12 maggio 2014

La sinistra di Dio

di  don Mauro
«Una pace senza giustizia è un esercizio retorico destinato a un misero fallimento. Ma la giustizia, in questo caso, è tale se riconosce e rispetta i diritti di tutti e non solo di chi esercita il monopolio della forza. Vede, nel mio Paese chi si considera di sinistra evoca spesso la necessità di battersi perla giustizia sociale. Ma come è possibile realizzare la giustizia sociale senza definire la giustizia come un valore universale? Quali sono i confini della giustizia e della sua attuazione? Questo ci riporta all’occupazione. La giustizia non è solo il diritto a un alloggio decente per gli ebrei, è anche il diritto alla libertà per un popolo che vive sotto occupazione. Prima che in politica, la sinistra ha perso la sua battaglia nel campo della cultura, del confronto di visioni».
Con queste parole Zeev Sternhell, “il più autorevole storico israeliano”, commenta la situazione dello Stato di Israele a sessantotto anni dalla sua fondazione. Non entro nel merito della questione israeliana e delle sue difficoltà, perché effettivamente non le conosco e non ne so giudicare. Trovo però interessante questa confessione da sinistra circa il fallimento dei più nobili ideali della sinistra stessa, illustrazione di una decadenza che viene a far rima con molte parole, quali incoerenza, annebbiamento culturale, ostinazione.

Sulla medesima lunghezza d’onda, per tornare in casa nostra, è altrettanto interessante il ragionamento che sta alla base della recentissima ed energica campagna pro-life avviata da Mario Adinolfi con il suo libro “Voglio la mamma”. Anche in questo caso il suo zelo per i valori non-negoziabili si edifica sul ritorno agli ideali più autentici e nobili della sinistra.
«Io sono di sinistra come è di sinistra Matteo [Renzi]: a sinistra si sta con i più deboli. Con i bambini che rischiano di non nascere, con le donne sfruttate che devono vendere persino la sacralità della maternità a italiani ricchi, con i malati piccoli e anziani che devono essere curati e non soppressi, con le madri che hanno diritto a veder riconosciuto il proprio ruolo. Serve una rivoluzione culturale a sinistra, a partire dal mondo del Pd, perché cedere culturalmente alle idee del socialismo radicaleggiante non può essere un'opzione per il Matteo Renzi che conosco io, neanche per calcolo politico, neanche per cercare consenso».

Lasciamo dunque la parola alla storia per scoprire se la sinistra vera è quella della difesa ai deboli o quella dell’inarrestabile declino antinomico e rivoluzionario, quella che si spende per tutte le categorie di indifesi o quella che parteggia subdolamente per neo-caste ristrette e predeterminate. Il tutto sempre ricordando il limite intrinseco di qualsiasi angolatura politica, e la necessità di mendicare da piani più alti – i più alti sono quelli di Cristo e della Sua Chiesa – la giusta via d’uscita e di riscatto.
 

2 commenti :

  1. Ben venga la svolta di Adinolfi , ma se si parla di storia non si può far finta di ignorare che la sinistra post-marxista non è altro che la cassa di risonanza del partito radicale e non certo da oggi. La tenuta del PDI passa dall'evitare accuratamente la minima analisi culturale sulle ragioni dello stare insieme perchè queste naufragherebbero al primo bivio. Il problema si è "risolto" affidando la guida a uno estraneo alla tradizione marxista, sperando che ripercorra sul piano culturale ciò ha fatto la DC ai tempi d'oro, una resa senza condizioni.

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  2. Per cominciare la giustizia cosi come viene descritta nell'articolo non è cosa terrena in questo mondo, figuriamoci per taluni ebrei. Attenzione ciò non significa che sono antisemita, semmai sono loro ospiti in questo paese. Il filosofo Gaurtmer Shoulz nel suo libro "De rerum semita" , riprendendo Virgilio, afferma chiaramente che " in justutia gaudium, in gaudium ducem, ducem nostrum semper". Quindi riassumendo, in effetti si potrebbe pensare che Himler fosse un vero nazionalsocialista, in realtà era chiaramente filo comunista frainteso dai più, di conseguenza la giustizia tedesca del 1930 era del tutto comunista. Vi pongo una domanda quindi, voi come vi ponete con la vostra coscienza? Saluti, Mario Ferri, Napoli.

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