28 agosto 2014

OL3, né indignati né rassegnati


di  don Mauro

Lo scrivo con un po’ di invidia: sembra che Roma stia divenendo la fucina del rinnovamento cattolico contemporaneo. E quando dico Roma, non intendo il Vaticano, ma alludo a una serie di laici cattolici accomunati, oltre che dalla fede, pure da uno spiccato accento romanesco.

Il fenomeno più in vista degli ultimi mesi è stato l’asse Miriano-Botta-Adinolfi-Scicchitano, che ha generato serate di dibattito, tournée di formazione, video istruttivi, libri e circoli locali tutti imperniati sulle difficili e disumane provocazioni della bioetica contemporanea: ideologia di genere, aborto ed eutanasia, famiglia. Chi un tema e chi l’altro, i quattro eroi, uniti o da soli, hanno avviato un importante movimento di formazione e consapevolizzazione sul territorio nostrano.




Ma da Roma arriva un’altra valida formula, assai più rodata seppur meno conosciuta, che potrebbe portarci “oltre” la Miriano e i suoi soci, non nel senso di scalzarli, ma nel senso di aprire a nuovi argomenti e percorsi. Più propriamente si tratta di un’iniziativa tesa ad andare “oltre” la crisi di coscienza politica e civica del nostro popolo, “oltre” il partitismo anti-popolare e l’anarchismo del disimpegno crescenti.
“OL3 (oltre) né indignati né rassegnati” è un’associazione di giovani e per i giovani, che, prendendo spunto dal saluto di Giovanni Paolo II alla veglia in Tor Vergata (Roma 2000), ha avviato nel 2012 un programma di formazione sui temi della Dottrina Sociale della Chiesa. Gianluigi De Paolo, il fondatore di OL3, non chiude alla possibilità di un futuro impegno politico e partitico, ma la dimensione più importante resta ora l’aggregazione e la diffusione della DSC




Non che sia nuova la tematica o l’impegno, come non è nuovo l’impegno su questioni bioetiche in campo cristiano. Gruppi, scuole e corsi di formazione attorno a tali contenuti sono diffusi in tutta Italia. La caratteristica più interessante dell’“Asse Miriano” e di OL3 sta piuttosto nella forma, nel coinvolgimento giovanile, nella destinazione di massa, nella genesi dal basso, nella freschezza multimediale di toni e modalità, nella capacità di sfondare lo schermo.

Concludendo, voglio far notare che bioetica e DSC rappresentano, in accordo coi programmi scolastici, i vertici della formazione religiosa cristiana. Mentre dunque attendiamo apocalissi, guerre mondiali, scismi e simili fenomeni deprimenti puntualmente segnalati dai miei affezionati compagni della Redazione, non perdiamo di vista questi piccoli semi di speranza, che in modo efficace e diffusivo vanno instillando nel popolo una solida consapevolezza etico-politica, completano la preparazione del cristiano in ambiti tendenzialmente disattesi a livello parrocchiale, e preparano le condizioni per una buona ripresa della cultura cattolica nel nostro Paese.
 

2 commenti :

  1. Mentre dunque attendiamo apocalissi, guerre mondiali, scismi e simili fenomeni deprimenti puntualmente segnalati dai miei affezionati compagni della Redazione, non perdiamo di vista questi piccoli semi di speranza, che in modo efficace e diffusivo vanno instillando nel popolo una solida consapevolezza etico-politica, completano la preparazione del cristiano in ambiti tendenzialmente disattesi a livello parrocchiale, e preparano le condizioni per una buona ripresa della cultura cattolica nel nostro Paese.

    TOTALE ACCORDO, CARO DON!

    EMR

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  2. speriamo non si facciano la guerra tra di loro (è già suiccesso) per personalismi oppure si apparentino a personaggi tipo Alemanno (è una realtà).

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