29 maggio 2014

Consigli fraterni e italiani a Giorgia Meloni

di Federico Catani
Francamente ci aspettavamo di più. Il 3,66 % ottenuto da Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale alle elezioni europee di domenica scorsa non ha permesso ai suoi candidati di andare a Strasburgo. Un vero peccato. Certo è che, rispetto alle elezioni del 2013, gli elettori sono abbondantemente raddoppiati, diventando 1 milione, e in ben 350mila hanno dato la loro preferenza a Giorgia Meloni. Un risultato, questo, che incoraggia a non mollare e ad andare avanti. E proprio perché bisogna proseguire per la strada intrapresa, il sottoscritto si permette, da italiano, di dare alcuni consigli fraterni alla Meloni e alla classe dirigente di FdI-An, specialmente dopo alcuni gravissimi errori (ma sarebbe meglio dire colpe) commessi.

L’idea di costruire un Partito della Nazione, che sia erede della gloriosa storia del Movimento Sociale Italiano, è ottima. L’Italia ha infatti urgente bisogno di ricostruire la destra, quella vera. Il richiamo ad Alleanza Nazionale è pure buono, se con essa ci si vuole rivolgere a tutti quegli italiani innamorati del proprio Paese, purché ovviamente, non ci si snaturi troppo. Sappiamo tutti, infatti, come e perché è finita An e c'è da dire che anche alcune premesse della neonata formazione politica lasciano alquanto a desiderare… C'è da chiedersi però come mai tanti elettori di destra abbiano votato, in questa tornata elettorale, Lega Nord. I dirigenti di FdI-An dovrebbero farsi qualche domanda e trovare pure facili risposte. È del tutto evidente, infatti, che l’ottimo Matteo Salvini ha giocato all’attacco, sin da subito, mentre la Meloni ha inseguito e arrancato. Certamente bisogna considerare che il primo congresso di Fratelli d’Italia-An è stato celebrato solo il 9 marzo, mentre la Lega è già rodata. D’altra parte, è comunque innegabile che molte prese di posizione forti (vedi ad esempio la battaglia contro l’euro) sono arrivate un po’ tardi e sono state anche un po’ troppo sotto tono e scarsamente motivate, cosicché non hanno convinto appieno l’elettorato di stampo conservatore. Per ripartire con slancio e rinnovato vigore, occorre quindi tenere a mente alcuni punti fermi.

Innanzitutto, visto anche l’esito delle ultime elezioni a livello europeo, è necessario rafforzare convintamente e decisamente le posizioni euroscettiche. Dire NO all’euro, all’Europa delle banche, della finanza, del Gruppo Bilderberg, dei poteri forti e della massoneria è ormai un imperativo morale per una formazione che voglia essere autenticamente di destra. Bisogna rivendicare la sovranità nazionale in tutti i campi, compreso quello monetario, per costruire la vera Europa, quella dei popoli e delle nazioni. La Lega su questo è stata chiara e coerente, non ha ceduto a tentennamenti né a sciocche paure di impopolarità e difatti ha ottenuto consensi. Un partito della Nazione che si rispetti non può che fare altrettanto e non può che distaccarsi con forza dal PPE. Sarà la storia a dar ragione agli euroscettici, dobbiamo starne certi. Per cui, avanti su questa strada, con convinzione.

Altro punto su cui non si può restare indietro sono i quesiti referendari che la Lega propone. Su immigrazione, legge Mancino, legge Fornero e anche, perché no, sulla prostituzione, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale non deve restare alla finestra. Anzi, c’è da chiedersi perché finora tutti sono rimasti a guardare. Si tratta infatti di battaglie tipicamente destrorse. Un partito della Nazione non può non contrastare amnistie, decreti “svuota-carceri”, immigrazione clandestina, discriminazioni positive degli extracomunitari e via discorrendo. E non deve nemmeno dimenticare la giustizia sociale e l’attenzione verso i più deboli. La destra italiana è stata sempre anche sociale, non dimentichiamolo. Sulla scorta di tutto ciò, anche per ricostruire un polo di “destra-centro” credibile, occorre collaborare con Matteo Salvini. E questo, pare lo si sia capito. Il modello, oltre al Front National di Marine Le Pen, dovrebbe essere il partito Fidesz del premier ungherese Viktor Orban, sebbene si collochi nel Partito Popolare Europeo.

Non si può poi tralasciare il Cattolicesimo. Certo, i tempi che corrono, soprattutto Oltretevere, non sono entusiasmanti. Ma una autentica destra italiana ha il dovere di attuare fattivamente la dottrina sociale della Chiesa. Su questo punto FdI-An sembra aver fatto più enunciazioni di principio che altro, mettendo in secondo piano battaglie che oggi sono vitali. Anzi, con lo squallido voto a favore del divorzio breve, il partito si è macchiato di una gravissima colpa, che esige subito una riparazione. Il vecchio Msi era contro il divorzio e l'unità della famiglia è sempre stata un punto cardine dei programmi delle destre: vergogna La Russa! Vergogna Meloni! Se si è contro questa Europa di massoni e speculatori finanziari, lo si è anche perché questa Europa non è quella di Carlo Magno, né quella di s. Pio V o del b. Innocenzo XI, ma un’Europa che mira alla creazione di una Res Publica giacobina e sincretista, in cui ogni differenza viene annullata in nome di un mondialismo senz’anima che disgrega i valori della civiltà cristiana. All’Europa del denaro e del mercato, si deve opporre quella dello spirito cavalleresco e crociato, quella, per l’appunto, degli Stati nazionali cattolici e dei Comuni. Giorgia Meloni e collaboratori dovrebbero essere molto, ma molto più attivi nell’ambito dei temi etici, dalla difesa della vita a quella della famiglia (la famiglia naturale e indissolubile, fondata sul matrimonio!!!), dall’opposizione all’ideologia del gender alla lotta contro la dittatura omosessualista: peraltro si tratta di battaglie di buon senso, condivisibili anche da chi cattolico non è. Vi sarebbero tante possibilità di organizzare incontri, conferenze, scuole di formazione, in collaborazione con tante buone associazioni cattoliche non progressiste che potrebbero dare una mano: perché lasciare questo merito ai neodemocristiani del Nuovo Centrodestra, che governano con Renzi e difendono questa Unione Europea all’insegna di un deleterio moderatismo?

Importante è anche la politica estera, da fondare sugli interessi nazionali e non su quelli di altri Stati. Ridimensionare l’occidentalismo filo-Usa e filo-Israele, senza peraltro diventare filoislamici, è oggi indispensabile: si cerchi invece una visone più ampia, equilibrata, consona alle sfide e agli scenari attuali.


Concludo ricordando l’importanza della cultura e della formazione delle giovani generazioni. Si studi la storia, la politica, il diritto, l’economia, la filosofia e la letteratura. Si dia spazio alla cultura controcorrente e contro-rivoluzionaria, senza temere di essere politicamente scorretti. Un tempo nelle sezioni del Msi si leggeva Codreanu (ma a me piacerebbe recuperare soprattutto il Cattolicesimo di stampo franchista e salazarista). E oggi? Tutti borghesi in doppio petto? Si compiano poi studi e ricerche di livello sui grandi problemi del mondo e dell’ora presenti, per evitare di parlare a suon di meri slogan. 

Abbiamo bisogno di recuperare l’orgoglio di essere italiani, di tornare a sventolare in ogni occasione il Tricolore (non solo alle partite di calcio) e di inculcare in tutti, specie ai giovani, l’amore per la Patria. Ecco, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale deve recuperare il mai passato slogan: Dio, Patria, Famiglia. Se non lo farà,  e se non si porrà alla testa di una riscossa nazionale e di una purificazione morale del popolo, sarà solo un fallimento. 
 

16 commenti :

  1. Condivisione sentita e forte! Vergogna per il divorzio breve! E poi dicono di essere contro-corrente e hanno ripreso la fiamma del MSI! O si riprende il cammino della tradizione politica nazionalista e dei valori morali, o si finisce nel progressismo ideologico senza neppure accorgersene. Recuperiamo il cammino storico della destra e si sia davvero nazionalisti, popolari, identitari e sociali, e davvero contro-corrente. Tutto qui! Magari iniziando con la riapertura delle case chiuse (per coprire l'oscenità della prostituzione per strada) e con la chiusura delle frontiere: si scelgano le aperture e le chiusure giuste, però!

    EMR

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  2. Manlio Pittori29 maggio 2014 22:29

    "Ecco, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale deve recuperare il mai passato slogan: Dio, Patria, Famiglia. Se non lo farà, e se non si porrà alla testa di una riscossa nazionale e di una purificazione morale del popolo, sarà solo un fallimento."

    La purificazione morale del popolo: Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale deve purificare la morale del popolo italiano. Se non s'è capito, lo ripeto: la purificazione morale del popolo.

    Vaste programme: auguri!

    Manlio Pittori

    PS: la purificazione morale del popolo: ma che è, Pol Pot?

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    1. Quante contraddizioni a sinistra, caro Pittori: Pol Pot non è forse nel suo Pantheon? Un po' di coerenza, please.

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  3. europa cavalleresca e crociata29 maggio 2014 22:33

    federico ti trovo molto sexy

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    1. Il sonno ( o la mancanza ) della ragione genera mostri e idiozie: ma non aveva niente di piu' cavalleresco da dire, nonostante la sua presunta passione per l'ippica? I Crociati poi lasciamoli stare: erano una cosa seria... Cordialita'.

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    2. molti crociati furono messi al rogo per sodomia

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  4. Campari: La Meloni sottoscrisse e ratificò anche il Trattato di Lisbona (come Salvini). Mi pare che ti stai sprecando troppo per puntare sul solito "cavallo sbagliato" (come Er Pomata :D ) e poco incline a rappresentare certe istanze.

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  5. Federico hai fatto bene. Da un bene si può e si deve provare ad ottenere il meglio. E in Fdi-An di bene c'è.

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  6. Mi dissocio dal voto parlamentare del mio partito: continuerò a militare in Fratelli d'Italia, ma in questo passaggio è stata fatta una vera porcata.
    Paolo Maria Filipazzi

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  7. Sono sostanzialmente d'accordo con Catani. Tuttavia occorre che in Fratelli d'Italia ora si avvii un'analisi seria e non autoreferenziale. In particolare orientata a tre punti essenziali:
    1) riflettere sul fatto che quello zerovirgola mancante corrisponde ai voti della Destra di Storace, che la supponenza di Ignazio e Giorgia, con il loro snobistico rifiuto di un accordo dignitoso per entrambi, hanno spinto nelle braccia di Berlusconi. Per non parlare dei voti di Forza Nuova, Casa Pound o Fiamma Tricolore che Fratelli d'Italia, nella sua provinciale "pruderie" di legittimazione democratica e in un attacco senile di moderatismo e di "vergogna dei padri", ha lasciato alla Lega, che ha sfondato in centro Italia con l'elezione di Borghezio;
    2) la necessità di un'attenzione vera, non strumentale e soprattutto fattiva alla cultura di Destra. Fratelli d'Italia non ha prodotto neppure una rivista, un giornale, una casa editrice, un sito degno di questo nome. Come influenzare, nel profondo, la mentalità e il pensiero corrente, senza questi strumenti?. Non hanno soldi? Li cerchino. Ci sono migliaia di persone in Italia che sarebbero disponibili a contribuire. E i soldi della Fondazione AN, e sono tanti, a questo non possono, debbono servire? Sono anni che intellettuali d'area, come Veneziani, Besana, de Turris, Buttafuoco e molti altri, lo vanno dicendo. Senza un solido apparato culturale, la politica rischia di essere vano agitarsi, azione senza bussola e senza principi;
    3) il recupero, e qui sono in particolare accordo con Catani, di un solido ancoraggio alla Dottrina Cattolica. Aggiungo: non quella inesistente, liquida e protestantica del postconcilio, non quella ateoretica e rinunciataria del "chi sono io per giudicare?", ma a quella tradizionale di sempre. Il che vuol dire difesa senza compromessi della vita, della famiglia e lotta radicale, senza compromessi, alla "omofollia" e alle sue aberranti leggi. Ma in questo anche noi cattolici, più o meno "tradizionalisti", abbiamo le nostre colpe: abbiamo cercato di interloquire, su questi temi, con Fd'I? Abbiamo cercato di influenzarli? Abbiamo fatto "lobbying" nei loro confronti? Abbiamo mai pensato a un sano "entrismo", avendo il coraggio di lordarci le mani con un po' di "rozzo" attivismo, parlando con i candidati, con i dirigenti locali, assicurando il nostro appoggio in cambio della difesa di certi principi? Sapete, si chiama "politica".

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    1. Non ci vuole molto , basta eliminare la conventio ad excludendum sulla cultura cattolica formulata da Fini. Essendo la Meloni una persona intelligente non può continuare a nicchiare su questo punto. Persino Berlusconi nel 2009 alla festa di Atreju tentò un approccio culturale consigliando due libri di casa Ares. Bene la marcia per la vita , meno bene il divorzio breve , la negazione della libertà religiosa

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  8. Ottimo Silente! Condivido tutto. Anche se su Storace, FN e Casa Pound non sarei così tenero. Infatti, se da un lato Ignazio e Giorgia vogliono essere moderati e allineati al Sistema (ahimé), dall'altro i gruppuscoli di estrema destra pensano sempre e solo al proprio orticello, mancando spesso di ragionevolezza per quel che riguarda la strategia vincente.
    Federico Catani

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    1. Almeno Storace e Casapound questa volta hanno scelto di non essere "tafazzisti" e infatti sono stati subito redarguiti dai duri e puri..FDI ha scelto di non scegliere , ha proposto nomi imbarazzanti, inutile girarci intorno

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  9. Caro Catani, non posso che convenire. Ma ciò che è importante è che il vasto, variegato, differenziato e frazionato mondo del tradizionalismo cattolico acquisisca una sua rappresentanza politica, magari non esclusiva, ma quanto meno preferenziale. E, in quest'ottica, Fratelli d'Italia può essere un, certamente imperfetto, canale e strumento. Su questo, credo che concordiamo.
    Occorre quindi che i tradizionalisti (o anche solo i "conservatori"), o quanto meno la parte più sensibile di questi, (ognuno ha il suo peculiare "carisma") non si attivi solo nella lodevolissima, meritoria e santificante organizzazione di Messe in Latino, Marce per la Vita e pacifiche e silenziose (fin troppo!) micro adunate delle "Sentinelle".
    Occorre, come dicevo, conquistarsi anche una rappresentanza politica. Il successo di Marine Le Pen in Francia è stato dovuto anche - certamente non solo - alle grandiose mobilitazioni dei "Manif pour Tous". Nonostante il fatto che questa signora non si sia spesa più di tanto a loro favore. Ma gli attivisti e la base del Front National erano presenti e attivi. In alcuni casi il servizio d'ordine era garantito anche da loro.
    Quindi, cari amici tradizionalisti, abbiamo il coraggio di sporcarci le mani con la politica. Chi diceva che "la politica è la forma più alta di carità?" O vogliamo lasciare tutto a Giovanardi?

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  10. Caro Catani, non c'entra niente (o forse sì), ma ho appena letto il suo intervento, ripreso da "Chiesa e Postconcilio", (questo benemerito sito lo titola "La mia - la nostra - bandiera", non so se sia il titolo originale) che lei ha pubblicato sul "Settimanale di Padre Pio" e su "Libertà e persona".
    Magistrale. I complimenti sono sempre imbarazzanti, ma talvolta sono dovuti.

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  11. La ringrazio di cuore, caro Silente. Il titolo originale era "La mia bandiera" (riprendendo un'espressione di don Camillo). Si tratta di un pezzo di oltre un anno fa, ripreso poi da Libertà e Persona. Già che ci siamo, la invito a pregare (e, perché no, a collaborare, vista la sua ottima penna) per il Settimanale di P. Pio Con questi chiari di luna, chissà se durerà...
    Federico Catani

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