23 agosto 2014

La Carta del Conformismo

di Giuliano Guzzo

Il coraggio, notava Chesterton, è quasi una contraddizione in termini perché implica un forte desiderio di vivere che prende la forma di essere pronti a morire. Se lo scrittore inglese aveva ragione, se al coraggio, per essere tale, occorrono le ali della gioventù e dell’eternità, non possiamo che ritenere quanto meno fuorviante la scelta d’intitolare “Carta del coraggio”, il documento su cui ragazzi dell’Agesci, la più grande realtà scoutistica del Paese, hanno lavorato al fine di raccogliere propositi e impegni per il futuro dell’Associazione e non solo. Trattasi infatti di 16 pagine – se corrispondenti a quelle divulgate dal quotidiano Il Secolo XIX -, che, pur presentando in apertura un esplicito riferimento religioso la Chiesa a cui apparteniamo»), non solo avanzano molteplici richieste nei confronti della Chiesa – come se fosse la Sposa di Cristo ad appartenere agli scout e non, semmai, viceversa – ma contiene passaggi spiazzanti, vergati in salsa così politicamente corretta da sembrare quasi un’apologia del Pensiero Unico.

I passaggi critici, manco a dirlo, sono alla voce «Amore», dove ad una definizione palesemente relativista della famigliaqualunque nucleo di rapporti basati sull’amore e sul rispetto») segue una sorta di lista della spesa, con la richiesta alla Chiesa di «rivalutare i temi dell’omosessualità, convivenza e divorzio, aiutandoci a prendere una posizione chiara»: Catechismo e Magistero, evidentemente, non bastano più. O forse non sono neppure conosciuti? Chissà. Sorprende poi l’invito a non «discriminare persone che hanno vissuto o stanno vivendo esperienze quali divorzio o convivenza». Sorprende perché pare proprio che ad essere discriminati, in realtà, siano altri, ossia i giovani che, con tutto quel che questo comporta, scelgono di sposarsi ed avere figli: non solo non sono destinatari di aiuti economici, ma vengono sempre più presentati dai media come pazzi ed incoscienti che sottovalutano l’importanza della realizzazione personale ed il pericolo del precariato lavorativo.
Allo stesso modo meraviglia la forte sottolineatura al «diritto ad amare ed essere amati e che questo amore sia riconosciuto giuridicamente affinché possa diventare un valore condiviso»: quale legge vieta l’amore? Quale crudele disposizione o istituzione impediscono il «diritto ad amare ed essere amati»? Forse la Costituzione italiana laddove, con l’articolo 29, definisce la «famiglia come società naturale fondata sul matrimonio»? O la Corte Costituzionale, quando con grande chiarezza fa presente che, per quanto travolgenti, le «trasformazioni dell’ordinamento, ma anche dell’evoluzione della società e dei costumi» non possono, rispetto, alla concezione del matrimonio dei Padri Costituenti, incidere «sul nucleo della norma» (Sentenza n. 138/2010)? Dispiace che i rappresentanti dei Rover e delle scolte, i ragazzi e ragazze scout estensori della “Carta“, da un lato siano così schietti nelle loro richieste, e dall’altro non si spingano oltre vaghe allusioni dal momento che ulteriori precisazioni avrebbero aiutato capire.
Ad ogni modo, questo, in estrema sintesi, è quello che presenta il documento. Poi, a pesare, ci sono i tanti, tantissimi silenzi, vale a dire quello che manca. Per esempio si parla esplicitamente «delle persone di qualunque orientamento sessuale» ma mancano tutti i deboli dei nostri giorni: le giovani in gravidanza difficile o indesiderata, i bambini abortiti, i bambini che rischiano di crescere senza padre o senza madre; che ai dei giovani sfuggano, tutti assieme, problemi simili dovrebbe allarmare i loro educatori. Ne consegue come alla “Carta“, pur essendo scritta da ragazzi, in realtà manchi la vitalità dei veri giovani, sognatori e golosi della vita, non certo sazi della solita minestra che serve il mondo. Ragion per cui, avendo fra l’altro la fortuna di conoscere molti scout, diversi dei quali persone eccezionali, mi permetto di non credere condivisi da tutti i contenuti di quel documento.
Anche perché se un documento teoricamente nuovo e rappresentativo di istanze giovanili poi, di fatto, presenta le stesse identiche sostenute dai potenti del pianeta – da Obama a colossi mondiali quali Moody’s, Morgan Stanley e Goldman Sachs, tutti in prima linea per le nozze gay ed indifferenti o addirittura sostenitori, per esempio, dell’aborto libero – qualcosa non va. Significa che il Pensiero Unico, ormai, è veramente ovunque e visibile a chiunque non abbia i paraocchi. Per fortuna, però, che dentro e fuori l’ambito scoutistico dei ribelli ci sono davvero. Lontani dai riflettori, nascosti o volutamente ignorati, sono i giovani che fanno volontariato, che s’impegnano, che inseguono la fedeltà ai valori più alti praticando l’obbedienza e non contrabbandando la loro disobbedienza per nuova obbedienza. Che non chiedono alla Chiesa di «rivalutare» nulla, ma di essere guidatiSono loro, col loro esempio, a dimostrare che la “Carta del coraggio”, in realtà, è la “Carta del Conformismo”. Ed è già vecchia.
http://giulianoguzzo.com/2014/08/22/la-carta-del-conformismo/

 

10 commenti :

  1. Credo che all’origine di questa folle “carta del coraggio”, vi sia stata una forte manipolazione da parte di pochi malfidati elementi adulti. Credo comunque importante non sottovalutare questo campanello d’allarme. Chi sono, davvero gli educatori? Come la pensano? Urge un’attenta e profonda verifica interna. E, comunque, spiace dirlo, questa “carta del coraggio” suona come una pesante sconfitta per tutta l’AGESCI. Speriamo che ci sia il coraggio di prenderne atto e di fare pulizia.

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  2. Adulti che vogliono manipolare ragazzi e bambini uno schifo ma che e' questo totalitarismo.molti cattolici sono veramente confusi.povera chiesa.

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  3. Grazie per le vostre opinioni qua i cristiani sembrano tutti addormentati o rimbambiti dal renzismo.

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  4. L'ottimo sito "Radio Spada", che ha ripreso la notizia, è stato subissato di messaggi di "scout" (veri o presunti) che difendevano questo "folle" (come giustamente lo definisce giancarlo) documento. A soli scopi preventivi, giova ricordare che la Dottrina cattolica condanna severamente la sodomia e i sodomiti: "Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio." 1 Corinzi 6:9,10. Ma le citazioni, dall'antico e dal nuovo Testamento, sono innumerevoli.
    Persino il post-conciliare nuovo Catechismo condanna la sodomia, che rimane, assieme all'omicidio volontario, uno dei peccati che "gridano vendetta dinnanzi a Dio". Si è cattolici (e ci si può definire tali) solo se si aderisce alla Dottrina della Chiesa, che è di fonte divina e quindi per definizione eterna e immutabile. Se no, si vada da un'altra parte: ce ne sono tante...

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  5. Da padre di ben tre figli ancora impegnati in varie branche dell'AGESCI, penso ci saranno buoni argomenti da trattare all'inizio di quest'anno. In altre situazioni la spinta dei genitori è stata determinante...come sempre, se le "maggioranze silenziose" non stanno più zitte, i castelli di carta crollano. Ma ci vuole...coraggio! Anch'io propendo per credere al golpe dei soliti noti, con le parole-tabù messe davanti per zittire i dubbiosi: democrazia, dialogo, rispetto,accoglienza... Gli scout, come molti altri cattolici hanno un senso critico così debole e un'ignoranza così vasta su "la Chiesa" che di fronte a quelle paroline magiche sono disposti a bere qualunque cosa da chi le pronunci... catechizzarli doverosamente è opera di misericordia spirituale, oltre che emergenza imprescindibile!

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  6. Ma com'è che di tutte le quattordici pagine si commentano solo 3 righe? Fate un torto a questi ragazzi che sono indubbiamente migliori di quello che credete (e sono stato gentile).

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    1. Se fossi cattivo, potrei rispondere che il resto delle quattordici pagine è fatto di chiacchiere inutili. Le tre righe, oltre a essere inutili, sono pure dannose.
      In realtà, basta accostarsi al documento per capire, a cominciare dal linguaggio utilizzato, che qui di cattolico c'è rimasto veramente poco. Un disastro educativo e culturale, per non dire altro.

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  7. Almeno siamo venuti a sapere ufficialmente che gli scout sono un'associazione dove si discute appassionatamente della valorizzazione di divorzio, convivenza e "unioni gay" nella morale cattolica. Non si sa mai, qualcuno poteva ancora pensare che ai ragazzini in braghette corte si insegnassero altre cose.

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    1. https://www.facebook.com/notes/tradizione-spiritualita-scout/risposta-a-le-polemiche-artificiose/10152676556629592

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  8. Vi segnalo questo intervento pubblicato su TRADIZIONE E SPIRITUALITA' SCOUT, in risposta ad un post di un blog sulla Route Nazionale AGESCI e la relativa Carta del Coraggio
    https://www.facebook.com/notes/tradizione-spiritualita-scout/risposta-a-le-polemiche-artificiose/10152676556629592

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