere contro qualsiasi atto volto a sopprimere la vita umana innocente o ledere la sua dignità incondizionata e inalienabile. Questo è quello che sta scritto sul sito della Marcia. Questo è ciò in cui credono e per cui lottano tutti coloro che hanno ideato e voluto la Marcia e che, a differenza di altri, lavorano sodo per la sua riuscita (penso, tra tutti, alla portavoce Virginia Coda Nunziante e a Francesco Agnoli). Tutto il resto conta niente. Le chiacchiere stanno a zero. Tra l'altro, quest'anno è stato deciso di dare uno slogan alla Marcia: "Per la vita senza compromessi". Il che esprime efficacemente qual è la linea di questa bella e importante iniziativa. 

Ora, proprio a causa di questa linea, le prime critiche alla Marcia sono arrivate "da sinistra", da quel mondo pro life assonnato, amante dell’accomodamento e delle poltrone politiche, che in trent’anni di vigenza della criminale e omicida legge 194/1978 ha preferito scegliere la fallimentare strategia del minimalismo e del non scontentare nessuno, per non disturbare i benpensanti. Nonostante tutto il bene che i Centri di Aiuto alla Vita hanno fatto e continuano a fare, infatti, un certo settore di cattolici pro-life non ha mai condannato espressamente, senza se e senza ma, la 194 e non è mai sceso in piazza, a differenza di quanto accade da anni in tanti altri Paesi. Il risultato ottenuto? L'irrilevanza più totale sul piano politico-culturale. E proprio per reagire a questa strategia è nata la Marcia. Ecco perché risultano inconcepibili le critiche che vengono "da destra", da quelle menti troppo contorte  e complicate per uno semplice come me. Come si fa a dire che tra i promotori della Marcia vi sono alcuni favorevoli alla 194? Come si possono definire "cripto-abortisti" e "neo-democristiani" uomini e donne che hanno messo in gioco se stessi, subendo forti attacchi, per creare un evento di rottura con la linea minimalista di sempre? Tutto ciò è assurdo, è calunnioso, è folle. Ci possono essere, anche tra gli organizzatori, sfumature diverse e strategie diverse, ma l’obiettivo è lo stesso, non dimentichiamolo! Si può giustamente discutere su chi invitare o non invitare ad un convegno e alcune scelte possono non essere condivisibili, ma di qui a condurre infinite velenose polemiche, dando del traditore o del doppiogiochista ad altri, ce ne corre! 

Al contempo, è davvero sciocco criticare la Marcia per la sua aconfessionalità. Ma scusate, signori, la difesa della vita non trascende forse l’appartenenza religiosa? La vita non è per caso uno di quei valori non negoziabili, facenti parte del diritto naturale e dunque scritti nel cuore di ogni uomo? E allora perché mai creare problemi quando non ce n’è motivo e vedere il male ovunque? Ciascun dal proprio cuor l'altrui misura! Da quando la Marcia è stata spostata a Roma si è sempre lavorato per includere tutti coloro che, di buona volontà, si fossero mostrati favorevoli alla battaglia, tenendo però sempre fermo e chiaro il messaggio, peraltro ben espresso dai tanti cartelli che chiedono l’abrogazione della 194 e denunciano l’omicidio dell’aborto. Dove sarebbero le ambiguità? Dove la volontà di normalizzazione? A me pare che tutti gli anni vi siano state polemiche contro i "fascisti" che marciano per ledere i diritti delle donne e per riportare le lancette dell'orologio al Medioevo... O sbaglio? E se ciò avviene, come si può sostenere che il messaggio della Marcia è stato annacquato? A dar retta a certi tribuni spuntati fuori dal nulla e che pretendono di essere gli unici puri, si dovrebbe marciare in quattro. Salvo poi dividersi in altri gruppi, per ripicche e rivalità bambinesche, come spesso accade in certi ambienti. 

Ebbene, poiché si è dato vita ad un qualcosa di nuovo, che vuole attirare l’attenzione su un tema dimenticato e creare le condizioni per cancellare tutta una serie di leggi inique e magari per impedire che ne vengano approvate altre, cerchiamo di non rovinare tutto! Restiamo uniti e non troviamo pretesti di litigio solo per mascherare giochi di potere o per far emergere il nostro ego. Cerchiamo anche di non cadere nella trappola tesa da certi siti. Se qualcuno scrive poemi in cui oltrepassa ogni limite di civile decenza, lo si lasci cuocere nel suo brodo. Male ha fatto chi ha ceduto alla provocazione ed ha risposto, innescando una catena di altri articoli solo e soltanto dannosi per la causa. E allora, anziché polemizzare inutilmente sul web, si lavori per la buona riuscita della Marcia per la Vita. Poi ci sarà tutto il tempo di discutere. Ma di persona, in privato e non in mezzo alla strada, perché gli eventuali panni sporchi, si devono lavare in casa.

Viva la Marcia per la Vita!   

 

29 commenti :

  1. Son partito con la volontà di scrivere un commento articolato e documentato, però basta questo:
    "Di sicuro a guadagnarci da questo scempio sono solo e soltanto i gestori del sito summenzionato, che dietro la difesa della regalità sociale di Cristo, hanno evidentemente più interesse ad aumentare il numero delle visite e pertanto godono un mondo delle divisioni che purtroppo ci possono essere altrove."
    Guadagnarci? Radio Spada fa volontariato.
    Campari e De Maistre invece fugge il medesimo meccanismo di comunicazione, vero?

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    1. Hanno paura a nominare RADIO SPADA? Un po' di rabbia è comprensibile: Campari, a parte questo urletto, è stato tagliato fuori dal dibattito. Se ne faranno una ragione.

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    2. Come ben sa Ilaria, non abbiamo voluto partecipare al dibattito, se non ora e fuori dal blog RS ;)
      L'articolo risponde a tutte le domande del commento :)

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  2. Non abbiamo fondato una casa editrice...

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    1. vorrei rispondere ma non riesco a raggiungere il pc: affogo nei troppi soldi guadagnati...
      (fuor di celia: anche le edizioni allo stato attuale sono volontariato :) )

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    2. Guadagno in senso lato (ad es. visibilità mediatica), non (solo) monetario ;) - così rispondo anche a Sorello

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    3. Le "Edizioni Radio Spada" hanno recentemente pubblicato "Anche se non sembra", di Andrea Giacobazzi, con prefazione di Maurizio Blondet.
      Ottimo testo. Non per nulla le solite, innominabili lobby hanno cercato di impedirne le presentazioni pubbliche. Ce ne fossero a decine, di iniziative così. Perché attaccarle? Invidia o altro?

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    4. Ma quel libro noi l'abbiamo recensito :D
      Le cose che riteniamo buone le diffondiamo ;)

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  3. Perché guardate il dito anziché la luna?
    Non state facendo un buon servizio alla causa della vita. Rispondete a questa precisa accusa.

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    1. E voi portateci le prove!

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    2. La pubblicità delle polemiche ha "confuso" molti, da quello che abbiamo potuto vedere su fb. Avremmo preferito (come scritto nell'articolo) che le polemiche fossero rimaste interne alla Marcia (com'era fino a qualche tempo fa).

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    3. solo Dio guarda nei cuori ma ogni azione delle persone di RS che hanno partecipato alla cosa è stata dettata dalla volontà di verità. non da calcoli, non da astii, non da piccinerie, non da vandalismo morale.

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  4. La sindrome di RS nei confronti delle iniziative pro-life rispecchia la sindrome che si manifesta a livello politico nella destra radicale.
    Pur essendo quattro gatti , non rinunciano alla scissione dell'atomo. I risultati sono sempre stati tragicomici. Di solito non votano e non appoggiano iniziative varie. Le rare volte che i "duri e puri" hanno superato il risultato da prefisso telefonico sono stati decisivi per la vittoria delle sinistre. Ci si potrebbe scrivere un libro.

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    1. Ecco, ci scriva un libro. Il suo astio contro la cosiddetta "destra radicale" lo vada a scaricare in qualche centro sociale. Mi dicono che la birra sia mediocre, ma gli spinelli ottimi. Date le sue idee, si troverà benissimo.

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    2. Lo domandi a Veltroni , prima elezione a sindaco

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  5. I più puri c'hanno sempre qualcuno da epurare, per definizione.

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  6. Onore a Catani per l'articolo corretto e giusto! Viltà di Radio Spada: a volte sedevacantista, a volte no, a volte estremista, almeno a parole, a volte no... Anche la Marcia sarebbe 'laica' e 'areligiosa' ? Eppure Radio Spada vi ha aderito! Si cerca visibilità e non si ha il coraggio di dire coma la si pensa. Ad esempio: riconoscete o no l'autorità pontificia di Papa Francesco? Ditecelo, perchè non è affatto chiaro... Riconoscete la validità delle messe celebrate con il NOM? Non si sa... La messa celebrata in VOM va bene sempre, o per essere accettata deve essere 'non una cum' come si insegna a Verrua?? Essere chiari significa perdere lettori, temo...

    EMR

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    1. Perché non lo chiede ai singoli componenti di Radio Spada? eppure c'è un disclaimer grosso come una casa...perché ci dovete sempre colpire col cannone, senza leggere le avvertenze?

      e si informi meglio: la Messa non una cum non viene "insegnata" solo a Verrua

      faccia qualche minuto di vergogna

      Stefano Andreozzi

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    2. La validità della messa NO è messa in discussione (peraltro con sostanziose argomentazioni teologiche) solo dai sedevacantisti (che non sono il demonio). Gli altri tradizionalisti (sia "esterni" che "interni") ne mettono in discussione la liceità, alla luce del Concilio di Trento (e non solo). Tutti, comunque, concordano sulla inopportunità a frequentarla, almeno se ci sono alternative "tradizionali" (e alcuni dicono anche se non ci sono), a causa delle ambiguità liturgiche e dottrinali che il NOM veicola e della possibilità (dico possibilità) che la sua validità non dipenda più dal principio dell' "ex opere operato" ma dall'intenzione del celebrante.
      Discorso comunque complesso e articolato, liturgicamente e dottrinalmente, che meriterebbe ben di più della semplicistica rozzezza dell'anonimo EMR qui sopra.

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    3. EMR, l'esperimento di RS è nato appunto facendo stare insieme anime diverse del cattolicesimo integrale. è come dire che l'ornitorinco è vile perché non si decide se essere papera o essere castoro: RS non è vile, segue la sua natura, come da disclaimer messo un anno fa

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    4. Io credo che per uscire dagli equivoci occorra fare chiarezza sui termini. Per quanto mi riguarda, non esiste un "cattolicesimo integrale" che abbracci sedeplenisti in piena comunione con Roma ma di sensibilità tradizionale, FSSPX e sedevacantisti.
      Aderisce alla confessione cattolica, apostolica, romana chi riconosce l'autorità del Pontefice attualmente regnante.
      Riconoscere l'autorità del Pontefice non è questione di dettaglio, ma sostanziale per definire l'appartenenza a una confessione: basti pensare all'Islam, dove i dissidi sulla legittima successione al califfato hanno portato alla sanguinosa fitna tra sunniti e sciiti.
      I sedevacantisti non aderiscono al cattolicesimo, inteso come confessione religiosa. Non sono cattolici, ma al limite cattolicisti, intendendo con questo termine la condivisione dei principi ideologico-dottrinali del cattolicesimo, in particolare di quello pre-conciliare.
      Manca ad essi il legame concreto e personale con Pietro, roccia e fondamento vivo della Chiesa di Cristo. Anche a non voler dare un giudizio di valore, sono sociologicamente cosa diversa dai cattolici fedeli alla Chiesa di Roma. Non credo, del resto, che i sedevacantisti amino essere accomunati ai sedeplenisti.
      EMR (non rozzo anonimo, ma prezioso collaboratore di questo blog) ha fatto notare che glissare su questioni così centrali per la fede non fa bene alla chiarezza che dovrebbe caratterizzare un blog; detto questo, ogni blog, RS compresa, ha il pieno diritto di scegliersi la linea (o la non-linea) che preferisce.
      Non è questo il punto, ma il fatto che si siano pubblicati non argomenti, ma giudizi palesemente insultanti e calunniosi, lanciando il sasso e cercando poi goffamente di nascondere la mano. Ciascuno deve assumersi la responsabilità di ciò che pubblica e, di conseguenza, accettare critiche legittime senza reagire in maniera inacidita, come vedo fare in troppi commenti.

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  7. Chi critica il fondatore della marcia, che ha proposto un'azione di opposizione alla 194 volta ad eroderla progressivamente, e non certo a salvaguardarla o a promuoverla come una buona legge, è quello stesso personaggio, di scarsi studi e squilibrato raziocinio, che critica la manif e le sentinelle.
    Egli parte dal presupposto, oltre che di essere l'unico puro, insieme all'amata Frezza, che aborto e gender si possano contrastare solo da una posizione di fede e muniti di patente di ortodossia ( di cui ha la distribuzione in esclusiva).In realtà la sacralità della vita, la realtà del matrimonio, l'insuperabilità del dato biologico, per cui siamo maschi e femmine in ogni cellula del nostro organismo, sono riconoscibilisssimi anche dai laici. Sul fondamento della ragione e del diritto naturale dobbiamo dialogare ed unirci con chiunque si renda conto della deriva disumana della nostra società.
    Che avere la fede sia poi una marcia in più per affrontare questa lotta sono la prima a crederlo.
    Per combattere bisogna avere delle strategie ( e direi anche dei generali).
    Più volte ho chiesto ai nostri casalinghi farisei, quale sia la loro startegia contro la 194? A parte dire che va abrogata, non ho avuto altre risposte.
    Ovvio che va abrogata, ma non è possibile farlo sic et simpliciter.
    Mi spiego: se vincessimo un ipotetico ed improbabile referendum che abrogasse la 194 otterremmo il risultato di avere in Italia l'aborto libero fino al nono mese.
    Ciò perchè non vi sarebbe alcuna tutela della vita del concepito nel codice penale, a meno che il nostro esperto non ritenga che vi sia automatica reviviscenza del codice Rocco.
    Lo vedete voi il nostro parlamento che corre a votare una norma che tutela penalmente il concepito, ammesso e non concesso che riuscissimo a promuovere e vincere un referendum sulla 194? Niente 194 senza norma penale che sanziona l'aborto = aborto libero.
    Noi pro life abbiamo due doveri: il primo è fare qualunque cosa sia in nostro potere per contrastare la 194.
    Per fare ciò dobbiamo essere realisti ed attaccarla su tutti i fronti in cui abbiamo una possibilità di successo; quindi in ambiente giuridico, medico, sociale, culturale. Al tempo stesso è inutile partire con iniziative che sono destinate realisticamente all'insuccesso clamoroso, quali il referendum. Sarebbe una disfatta clamorosa, da atterrarci per i prossimi 30 anni. Quando, come spero, ma non sarà presto, la 194 verrà abrogata dal potere legislativo, l'abrogazione formale sarà soltanto il riconoscimento del fatto che la norma sarà stata svuotata dall'interno, priva di quell'effettività ed efficacia che sono necessarie per la sua vigenza.
    Inoltre dobbiamo cercare di impedire il peggio, avvalendoci della 194 , se necessario. Ad esempio attraverso la 194 e il diritto alla salute della donna possiamo contrastare la Ru 486. Il fine che vogliamo ottenere infatti, sostenendo che la pillola abortiva è contro la 194, non è che la donna partorisca in ospedale, assistita e in "compagnia", ma che si impedisca il diffondersi sotterraneo dell'aborto al di fuori di ogni controllo, l'irrilevanza del fenomeno anche dal punto di vista culturale e psicologico, la relegazione dell'omicidio del figlio concepito a fatto di natura strettamente privata. L'appello alla 194 è quindi puramente strumentale.
    Possiamo fare ciò: usare di una legge intrinsecamente cattiva per impedire un male più grande? Credo senz'altro di sì.
    Dal punto di vista morale è evidente infatti che avvalersi di un male, da noi non voluto nè causato, per impedirne uno maggiore è perfettamente lecito e doveroso.
    Al contrario non impedire un male che si ha il dovere e la possibilità di impedire equivale a cagionarlo.
    Che dire ancora: sono stat necessariamente rapida e sintetica, e sottopongo questo breve pensiero anche alle vostre critiche. Si astengano però i sostenitori del "non così" se non sono in grado di dlineare alcuna altrnativa, a parte la ridicola e fallimentare proposta referendaria.




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  8. Sono totalmente d'accordo (a parte la conclusione sull'"aborto libero fino al nono mese" in caso di abolizione della 194)
    MarcoP

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  9. Spiacciono queste diatribe tra tradizionalisti.
    Il sito "Radio Spada" (che apprezzo molto come peraltro apprezzo "Campari e de Maistre") ha pubblicato una vivace polemica tra esponenti pro-life, alcuni dei quali, come Francesco Agnoli e Roberto dal Bosco, sono più che stimabili.
    Oggetto del contendere: quale strategia sia più che efficace contro la famigerata legge 194. Discussione opportuna e legittima, peraltro subito viziata da toni aspri, confusione tra posizioni, nonché da quei personalismi che sembrano essere, purtroppo, la cifra storica ed esiziale del nostro ambiente. Comunque, una legittima e utile attività d'informazione sulle diverse posizioni.
    Però, e qui mi riferisco all'articolo di Catani, mi sembra che in misura marginale l'oggetto del contendere fosse la Marcia per la vita. Anzi da entrambi i contendenti mi sembra sia emersa la sua difesa. In sostanza, il duello, non sempre caratterizzato da "gentilhommerie", era in nome della Marcia, non a favore o contro.
    Anche per questo, me lo consenta il bravo Catani, trovo ingenerosa l'accusa a Radio Spada di attizzare la polemica per generare "store traffic". E anche un po' "di bottega".
    Evitiamo di ampliare polemiche e personalismi. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo invece bisogno di unità d'azione, pur nella diversità delle posizioni.

    P.S. che peraltro la Marcia della Vita e alcuni dei suoi organizzatori emanino uno sgradevole olezzo di "democristianeria", è un dato di fatto. Per non parlare della scelta di "interconfessionalizzare" la Marcia, con rabbini, protestanti e musulmani. Possiamo, in nome di un sano principio di realismo e pragmatismo politico, farcene una ragione. Ma nessuno si offenda se, obbligati a invitarli a casa nostra, chiudiamo a chiave l'argenteria e spediamo i bambini nelle loro camere.

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    1. Bob de Giovannei5 aprile 2014 10:29

      Complimenti a Silente: in poche righe è riuscito a mettere nero su bianco la quintessenza del settarismo e a far credere che la battaglia contro l'aborto sia di natura confessionale.

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    2. Caro Bob,
      sarebbe utile, anche ai fini di una "estetica" della discussione, che lei sostanziasse, pacatamente e razionalmente, le sue accuse contro ciò che ho espresso. Tralasciamo l'apodittica e volterriana accusa di "settarismo". Ma dove ho mai detto che la battaglia contro l'aborto debba essere "di natura confessionale"? E' ovvio il richiamo al diritto naturale, per definizione universale. Qui si sta parlando di una manifestazione, peraltro meritoria, della sua organizzazione, dei suoi organizzatori, delle sottostanti strategie, delle spiacevoli diatribe tra tradizionalisti. Tutto qui. Poi, se a lei piace la polemica ad ogni costo...

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    3. Bob de Giovannei6 aprile 2014 08:18

      Caro Silente,
      lasciando da parte i formalismi ipocriti che le piacciono tanto, ci spieghi allora cosa c'è di così riprovevole nell'interconfessionalizzare la marcia, visto che la guerra all'aborto non ha natura confessionale,

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    4. concordo pienamente con Silente

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    5. Matteo Caldarrosta8 aprile 2014 22:05

      Adesso che lo sappiamo siamo tutti più sollevati.

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