01 settembre 2014

I nostri fratelli extraterrestri

di Francesco Filipazzi


Il recente ritrovamento su Marte di una roccia a forma di femore ha creato un grosso equivoco, facendo pensare ad alcuni di essere di fronte alla prova finale della presenza sul Pianeta Rosso di forme di vita, ormai estinte. Il fatto che la Terra possa non essere l’unico pianeta abitato dell’universo è un’ipotesi molto suggestiva e secondo alcuni non così improbabile, date le dimensioni dell’universo e la quantità di corpi celesti presenti in esso.
L’esistenza di forme di vita aliene spaventa molti, mettendo in crisi le credenze religiose di molti, in quanto potrebbe negare l’unicità della Creazione, porre il genere umano in modo diverso nei confronti di Dio (nel caso venisse provata l’esistenza di forme di vita intelligenti), rimettere in discussione il peccato originale e, caso ancora più problematico, mettere in discussione la questione dell’unicità dell’incarnazione di Cristo. Di seguito quindi cercheremo di rispondere ad alcune FAQ (Frequently Asked Questions), riprendendo anche alcuni concetti espressi dal direttore della Specola Vaticana.

Come si dovrebbe porre, dunque, un cristiano nei confronti di un incontro ravvicinato del terzo tipo?
Sostanzialmente la risposta a questa domanda è stata già data nel corso dei secoli da alcuni teologi, che a partire dal Medioevo, con la nascita della moderna astronomia, hanno dissertato riguardo il concetto di Creazione ed evangelizzazione, spiegando che i popoli extraterrestri, se esistenti, sarebbero perfettamente in linea con quanto scritto e insegnato nella Bibbia, esattamente come l’eliocentrismo non mandò in crisi nessuna particolare concezione. Dio è onnipotente e la sua capacità creativa non è concepibile da parte dell’uomo. Di fronte alla vastità dell’universo (o dovremmo dire ormai multiverso) e ai fenomeni presenti in esso, molti dei quali mai osservati e ancora sconosciuti, non possiamo che inchinarci di fronte alla Sua potenza. Così come ha deciso di popolare un pianeta, può aver deciso di popolarne un altro.

Questi esseri nascono con il Peccato Originale? Anche loro partecipano alla storia della Salvezza?
Come spiega Padre Funes, questi popoli extraterrestri potrebbero essere in pace con Dio, quindi senza Peccato Originale e non bisognosi di redenzione. In caso contrario nulla vieta di evangelizzarli. L’Incarnazione però è avvenuta solo sulla Terra, per mezzo della Santa Vergine Maria. Un qualsiasi alieno che volesse salvarsi dovrebbe tenerne conto.

Questi popoli sono necessariamente più evoluti di noi?
Niccolò Cusano ha affrontato questo argomento nel De Docta Ignorantia. In questa opera il Cusano afferma che la conoscenza può essere definita come una proporzione fra ciò che si conosce e ciò che non si conosce. Dio è infinito, quindi inconoscibile e quindi di fronte a Lui dobbiamo solo riconoscere la nostra ignoranza. Cusano descrive poi un universo interminato (non infinito) all’interno del quale possono vivere esseri diversi da quelli presenti sulla Terra. Per Cusano però l’evoluzione non è una questione di natura tecnologica, ma spirituale. Secondo il teologo e matematico, questi esseri, essendo più leggeri, sono anche più evoluti di noi, avendo sviluppato maggiormente le proprie doti spirituali e intellettuali.

Questi popoli credono in Dio?
Essendo intelligenti e creati da Dio, hanno sicuramente un senso religioso.

L’uomo è stato creato dagli alieni?
E’ interessante notare che l’uomo moderno sia pronto a negare il Dio Creatore, ma prontissimo ad accettare l’ipotesi, senza nessun tipo di prova, di un alieno creatore, che assumerebbe egli stesso il nome di Dio. Dio non è un alieno e qualunque affermazione in questo senso sarebbe totalmente in contraddizione con la dottrina cattolica. Dio è puro spirito e si è incarnato una volta sola in Gesù Cristo. Inoltre vanno rigettate come idiozie o, nel caso, come fantascienza, tutte le ipotesi che attribuissero origine aliena agli angeli. Anche gli angeli, essendo puro spirito, non vivono su altri pianeti. Purtroppo queste concezioni, che vorrebbero dare una forma fisica a Dio e agli angeli derivano dal materialismo imperante. nella società moderna, in cui l’uomo medio non riesce a concepire che esista qualcosa che non abbia una forma fisica, a partire dalla propria anima.

San Giovanni XXIII ha incontrato gli alieni?
In rete si trovano vari video riguardanti l’ex segretario di Giovanni XXIII, il quale dichiarerebbe che il Papa Buono avrebbe incontrato gli alieni nei giardini vaticani. Non si hanno prove in questo senso, ma è interessante, nel caso, pensare al perché gli extraterrestri abbiano deciso di incontrare il Sommo Pontefice. Sicuramente, nei giardini vaticani, è molto più proficuo un meeting con degli alieni, rispetto ad altre recenti esperienze.

Cos’è il multiverso?
Il multiverso è una teoria molto in voga in ambito di fisica quantistica. Una delle teorie più comprensibili in materia è quella secondo cui ad ogni azione si sviluppano varie possibilità dando vita a vari universi. Lanciando un dado nascerebbero automaticamente sei nuovi universi, indipendenti fra loro e totalmente slegati, in modo che da uno non si possa raggiungere un altro. Sembra un’idiozia, ma in realtà vasta parte della Teoria dei Sistemi si occupa di sistemi a biforcazione e caos deterministico. Un’altra teoria riguardante il multiverso è quella per cui esso è una schiuma le cui bolle sono universi. Ogni bolla fa storia a sé e può espandersi, restringersi o esplodere. Anche questa sembra un’idiozia, però si dà il caso che la teoria delle stringhe collimi con questa possibilità di pluralità di universi, governati anche da leggi fisiche differenti fra loro, in quanto alla nascita di un universo le variabili iniziali sarebbero diverse rispetto a quelle che danno vita a un altro. Gli umanisti possono pensare che queste siano pazzie da fisici quantistici con molto senso dell’umorismo, ma nel Medioevo un grande pensatore di nome Roberto Grossatesta, vissuto nel XII secolo descrisse l’universo in latino. Degli studiosi della Durham University hanno tradotto ciò che venne scritto dal Grossatesta in formule matematiche, simulandole al computer, e generando un multiverso.

Perché parlare del multiverso?
Parlare del multiverso è importante per capire la grandezza di Dio, rendersi conto di cosa può essere capace la sua Volontà creatrice e che, nonostante i nostri sforzi, potremo conoscere solo il nostro universo. Gli altri, se esistenti, rimangono affare Suo.

 

32 commenti :

  1. L'unicità dell'Incarnazione è assoluta con riferimento alla natura umana. I teologi alla Panikkar, che vedono in Cristo solo un avatar del divino in mezzo a Maometto Budda eccetera, sono eretici. Ma invece potrebbe essere "relativa" (non relativista!) in un sistema dove ci sono più nature.
    Il problema con gli alieni è che, se hanno una natura diversa da quella umana, non sono redenti dall'Incarnazione umana del Verbo. San Paolo traccia un filo tra il primo Adamo, peccatore, e il secondo Adamo, Cristo redentore. Se gli alieni esistono, così come hanno il loro Adamo (visto che evidentemente non discendono dal nostro), allora dotrebbero avere anche il "loro" Cristo, che è anche il nostro.
    In questo modo l'unica persona di Cristo avrebbe (almeno) tre nature
    1) natura divina di Creatore, conosciuta e adorata da tutte le creature dell'universo o multiverso
    2) la natura creaturale umana,
    3) la natura creaturale della specie aliena (o le nature se le specie aliene del multiverso fossero un numero x non infinito)
    (non può essere infinito perchè l'universo o multiverso che sia non è infinito)

    In questo modo, attraverso l'unione ipostatica di tutte queste nature nell'unica persona di Cristo, tutti gli abitanti del multiverso sarebbero fratelli e figli dello stesso Padre.
    Se assumiamo questa ipotesi allora gli alieni potrebbero avere anche la loro Madonna, ovvero la creatura che porta a perfezione quella specifica natura.

    Perchè, se tutto questo fosse vero, nella Bibbia non se ne parla?
    Semplice, perchè non ci interessa, non ha alcun ruolo nella nostra storia della salvezza. Alla creatura umana è necessario conoscere le due nature di Cristo (umana e divina), se poi Cristo avesse assunto anche una terza natura aliena per salvare un'altra specie intelligente, a noi non interessa se non come curiosità e semmai fonte di riflessione teologica.

    E' una speculazione estremamente ardita, e del tutto ipotetica visto che gli alieni magari non esistono o non conoscono il peccato, però non mi sembra in contraddizione teorica con la Rivelazione (semmai presuppone che ci siano molte cose che non ci sono state rivelate).
    Ditemi che ve ne pare...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Molto interessante. È un problema che mi "angustia" da tempo. Così sarebbe risolto. Resta però da cambiare, se si può dal punto di vista teologico, una comprensione unica di Cristo redentore, come dice l'incipit dell'enciclica di GPII Redemptor hominis: "Il Redentore dell'uomo, Gesù Cristo, è centro del cosmo e della storia". Del cosmo non solo del sistema solare.

      Elimina
    2. Ma infatti la divinità di Cristo sarebbe unica per tutti. Il centro unificante di tutte le specie intelligenti dell'universo - o multiverso.

      Elimina
  2. La teoria del multiverso è una ipotesi non scientifica, di natura puramente ideologica, utile solo a chi non vuole arrendersi all'evidenza di un Dio creatore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è un'ipotesi non scientifica utile a chi non crede all'"evidenza di un Dio creatore".

      cos'è? la sagra dell'ossimoro?

      Elimina
    2. Caro Giancarlo, la matematica dice il contrario. L'esistenza di un multiverso non è per niente incompatibile con un Dio creatore.

      Elimina
    3. http://www.uccronline.it/2011/09/23/nel-2013-il-multiverso-verra-confermato-o-confutato/

      Elimina
    4. Una ventina di costanti cosmologiche sono così finemente (cioè improbabilisticamente) sintonizzate tra loro nel nostro Universo per produrre la vita che non sembrano restare che 2 possibilità logiche:
      1) o questo Universo è unico ed è stato progettato per la vita;
      2) o ci sono infiniti universi paralleli (cioè non attraversabili), con tutti i valori possibili delle costanti, e noi ci troviamo non sorprendentemente in uno dei pochi ospitali.
      E’ chiaro che ognuno è libero di fare la sua scelta, come fanno Zichichi o Craig che scelgono la prima opzione, o Linde e Guth che preferiscono la seconda. L’importante è che nessuna delle due classi pretenda di dire che la sua opzione è una conclusione scientifica (cioè sperimentalmente controllabile!).
      NB1. Il multiverso è un’idea nata dai fisici ex-sovietici emigrati in USA: Linde, Vilenkin, Koonin, ecc. Non sorprende che chi riteneva il marxismo una teoria scientifica, dopo la caduta dell’Urss si sia attaccato alla corda del multiverso, ritenuto altrettanto “scientifico”.
      NB2. Un problema di coerenza ce l’hanno i fisici (come Rovelli, per es.), che mentre professano il loro ateismo e la scientificità del darwinismo, negano invece scientificità al multiverso. Ma come abbiamo dimostrato Forastiere ed io, alla luce delle evidenze scientifiche odierne, multiverso e darwinismo aut simul stabunt aut simul cadent.

      http://www.enzopennetta.it/2014/04/multiverso-dalla-fisica-la-reazione-contro-le-teorie-indimostrabili/#comment-24823

      Elimina
    5. c'è anche una terza ipotesi che abilmente ignori.

      la 20 variabili sono sincronizzate casualmente. grazie a tale casualità noi possiamo essere qua a ragionarci sopra.

      Se non fossero state sincronizzate, nessuno sarebbe a domandarsi perché non lo sono

      una simile dimenticanza e' un errore da primo anno di statistica

      Elimina
    6. E c'è la quarta ipotesi: come si possano "sincronizzare CASUALMENTE" 20 variabili lo sai solo tu.

      Elimina
    7. sbagli totalmente approccio.
      se vinco alla lotteria non implica necessariamente che ci sia un disegno intelligente che mi ha fatto vincere.

      Elimina
    8. Io ho una domanda. Ma queste leggi matematiche come possono nascere dal caso? Non vi pare un contro senso?

      Elimina
    9. Una vincita alla lotteria può essere casuale, il meccanismo della lotteria no perché presuppone delle regole.

      Elimina
    10. ho usato l'esempio della lotteria per semplicità. vi sono esempi infiniti che non presuppongono regole, ed il risultato è il medesimo.

      Elimina
    11. Quali sarebbero questi esempi "infiniti"?

      Qualsiasi esempio di risultato casuale, dal tiro di dado all'estrazione di numeri al lotto, presuppone un meccanismo che genera il risultato secondo regole precise.
      L'evento casuale può nascere solo all'interno di un sistema non casuale.

      Elimina
  3. Imho siamo soli Nell"universo, impossibile la ' nascita ' di altre vite intelligenti, al massimo qualche pesciolino. Cmq non lo sapremo e l'umanità non lo sapra'mai. Luca r.

    RispondiElimina
  4. http://xmx.forumcommunity.net/?t=10936514
    non esistono impossibile. Barbara

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Barbara, lei è a conoscenza del fatto che esistano nell'universo fenomeni che non conosciamo? Recentemente sono state scoperte esplosioni che coinvolgono parti di universo ben più grosse del nostro sistema solare. Al momento per noi l'Universo è inconoscibile

      Elimina
    2. no, al momento per noi l'universo è (in larga parte) sconosciuto. non vi è alcuna evidenza che esso sia inconoscibile

      Elimina
    3. "al momento per noi l'Universo è inconoscibile" vuol dire che con i nostri strumenti al momento non è conoscibile

      Elimina
  5. Perchè l’Incarnazione è avvenuta solo sulla Terra, per mezzo della Santa Vergine Maria? Gesù non potrebbe essersi incarnato anche in una famiglia extraterrestre? Sarebbe sempre comunque il Figlio di Dio, Seconda Persona della Trinità: o mi manca qualche base teologica?
    Manlio Pittori

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lei ragiona su basi temporali umane, ma la storia della Salvezza potrebbe essere appena iniziata.

      Elimina
    2. Mi perdoni, ma lei ragiona su basi temporali diverse da quelle umane? Per capire qualcosa, ho bisogno di riferimenti comprensibili: altrimenti siano condannati all'incomunicabilità, se lei dispone di un apparato epistemologico (o, comunque, conoscitivo) "non umano".

      Grazie.

      Manlio Pittori

      Elimina
    3. Anche io mi base sulla percezione umana, ma Dio no, quindi non possiamo sapere cosa riserva il domani. Per noi gli ultimi millenni sono tanti, per Dio chissà...

      Elimina
  6. Gli "extraterrestri potrebbero essere in pace con Dio, quindi senza Peccato Originale e non bisognosi di redenzione. In caso contrario nulla vieta di evangelizzarli. L’Incarnazione però è avvenuta solo sulla Terra, per mezzo della Santa Vergine Maria. Un qualsiasi alieno che volesse salvarsi dovrebbe tenerne conto."

    Ammettiamo che in un pianeta a 20.000 anni luce di distanza dalla Terra ci siano gli alieni, anch'essi portatori del Peccato originale: come si salvano?

    Non grazie all'Incarnazione, avvenuta solo sulla Terra. Non grazie a noi, perchè siamo troppo lontani per evangelizzarli. Questi alieni dovrebbero sapere (o essere informati) di quanto avvenuto sulla Terra e comportarsi di conseguenza.

    Ma perchè Dio avrebbe dovuto preferire i terrestri? Perchè a quegli alieni è stato negato il dono dell'Incarnazione?

    Non vorrei sembrarvi blasfemo, ma cercare di risolvere questa faccenda con gli strumenti della teologia mi pare porti a conclusioni poco convincenti.

    Mi sbaglio io?

    Grazie.

    Manlio Pittori

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche per gli abitanti della Terra esiste il caso di persone che possono salvarsi, in quanto hanno vissuto una vita retta pur non avendo potuto conoscere Cristo.

      Elimina
    2. Perdonil'insistenza, ma non mi è chiaro. Gli Anasazi sono stati un popolo nordamericano estintosi verso il 13° secolo. Praticavano il cannibalismo (come moltissimi altri popoli, del resto). Il cannibale Anasazi, vissuto in un ambiente cannibale, educato fin dall'infanzia al cannibalismo, che considerava del tutto normale il cannibalismo e che per questioni cronologiche e geografiche non ha mai potuto incontrare qualcuno che gli spiegasse l'immoralità del cannibalismo (quindi non è colpa sua, se era cannibale), può essere considerato una persona che ha "vissuto una vita retta pur non avendo potuto conoscere Cristo"?

      Secondo la Chiesa si salva anche il cannibale che era tale non per cattiveria personale ma perchè figlio di una "cultura cannibale"?

      Grazie per la cortese risposta.

      Manlio Pittori

      Elimina
    3. Con tutto il rispetto per il bravo Filipazzi, non m'impanco su multiversi, pluriversi, universi parallelli, alieni, 20 (proprio 20) variabili sincronizzate, incontri ravvicinati e "visite ad limina" di extraterrestri a Giovanni XIII (al quale si possono imputare ben altre colpe che queste improbabili frequentazioni).
      Al massimo, riguardo all'ozioso tema della "salvezza degli abitanti di altri mondi" mi limito alla risposta implicita di C.S. Lewis in "Narnia".
      E ciò mi basta, perché l'argomento, anche se ciò può scandalizzare alcuni, mi annoia. Mi rifugio in una "dotta ignoranza". Orgogliosamente presuntuosa, perché credo che ci siano cose ben più importanti di una presunta "soteriologia aliena".

      Riguardo alla tesi, così fondamentale e decisiva, degli "Anasazi" (civilizzazione decisiva nella nostra storia, strano che Spengler non l'abbia citata) che una cultura wikipediana vorrebbe "naturalmente" e "culturalmente" cannibali, mi limito a ricordare che esiste, a detta di modesti pensatori quali Platone, Aristotele, Cicerone, S. Paolo, S. Tommaso, una "legge naturale" iscritta in ciascuno di noi ("ratio summa insita in natura " scrive Cicerone). Legge naturale che, ovviamente, non vede con favore il cannibalismo, in tutte le sue forme.
      Quindi ammesso e non concesso che costoro siano stati "strutturalmente" cannibali, sicuramente avranno dovuto rendere conto al Buon Dio riguardo alla loro sordità rispetto alla loro coscienza. La risposta del Buon Dio, ovviamente, la ignoro. Ma la ignora anche Manlio Pittori.

      Elimina
    4. Mister Silente,

      non disprezzi così i poveri "Anasazi": se ben ricordo il suo Catechismo, si tratta di suoi fratelli, verso i quali non mi sembra cristiano un atteggiamento così sprezzante. E non mi risulta che Gesù Cristo abbia mai fatto dipendere il valore di un essere umano da una citazione di Spengler.

      In quanto alla legge naturale, c'è stata qualche timida riflessione in materia anche dopo il 13. secolo, cui di solito i cattolici si fermano: non so, Bobbio o magari Cordero, che immagino lei conosca bene.

      L'idea, infine, che un cannibale taciti la voce della coscienza che gli intima di non cibarsi di carne umana e si dedichi con un fortissimo senso di colpa alla coscia arrosto del nemico ucciso in battaglia è, più che insostenibile, ridicola.

      Si è mai chiesto perchè nazisti e comunisti le loro stragi di ebrei e di kulaki le facevano di nascosto, mentre i sacerdoti Maya evisceravano torme di poveracci coram populo in cima alle piramidi?

      Perchè i primi sapevano - essendo figli dell'Occidente - che quanto facevano era sbagliato; i secondi invece, essendo del tutto estranei all'Occidente, sapevano che quello che facevano era giusto.

      Ci pensi, se le càpita di farlo.

      Grazie,

      Manlio Pittori

      Elimina
  7. Io non mi fisserei troppo su ipotesi scientifiche come il multiverso, in sincerità la religione riguarda il campo della metafisica e dello spirito al livello più alto e non necessita di essere considerata in base ad ogni teoria scientifica che viene popolarizzata in giro (o volgarizzata, che è la stessa cosa).

    "Non è nessuna delle cose sensibili o intellegibili colui che è causa prima delle cose sensibili e intellegibili"
    Dio è al di là della sua stessa creazione e non può essere definito in base ad essa (e che la creazione non corrisponda solo al nostro universo fisico è una verità banale se si pensa all'inferno e al paradiso).

    Io non direi nemmeno che Dio è un puro spirito poiché anche noi e gli angeli abbiamo lo spirito ed esso stesso proviene dal creatore.
    Dio è al di là dello stesso spirito in quanto la sua natura è per definizione infinita, perfetta e onnipotente e perciò assolutamente inesprimibile.
    Come hanno sempre detto tutti i grandi mistici, i quali però sono difficilmente comprensibili e facilmente fraintendibili dagli eretici.

    RispondiElimina
  8. Non penso che Manlio Pittori debba preoccuparsi per gli Anasazi, un sacco di “vie speciali” saranno state approntate per loro. Dio ci giudica anche in base a quella che il Catechismo chiama “fede implicita” e il contesto non è indifferente.

    Però le sue osservazioni del 4 settembre sono puntute.

    Mi chiedo: perché mai l’ incarnazione dovrebbe essere unica?

    Ammettiamo che esista un pianeta di marziani simile a noi senza nessun contatto possibile con noi. Non è poi così difficile farlo.

    Ammettiamo poi si tratti di peccatori bisognosi di salvezza. E’ ancora meno difficile: se esistono altre forme di vita intelligente, è probabile (induzione) che somiglino alla nostra.

    Ora, Dio puo’ salvarli grazie alla loro fede implicita (ovvero secondo le vie speciali disponibili all’ uomo che senza sua colpa non ha incontrato il messaggio evangelico) oppure grazie ad una fede esplicita (ovvero chiedendo di rispondere alla chiamata di un Dio incarnato o di un suo rappresentante).

    Quale tra le due opzioni è la più probabile? Su quale scommettere?

    Anche partendo dall’ assunto che il nostro è il migliore dei mondi (universi) possibili, nessuna delle due opzioni prevale visto che il calcolo completo delle conseguenze è del tutto al di fuori della nostra portata e quindi un bilancio costi/benefici è disponibile in esclusiva all’ intelligenza divina.

    Per scommettere non resta che il senso comune: il mio mi dice che poter incontrare Gesù o un suo equivalente è sempre meglio, è sempre un vantaggio. Per questo motivo la mia scommessa va nel senso di un’ incarnazione. Naturalmente il differenziale probabilistico è minimo ma allo scommettitore non interessa.



    Civiltà simili alla nostra probabilmente esistono. Anzi, il paradosso si Fermi ci dice che bisogna usare il passato: sono esistite. Probabilmente hanno quindi già conosciuto la loro apocalisse, e magari sono anche già state giudicate. D’ altronde ragionandoci su anche la nostra apocalisse dovrebbe essere più vicina di quanto si pensi http://meteuphoric.wordpress.com/2010/03/23/sia-doomsday-the-filter-is-ahead/

    +++

    Funes mi spiazza anche per le parole che spende sul multiverso. Dopo l’ immane lavoro di John Leslie pensavo fosse chiaro che se il nostro universo è l’ unico allora la spiegazione casuale non regge (e il teismo si impone) mentre se è solo uno tra i tanti, allora il mistero di “esserci” è molto meno misterioso.

    RispondiElimina
  9. Manlio Pittori non ha motivo di preoccuparsi troppo per gli Anasazi, sono sicuro che il buon Dio abbia approntato una “via speciale” anche per loro. Saranno giudicati soppesando anche il contesto. Lo traggo dal Catechismo (art. 847, quello dedicato a “quelli che senza loro colpa…”), mica da una bontà di cuore.

    Invece le obiezioni del 4 settembre sono puntute, mi hanno toccato.

    In sintesi: perché solo un’ incarnazione? Cosa osta.

    Ipotesi 1: ammettiamo esista una civiltà aliena con cui non possiamo avere contatti (il razionalista che è in me non fatica ad accettarla).

    Ipotesi 2: ammettiamo che il nostro sia il migliore dei mondi (universi) possibili (il credente che è in me non fatica ad accettarla).

    Ipotesi 3: ammettiamo che questi alieni siano peccatori e bisognosi di salvezza (il razionalista che è in me l’ accetta appellandosi all’ induzione: poiché l’ unica vita intelligente che conosco è quella umana, se ne esiste un’ altra sarà probabilmente simile a quella umana).

    Ipotesi 4: ammettiamo che Dio voglia offrire occasioni di salvezza alla civiltà aliena (il credente che è in me non fatica ad accettarla).

    Domanda al credente, al razionalista e al credente-razionalista: come procederà Dio?

    Ci sono due opzioni: 1) predisporre vie speciali 2) predisporre sia via speciali che una via generale (risposta alla chiamata di un Dio incarnato o di un suo rappresentante in terra).

    Su quale scommettere?

    La ragione cosa ci dice? Poco. Anzi, niente. Entrambe le vie sono compatibili con l’ ipotesi 2. La “mostruosa” analisi costi e benefici non è alla nostra portata, lasciamola alla mente di Dio.

    Ma della ragione fa parte anche il senso comune, e quello in me parla abbastanza chiaro: avere un Gesù che ci viene incontro è sempre meglio.

    Diversamente da Padre Funes scommetterei allora sulla seconda opzione.

    Ma cosa osta alla seconda incarnazione? Boh, quindi confermo la scommessa.

    Anche se le probabilità restano basse? Basta che siano superiori all’ alternativa.

    In questo senso padre Funes non mi convince.

    La cosa più probabile, comunque, è che civiltà come la nostra esistano. Anzi, più probabile ancora che siano esistite e abbiano già conosciuto la loro apocalisse (paradosso di Fermi). Magari sono già state anche giudicate. Più probabilmente aspettano la nostra fine, che del resto non dovrebbe tardare. E sul punto sono d’ accordo anche i razionalisti: http://meteuphoric.wordpress.com/2010/03/23/sia-doomsday-the-filter-is-ahead/

    ***

    Padre Funes mi convince ancora meno sul multiverso: ma il lavoro certosino di John Leslie non aveva sviscerato il problema in modo chiaro: se l’ universo è unico allora la spiegazione casuale diventa poco credibile (e ci guadagna l’ alternativa teista). Se gli universi sono molti, allora il nostro è solo uno dei tanti e non dobbiamo sorprenderci se siamo qui. C’ è da dire che l’ ipotesi dell’ universo unico è decisamente più semplice, quindi preferibile a parità del resto.

    RispondiElimina