10 luglio 2014

Figli di coppie gay più felici degli altri? Non esattamente



di Giuliano Guzzo

«I figli delle coppie gay sono più felici e in salute degli altri». A dare credito a Repubblica e ai suoi sempre pacatissimi titoli non vi sarebbe da discutere ancora neppure un solo minuto sull’opportunità di consentire o meno le adozioni gay, ma solo da approvarle al più presto, possibilmente anche incoraggiandole per il bene dei bambini. Ad osservare invece i dati di fatto – in questo caso, il contenuto di uno studio scientifico a cura di un team di ricercatori dell’Università di Melbourne – ci si accorge che le cose, tanto per cambiare, non solo non sono come sembrano e come sono stata presentate, ma sono quasi l’opposto.

Infatti, a parte che leggendo questo studio [1] traspare, da parte degli autori, una prudenza assai diversa dai toni riservatagli dal quotidiano fondato da Eugenio Scalfari [2], non sono né poche né irrilevanti le criticità che, anche ad una lettura superficiale, emergono. Il lavoro in questione, anzitutto, non si basa su un campione enorme – 500 bambini – e fra l’altro ottenuto attraverso un campionamento di convenienza anziché probabilistico [3], e quindi dagli esiti di ricerca non generalizzabili; il che non è poco se si pensa che è stato proprio sulla base di analoghe carenze che è stata formulata una dura critica [4] ai 59 studi che l’American Psychological Association aveva selezionato per cercare di sdoganare le cosiddette famiglie omosessuali.

Un reclutamento non probabilistico del campione, sia ben chiaro, non implica che lo studio effettuato su di esso sia automaticamente carta straccia; impedisce però – questo è il punto – di trarre qualsivoglia conclusione generale come quella rilanciata da Repubblica. Anche perché la raccolta del materiale successivamente impiegato nello studio risulta effettuata tramite dati self report da parte dei genitori sulla salute del loro bambino; non quindi quello che si dice un parametro assolutamente oggettivo e incontestabile. Inoltre rimane da chiarire la composizione del campione di confronto: si trattava di figli coi genitori sposati, conviventi, separati, single o solo? Senza altre informazioni, l’eterosessualità del genitore è un parametro insufficiente.

Non va infine trascurato come la situazione economica di molti dei bambini di “famiglie omosessuali” considerati – oltre 400 – fosse caratterizzata da un reddito familiare tutt’altro che comune, precisamene fra i 60.000 ed i 250.000 dollari, contro un reddito medio delle famiglie confrontate di 64.000 dollari; e pure i titoli di studio dei genitori gay reclutati sono risultati mediamente superiori a quelli degli altri. A ciò si aggiunga che questo studio esce proprio mentre in Australia divampa il dibattito su una ridefinizione del matrimonio che includa anche le coppie omosessuali, il che da un lato spiega come questa ricerca gode di tanta visibilità e, d’altro lato, alimenta l’ipotesi che le stesse persone omosessuali interpellate possano essersi impegnate per apparire genitori all’altezza.

Del resto non sarebbe la prima volta che la letteratura su questi temi risulta condizionata da posizioni, per così dire, pro-gender [5]. Le numerose e feroci voci critiche sollevatesi solamente pochi mesi or sono contro l’ormai famoso studio ad opera del sociologo Mark Regnerus [6] (che pure, coinvolgendo 3.000 giovani dai 18 ai 39 anni, si avvalse di un campione assai più vasto dando voce direttamente a loro, ai figli cresciuti da genitori omosessuali, ma fu da taluni giudicato poco credibile) per questo lavoro dei ricercatori dell’Università di Melbourne, benché come abbiamo visto esso sia ben distante dall’essere inattaccabile, non si stanno per il momento ancora sentendo. Avranno, immaginiamo, altro di cui occuparsi oppure, più semplicemente, si scagliano solo contro quello che disturba i loro schemi. O forse sarebbe meglio dire i loro pregiudizi.

Note: [1] Cfr. Crouch S.R. –Waters E. – McNair R. – Power P. – Davis E. (2014) Parent-reported measures of child health and wellbeing in same-sex parent families: a cross-sectional survey. «BMC Public Health»; Vol.14:635; [2] «I figli delle coppie gay sono più felici e in salute degli altri», «Repubblica.it», 8/7/2014; [3] Viene chiamato campionamento di convenienza perché «legato alla semplicità dell’estrazione, o al basso (inesistente) costo di estrazione»: Levine D.M. - Krehbiel T.C. – Berenson M.L., Business Statistics, Pearson 2006 (trad.it Statistica, Apogeo 2006, p.221); nello specifico, i partecipanti a questo studio, non scelti casualmente fra la popolazione, sono stati reclutati attraverso annunci, pubblicità, elenchi di indirizzi mail della comunità gay; [4] Cfr. Marks L (2012) Same-sex parenting and children’s outcomes: A closer examination of the American psychological association’s brief on lesbian and gay parenting.«Social Science Research»; Vol. 41 (4):735-751; [5] Cfr. Redding, R.E. (2008) It’s really about sex: Same-sex marriage, lesbigay parenting, and the psychology of disgust.«Duke Journal of Gender Law & Policy»; Vol.16: 127-193; [6] Cfr. Regnerus M. (2012) How different are the adult children of parents who have same-sex relationships? Findings from the New Family Structures Study.«Social Science Research»; Vol. 41(4):752–770.

http://giulianoguzzo.com/2014/07/10/figli-di-coppie-gay-piu-felici-degli-altri-non-esattamente/

 

13 commenti :

  1. “Il lavoro in questione, anzitutto, non si basa su un campione enorme…”

    Viene comunque presentato come “… the largest-ever study of same-sex parents…”.

    “… va infine trascurato come la situazione economica di molti dei bambini di “famiglie omosessuali” considerati – oltre 400 – fosse caratterizzata da un reddito familiare tutt’altro che comune…”

    I risultati vengono vengono presentati come “… after correcting for socioeconomic factors…”.

    RispondiElimina
  2. l'errore è porre l'alternativa "genitori omosessuali" vs. "genitori eterosessuali".

    la vera alternativa è "genitori omosessuali" vs. orfanotrofio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco un altro genio. Forse ti sfugge che questi i figli se li costruiscono a tavolino...

      MM

      Elimina
    2. se invece li prendessero dagli orfanotrofi saresti d'accordo?

      Elimina
    3. Meglio l'orfanotrofio che finire ad essere il giocattolo animato di due checche capricciose.
      Paolo Maria Filipazzi

      Elimina
    4. Ci sono fiumi di coppie eterosessuali in attesa di un figlio da adottare che queste affermazioni sono, quanto meno, ridicole!
      Marco

      Elimina
    5. Non commento neanche l risposta del filippazzi, tanto è ridicola.
      A Marco invece domando: tutte le immagini di bambini orfani di guerra, di malattie o abbandonati e costretti a vivere in strada nel terzo mondo sono forse un'invenzione di Hollywood?
      (Per favore, rispondi nel merito. Non evitare il confronto dicendo che parlo di luoghi comuni. Quei bambini esistono veramente e veramente soffrono e muoiono)

      Elimina
  3. http://www.crisismagazine.com/2014/the-latest-sham-science-on-gay-parenting

    RispondiElimina
  4. Un bambino a cinque anni può essere bello, sano e "felice" (ma che vuol dire "felice"?) e a venti diventare un serial killer. Indagini del genere andrebbero pertanto fatte sui bambini divenuti adulti per avere un minimo di credibilità. Resta comunque il fatto che nella storia c'è stata parecchia gente uscita dagli orfanotrofi che ha fatto vite normalissime o addirittura carriere strepitose, ma questo non significa che si debbano "fabbricare" (con uteri in affitto eccetera) bambini appositamente per gli orfanotrofi...

    RispondiElimina
  5. "Da[re] voce direttamente a loro" = self report

    RispondiElimina
  6. Curioso, molto curioso il fenomeno del presidio di questo sito da parte di omosessualisti, assimilati e simpatizzanti. Poiché non possono - ontologicamente - essere riconducibili alla nostra area culturale, ciò significa che costoro monitorano il sito e considerano pericolosi gli articoli qui pubblicati. E ciò giustifica i loro insinuanti interventi intrisi di "luogocomunismo" (a proposito, qualcuno gli spieghi che la pericolosità delle adozioni gay è data, oltre che dalle note ragioni educative, anche dalla "vicinanza" tra pedofilia e omosessualità. Devo proseguire?). Costoro sono irritanti e la loro malafede è palese, ma, tutto sommato, questo occhiuto interesse è una buona notizia riguardo all'efficacia del sito.

    RispondiElimina
  7. Quale legame logico esiste tra una relazione omosessuale ed un bambino? Quale vicinanza, quale comunanza o affinità è possibile vedere? Qualcuno sa indicarmi quale nesso logico porterebbe a mettere nello stesso insieme due concetti così estranei come una relazione omosessuale ed un figlio?

    Dicono che i figli cresciuti da coppie omosessuali scoppiano di salute e di felicità. A me però qualche dubbio viene, francamente. Si sa che, per uno sviluppo equilibrato della psicologia, il bambino ha bisogno di due figure distinte, il babbo e la mamma. Queste due figure interpretano ruoli differenti e si occupano di formare il bambino in ambiti diversi. Questo complicato e delicato equilibrio, che si stabilisce nella triade padre-madre-figlio, che fine fa quando il bambino viene affidato ad una coppia di omosessuali che non sono, né potrebbero essere, genitori e che non possono formare, con il bambino, la triade?

    Quale perversa logica porta a privare un neonato del padre, o della madre, o di entrambi, per poterlo “donare” ad una coppia di adulti che sono mille miglia distanti, completamente estranei ed insignificanti per quel bambino?

    Anche nel caso in cui un bambino resti senza i suoi genitori per cause naturali, non esiste alcun motivo per affidarlo ad una coppia omosessuale. Il bambino ha bisogno di due genitori, non di una coppia omosessuale.

    Le persone che decidono di vivere una relazione omosessuale non desiderano avere figli. Se volessero figli, si comporterebbero diversamente.

    RispondiElimina
  8. Macché “cultura omosessualista”.

    Macché “monitoraggio dei siti nemici”.

    Cerchiamo di non vedere fantasmi ovunque, per favore.

    Semplicemente non trovavo del tutto azzeccato criticare il campionamento ad uno studio che presenta al momento il campionamento più esteso a disposizione. Naturalmente, lo standard ottimo dei random trial è distante, forse perché in questa materia non è facile realizzarlo.

    Semplicemente trovavo curioso soffermarsi sulle condizioni socio economiche delle famiglie studiate quando viene detto esplicitamente che il controllo di questo fattore è stato considerato.

    Semplicemente, insomma, mi interessano i risultati fattuali di un problema che è essenzialmente empirico (e non di fede). So bene che la questione si tira dietro tanta ideologia, e che per un Max Ragnerus ci sarà sempre un Simon Crouch, ma del resto non abbiamo altro a disposizione.

    A proposito, ringrazio per il link in cui viene segnalata la sospetta condizione personale di Crouch, l’ argomento ad hominem non sarà mai definitivo ma anche quello va messo sul piatto.

    RispondiElimina