13 giugno 2014

Fra moglie e marito non mettere il dito



di Alessio Calò

Come sempre il blog del Corriere della Sera la27esimaora (il cui sottotitolo “il tempo per sopravvivere tra casa e lavoro” viene quotidianamente disatteso con sparate su femminicidio, abortismo, gender, femminismo, ecc.) ci propone delle gustosissime chicche. L’ultima è la storia di Alessandro e Alessandra, coniugi bolognesi che hanno chiesto e ottenuto il ripristino del loro matrimonio, sciolto dall’anagrafe a causa del “cambiamento di sesso” di Alessandro, perpetrato con terapie ormonali e interventi-zaczac chirurgici.
Ora, presentata la storia strappalacrime, il solito specchietto per allodole a fini sovversivi (vedremo quali), porrei alcune questioni.


Intanto, un ringraziamento ed un incoraggiamento alla moglie Alessandra-femmina-da-sempre-e-per-sempre: essendo una credente-che-si-è-sposata-in-chiesa, il fatto che abbia rispettato la promessa di essere fedele “nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti per tutti i giorni della mia vita” ne fa di questi tempi un raro esempio di mogliettina, nonostante quello che è successo (a onor del vero, non è bene incensare una persona per aver adempiuto ai suoi doveri minimi, ma tant’è). Che tra l’altro è corrisposta: «è ovvio che alcune cose sono cambiate: è innegabile — concede AlessandrO (ndr) —. Ma lei è sempre la persona che ho sposato: l’importante è avere un pensiero comune, ideali comuni. Quello che conta è la condivisione di vita. Sono vent’anni che ci conosciamo, abbiamo sempre fatto tutto insieme. Anche di fronte a una prova così fuori dall’ordinario: Abbiamo cercato di capire e vedere oltre. Ci siamo riuscite grazie a un legame d’amore fortissimo.» Pare quindi che vi sia in linea di massima anche una buona concezione antropologica di matrimonio.
A proposito di matrimonio, mi chiedo se possa valere ancora tale dicitura. Direi di sì, nonostante la finalità unitiva e procreativa iniziale sia compromessa, a causa degli interventi chirurgici, ma non per un cambiamento sessuale - e quindi ontologico - di Alessandro (essendo questo cambiamento un flatus voci, come vedremo sotto), ma piuttosto per una sua (voluta) “menomazione”.

Il problema come detto è anche scientifico, in particolar modo medico, e riguarda la variazione di sesso, la sopraccitata "menomazione". Per approfondire, vi linko questo articolo, abbastanza complesso, il quale spiega che la biologia (che, fra le varie cose, determina anche il sesso, maschio o femmina), non è cultura (questa sarebbe piuttosto la base delle teorie pseudo-filosofiche e pseudo-scientifiche del gender) e non si cambia facilmente, né senza pagare un prezzo elevato: il sesso biologico, che non è una scelta, è così profondamente inscritto nella natura umana che niente e nessuno può cambiarlo. A me sembra che i più indifesi, in questo caso le persone affette da disforia di genere, diventino come sempre (doppiamente) vittime, in quanto disagiate e mal curate. E ricordiamoci sempre che la natura non perdona (non solo per il global warming).

La questione diventa inoltre giuridica, visto l’andazzo giuspositivista contemporaneo: come aveva già notato Marco Mancini in un suo rabbioso articolo, spesso la Consulta, che vuole così bene al Paese da far molto più di quel che Le viene richiesto (i.e. oltrepassando i limiti stabiliti dalla Costituzione-chiu-bbella-doo-mondo, ma questo non se lo ricorda mai nessuno), ha sentenziato che "chi cambia sesso - e tale decisione provoca lo scioglimento del suo matrimonio - deve poter mantenere, nel caso in cui entrambi i coniugi lo richiedano, un rapporto di coppia giuridicamente regolato con un'altra forma di convivenza registrata, che tuteli adeguatamente i diritti ed obblighi della coppia medesima, con le modalità da statuirsi dal legislatore". Quindi, doppio fallo della Consulta: il matrimonio in realtà non è sciolto (in questo caso perché il cambio di sesso non c’è; e perché per sua natura il matrimonio non si scioglie), e – come spesso accade – la Corte furbetta subdolamente spinge il Parlamento “con la massima sollecitudine” a colmare le lacune dell'attuale ordinamento giuridico a proposito di taluni dirittttttti, sui quali si è già espresso Giuliano Guzzo in un suo ottimo intervento.

Infine, c’è la questione filosofica sottostante, che riguarda la teoria del gender, un costrutto ideologico pseudo-filosofico e pseudo-scientifico ben descritto in due agili opuscoli accessibili sul sito della Manif pour tous Italia: il primo di livello introduttivo, il secondo più a carattere storico-filosofico. Brevemente, questa teoria afferma che esisterebbe una differenza tra il sesso biologico (genetico, anatomico, gonadico, ormonale...) e il sesso psicologico e sociale (ruolo di genere), la quale comporterebbe dei disturbi dell’identità di genere (che ovviamente solo alcuni medici-stregoni sarebbero in grado di curare).


Per chiudere vorrei solo dire che questo apparentemente insignificante episodio può essere preso come piccola summa di tutte le stranezze che stanno succedendo in Italia (e non solo): teoria del gender dilagante, devastazione del diritto naturale, democrazia giudiziaria, pseudo-scienza a profusione. Ma soprattutto, fine della ragione umana.

Riprendendo Goya, il sueño (che andrebbe tradotto come sonno e sogno) della ragione genera mostri.



 

6 commenti :

  1. Il mio povero nonno, defunto 10 anni fa, di fronte ad una simile notizia avrebbe scosso la testa e borbottato: " ghe se vurèva el pòr Benito", ci voleva il povero Benito. Da canto mio, penso che Benito ormai sarebbe troppo poco...
    Paolo Maria Filipazzi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non lo metto in dubbio.
      il ricambio generazionale serve (anche) a questo

      Elimina
  2. La penso esattamente come Filipazzi e suo nonno. E non credo di essere il solo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, non sei il solo. Siamo la maggioranza. Occorre indire Referendum sui valori non negoziabili per il bene dei nostri figli!

      Elimina
  3. Questa e` la povera gente rovinata dalla psicoanalisi, obnubilata dalla tv, ricettacolo di ogni tipo
    di cultura/spazzatura alternativa,
    con un substrato valoriale miserrimo , ma ricco humus per ogni amenita`!

    RispondiElimina
  4. Ma se ormai tra moglie e marito non c'è nemmeno più il... "dito"!!!

    Francesco S.

    RispondiElimina