27 giugno 2014

Il Sacro Cuore nelle parole di Papa Francesco

di Roberto De Albentiis
In questo solenne venerdì a ridosso delle celebrazioni e dell’ottava del Corpus Domini, in cui la Chiesa celebra il Sacro Cuore di Gesù, offro ai lettori di Campari&deMaistre una citazione di Papa Francesco proprio sul Sacro Cuore, tratta da un suo Angelus: possa essere una fonte di ispirazione per amare il Sacro Cuore, per sperare in Esso e conformare il nostro cuore ad Esso, per spingere a confessarci, comunicarci, a pregare, digiunare e compiere atti di carità verso il nostro prossimo, e possa il Sacratissimo, Divino, Regale, Eucaristico e Misericordiosissimo Cuore di Gesù, da cui scaturirono Sangue e Acqua come sorgente di Misericordia per noi, avere pietà di noi e benedirci sempre!

Zaccheo è una pecora perduta, amico degli occupanti romani, ladro, sfruttatore, ma... non c’è professione, condizione sociale, non c’è peccato o crimine di alcun genere che possa cancellare dalla memoria o dal Cuore di Dio uno solo dei suoi figli."
"Impedito dall’avvicinarsi a Gesù, probabilmente a motivo della sua cattiva fama, ed essendo piccolo di statura, Zaccheo si arrampica su un albero, per poter vedere il Maestro che passa. Questo gesto esteriore, un po’ ridicolo, esprime però l’atto interiore dell’uomo che cerca di portarsi sopra la folla per avere un contatto con Gesù. Zaccheo stesso non sa il senso profondo del suo gesto; nemmeno osa sperare che possa essere superata la distanza che lo separa dal Signore; si rassegna a vederlo solo di passaggio. Ma Gesù, quando arriva vicino a quell’albero, lo chiama per nome: 'Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua'. Quell’uomo piccolo di statura, respinto da tutti e distante da Gesù, è come perduto nell’anonimato; ma Gesù lo chiama, e quel nome ha un significato pieno di allusioni: Zaccheo infatti vuol dire “Dio ricorda”."
"Gesù va nella casa di Zaccheo, suscitando le critiche di tutta la gente di Gerico, perché anche in quel tempo si chiacchierava: Ma come? Con tutte le brave persone che ci sono in città, va a stare proprio da quel pubblicano? Sì, perché lui era perduto; e Gesù dice: 'Oggi per questa casa è venuta la salvezza'. In casa di Zaccheo, da quel giorno, entrò la gioia, la pace la salvezza. Entrò Gesù".
"Dio non dimentica nessuno di quelli che ha creato; Egli è Padre, sempre in attesa di veder rinascere nel cuore del figlio il desiderio del ritorno a casa. E quando riconosce quel desiderio, anche semplicemente accennato, e tante volte quasi incosciente, subito gli è accanto, e con il suo perdono gli rende più lieve il cammino della conversione e del ritorno. Guardiamo quell'uomo, Zaccheo, oggi sull’albero: è ridicolo, ma è un gesto di salvezza. E io dico a te: se tu hai un peso sulla coscienza; se tu hai commesso tante cose, fermati un po’ e pensa che c’è Uno che ti aspetta… Arrampicati sull’albero della voglia di essere perdonato… Io ti dico che Gesù mai si stanca di perdonare. Fratelli e sorelle lasciamoci anche noi chiamare per nome da Gesù come Zaccheo! Nel profondo del cuore, ascoltiamo la sua voce che ci dice: 'Oggi devo fermarmi a casa tua', cioè nella tua vita. E accogliamolo con gioia: Lui può cambiarci, può trasformare il nostro cuore di pietra in cuore di carne, può liberarci dall’egoismo e fare della nostra vita un dono d’amore. Gesù può farlo. Non c'è peccato che ci cancella dal Suo Cuore".
(dall’Angelus del 3-11-2013)

 

1 commento :

  1. Bene, bravo, bravissimo. Applausi. Però vorrei un Papa che si dichiarasse Papa e non semplicemente Vescovo di Roma. Vorrei un Papa che confermasse i fedeli nella Fede e nella Dottrina di sempre e non si lavasse le mani con un ambiguo "chi sono io per giudicare?". Vorrei un Papa che si facesse intervistare solo dal suo confessore e non da Scalfari. Vorrei un Papa che, anziché fare ecumenici strusci nei giardini vaticani con giudei e musulmani, ricordasse invece che il principio: "Extra Ecclesiam nulla salus" è ancora Verità di Fede. Dogmatica e immutabile. Vorrei un Papa che fosse a conoscenza del fatto che la scomunica, a' sensi del Diritto Canonico, che si presume un Papa debba conoscere, è un atto giuridico e formale. E che non "scomunichi" omileticamente solo i "mafiosi", (che poi abbia ragione, è un altro discorso) ma ribadisca la scomunica (questa sì vera perché giuridicamente perfezionata e tutt'ora valida) a comunisti, paracomunisti e massoni. Vorrei un Papa che non indicesse Sinodi che si apprestano a legittimare convivenze, anche omosessuali, Comunioni a divorziati, adozioni gay. Vorrei un Papa che si inginocchiasse alla Consacrazione e non di fronte a un "vescovo" anglicano. Artrosi selettiva?. Vorrei un Papa che facesse cessare le miserabili persecuzioni contro I Francescani dell'Immacolata. Vorrei un Papa che avesse maggiore rispetto per il Motu Proprio "Summorum Pontificum" del suo Predecessore. Vorrei un Papa che fosse difensore dei "principi non negoziabili": difesa della vita, difesa della famiglia (quella vera), difesa del diritto all'educazione cristiana. Vorrei un Papa che alzasse la voce in difesa dei Cristiani in Iraq, in Siria, in Egitto, in Africa, in India, in Pakistan, uccisi, crocefissi, perseguitati, cacciati, esiliati. Vorrei un Papa che, anziché a Lampedusa, andasse nelle nostre periferie a trovare le vittime italiane di un'immigrazione selvaggia e criminale. Vorrei un Papa che, anziché difendere gli zingari, prendesse le parti degli scippati, dei rapinati, dei truffati. Ma queste vittime sono, in massima parte, vecchiette reazionarie che si ostinano a biascicare Rosari, e quindi se lo meritano: non capiscono, le sventurate, lo "spirito del concilio", la "nuova Pentecoste", il "profetismo della chiesa" e soprattutto il "dovere dell'accoglienza". Voglio un Papa che faccia il Papa come Pio IX, Leone XIII, Pio X, Benedetto XV, Pio XI, Pio XII. Voglio un Papa che faccia il Papa, che abbia rispetto per la forma e la sostanza del Suo incarico, poiché l'una e l'altra partecipano del soprannaturale, del metafisico e del metastorico. Per un cattolico, questa è la Rivelazione di cui la Tradizione, assieme alla Parola, è parte irrinunciabile, dogmatica, immutabile ed eterna.
    Chiedo troppo, come cattolico?


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