21 agosto 2014

Still Life… et exspecto resurrectionem mortuorum et vitam venturi saeculi!



di Roberto de Albentiis

Pellicola del 2013, uscita in Italia a dicembre dell’anno scorso, diretta e sceneggiata da Uberto Pasolini (alla sua seconda esperienza con un lungometraggio) e interpretata da Eddie Marsan (“Gangs of New York”, “V per Vendetta”, “Il segreto di Vera Drake”, “Happy Go Lucky”), è una co-produzione italiana e inglese dal tono drammatico che racconta una storia singolare: John May (interpretato da Marsan) è un impiegato comunale in uno dei municipi londinesi che si occupa di rintracciare possibili parenti e amici di persone morte in totale solitudine, come anziani, malati, alcolizzati. 

Persona timida, meticolosa e sola (orfano, separato, vedovo? Nel film non viene detto esplicitamente), May svolge il suo compito in maniera discreta eppure appassionata: è lui a entrare nelle case di queste persone, è lui a scrivere l’elogio funebre e ad accompagnarle (lui solo) in chiesa e al cimitero, è lui, una volta tornato a casa e consumata la sua magra cena, a catalogarne le foto in un suo personale album.
Un giorno riceve un avviso dal suo nuovo superiore: a causa dei tagli a bilancio e personale, il suo ufficio è smantellato e lui è licenziato; in preda al dispiacere, è tuttavia risoluto a portare a termine il suo ultimo caso, quello di Billy Stoke, un anziano alcolizzato peraltro suo dirimpettaio.
Messosi al lavoro, ne riesce a trovare un collega e degli amici e perfino una figlia (con cui sembra iniziare un rapporto di timida amicizia), e, trattandosi del suo ultimo caso, è deciso a organizzargli il più bel funerale possibile, offrendogli anche il suo lotto personale al cimitero; riuscirà nell’intento, ma non potrà vederlo a causa di uno sfortunato destino.
Se il film ha un ritmo lento (e che però non annoia di certo), il finale è drammatico, se non tragico; non svelo nulla per non fare spoiler, ma, credetemi, merita davvero: regala un senso a tutto il film e fa commuovere e, tra una lacrima e l’altra, a me ha davvero fatto pensare alla foscoliana “corrispondenza di amorosi sensi” e, soprattutto, alle due parole del Credo che recitiamo ogni Domenica a Messa exspecto resurrectionem mortuorum et vitam venturi saeculi, aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà!
In questo film non ci sono preghiere o riferimenti a Dio (per quanto si vedano quattro cerimonie funebri cristiane cui partecipa John, due presbiteriane, una cattolica e una ortodossa), e certo questa caratteristica è condivisa con tanti altri film moderni e contemporanei, ma, a differenza di questi ultimi, tutta la pellicola è pervasa di un forte senso esistenziale e religioso.
Tutto il bene (anche compiuto in maniera solitaria, come fa John) che avremo fatto nella nostra vita troverà un giorno, l’Ultimo Giorno, significato e ricompensa agli occhi di Dio (quel Dio che, come detto, non viene nominato nel film, ma di Cui si avverte eccome la presenza!) e dei Santi, Santi che, in vita, erano magari anche persone sole come quelle mostrate nel film e che, dopo la morte, sono state fatte degne di essere ammesse alla visione beatifica di Dio.
Durante una delle Missioni Giovani cui avevo partecipato alcuni anni fa, durante l’Adorazione Eucaristica notturna, ricevetti da uno dei sacerdoti un bigliettino con scritto il compito assegnatomi, ovvero pregare per i vivi e i defunti, compito che ho sempre cercato di svolgere nella maniera migliore possibile; ebbene, arrivato ieri sera al finale di questo film, ho ripensato a questo personale impegno con più forza e mi sono ripromesso di adempiervi ancora meglio!

Bello, intenso, delicato, consiglio a tutti la visione di questo film, per vedere una storia commovente e, anche, per pensare alle realtà ultime e al modo per prepararci e raggiungerle al meglio.


 

1 commento :

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    http://www.mymovies.it/film/2013/stilllife/forum/?pagina=1

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