02 luglio 2014

Il grottesco tradimento del Berlusconi pro gay

di Marco Mancini

Dapprima Francesca Pascale e Vittorio Feltri hanno aperto la strada, annunciando sabato scorso la propria iscrizione all’Arcigay, con lo scopo di combattere “le battaglie in favore dell'estensione massima dei diritti civili e della libertà” della lobby arcobaleno. Poi è seguito, puntualissimo, l’annuncio del Capo: “quella per i diritti civili degli omosessuali è una battaglia che in un paese davvero moderno e democratico dovrebbe essere un impegno per tutti”.

Berlusconi, dunque, rivela urbi et orbi la propria adesione all’ideologia omosessualista. E non ci sono chiarimenti o precisazioni che tengano. Nessun normalista (perché esistono anche i normalisti del berlusconismo) riuscirà a convincerci che nulla è cambiato, che si parla di diritti dei singoli e non delle unioni, che non si scimmiotterà il matrimonio, etc. etc.. La scelta di campo, per usare un’espressione tanto cara all’interesssato, è chiara: nel momento storico in cui Renzi promette l’equiparazione delle unioni gay alla famiglia, in cui i cattolici sono costretti a manifestare in silenzio per difendere il proprio diritto a dire la verità, l’ex Cavaliere chiarisce al di là di ogni possibile fraintendimento la propria posizione.

E’ difficile trovare un aggettivo adatto per descrivere la fine ingloriosa del berlusconismo. Un’avventura politica che, nel bene e nel male, ha segnato vent’anni di storia italiana sta sprofondando sempre più nel ridicolo, prima ancora che nel consenso degli elettori. Il cerchio magico della Pascale, Dudù e Dudina, la badante Maria Rosaria Rossi, gli animalisti della Brambilla, ora pure il carnevale arcobaleno: una nauseante immersione nel mondo del grottesco, mentre l'Italia crepa sotto i colpi dell'eurocrazia.

Berlusconi, come già il suo rivale Fini, ha dunque deciso di tradire gli elettori di destra: quest’ultimo lo fece nella speranza di mietere ulteriori successi, Silvio nel tentativo disperato di raschiare ancora qualche voto, di piazzare un ultimo colpo di coda. Che Berlusconi utilizzasse i principi non negoziabili, come qualsiasi altra opzione politica, in termini puramente strumentali, ci era chiaro da tempo. Non andava molto lontano dal vero Corrado Guzzanti, quando nel ruolo di Padre Pizarro (spero che i più bigotti tra voi non se ne abbiano a male) svelava ironicamente il carattere di finzione della contrapposizione bipolare e il senso della strategia di posizionamento adottata dal Cavaliere nel 1994:


Un tradimento dopo l’altro: dal vergognoso abbandono di Gheddafi all’appoggio al governo del commissario liquidatore Mario Monti, dal sostegno alle “riforme” di Renzi fino alla svolta omosessualista. Tradimenti, si è detto, di un uomo disperato, messo di fronte all’alternativa tra salvare la verghiana “roba” o conservare dignità e spina dorsale. Ha scelto la prima opzione e, conoscendo l’uomo, il fatto ci sorprende fino a un certo punto. Ma non è tanto grave che Berlusconi abbia tradito e pressoché distrutto la destra e i suoi elettori: davvero drammatico è il fatto che abbia finito per tradire se stesso. Ne siano prova i continui ripensamenti, i passi indietro, i cambi di rotta, innumerevoli negli ultimi anni: tutti segni di un temperamento debole, di un conflitto irrisolto tra la ragione calcolatrice e l’istinto combattente, in ultima analisi di una coscienza in preda a rimorsi continui. E non sappiamo dire se tutto questo costituisca un assaggio terreno dell’inferno che lo aspetta, o il segno di un’anima non completamente perduta e ancora passibile di redenzione.

Colui che aveva rappresentato l’Arcitaliano per eccellenza, incarnando l’anima genuina, dissacrante e politicamente scorretta del paese, è ora costretto a correre dietro alle paturnie degli animalisti e alle pagliacciate dell’omosessualismo militante. L’uomo che ieri pronunciava battute a sfondo, se non “omofobo”, quantomeno machista (cfr. questo campionario riportato dall’Espresso, ma anche questo video), oggi si commuove di fronte alle indicibili sofferenze degli invertiti. Scena patetica quant’altre mai, di fronte alla quale tanti che sono ancora nel suo partito dovrebbero cominciare a farsi qualche domanda.

Non c’entra il fatto che Berlusconi si avvii ormai a diventare un relitto politico del passato: saremmo stati tutti fieri di chiuderci nella ridotta arcoriana per difendere il Capo fino alla morte, se egli fosse rimasto se stesso. Fedeltà è più forte del fuoco, aveva scritto qualche tempo fa a ragione il nostro Federico Catani. Ma non ha più motivo di esistere un giuramento di fedeltà verso chi non è rimasto fedele neppure a se stesso. I Gasparri della situazione rischiano di diventare gli ultimi giapponesi, colpiti alle spalle dal fuoco amico mentre sono intenti a combattere una guerra che non esiste più contro un nemico che non è più il loro; rischiano di rimanere fedeli alla linea di un partito in cui la linea, anche e soprattutto sui temi “eticamente sensibili”, la detta una che succhiava il calippo su Telecafone

Non vale più neanche l'argomento del "grande partito", considerato che il movimento berlusconiano veleggia ormai sotto quota 15%, quasi ai livelli dell'Alleanza Nazionale che fu. E’ arrivato per tutti il momento di prendere atto del fallimento di un progetto politico, le cui avvisaglie erano già visibili nel ritorno alla nuova Forza Italia, e regolarsi di conseguenza, purché – ovviamente – si intenda la politica come perseguimento del bene comune e non di qualche strapuntino di sottogoverno. Si lasci Berlusconi al suo destino, lo si lasci sprofondare nel ridicolo di cui si è così accuratamente circondato e si provi, nei limiti del possibile, a salvare il salvabile.
 

22 commenti :

  1. Tradire Berlusconi sarebbe uno sfascio, vedi Alfano. Pensiamoci bene...

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    1. Forse è il momento di raggiungere Alfano...

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    2. Per quanto non mi esalti particolarmente, Alfano rappresenta quel poco che rimane sulla piazza... se ti sembra che il risultato sia uno "sfascio" allora... mettiti a lavorare!

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  2. Berlusconi non ha tradito se stesso, è sempre stato così, poveretti quelli che non l'avevano capito fin dal primo momento. E politicamente scorretto continua ad essere, perché cosa c'è di più politicamente scorretto del suo essere un voltagabbana?
    Preghiamo

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  3. Manlio Pittori2 luglio 2014 15:25

    "Saremmo stati tutti fieri di chiuderci nella ridotta arcoriana per difendere il Capo fino alla morte, se egli fosse rimasto se stesso."

    Non avete mai capito, cari Mancini e cari Camparini, in vent'anni di fatti evidentissimi e implacabili, che Berlusconi è sempre stato se stesso, anche adesso che si schiera dalla parte di quelli che voi chiamate invertiti.

    Berlusconi è solo un venditore e, come tutti i venditori, si gira dalla parte dove tira il vento: ai tempi di Mani pulite voleva Di Pietro ministro dell'interno; ai tempi della CEI in buona salute si proponeva come defensor fidei (lui, divorzista e abortista!); adesso s'attacca al mainstream del gender e dell'animalismo, ché le altre balle le ha consumate tutte.

    Ma di quale tradimento vai vaneggiando, Mancini? Capirei se avesse tralasciato i suoi affari per sostenere Medici senza frontiere: ma qui è sempre il solito, perenne ed eterno Berlusconi che tenta di difendere la sua riserva elettorale, che a sua volta gli serve per tutelare i suoi dané.

    Sono i Mancini, il cui nome è Legione, che da vent'anni credono che Berlusconi sia un politico: invece è di solare evidenza che è solo un piazzista, un bottegaio, un possidente, i cui unici valori sono quelli - negoziabilissimi - che ne fanno uno degli uomini più ricchi d'Italia.

    Siete rimasti voi e Ferrara, a credere alla storiella della "rivoluzione liberale" di Berlusconi. Voi, e qualche milione di persone che - per costituzione, per formazione e per reddito . non potrà mai votare PD, 5 stelle o assimilati.

    Berlusconi uomo politico; Berlusconi un "Capo": davvero non so se chi ci crede o ci ha creduto sia più ingenuo o più in malafede.

    Manlio Pittori

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    1. Solo Berlusconi? Ma allora, caro Manlio, non hai tratto profitto dalla lezione di Padre Pizarro!

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    2. Mancini, allora il cattolicesimo in politica è destinato ad essere un punto mobile, adatto solo alla convenienza del momento.

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    3. Manlio Pittori2 luglio 2014 20:35

      Caro Mancini,

      sei tu che ti senti tradito da Berlusconi, mica io. Sei tu che scrivi articoli sul tradimento dei politici, mica io. Sei tu che rimproveri a un politicante di non essere stato fedele a se stesso, mica io.

      Io, personalmente, da buon anarchico realista, non mi sono mai sentito tradito da nessuno perché non ho mai creduto a nessun politico.

      Mancini, per una volta almeno, abbi il coraggio e l'umiltà di ammettere di avere scritto una cazzata. L'abbiamo fatto tutti, almeno una volta nella vita, e non siamo morti. Càpita, non siamo infallibili.

      Dài, ce la puoi fare anche tu.

      Manlio Pittori

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  4. Veramente che il Berlusca avesse come unico programma il salvataggio del suo patrimonio, e che del resto non gliene potesse fregare di meno, le menti raziocinanti (piace qui ricordare Indro Montanelli) lo avevano capito fin da quel lontano gennaio del 1994.

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  5. Da neoliberista a conservatore, da moderato liberale ad euroscettico.

    La svolta radicaleggiante "dirittocivilista" era giusto quella che gli mancava! :D

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  6. Lorenzo Rosselli, sei ancora un ragazzino e ti viene facile sottintendere che sei puro. Ne riparliamo quando avrai 50 anni.

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  7. Il vero, grande, errore è stato quello di lasciarsi ingannare da costui... Bisogna più che mai (il tempo si è davvero fatto breve!) costruire qualcosa di nuovo... onore ad Alfano, che pure ci ha messo molto (troppo?) tempo... Faccio una facile previsione/"profezia", il partito di Berlusconi, come si chiama o chiamerà, alle prossime elezioni finirà sotto-intorno al 10%, non rappresenterà più nessun "moderato" o "conservatore", solo qualche "aficionado" ampiamente pensionato ed abituato a votarlo oppure qualche "amico di loggia/compagno di merende(se preferite)" già "arrivato" (ed arroccato) al suo piccolo "pezzo" di potere...

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  8. Caro Mancio, ok. Mi pare però inutile fare polemiche sul tasso, certamente variabile (e certamente superiore a quello della sx) di compatibilità tra Silvio e la dottrina sociale cattolica (oscillante nel ventennio berlusconiano tra il 50 e il 5, con una sx etica sempre sotto il 4, salvo forse su Israele-Palestina e sulla tassazioni dei redditi delle multinazionali). Ormai cerchiamo tutti noi veri patrioti, senza demonizzare nessuno e neppure Silvio, che mai demonizzò la Chiesa (al contrario di radicali, gay, veterocomunisti, finiani, logge, etc.), di creare davvero una destra moderna e assieme tradizionale. Tradizionale nei valori (non solo il matrimonio monogamico, ma anche i valori della fedltà, dell'onore, del coraggio, della 'vita come militia') e moderna nelle prassi e nelle modalità di porporsi. Favoriamo per ora un'allenza tra la Meloni e Salvini, ma non dimentichiamo neppure il milioncino di cittadini che votano per Fiamme varie, CasaPound, Forza Nuova, etc. Favoriamo anche da noi una svolta popolista alla Le Pen (contraria a Bruxelles, moschee ovunque, droga libera, etc.) e anche rivoluzionaria (nessun cediemnto al sistema liberl-liberista-neo-imperiale) e tendenzialmente cattolica, almeno culturalmente. Facciamo insomma il possibile!

    EMR

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    1. Onore immarcescibile al camerata EMR!

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    2. Sono d'accordo con EMR. Occorre consolidare un asse tra Fd'I e la Lega, senza dimenticare, e anzi inglobare, realtà quali Casa Pound, Forza Nuova, Fiamma Tricolore e le molte realtà "identitarie" che operano sul territorio.
      Ma occorre soprattutto un nuovo "attivismo culturale", così spesso invocato da Veneziani, de Turris, Bozzi Sentieri, Besana. Con tutto il suo potere, non una briciola è caduta da Berlusconi sulla cultura di destra, non una rivista, non una casa editrice, non una radio, non programmi o "passaggi" nelle sue televisioni. Berlusconi persegue obiettivi che non sono i nostri e, soprattutto, i suoi valori non sono i nostri.
      Siamo soli, e da soli dobbiamo operare.
      Altrimenti, finiremo come Gasparri.

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  9. Keep Calm And Non Praevalebunt!

    http://lajeunepolitique.files.wordpress.com/2013/09/manifestation_contre_le_mariage_homosexuel_strasbourg_4_mai_2013_46-e1378149045849.jpg

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  10. Noto che tutta l'area teocon italiana si sceglie i protettori peggio di quelli americani, spero che i reazionari veri e propri siano stati sempre un po' più sospettosi a riguardo dell'appoggio a Berlusconi in tutti questi anni.
    Non c'è nessun tradimento: Berlusconi non è mai stato veramente dei nostri, anche 20 anni fa si poteva capire.

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    1. Anche Mussolini non è mai stato veramente dei nostri, eppure per una ventina di anni ci si è convissuto più che bene, mi pare.
      ps: Personalmente, considero "teocon" un insulto.

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  11. Caro Manlio,
    in tutti questi anni, quando l'ho fatto, ho sostenuto - per citare Gaber - il "Berlusconi in me", non il "Berlusconi in sé". Vale a dire, ho sostenuto una mia personale visione del berlusconismo, che peraltro per molto tempo si è avvicinata discretamente alla realtà.
    Non c'è alcun bisogno che tu ora venga a darmi lezioni di realismo, o a portarmi la tua visione tronca, semplicistica e unilaterale del Berlusconi "venditore" (ma come? Non era "fascista", "autoritario", "populista"? Era tutto un gioco, allora?). La realtà è molto più complessa e sfaccettata di come vorrebbe chi pensa sempre di aver capito tutto con vent'anni di anticipo.
    Che l'istinto primario di Berlusconi fosse quello di salvare la roba, non devi spiegarmelo tu. Che la sua discesa in campo abbia però generato effetti propriamente politici, con i quali sia io che tu abbiamo dovuto fare i conti, in senso positivo o negativo che sia, è un fatto altrettanto indubitabile.
    Del resto, se Berlusconi fosse stato solo il "venditore" di cui parli, se avesse potuto essere indifferentemente "populista" e "responsabilmente" prono ai voleri del vero Potere, forse non avrebbe fatto la fine che ha fatto. Ora sta annegando e cerca di salvarsi, disperatamente. E' umano.
    Il suo tradimento, più che politico, è antropologico: nell'articolo ho cercato di delinearne i tratti.

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  12. Berlusconi guarda ai sondaggi, per questo ha sciolto il Pdl, per questo apre ai "gay". La Chiesa non si sente, silenzio assordante e anche il popolo di Dio sonnecchia. O vogliamo paragonare le Sentinelle in piedi al (fu) Family day??? Il nuovo leader dei cattolici pro-life è il coraggioso Mario Adinolfi ed è un bene: avanti con una nuova generazione di politici cattolici anche perché il vecchio centrodestra è zavorrato di affaristi e cortigiane, non potrà che profondare. E me lo auguro.

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  13. vi compatisco tanto... adesso come fare a giustificare il vostro attaccamento morboso al divorziato, puttanieri, pregiudicato ladro Silvio Berlusconi? Fino ad oggi è bastano un "però difende i valori cristiani", ma ora? che scusa vi inventerete?

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    1. Se pensi che questo blog fosse filo-berlusconiano, ti invito a dare un'occhiata alla lista dei redattori.

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