23 maggio 2014

Elezioni Europee: perché votare Fratelli d'Italia

di Marco Mancini

Come è noto, questa domenica (dalle 7 alle 23) si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Per quanto riguarda i 73 eurodeputati italiani, sono in lizza ben 11 liste. In questi giorni, diversi siti e/o blog cattolici hanno passato in rassegna i voti espressi dai parlamentari uscenti su alcune questioni di particolare rilevanza, concernenti i principi non negoziabili. Ne è emerso un quadro in chiaroscuro: a fronte di una sinistra (PD compreso) completamente prona ai dettami dell’agenda liberal, hanno mostrato maggiore affidabilità i deputati europei appartenenti al Nuovo Centrodestra, a Fratelli d’Italia, alla Lega Nord, in parte (ma solo in parte) a Forza Italia.

Un’operazione del genere è senz’altro meritoria e utile per orientare le espressioni di voto dei cattolici, specie in un’elezione come quella europea, dove è utilizzabile anche l’arma delle preferenze. Tuttavia, per quanto importante sia la questione dei principi non negoziabili, essa non può essere l’unico criterio alla luce del quale compiere la propria scelta elettorale. A parità di (molto relativa) affidabilità su questi temi, è la visione politica complessiva che va presa in considerazione.

Trattandosi di elezioni europee, non si può non fare i conti con la questione cruciale del rapporto con il processo di integrazione e, in particolare, con il suo frutto più avanzato e più discusso: la moneta unica. Tra gli altri, Roberto de Mattei ha denunciato con lucidità, in particolare in un libretto intitolato “L’euro contro l’Europa”, il disegno giacobino e tecnocratico alla base dell’intera costruzione eurocratica. L’euro ne è senz’altro il segno più evidente, anche se non l’unico: una moneta senza Stato, un’operazione chiaramente insostenibile dal punto di vista economico ma imposta con l’obiettivo di giungere, attraverso una successione di crisi, a una surrettizia unione “politica” (sarebbe meglio dire tecnocratica) europea e allo svuotamento della sovranità degli Stati. Sull’altare dell’ideologia è stata così sacrificata la realtà, con un cinismo e una crudeltà inauditi: l’esempio della Grecia, condannata a una spaventosa regressione delle condizioni di vita dalla cura di “austerità” imposta da Bruxelles, è qui a dimostrarlo.

Si tratta, dunque, di un terribile esperimento totalitario giocato sulla pelle dei popoli europei, anche di quello italiano. Non si tratta solo di Grecia, infatti: a rischiare di crepare sotto i colpi degli eurocrati ci siamo anche noi, immersi in una crisi di cui non si vede ancora la fine, nonostante le ridicole spacconate del noto “delinquente politico” (Giorgio Airaudo dixit) Matteo Renzi. Va respinto al mittente, dunque, il patetico tentativo di narcotizzare gli elettori, spaccando il fronte del dissenso e comprando consenso a buon mercato, operato con il celebre provvedimento sugli “80 euro”.

Un cattolico che non abbia presente tutto questo, che non percepisca con chiarezza il contributo offerto da questa Unione Europea al processo di dissoluzione mondialista, che non senta la necessità di combattere per difendere e tutelare la dignità e le condizioni di vita del proprio popolo e dei popoli del Vecchio Continente in generale, non è evidentemente in grado di decifrare quelli che San Giovanni XXIII chiamava i “segni dei tempi”. Non si può affermare in maniera perentoria (e a ragione) il diritto alla vita dei nascituri e poi approvare senza riserve la criminale gestione della crisi dell’Eurozona da parte delle istituzioni europee. Non si può affermare di combattere l’ideologia del gender e non accorgersi che una delle centrali principali da cui essa promana è proprio l’eurocrazia di Bruxelles.

La vera linea di conflitto non è più (solo) tra Destra e Sinistra, ma tra chi continua a sostenere e puntellare un sistema che sacrifica la realtà sull’altare di un’ideologia perversa e chi, in nome della sovranità dei popoli e degli Stati, ma anche di un sano realismo, decide di dire finalmente basta. E in questa battaglia, piaccia o no, forze come il Nuovo Centrodestra sono dall’altra parte della barricata: chi, come i Mario Mauro della situazione, crede che l’UE attuale sia ancora l’Europa “vaticana” di De Gasperi o Adenauer è nella migliore delle ipotesi uno sprovveduto, nella peggiore un volgare falsario. Per lo stesso motivo non voterò Forza Italia, nonostante nelle sue liste vi siano candidati stimabili, come il gasparriano Sergio Silvestris nella Circoscrizione Sud (lo consiglio ai berlusconiani accaniti): mi dispiace, ma a questo giro la questione europea è dirimente e l'ex Cavaliere sul punto è decisamente troppo tentennante.

Due partiti hanno espresso, nel corso di questa campagna elettorale, una chiara posizione critica nei confronti dell’UE e dell'euro: la Lega Nord e Fratelli d’Italia-AN. Il partito di Salvini è stato il primo a scagliarsi a spada tratta contro la moneta unica e candida nelle sue liste Claudio Borghi Aquilini, protagonista della battaglia anti-euro. Per quanto mi riguarda, tuttavia, mi orienterò verso Fratelli d'Italia-AN, per le ragioni che esporrò di seguito. Già prevedo le solite obiezioni, provenienti dai soliti puristi ideologici: eh, ma la Meloni ha votato tutti i Trattati europei! Eh, ma la loro è solo una strategia per acchiappare voti! Eh, ma c’hanno Alemanno e La Russa! Mi limito a quelle più intelligenti, perché in questi giorni sui social network capita di leggerne “di ogni” (Nicole Minetti, cit.): si è particolarmente distinto un irriconoscibile Roberto Fiore che, nella sua personale crociata contro i rivali meloniani, ha finito per montare un caso ridicolo sulla candidatura di un cittadino rumeno nella lista di FdI alle amministrative di Tivoli. Sparate da destrismo terminale o, come è stato scritto, da “nazisti dell’Illinois”, di chi impedirebbe di candidarsi al consiglio comunale persino a Pound o a Codreanu redivivi, di chi - evidentemente - ha fatto tabula rasa della vocazione "integrazionista" e "civilizzatrice" (in una parola, romana) del fascismo italiano per votarsi all'ideologia nordica del Blut und Boden.

Dicevamo delle obiezioni (più) intelligenti. La Meloni ha votato i Trattati europei e ora fa l’anti-euro per acchiappare voti? Alemanno e La Russa fanno le puzzette? E anche se fosse? Il voto non serve a dare lustro al candidato perfetto, né può valere l’ingenuo criterio di votare solo chi rispecchi totalmente le nostre posizioni, senza riguardo per le reali possibilità delle forze in campo. In politica, sano realismo vuole che si giochi con le carte che si hanno a disposizione e non con quelle che vorremmo avere. A mossa strategica si risponde con voto strategico. Il nostro suffragio a Fratelli d’Italia serve proprio a dare un segnale: bravi, siete sulla strada giusta e per questo ho deciso di premiarvi. Non bisogna sposare la Meloni, ma tentare di influenzare il processo politico in corso. In questo senso, riuscire a superare l'asticella dello sbarramento al 4% sarebbe decisivo.

Il voto a Fratelli d’Italia, dunque, ha certamente il significato di una scelta di campo “europea”, ma anche un valore politico interno: l’obiettivo è coagulare consenso a favore di un nuovo blocco nazionale e popolare, nella speranza che questo ennesimo tentativo non si risolva nel solito fallimento. Sotto questa luce, emergono chiaramente tutti i limiti della proposta politica della Lega Nord, che per ovvie ragioni Partito della Nazione non potrà mai essere. Né vanno sottaciute le ragioni identitarie, dal momento che il partito della Meloni si pone idealmente come erede della lunga e peculiare storia politica della destra italiana (prova ne sia la fiamma che, per quanto piccola, è tornata a fare capolino nel simbolo). Che la rappresenti più o meno degnamente, specie sul piano della cultura politica, si può discutere, ma, pur senza nutrire soverchie illusioni, riteniamo che per chi non ha intenzione di morire democristiano si tratti, allo stato attuale, di una delle poche carte (per non dire l’unica) a cui affidarsi.

Tutti alle urne, dunque: per dire no all’Europa dei burocrati e a una moneta senza Stato, per dire sì a una nuova Destra nazionale e popolare, per difendere la dignità e l’interesse dell’Italia e l’avvenire dei nostri figli.  
 

21 commenti :

  1. Gli argomenti mi sembrano sensati e anche, in una certa misura, convincenti.
    Dovrebbe però anche far riflettere un attimo il fatto che a sottoscrivere il manifesto "Reseteurope" - che qui dovrebbe sicuramente essere conosciuto - siano, ad oggi, solo 8 candidati di Fratelli d'Italia. Nel confronto ce ne sono ben 15 del NCD-UDC, 5 di Forza Italia e addirittura 2 di Scelta europea (forse due colpiti da amnesia traumatica o scarsa irrorazione cerebrale...).
    A me sembra che manchi un soggetto politico generale, serio e coerente cui affidare il voto.
    Dopo di che, la scelta del "male minore" affonda le proprie radici ai lontani tempi di Indro Montanelli. Quelli, per capirsi, della democrazia cristiana che introduce il divorzio e l'aborto.
    Passi in avanti, da allora, non ne vedo affatto.

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  2. 1) la questione dei principi non negoziabili non può essere l’unico criterio alla luce del quale compiere la propria scelta elettorale ma è certamente il primo: qual'è la posizione della Meloni su questi temi?

    2)non è il caso di distinguere tra "eurocrazia" da combattere certamente e "unità monetaria?

    3)Avrete certamente letto questo:
    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lottieri-ne-lira-ne-euro-era-meglio-loro-9212.htm
    che ne pensate?

    Grazie

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  3. 1) Cito dal programma elettorale di FdI:

    DIFESA DELLE RADICI CRISTIANE E DEI VALORI NON NEGOZIABILI DELLA VITA, DELLA PERSONA, DELLA FAMIGLIA

    Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale vede l'Europa come una comunità di valori prima che come uno spazio economico, per questo ne rivendica le radici cristiane ingiustamente rimosse dai suoi trattati costitutivi. Vogliamo un'Europa che promuova le sue identità, culture e tradizioni.

    Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale difende il diritto alla vita e la sacralità della famiglia, quale fondamento della società, contro il dilagante relativismo etico e culturale. Pur rispettando tutti gli orientamenti individuali contro ogni forma di discriminazione, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale si oppone fermamente al tentativo delle sinistre di demolire il concetto di famiglia tradizionale, giungendo a sostituire le parole “mamma” e “papà” con i termini neutri "genitore 1" e "genitore 2".

    Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale difende le prerogative degli Stati Nazionali affinché non vengano compiute ingerenze da parte del legislatore europeo su questioni etiche o sul diritto di famiglia.

    2) In che termini distingueresti?

    3) "No, mi sembra evidente che la causa sia il nostro debito pubblico, non la valuta europea". Mi basta questa frase per capire che Lottieri è o intellettualmente disonesto o completamente digiuno di economia. Uno dei tanti liberali infiltratisi nel mondo cattolico per rimestare nel torbido.

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  4. tradizionalista incacchiato23 maggio 2014 22:31

    voto grillo per ripicca

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    1. Bravo, caro "tradizionalista incacchiato". Voti pure Grillo. Grillo che dice che che "il comunismo è bellissimo". Grillo che vuole il "reddito di cittadinanza", che costerebbe almeno 40 miliardi di euro di nuove tasse a favore di nullafacenti e sfaticati. Grillo che vuole l'immigrazione selvaggia. Grillo contrario a qualsiasi liberalizzazione del mercato del lavoro. Grillo schierato a favore delle leggi omosessualiste. Grillo che vuole la "decrescita felice", cioè la miseria e l'imposizione di una dittatura ambientalista. Grillo che sceglie i suoi accoliti e candidati tra i centri sociali, i No Tav, i comitati contrari a qualsiasi opera pubblica e privata. Grillo ferocemente anticattolico. Grillo intellettualmente dominato da un Casaleggio portatore di oscure e demoniache suggestioni apocalittiche e antiumane ideologie ispirate dalla "deep ecology". Grillo che si è sempre collocato ideologicamente e antropologicamente all'estrema sinistra.
      Lei ha tutto il diritto di definirsi "incacchiato". Ma per favore, se vota Grillo, abbia la decenza di non definirsi "tradizionalista".

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    2. tradizionalista incacchiato24 maggio 2014 14:32

      silente lei non capisce nulla. voto grillo perche' chi dovrei votare non e' intransigente ma sono fiducioso che l'intransigenza trovera' corso dopo che grillo ci avra' portato allo sfascio. serve fare l'esperienza dell'inferno per convertire gli ipocriti. nulla di cio' che non alberga nel proposito divino e' irreversibile e non sara' irreversibile il potere grillino. ma ci vuole questa sciagura per prendere la ricorsa e ne usciremo tutti piu' forti e decisi. voto grillo perche' per fare del bene a volte bisogna fare del male ma il male non prevarra'. ricordare giobbe.

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    3. @tradizionalista
      Lei mi sembra un banalissimo sfascista, uno di quelli per cui il tanto peggio sarebbe la premessa del tanto meglio, quella stessa illusione insensata che è stata alla base di innumerevoli tragedie storiche. La pretesa che per risalire si debba necessariamente toccare il fondo non tiene in considerazione un elementare principio di buon senso che, volendo, potrebbe spiegarle molto bene anche suo nonno, se ancora vivente: al peggio non c'è mai fine. E voialtri rivoluzionari da quattro soldi, invece, non sapete fare altro che lavorare per il peggio, sempre e comunque. Poveri noi, in quali mani infauste ci ha spinto la democrazia....

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    4. Va bene, prendo atta della Sua cortese espressione: "Silente lei non capisce nulla". Prendo altresì atto della Sua machiavellica strategia di portarci, con Grillo, allo sfascio "per convertire gli ipocriti". Non so cosa voglia dire, ma prendo ancora atto che ne usciremo "più forti e decisi". Avrei qualcosa, moralmente e teologicamente, da dire sulla sua brillante massima: "per fare del bene a volte bisogna fare del male", ma tralascio. Mi arrendo e La lascio alle Sue convinzioni, anche perché, lo ammetto, mi irrita un argomentare, come il Suo, privo del rispetto dell'ortografia. Come diceva Nicolas Gomez Davila: "Una grammatica insufficiente è la premessa di una filosofia confusa". Ha vinto Lei e voti pure Grillo.

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    5. tradizionalista incacchiato24 maggio 2014 21:47

      quali tragedie storiche? il fascismo?? non e' stata una tragedia storica, quello che e' venuto dopo e' stata una tragedia. quando lei, gibbi, parla di voialtri rivoluzionari a chi si riferisce? a me? io non credo nella rivoluzione e tanto meno in grillo, che fallira' ma credo che il suo fallimento sara' utile a chi oggi flirta con ideologie pseudoscristiane credendole necessarie al nostro tempo. voglio che grillo vinca e poi fallisca. e fallira' di sicuro e lasciera' macerie su cui sara' molto piu' facile ricostruire secondo la via corretta, quella che abbiamo difficolta' a far capire, la via cristiana.

      la mia filosofia non e' confusa. silente lei confonde filosofia con strategia. fate i vostri compromessi col mondo secolarizzato, finirete per ottenere sempre meno, sempre al ribasso, sempre in perdita. lasciate che le loro illusioni abbiano un'occasione per mettersi alla prova. noi sappiamo che falliranno e sul loro fallimento risorgeremo.

      ma con persone come voi due, che non sanno andare oltre la superficie, non c'e' speranza. i veri nemici della REGALITA' DI CRISTO sono coloro che vogliono realizzarla con gli stessi metodi delle ideologie secolari. state completamente sbagliando. per affermare CRISTO bisogna distruggere le ideologie e le ideologie si distruggono sempre da sole quando falliscono su larga scala. continuate a illudervi con i programmi elettorali per l'europa. davila l'aveva capito bene, voi restate incollati all'apparente.

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    6. Il ragionamento del tradizionalista incacchiato suona un po' come "ben venga l'invasione islamica perché è l'unica cosa che può svegliarci".
      Certo astrattamente ha senso ma a che prezzo e con che rischi?

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    7. tradizionalista incacchiato25 maggio 2014 14:27

      abbiate fede e non praevalebunt. non sono le scelte degli uomini a muovere la grande scacchiera della storia.

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    8. tradizionalista incacchiato26 maggio 2014 18:59

      ha vinto renzi va bene uguale!!1!

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  5. Con molte riserve mentali, molti mal di pancia, molti montanelliani "turamenti di naso", sono arrivato anch'io alle stesse conclusioni del bravo Mancini.
    Pazienza se la Meloni non trova il tempo per fare un corso di dizione che la liberi dal suo irritante accento romanesco. Pazienza se la stessa, nel vecchio M.S.I. degli Almirante, dei Rauti, dei Romualdi (o, per parlare di parlamentari europei, dei Petronio), sarebbe arrivata al massimo a fare la segretaria di sezione alla Garbatella.
    Pazienza se la qualità umana, politica, intellettuale dei "Fratelli d'Italia" (ma un nome più decente Ignazio non poteva trovarlo?) è quanto meno imbarazzante (non un sito decoroso, non una rivista, non un giornale).
    Ma, nonostante la loro rozzezza intellettuale e modestia politica, non vedo alternative. D'altronde, il contesto generale è questo. Anche il prudentissimo, conservatorissimo, sgusciantissimo Marcello Veneziani è arrivato alla stessa conclusione.
    Poi, come giustamente annota Mancini: la Meloni, mica la dobbiamo sposare. Per fortuna.
    Ancora: nella mia circoscrizione è candidato Carlo Fidanza. Non si caratterizza per leadership e presenza carismatica, ma quantomeno è per bene e non insensibile ai temi cattolici.
    Infine, hanno inserito, in fondo in fondo, un simbolo fiammeggiante a me molto caro. Sarò sentimentale, irrazionale e nostalgico, ma qualcosa conta...

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  6. Approvazione netta, totale, ragionata, fermissima e al contempo serena e gioiosa alle idee del Mancio! Caro Marco, lottiamo insieme per la formazione di questo Blocco Nazionale e Sociale e Popolare, in chiave cattolico-italiana, contro l'Impero del Nulla (oggi coincidente colla UE) che vorrebbe trasformarci da uomini in consumatori, e che considera la vera e nobile civiltà europea come un fardello di cui disfarsi, in nome del mercato, del progresso e della tecnocrazia. Avanti tutta con forza e con intelligenza!

    EMR

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  7. IO non credo nella Meloni come non credo nel suo manifesto fotoscioppato. BASTA con le finzioni!!

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  8. Fratelli, è una disfatta! Oremus pro Georgia Maelonium et Magdo Christiano Allamorum.

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  9. Manlio Pittori26 maggio 2014 15:18

    In un Paese clericale, fascistoide, neofobo, privatistico; annichilito dalla paura e dalla crisi; con padron Silvio in caduta libera e con la sedicente Nuova Destra ancora in fasce: nonostante ciò, gli eredi di Almirante non sono stati nemmeno capaci di superare i voti di Tsipras.

    Che dire? Continuate a seguire le indicazioni elettorali di Mancini, andate sempre avanti così.

    Manlio Pittori

    PS: ma vi rendete conto che il PD e il M5S (che è un movimento naturaliter di sinistra), insieme, hanno il 62% dei voti? No, dico: il 62%. Urge analisi, Mancini.

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    1. Si potrebbe anche sostenere che le forze euroscettiche (M5S, FI, FdI, Lega Nord) hanno preso il 46% dei voti. Che ne dici?

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  10. Peccato, peccato veramente per il deludente risultato. Peccato per quello zerovirgolaqualcosa che è mancato. Però, se Ignazio e Giorgia avessero speso maggiore impegno, diligenza e magari entusiasmo per trovare un accordo con Storace, al di là degli interessi di bottega e di Fondazione, invece di trattarlo con supponenza e presunzione e di spingerlo tra le braccia di Berlusconi....e se magari avessero dedicato un po' di attenzione e di ascolto alla destra "cattiva", Fiamma Tricolore, Forza Nuova, Casa Pound, invece di spingerli verso la Lega o l'astensione, forse il risultato sarebbe stato diverso. Avranno imparato la lezione? Temo di no.

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    1. Manlio Pittori27 maggio 2014 09:56

      E i nazisti dell'Illinois, Silente? Magari avrebbe giovato anche un po' di attenzione verso i nazisti dell'Illinois. La prossima volta ricòrdati di suggerirlo a 'Gnazio & Co.

      Manlio Pittori

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    2. certo, meno male che mancini ha fatto il suo endorsement per Fratelli d'Italia... chissà quanto avrebbero preso senza!

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