07 agosto 2014

La papolatria che diventa blasfemia

di Fra' Girolamo
"Una Madonna sul carro, con magnifici ornamenti". Questa la visione che avrebbe avuto subito dopo l'elezione di Papa Bergoglio mons. Guillermo Karcher, il cerimoniere pontificio che ha porto il microfono al neoeletto in quel fatidico 13 marzo 2013. E' quanto egli stesso dichiara in un'intervista rilasciata per il settimanale "Il mio Papa" nel numero uscito il 6 agosto c.a. Il monsignore argentino continua affermando di aver subito capito "che attorno a Francesco c'è un'aura divina che m'impone il massimo rispetto, m'impedisce quasi di avvicinarmi, devo tenermi a distanza". Ovviamente questo è il pezzo forte del colloquio, che per il resto si dilunga nelle solite banalità adulatorie verso Papa Francesco che, pare di capire, è già santo senza bisogno di istruire alcun processo canonico: anzi, forse la canonizzazione avverrà già in vita. Del resto, è (quasi) normale che in una rivista nata proprio dall'adorazione personalistica verso il nuovo Vescovo di Roma, giunto dalla fine del mondo, si usino termini lusinghieri, sdolcinati e semplicistici. Non dimentichiamoci che la casalinga di Voghera, così come quella di Canicattì, vogliono sentirsi dire questo.

Però non si può giocare in tal modo con la fede dei semplici. Non si può abusare della credulità della gente. E' inaccettabile sostenere a mezzo stampa di aver avuto la visione di "una" Madonna (noi sapevamo peraltro che la Beata Vergine Maria fosse solo una e che non ce ne fossero diverse), per dare il sigillo dell'infallibilità ad ogni gesto, ogni azione e ogni iniziativa del Papa. Suvvia, questa è blasfemia! Anche qualora si fosse oggetto di apparizioni mistiche, non lo si andrebbe certo a riferire ad una rivistina ridicola come "Il mio Papa". Qui c'è di mezzo il sacro, non si scherza! Che poi il protagonista di simili scempiaggini sia un monsignore è ancora più grave. E' vero che oggi siamo abituati a tutto, che non ci stupiamo più di nulla e che sappiamo bene qual è il livello morale, culturale e umano di molti prelati, ma non si può tollerare ogni sciocchezza senza fiatare. La papolatria dilagante, già di per sé gravissima e senza dubbio non cattolica, deve fermarsi entro dati confini. Quando si arriva a strumentalizzare volutamente la Madonna per giustificare qualsiasi scelta pontificia, oppure per farsi pubblicità, allora vuol dire che la fede s'è persa. Se non si ha più rispetto per le res divinae, è meglio per tutti andarsene a casa. Ormai non se ne può più. Da un anno e mezzo, assistiamo da parte dei mass media e di buona parte degli intellettuali cattolici "irreggimentati" ad una vera e propria divinizzazione di Papa Francesco. Se si soffia il naso è simpatico, bravo e innovativo; se si gratta la testa, pure; se bacia un bambino, anche; se saluta la folla, idem. Fortunato Jorge Mario Bergoglio: tutto quel che fa è circondato da un'aura divina. Non quella che dovrebbe riguardare il Papato in quanto tale (il Papa è Vicario di Cristo e Successore di S. Pietro, noi cattolici antiquati ancora ci crediamo), bensì la stessa che avvolge i divi mondani del cinema o della musica. Con l'aggravante, lo ripetiamo, che a mettere in piedi questa sceneggiata sono proprio gli ecclesiastici, i quali a Dio non ci credono più e pertanto ripiegano su divinità umane.

Per sottolineare ancora di più l'eccezionalità sovrumana di Bergoglio, poi, mons. Karcher racconta anche un altro episodio. Ricordate quando il Papa, in una delle sue prime udienze, scese dalla macchina in Piazza S. Pietro per baciare un bambino paraplegico? Il veggente vaticano, ormai in visibilio e, come trafitto da un dardo infuocato, preso da una bruciante passione per il suo Papa argentino, così racconta: "Gli ho chiesto come facesse a sapere che quel malato fosse proprio lì, in mezzo a tutta quella gente: 'Lo sento', è stata la sua risposta". Non solo in Vaticano c'è un testimone di mariofanie, ma abbiamo anche un Papa sensitivo e carismatico! Avete capito bene a che punto siamo arrivati? Ovviamente i normalisti diranno che noi siamo offensivi nei confronti del Santo Padre, perché non lo rispettiamo. Ma la realtà è che noi siamo i migliori amici del Papa. Quel che occorre a Francesco, infatti, è il binomio preghiera e critica costruttiva. Se commette degli errori palesi, i veri amici glielo devono far notare, per il bene della Chiesa. Che poi lui ascolti o meno è un  altro paio di maniche.

 Noi preferiamo sempre la schiettezza amorevole e rispettosa, seppur dura, di S. Paolo o Girolamo Savonarola, alla piaggeria di un Introvigne o di un monsignore anonimo del Vaticano. Abbiamo più ammirazione per Dante Alighieri, che, in pieno Medioevo, non aveva paura (né fu mai punito per questo) di mettere Papi nel suo Inferno, ai bigotti fideisti di oggi. Preferiamo Santa Caterina da Siena ai cortigiani pontifici, quei cortigiani che, a quanto pare, non dovrebbero piacere nemmeno a Bergoglio, stando almeno alle sue interviste. Arrampicarsi sugli specchi per difendere l'indifendibile o inventarsi visioni per dare un'immagine sacrale che, purtroppo, non esiste sono peccati belli e buoni. Si ricordi, il caro Karcher che Deus non irrideturTra tutte le apparizioni della Madonna riconosciute dalla Chiesa, quelle di Fatima ci sembrano di particolare importanza per i nostri tempi. La Bella Donna mostratasi ai veggenti ha chiesto preghiera e penitenza anche per il Santo Padre. Di questo ha bisogno il Papa, non delle nostre visioni stravaganti.
 

11 commenti :

  1. Si, siamo ormai agli sgoccioli del centenario di Fatima. E tutti coloro che ne hanno approfondito il mistero sanno che si deve compire nei 100 anni.
    Un Papa deve morire. Chi sarà? Perché parliamo di un uomo vestito di bianco.
    Molti non lo sanno, ma c'è anche una profezia di san Pio X al riguardo, pubblicata in un libro di profezie - mi scusino ma ora non ne ricordo il titolo - della Ignatius Press, editrice molto seria.
    Ebbene, in questa profezia Papa Pio X affermò di vedere uno dei suoi successori uscire dal Vaticano e camminare sui corpi dei vescovi e dei cardinali, e poi venire ucciso anche lui.
    Molto simile a Fatima, vero?
    Del Papa Santo, poi, bisognerebbe ricordare che quando scendeva in udienza in San Pietro faceva veri e propri miracoli, che ha miracolato una parente di Pio XII, allora ancora giovane minutante, e il cui primo atto da Pontefice è stato quello di andare a dare l'ultima benedizione al primate di Spagna che stava morendo. Dopo la benedizione il Cardinale si riprese, e rimase primate altri 10 anni.
    Ma nessuno ha mai osato divinizzare il Papa.
    Era semplicemente il Vicario di Cristo. Nessun miracolo e nessun atto personale può superare questa dignità.
    E' vero, il ricorrere a certi espedienti mediatici è soltanto sintomo della perdita della fede

    RispondiElimina
  2. Smettetela di gettare ancora fango putrido sul Santo Padre e sul carisma che mostra ai fedeli. E non ironizzate sulle parole del Monsignore, anche Papa Giovanni Paolo II ritenne che la Madonna di Fatima lo aveva salvato a Roma. La Madonna di Fatima che agisce in Roma, ragionando come voi, è un controsenso. Ma la Mariologia è soprattutto pietà popolare.
    Dateci un taglio con il vostro odio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda che noi non ironizziamo. Ciò che accade è un dramma!
      E poi che significa che la mariologia è pietà popolare? Nemmeno significa niente che la Madonna agisce in Roma... Secondo me hai le idee un po' confuse.
      Pietà Popolare è costituita da pratiche di pietà come le processioni, il Rosario e i vari pii esercizi. Un'apparizione è un evento speciale, miracoloso, al quale, anche quando c'è un'approvazione ecclesiastica, si può anche non credere, senza peccare. Perché l'approvazione dice che l'apparizione è cattolica, ma nessuno ha condiviso il miracolo se non il veggente. Quindi, solo lui è tenuto a credere.
      La Madonna non agisce, ha già agito, avvertendo dei castighi che avrebbero afflitto l'umanità se non si fosse convertita.
      Perché Dio "castiga", cioè purifica, migliora l'umanità, perché divenga santa, come ogni buon padre deve fare. Leggi ad es. il libro dei Giudici.
      E poi, proprio perché la Madonna ha salvato Papa Giovanni Paolo significa che non è Lui il Papa del segreto

      Elimina
    2. Papa Giovanni Paolo ha detto che la mano materna che deviò il proiettile fatale era quella della Madonna di Fatima e nella corona fece anche incastonare la pallottola. Se la Madonna che è una sola ha salvato il Papa a Roma, dire che era quella di Fatima è un controsenso. Ma il Papa intendeva dire una cosa diversa quando si riferiva alla Madonna di Fatima che lo salvò a Roma. Anche Mons. Kercher quando dice di una Madonna non sta dicendo che ce ne sono più di una, altrimenti se ha torto lui avrebbe torto anche il Papa Polacco perché se la Madonna fa una grazia in Piazza San Pietro non può essere quella di Fatima ma quella di... Piazza San Pietro! La Madonna è una e prende il nome del luogo dove appare. Mons. Kircher dice una Madonna per intendere una delle sue raffigurazioni, non è un polimadonnista...

      Sforzatevi di stare uniti nel gregge e non fate le pecore nere per i vostri sogni politici poco cristiani.
      Papa Francesco è veramente il papa di tutti i cattolici senza riserve!

      Elimina
    3. Scusa ma dove vivi? A me sembra che papa Bergoglio sia il papa di tutti meno dei cattolici.
      I FFI, non erano cattolici? e come mai li ha dispersi ovunque?

      Elimina
    4. D.E. lo ripeto, hai le idee confuse, anzi, non capisci niente. Il fatto che Papa Giovanni Paolo II sia stato miracolato dalla Madonna di Fatima non significa che tale miracolo sia la realizzazione del segreto. Il dato di fatto è che il Cuore Immacolato non ha trionfato, come emerge anche molto chiaramente da un'espressione del tipo "la Mariologia è Pietà Popolare".
      Per quanto riguarda i critici di Papa Bergoglio, non significa che siano (o siamo) fuori dal gregge, perché se ne esce soltanto rifiutando un punto fermo della dottrina: e non essere d'accordo su ogni parola o respiro del Pontefice non significa essere eretici.
      Ciò che da fastidio è che mentre tutti i Cattolici preparati, ragionevoli e devoti hanno grandi riserve su questo Pontificato, ci dobbiamo sorbire continuamente critiche da ignoranti sentimentalisti che non fanno altro che accusare di odio e scisma senza alcuna argomentazione se non quella di un'adesione cieca ad un discutibilissimo esercizio di un'autorità dispotica e accentratrice, sebbene legittima. Tutto sentimentalismo cieco, banale e fuori luogo. Avete stufato: voi, i vostri sacerdoti inutili, i vostri incontri di gruppo stupidi e le vostre idee eretiche e liberal-ecumeniche

      Elimina
  3. i frutti della dottrina bergogliona
    http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/08/05/news/palermo-l-happy-hour-si-fa-in-chiesa-1.175712
    preghiamo e non prevarranno!!

    RispondiElimina
  4. "Sei gia' tu qui, Bonifacio?" : Dante i Papi all'inferno ce li metteva davvero e faceva anche bene, visti i tempi in cui e' vissuto. Un maestro delle cerimonie pontificie dovrebbe badare alle cerimonie e non rilasciare interviste a quel quotidiano infetto da papolatria ( ma che me ne importa a me ,credente cattolico romano, se il Santo Padre ama mangiare le seppie ripiene? Ma siamo seri!!!), per sapere questo ci bastava Grand Hotel ! A mio avviso questo e' l'ultimo Papa e si chiama Pietro Romano; poi per la realizzazione completa della profezia di Fatima, del 1917, basta attendere che arrivino i mussulmani del califfato iracheno che hanno detto che vogliono arrivare a Roma: un po' di pazienza. Cordialita'.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dante potrebbe essere finito all'inferno quello vero, non quello della sua fantasia. Non prendetelo come un jolly libera tutti per criticare impunemente il Santo Padre Francesco.

      Elimina
    2. Bizzarrie dialettiche dei papolatri: per difendere l'indifendibile Papa Francesco, condannerebbero all'inferno persino Dante.
      Ma come, che fine ha fatto il mitico: "chi sono io per giudicare"?

      Elimina
  5. Dante all'inferno ci ha messo pure Maometto e ha fatto bene; io riesco ancora a conservare la fede, anche dopo che ho letto le due interviste del Santo Padre rilasciate a Scalfari, in particolare la prima " Il bene e il male -cito a memoria- ognuno se lo stabilisce nella sua coscienza" pure Scalfari, che pure non e' ne' buono ne' tonto, gli ha detto: " Ma , santita', ne e' proprio sicuro?" Poi rilasciare interviste senza registrarle, nell'epoca dei social network e' proprio da f....; e la telefonata alla signora argentina, divorziata e risposta a cui il Santo Padre avrebbe consigliato di andare a comunicarsi in un'altra chiesa? Dante scriverebbe , se fosse ancora vivo, " Sei gia' tu qui, Francesco?" Con l'ipotesi poi di avere un altro papa emerito tra i piedi, Dante ne avrebbe molti da mettere con Celestino V ! Cordialita'

    RispondiElimina