08 agosto 2014

Spagna, dove la legge antiomofobia non funziona


di Giuliano Guzzo
 
L’aggressione omofoba è avvenuta in Spagna, per la precisione a Minorca, gioiello delle Baleari, ma il problema è, manco a dirlo, l’omofobia che regnerebbe in Italia. E’ la valutazione – assai originale, per non dire incomprensibile – effettuata da un giornalista di Repubblica che, mentre stazionava in spiaggia col suo compagno, nei giorni scorsi si è ritrovato bersaglio delle minacce di un energumeno i cui violenti propositi sono stati fermati solo grazie agli altri presenti alla scena. «Se nell’almodovariana e post zapateriana Spagna questo può ancora accadere – è la considerazione di Federico Bitti, vittima dell’aggressione e firma della testata debenedettiana - che cosa può e deve ancora accadere nell’Italia di Giovanardi, della Binetti, dei Dico mai fatti, per capire che uno straccio di legge contro l’omofobia […] è urgente, non tanto per le pene che comminerà, ma per unire quella spiaggia, per sentire più forte quell’applauso che in parte oggi ci ha salvati» (La Repubblica, 1/8/2014).

Ora, non risulta affatto chiaro su quali basi si arrivi a sostenere, o anche solo a lasciar intendere, che nelle spiagge italiane aggressioni e minacce ai danni di coppie omosessuali, se mai fossero poste in essere – cosa di cui peraltro non si ha notizia -, incontrerebbero il tacito assenso degli altri bagnanti: fino a prova contraria si tratta quindi solo di una gratuita supposizione del tutto priva di basi ma buona, anzi buonissima per sparare a zero, tanto per cambiare, sull’«Italia di Giovanardi, della Binetti, dei Dico mai fatti». In secondo luogo, è un peccato che non si siano ricordati meglio ai lettori i “progressi” dell’«almodovariana e post zapateriana Spagna»: la Legge 51/2003 sulle pari opportunità nonché diversi articoli del codice penale prevedono esplicitamente la non discriminazione per «orientación sexual». In più, dall’estate 2005 nella penisola iberica  – com’è noto – si è rivoluzionato il diritto di famiglia, estendendo la possibilità di contrarre matrimonio civile anche alle coppie di omosessuali, possibilità di cui si sono avvalse circa 16.000 coppie solo fra il 2005 ed il 2009.

Si fosse ricordato tutto questo, si sarebbe potuta comprendere l’oggettiva stranezza dell’episodio riferito dal giornalista di Repubblica; anche perché non pare essere isolato. Se infatti si ritengono attendibili le quasi 100 pagine di uno studio pubblicato nel 2012 a cura della Felgtb – acronimo che sta per Federación Estatal de Lesbianas, Gais, Transexuales y Bisexuales – si deve prendere atto di come la maggior parte dei circa 300 giovanissimi che ogni anno in Spagna si tolgono la vita sia stata vittima di discriminazioni omofobe e di come, in media, ben il 40% di coloro hanno subìto violenze verbali o fisiche di stampo tenti il suicidio. Alla luce del caso spagnolo, anziché prendersela con la cattivissima «Italia di Giovanardi» e «della Binetti», non si potrebbe quindi almeno sollevare qualche dubbio sull’effettiva efficacia delle tanto sbandierate leggi anti-omofobia? A giudicare dai dati ricordati – a meno che non si vogliano tacciare di scarsa attendibilità gli elaborati della Felgtb – non solo si potrebbe, ma si dovrebbe farlo. E dovrebbero farlo anche i componenti redazione di Repubblica, se non fossero quotidianamente impegnati all’insegna di un giornalismo tendenzioso e politicamente corretto.

http://giulianoguzzo.com/2014/08/02/spagna-dove-la-legge-antiomofobia-non-funziona/  

3 commenti :

  1. Ma siamo sicuri che l' "energumeno" denunciato dal gaio Federico Bitti, giornalista de "La Repubblica" (ma guarda...), fosse proprio un "energumeno" e non una persona per bene giustamente indignata, doverosamente incurante delle leggi "antimofobiche" liberticide, immorali e illiberali colà vigenti e che rischiamo di trovarci anche costì?

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    1. Non esageriamo! Ovviamente sappiamo che quando vediamo due gay per strada forse sono dei peccatori, ma non per questo dobbiamo per forza avvicinarli e tentare di convertirli ogni volta (sai il risultato... cattolici intolleranti, ecc... e poi in mezzo ad una strada!). Però se capita l'occasione buona, una mezza frase gentile, un chiarimento sulla dottrina, piano piano si possono avvicinare tutte le persone del mondo a Cristo).
      Dopotutto siamo laici, non preti! :)

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    2. E pensa poi alle prostitute: dovremmo avvicinare ed ammonire anche quelle (dalle mie parti è pieno ovunque, sarebbe facile, basta imparare un poco di rumeno e di inglese, poverette).

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