31 luglio 2014

Francesco, chiedi la galera!

di  don Mauro
Un caso cui cerco di non prestare attenzione, distraendomi tra le mille facezie del web e del quotidiano, ma dal quale è proprio impossibile non essere scalfiti: si tratta dell’ambiguo commissariamento dei Francescani dell’Immacolata, ampiamente approfondito anche sul nostro blog negli ultimi mesi.

Beghe da frati, problemi interni all’Ordine: stanne fuori. Anche io faccio parte di un Ordine ed ho ben chiaro quali dinamiche possano scatenarsi sia tra confratelli che rispetto agli esterni, dinamiche spiacevoli, dinamiche durevoli, ma soprattutto dinamiche opache, in cui spesso è difficile capire dove stia la parte di torto e di ragione. Stanne fuori, don Marco, stanne fuori, due volte di più perché – si sa – i Francescani hanno una lunga tradizione di fratture e contenziosi, e si spiega in breve: puristi, radicali, tosti e poi forgiati a colpi di agostinismo e scotismo, è una miscela che non difende da bruschi abbagli e qualche cambio di rotta, grandi passioni e qualche frizione netta. Lasciali perdere quei frati, che hai già i tuoi cui pensare. Hai già te stesso da contenere.

Però ci sono fatti che non si possono accettare, fatti così assurdi da sembrare inventati, degni di un poliziesco e non di un Ordine seppur commissariato. Soprattutto, fatti che riportano la Chiesa indietro di cinquanta e passa anni, tra Sodalitium Pianum, Sant’Uffizio e simili marchingegni.
Il primo è la cosiddetta reclusione del fondatore dei Francescani dell’Immacolata, padre Stefano Maria Manelli, che ricorda una reclusione precedente, quella di san Pio da Pietrelcina, egli pure castigato proprio durante gli anni del più “buono” tra i pontefici del secolo scorso. Ma, fin qui, potrebbero anche essere voci di corridoio, le beghe tra frati di cui sopra. Il secondo invece è peggiore del primo, è documentato e non riguarda i frati: viene attaccato un laico.

Fatto raro per un’Inquisizione che si era dedicata nei secoli soprattutto ai monaci eretizzanti (cui oggi si tende a chiedere scusa), si colpisce un laico. Un cattolico, un giovane sposo e futuro padre di famiglia rischia di essere «punito con una pena da sei mesi a tre anni di carcere e con multe». La sua colpa? Due articoli al vetriolo apparsi sul suo blog – sul suo vecchio blog: fidesetforma.blogspot.it (il nuovo, poco alimentato, è fidesetforma.com). Beninteso, non starò qui a difendere Francesco Colafemmina, del quale mi piacevano le indagini in ambito estetico e liturgico, ma di cui non ho seguito le esternazioni né contro il nuovo pontefice né contro i FFI. Difendo però la dignità e la libertà di un blogger, un collega, dalla meschinità sproporzionata e ingiustificata di un frate incollerito. Ingiustificata, sì, perché se non ci sono fondamenti in quel che ha scritto Colafemmina, non si capisce la necessità di avviare indagini punitive contro un paio di articoli dimenticati di un blog abbandonato. Aggiungo: sproporzionata, visto che il nostro Francesco pure sul suo nuovo blog aveva pressoché smesso di scrivere nell’ultimo periodo. A che pro svegliare il can che dorme? Forse che il frate incollerito è davvero così zuppo di sé da non tollerare affronto di sorta? Lo dicono le malelingue, certamente sono false, ma con la denuncia il frate le rende tutte plausibili.

E qui è il momento di condividere una constatazione amara che medito da un po’ di mesi in qua: il caso Scalfarotto. Scalfarotto va promuovendo un ddl che potrebbe comportare la reintroduzione del reato di opinione, a tutela di una nuova fascia protetta, gli omosessuali, e a danno della libertà collettiva e della trasparenza socio-politica. Siamo così diversi noi uomini di Chiesa? Certo, non depositiamo alcun ddl, ma che fine fanno i dissidenti? Che fine fanno coloro che difendono, senza punto valicare l’ortodossia, un parere personale sgradito alla maggioranza al potere? Padre Lanzetta, promotore e protagonista di conferenze, convegni e testi di critica al Concilio Vaticano II è stato esiliato in Austria; altri docenti, conosciuti personalmente nel corso degli ultimi dieci anni, hanno subito allontanamenti da seminari o istituti, rei di non sposare il pensiero unico dominante (un pensiero che a me per molti aspetti piace, non mi piace che si pretenda l’unico e con ciò azzeri le provocazioni avversarie: la politica uccide il sapere, non dimentichiamocelo). Ora è la volta di Francesco, il nostro Francesco.

Poi, scherzi del fato, le cose non scorrono mai via lisce. La testimonianza di Marco Tosatti, che ci informa sull’indagine avviata ai danni di Francesco, cade proprio all’indomani della insufflata visita di Papa Francesco ai pentecostali: abbracci, amicizia, unità, scuse. Ai pentecostali. Non ho nulla contro i pentecostali, ho sempre frequentato ambienti di pluralismo confessionale, ricordo con emozione gli anni al Conservatorio in banco con il Pastore della chiesa di Trecella: dibattiti, amicizia, contrasti, fierezza, inamovibilità, rispetto, happy hour. Sta di fatto che mentre la Chiesa chiede l’ennesimo perdono a degli acattolici, un cattolico viene picchiato duro dalla Chiesa della misericordia. Io sono un piccolo, un fragile, e a me queste cose destano scandalo. Francesco, che vuoi che ti dica? Diventa pentecostale e riceverai altri trattamenti, magari ti inviteranno pure a parlare nei seminari.

Oppure puoi tentare un’altra strada: «il reato di diffamazione è punito con una pena da sei mesi a tre anni di carcere e con multe, anche se alla fine nessuno – eccetto Guareschi – è stato punito con la galera». Caro Francesco, fatti arrestare. Finisci in galera per noi. Tornerai ad alimentare l’eletta schiera dei reclusi. Ridonerai lustro al cattolicesimo militante, quello che fa rima con la persecuzione nelle sue varie forme. Farai rivivere il grande spirito di Guareschi, in una stagione che sembra inevitabilmente presidiata da spiriti meschini. Aprirai gli occhi su un fenomeno troppo poco denunciato: la cristianofobia che si agita nelle file stesse del cattolicesimo. Sì, perché in alcuni chiostri tra dire “frocio” e dire “cripto-lefebvriano” non cambia assolutamente nulla, se non che la prima categoria fra qualche mese sarà almeno protetta dallo Stato. Dietro alle sbarre, Francesco: per tutti noi, e per il figlio che tua moglie porta in grembo, speranza di un cattolicesimo più libero e sincero.
 

20 commenti :

  1. Onore al camerata (don) Marco!

    EMR

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  2. Non ho capito bene se il laico di cui si parla è stato condannato o è solo un'indagine. In secondo luogo perché questo signore ha aperto le danze intromettendosi nelle beghe dei frati?

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  3. Ed io continuo sempre a farmi la stessa domanda: quando finirà questa merda?
    Paolo Maria Filipazzi

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  4. Povero Francesco, se va in galera non potrà abbracciare il suo primo figlio !

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  5. Hanno aggredito i Francescani dell'Immacolata, hanno vietato loro (e a migliaia di fedeli) la S. Messa (quella di sempre), hanno chiuso i seminari, hanno deportato i frati, hanno vietato loro di esprimersi. A una santa persona, come padre Manelli, fondatore dell'ordine, è stato vietato di dire la Messa sulla tomba dei suoi genitori, per i quali tra l'altro è in corso una causa di beatificazione. Padre Lanzetta, illustre teologo, autore di diversi libri sul Concilio, è stato deportato tra le montagne. La loro colpa? Essere tradizionalisti. Criticare, rispettosamente, il concilio. Aver offerto ai fedeli la S. Messa di sempre (ma non solo, erano "bi-ritualisti"). Ciò è bastato per scatenare la persecuzione vatican-progressista.
    Ora, i nuovi vertici dei quello che fu un santo ordine, commissariato dal Vaticano, hanno denunciato per diffamazione Francesco Colafemmina, mitissimo blogger tradizionalista, esperto d'arte sacra, per aver detto la verità sul commissariamento dell'ordine e sulle sue ragioni. Cioè l'astio per la Tradizione e la Dottrina di sempre.
    Francesco Colafemmina, titolare del sito "Fides et Forma", è stato convocato dai Carabinieri assieme alla moglie, incinta.
    A questo punto è arrivata l'aberrazione persecutoria modernista.

    Diceva il buon Longanesi che i rivoluzionari italiani vogliono sì fare la rivoluzione e distruggere l'ordine esistente, ma con i Carabinieri al loro fianco.
    I nuovi vertici dell'Ordine dei FFI, imposti dai modernisti dopo l'assurdo "commissariamento" dell'Ordine, non fanno eccezioni.



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  6. Io voglio un gran bene a Francesco Colafemmina, è dal suo sito che ho tratto la meravigliosa immagine usata per la mia Prima Messa. Con ciò:

    @ Corradori: ovviamente la mia è una provocazione
    @ Silente: "mitissimo" non è l'aggettivo che descrive Francesco, almeno non il suo lato di scrittore sul blog
    @ Paolo Maria: non dire parolacce ;)

    don Marco B.

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  7. Domenico Ecumenico1 agosto 2014 21:08

    Io sto con Francesco, il Santo Padre Francesco.
    Voi siete la Grande Apostasia e ci si ricorderà di voi quel giorno.

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    1. Mah, a me sembra che i "Grandi Apostati" della Chiesa, della sua Tradizione, della sua Dottrina, della sua Liturgia, della sua Missione di salvezza (ops, chiedo scusa, non mi ricordavo che "proselitismo" è diventato una parolaccia), siano ben altri...

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  8. Ti sbagli, noi tutti stiamo con la Chiesa, di cui anche questo Papa è un semplice servo, anzi, Servum Servorum Dei, come scolpì un Papa ben più grande di quelli a cui siamo abituati oggi: San Gregorio Magno, fondatore dello Stato del Vaticano e del Patrimonio Petrino, così poco stimati dall'attuale Pontefice che è venuto, Lui pensa, a sistemare le cose in Vaticano, a mettere in riga i cortigiani della Curia. Doveva arrivare Lui. Si, l'uomo che ha deciso di confermare i fratelli nel dubbio: Incapace di parlare di diritto naturale e di esprimere un concetto con chiarezza. Ogni volta che appare mantiene soltanto casino.

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  9. Io sto con il Papa, il Santo Padre. Quale che sia. Incluso quello che ha normalizzato gli usi liturgici antichi. Con me tutta la redazione di C&dM: i detrattori di Papa Francesco scrivono per la concorrenza. E infatti in questo articolo non si è detto nulla contro il Papa. Quindi, farete bene a ricordarvi di noi, spero impetrando la nostra salvezza, come io faccio ogni giorno per me, per amici e nemici. Però, visto che la memoria segue la conoscenza, prima cercate di chiarirvi di cosa si sta parlando e in che toni, poi vi premurerete di tenervi impresso il concetto. Cordialmente. Don Marco B.

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    1. Mah, caro Don Marco, qui nessuno critica il Papa in quanto tale ma, in modo preciso e rispettoso, si documentano parole, atteggiamenti e comportamenti criticabili alla luce della Dottrina e della Tradizione. Parole, atteggiamenti e comportamenti che non sono iscrivibili al Magistero, ma sono mere esternazioni personali. Finora. Quindi criticabili, criticabilissime. E tutto ciò a difesa proprio della figura, del ruolo del Papa, il cui divino incarico è da noi riconosciuto e quindi a difesa anche del dal Regnate Pontefice, da noi riconosciuto come tale. Non siamo sedevacantisti...
      Poi, riguardo alla sua posizione e quella di altri redattori di C&dM ("e con me tutta la redazione di C&dM"), si metta d'accordo con gli altri: ha visto l'ottimo articolo di Giorgio Mariano titolato: "L'ennesima scivolata di Papa Bergoglio celebrata da Introvigne", pubblicato qui sopra? Io sono d'accordo. E lei?

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  10. Don Marco B.
    "mitissimo" nel senso cristiano, per cui la virtù della mitezza, per essere tale, non può mai essere disgiunta dalla fortezza. Un semplice riconoscimento del suo equilibrio e della sua pacatezza. Termine non certo sminuente, almeno nelle mie intenzioni.
    Cordialità
    Silente

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  11. Domenico Ecumenico2 agosto 2014 21:17

    Smettetela di ostinarvi a fare la guerra ai vostri fratelli in nome di un'idea di Chiesa-Potere Temporale. La Chiesa si rinnova rimanendo sempre la stessa nel suo nucleo. Papa Francesco non sta attentando al nucleo della Tradizione, voi guardate alle sciocchezze, alle irrilevanze che cambiano e gridate al tradimento. Siete guide cieche, che non vedono la realtà . La realtà dimostra che Papa Francesco ha riavvicinato molti persone alla Chiesa, frenando l'emorragia che si era aperta in precedenza. Dovreste rallegrarvi in cuor vostro e invece appoggiate i cospirazionisti. Così create dissìdi e indebolite tutti. Non possiamo essere VERAMENTE Una Santa Cattolica Apostolica Chiesa se polemizzate per le stupidaggini.

    Prego per la vostra salvezza e per il vostro ravvedimento.

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    1. Caro Domenico Ecumenico, ma in che mondo vivi?
      Ma dove stanno queste moltissime persone che si avvicinano alla Chiesa?
      Tutte le persone che incontro, oltre a quanto si può leggere in giro, mi parlano della Chiesa che si sta finalmente adeguando ai tempi, finalmente modernizzando, ma non hanno nessuna intenzione di andarsi a confessare, per modellare finalmente la propria vita su quella di Cristo. S'indebolisce veramente la Chiesa ogniqualvolta si lascia nel dubbio sui divorziati, o sugli omosessuali, o sull'uso dei beni nella Chiesa, ecc... Prova davvero a leggere i Padri, ad es. sant'Agostino, sant'Ambrogio, san Girolamo, e vedi come loro mentre aborrivano gli abusi legati al potere da parte della Chiesa, combattevano con tutte le forze, anche contro l'imperatore (vedi il caso di Sant'Ambrogio contro Massimo o Valentiniano), qualora fosse in causa l'indipendenza "temporale" della Chiesa, e la verità che la fede cattolica fosse l'unica, contro il relativismo allora imperante a causa del politeismo ancora diffuso, anche a corte, motivo per cui ci sarebbe potuto essere posto per tutte le fedi, inclusa quella cattolica: tutte insieme nel rispetto reciproco, perché tutte valide. Non ti cito Papi recenti, perché poi dirai che siamo medievalisti. A dire il vero l'unico ritorno alla Chiesa primitiva che per ora siamo riusciti ad ottenere è stato quello al periodo della catacombe, quando i fedeli erano in minoranza, e perseguitati a motivo della cristianofobia: i cristiani erano accusati di essere la causa dei mali dell'Impero, perché ad es. incestuosi (si sposavano fra loro mentre si chiamavano "fratello e sorella") o cannibali (mangiavano il Corpo di Cristo)

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    2. Domenico Ecumenico3 agosto 2014 15:12

      Lei vuol vedere solo ciò che conforta il suo malessere personale e la sua idea perversa di Chiesa e di Tradizione. Lei non ha vera fiducia in colui che è indubitabilmente Cristo in terra.

      Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

      Voi, come Pietro, guardate al vento e v'impaurite. Guardate invece a Cristo, guardate invece a Francesco e non avrete alcuna paura.

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  12. Rev. don Marco,
    io confermo che questo Papa non sta facendo bene. Certamente gli obbediremo tutti, come Cattolici, se non ci chiederà un peccato. Ma sempre come Cattolici non smetteremo mai di dire che questo Papa non sta facendo bene, e anzi sta aumentando soltanto il disorientamento fra i fedeli. Non è proprio in linea con l'articolo, forse, ma sembra proprio che sia il clima creato da questo Pontefice a generare tanti abusi. Perché ad esempio non ha detto o fatto nulla per fermare Card. Kasper?
    Comunque ammetto che prima mi sono fatto prendere la mano, visto il commento di Domenico Ecumenico che ha accusato lei e i redattori di C&dM di Apostasia.
    Il problema sa cos'è? Che non ce la facciamo più. Oggi c'è una confusione enorme nella Chiesa. Perché a mantenere le redini nella sana dottrina sono spesso i laici. Ma questo non va bene. Non può essere. Non può che generare disordine. E' soltanto il padre a fare l'unità, non la chiacchiera. E noi abbiamo un priore che non è padre che denuncia i suoi presunti detrattori, e un parricida che denuncia un giovane padre, mentre il Padre Comune, Padre dei Re e dei Governanti, pensa a tutto tranne che a fare l'unica cosa che deve fare: insegnare, ed essere col Suo insegnamento ponte fra Cielo e Terra. Insegnare con coraggio e chiarezza la verità evangelica. Lei sa benissimo che ai tempi di Papa Benedetto era molto difficile trovare un sacerdote ne parlasse bene, e ora, al contrario, non si può dire niente contro l'attuale Pontefice, nemmeno quando l'errore è lapalissiano. Mi spiace, questa non è detrazione. E' sana critica. E farla non è servire la concorrenza, ma opporsi ad essa, perché ci opponiamo all'enorme monolite del pensiero modernista dominante nella Chiesa, che tenta di distruggere chiunque osi minimamente opporsi ad esso. Poiché questo Pontefice piace a certe correnti, allora è intoccabile. No, mi spiace. Non può essere.
    E per favore, don Marco, quando si firma, lo faccia da prete, tipo: "In Cristo", "In Cristo e Maria", "In Domino".
    Cos'è questo cordialmente? Un po' come l'attuale moda alla Messa, dove dopo la benedizione bisogna dire "buona giornata". O il "buongiorno" all'inizio. Che squallore. Non ce la facciamo più.
    Buona domenica. Confido nelle sue preghiere

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  13. Anch'io prego per lei. Ma ciò non mi esime di dire che i cambiamenti ci sono, e gravi, almeno nei comportamenti. Lo dimostrano l'incredibile visita al "pastore" (tra l'altro, non riconosciuto neppure della varie "comunioni" protestanti) e l'attacco distruttivo ai Francescani dell'Immacolata, autorizzato, se non "ispirato" dal Regnante Pontefice. E sono solo esempi.
    Et de hoc satis. Lei non risponde nel merito, non argomenta, non dimostra. Insulta e basta. Il tempo è scaduto.

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  14. @ Domenico: 1) io non ho visto questa ripresa vigorosa della Catholica. Tanti entusiasti, non tanti convertiti.
    2) un blog non implica alcuna guerra ai fratelli, ma scambio di idee. Sarà che i miei migliori amici non sono neppure credenti, fatto sta che io sono abituato a discussioni animate e salaci, che non volgono ad astio, ma alla bellezza di confronti serrati e profondi. In quest'ottica anche un blog a tratti aggressivo come C&dM ha ragion d'essere.
    @ Cattolico: laudetur Iesus Christus! Io non ho mai detto 'buongiorno' a fine messa, e infatti metà dei parrocchiani mi considera maleducato. 'Cordialmente' mi ricorda il Sacro Cuore, l'ho rubato dal blog Cordialiter.
    @ Silente: l'articolo di Giorgio manifesta che lo spirito di C&dM è ampio, ma non scade nel sedevacantismo. Un articolo interessante inerente a problemi vivissimi di ermeneutica del Concilio. Forse Giorgio compie solo un errore - se tale può dirsi -, che è lo stesso di Introvigne: trattare detti e fatti di Papa Francesco con la stessa logica minuziosa di quelli del predecessore, non esclusa la prospettiva eurocentrica. Certo le novità di Papa Francesco scuotono, alcune di esse scandalizzano il 'cattolico' più di quanto i nostri articoli scandalizzino l''ecumenico'. Prudenza chiede, nella mia ottica, che si rifletta con rigore ed eventualmente con schiettezza - di cui Papa Francesco si compiace - senza concludere in giudizi definitivi: ritengo abbiamo ancora poco chiaro il suo programma. Questa è la mia posizione, perciò ringrazio chiunque intervenga nel dibattito con rispetto e giusti toni, perciò mi dà noia chiunque con minacce e indagini cerchi di arrestare il libero scambio (l'ultima è la buffonata della lettera del sig. Enzo Bianchi a danni del sig. Paolo Deotto). Don Marco B.

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    1. Domenico Ecumenico3 agosto 2014 15:07

      Bravi, bravi, chiacchierate profondamente coi vostri amici non credenti più irremovibili, fate il loro gioco. Il Santo Padre dialoga invece con chi Dio lo ammette anche se ha qualche idea diversa sui dettagli. È più facile correggere questi che correggere l'errore più grande che è l'ateismo. Il Papa è coraggioso e osa provocare, come faceva anche Nostro Signore, che perdonava alle adultere e ideava parabole con protagonisti i Samaritani eretici. Questo coraggio del Papa lo porta ad avere qualche lieve infortunio con i malevoli, come quel fondatore di quotidiano, ma ciò accadeva anche a Gesù quando i farisei lo tentavano con le loro trappole per trovare scuse per condannarlo a morte. Voi state con Barabba...

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  15. Caro don Marco, ottime risposte. Ha reagito bene mi fa piacere.
    Ora posso cambiare il tono.
    Per quanto però mi riguarda, io credo che gli errori del Santo Padre non siano minuziosità. Guardi, non è il fatto che il Papa compaia in Piazza San Pietro senza nemmeno fare una piccola preghiera, o che, mentre i Pontefici del passato, nel comparire in pubblico, benedicevano a destra e manca, Lui si limita a salutare (se un giorno se ne scriverà la biografia si potrà intitolarla così: Francesco, il Pontefice che non benediceva). Quello che preoccupa è l'atteggiamento di fondo (molto autoreferenziale) e il modo in cui si pone nei confronti del mondo. E' questo modus operandi che l'ha spinto a diversi errori. Scandalizza anche il fatto che si sia impegnato personalmente e pubblicamente nei confronti del commissariamento dei Francescani dell'Immacolata, senza nemmeno aver mai chiesto di parlare con il fondatore, come pure che non usi un linguaggio inequivocabile quando parla, lasciando sempre spazio a interpretazioni personali. Lei ha ragione, bisogna attendere per giudicare. Ma è trascorso più di un anno dalla Sua elezione, e nulla di buono è successo. L'esortazione apostolica, che dovrebbe essere programmatica del Suo pontificato, è un incubo, e noiosa fino alla morte. Non sono riuscita a finire di leggerla per la noia. Ripetitiva e scontata, oltre che eccessivamente lunga. E inoltre impugna i testi biblici, indirizzandoli a quello che vuole Lui. Se si leggono gli Atti come pure le lettere di San Paolo, c'era si una preoccupazione per i poveri, ma era espressa alla fine, fra le raccomandazioni ultime, come fece san Pietro nei riguardi di san Paolo: "e non dimenticatevi dei poveri". Il Santo Padre lascia intendere che sia la preoccupazione principale. Perché è quello che piace a Lui. Non va bene che un Pontefice dia un'impronta così personale al Papato. E' un'istituzione alla quale bisogna identificarsi, e non adeguarla alle proprie aspettative. Poi ogni tanto fa qualche sparata, tipo come quando ha detto che i politici e i mafiosi vanno all'inferno. A parte il fatto che a me sa tanto di teologia della liberazione, tanto cara al Suo amico Card. Braz de Aviz, dando quasi l'impressione che i piccoli non sbaglino mai, e che soltanto i grandi vadano puniti, per me non ha alcun senso dica certe cose. Renzi si dice cattolico? Porta avanti politiche a favore dei matrimoni fra omosessuali? Scomunica. Punto. Ovviamente, dopo un primo debito monito. Aderente alla mafia? Scomunica?
    E' duro? C'è forse un'altra strada? Da quando la Chiesa non agisce così non si capisce più niente. Anche San Pietro disse al Signore che le Sue parole erano dure.
    Per favore, non etichetti le mie espressioni, come puriste o radicali. Sarebbe troppo facile. Sa qual'è il punto? Che se davvero non si vuole scandalizzare nessuno fra i piccoli, sarebbe meglio non parlare di questo Pontefice. Meglio ignorarlo, e attendere che sorga il Prossimo, sperando che sia secondo il Cuore di Dio. E non dimentichiamo che San Vincenzo di Lerins ha scritto nel Commonitorium che Dio alcuni Papi li dona, altri li tollera, altri li infligge.
    Spesso penso che questa generazione, che rifiuta ogni autorità, che ha rinnegato Dio e la figura paterna, è stata proprio castigata col malgoverno. Dal Governo pubblico a quello ecclesiale nella di buono accade. Tutto va a pezzi, mentre noi ne dibattiamo sui siti e nei convegni.
    Che il Signore ci conceda di perseverare nella Sua grazia!
    Carissimo don Marco, buona domenica!

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